INTERVISTA CONGIANLUCA ACETO,
ASSESSORE PROVINCIALE ALL'AMBIENTE

"Il Pdl, ecologista a Benevento,
nuclearista aRoma "

Mentre il Comune di Benevento aumenta la Tarsu per il 2009, promettendo la riduzione di quella del 2010, il decreto legge 195/2009 sancisce i passaggio delle competenze in materia di smaltimento dei rifiuti, con relativa riscossione della Tarsu, alle Province campane – Il Pdl protestava quando vedeva in Bassolino il responsabile della individuazione di discariche in provincia di Benevento, ma tace ora che Berlusconi ha individuato quella di Nocecchia – Preferire il ciclo dei rifiuti ai termovalizzatori – Posto in Regione il problema della incapienza delle discarica di Nocecchia, anche se è stato ridotto il quantitativo giornaliero da sversare – i due funzionari della Regione che hanno avallato l’insediamento della Luminosa a Ponte Valentino, contro l’unanime parere contrario del Consiglio regionale, si sono assunti una responsabilità di cui risponderanno in tutte le sedi.
Non bastava la triplicazione del costo della sosta a pagamento, in aggiunta all’aumento dell’addizionale comunale, per finanziare, secondo l’opposizione, le spese ludiche, e per coprire, invece, secondo l’amministrazione, i buchi lasciati dall’opposizione quando era maggioranza, ci voleva anche un ulteriore aumento, il più alto, secondo le stime della Uil, in Campania e in Italia, della tassa sui rifiuti solidi urbani, per l’anno 2009, da pagarsi nel secondo semestre del 2010. Già per il 2008, la Tarsu, pagata nel 2009, aveva subito un sensibile aumento, sia per finanziare il bilancio dell’Asia, sia per coprire, in parte, il mancato introito dell’Ici, motivazioni, queste, fornite allora dall’assessore alle finanze, Luigi Boccalone, e confermate successivamente, in una intervista concessa a noi, nel numero 12 di “Benevento”, dall’assessore ai lavori pubblici, Aldo Damiano.
Ora, l’assessore alle finanze, per giustificare quest’altro aumento, dice ancora che bisogna finanziare il bilancio dell’Asia, senza che dica ai cittadini come questa azienda spende il pubblico denaro e senza che pensi di restituire ad essi i soldi richiesti per compensare il mancato introito dell’Ici, dal momento che il Comune, è l’assessore a dirlo, ha avuto dal governo centrale il trasferimento dei fondi a copertura dell’abolizione della predetta imposta sulla prima casa.
Non crediamo che il sindaco, un mese fa, quando nella conferenza di fine anno, ha detto che, per 2010, la Tarsu sarebbe stata ridotta del 12,5%, in virtù del recupero di una evasione di 400 mila euro, non sapeva di dover infliggere loro un’altra stangata relativa a tale tassa, per far fronte ai costi di gestione dell’Asia, che si rivela sempre di più un pozzo senza fondo. Nicola Boccalone, cugino dell’assessore e coordinatore comunale del Pdl, riferisce, infatti, che detti costi sono saliti a euro 15.021.747,00, un importo superiore di duemilioni e ottocentomila euro, rispetto a quanto sarà incassato dai cittadini, recupero di evasione compreso. Il sindaco poteva, semmai, ma solo in teoria, non sapere dell’emanazione, il 30 dicembre, del decreto 195 che sancisce la fine dell’emergenza rifiuti in Campania e il trasferimento alle Province della gestione del relativo ciclo, nonché della riscossione della Tarsu.
Insomma, se si pensa che, nel rimanente tempo che hanno davanti fino alla primavera del 2011, gli attuali amministratori della città difficilmente potranno realizzare appieno il programma di mandato, si deve dedurre che essi abbiano preso le misure di come perdere le elezioni, anche perché non vi sarà più l’apporto di quello che è rimasto del partito di Mastella.
Per essere benevoli, possiamo ribadire che, per questi amministratori, si potrà ripetere ciò che è accaduto a Prodi, il quale, essendosi preoccupato di far rientrare, con misure impopolari, i conti nei limiti di Maastricht, sforati da Berlusconi, ha messo poi quest’ultimo nella condizione non solo di avvantaggiarsi di quanto posto in essere dal governo di centro sinistra, ma di avere anche l’encomio dall’Europa.
I cittadini di Benevento, infatti, potranno vedersi ridotta la Tarsu, non si sa se rispetto a quanto avranno pagato nel 2010 o rispetto a quanto hanno pagato nel 2009, allorché si sarà già votato. Anche i pensionati al minimo, non titolari di altri redditi, hanno avuto, nel mese di luglio del 2008, dopo che era ritornato Berlusconi a Palazzo Chigi, la quattordicesima mensilità, prevista nell’ultima finanzionaria del governo Prodi.
Ora il sindaco di Benevento, unitamente a quelli della Campania senza distinzione di appartenenza politica, protesta contro il decreto 195/2009, destinato comunque a non trovare attuazione nella sua attuale versione.
Ma sentiamo cosa dice, in proposito, Gianluca Aceto, un ferreriano nominato assessore provinciale all’Ambiente, in rappresentanza della lista “Sinistra arcobaleno”, in base ad un accordo pre-elettorale che sanciva la presenza in giunta di ogni lista della coalizione, anche di quelle, è il caso della sinistra radicale, che non avrebbero espresso consiglieri.
“Laddove la provincializzazione della raccolta dei rifiuti è stata avviata da tempo”, esordisce Aceto, “le Provincie già riscuotono la Tarsu. Il governo, con il decreto legge 195/2009, ha stabilito la provincializzazione del servizio anche in Campania. Ma non credo che il provvedimento troverà attuazione perché c’è un’azione dei comuni volta a modificare il decreto, anche per continuare ad incassare la Tarsu e a gestire la raccolta dei rifiuti”
Chi gestirebbe poi la raccolta dei rifiuti?
“La società provinciale, con meccanismi nuovi e tecniche da individuare nel proprio programma, senza esonerare l’Asia e altri soggetti che potrebbero continuare a svolgere i propri servizi nell’ambito dell’organizzazione. Avremmo comunque una razionalizzazione del servizio, su questo c’è poco da discutere, e quindi un suo miglioramento in termini economici”.
Ma il Comune di Benevento ha previsto che, avendo scovato molti evasori, la tassa del 2010 sarà ridotta. Intanto aumenta quella del 2009 che sarà pagata nel 2010. Dovendo passare alla Provincia questa funzione, in che misura il Comune fa queste previsioni?
“Non ne ho idea, e non aggiungo altro. Certo, è giusto il problema che lei rileva”.
Ma la provincializzazione della raccolta dei rifiuti, nelle altre regioni, ha funzionato perché ci sono i termovalorizzatori!
“Assolutamente no. La provincializzazione è un meccanismo che funziona sulla base di discorsi industriali. La tecnologia di smaltimento non influisce sulle metodologie del processo. Noi, infatti, avendo presentato il piano rifiuti, andiamo a smaltire i rifiuti in un diverso modo”.
Sì, ma in Campania siamo andati in emergenza perché si erano saturate le discariche e, in assenza di termovalizzatori, non esisteva un ciclo dei rifiuti.
“Ecco, non esisteva un ciclo dei rifiuti. Un ciclo rifiuti non richiede necessariamente l’esistenza di inceneritori. In Campania, siamo stati in emergenza, perché questo regime conveniva a tanti, anche a una buona parte del centro sinistra. L’emergenza si è prodotta nel momento in cui la Fibe (il tutto nasce infatti dai contratti stipulati con questa organizzazione della Impregilio) si è messa in capo a questo progetto, il cui scopo non era l’organizzazione del ciclo industriale ma quello di fare soldi facili, espropriando dei processi democratici. Quelle che si sono avute in Campania non erano discariche, erano fosse incontrollate, che hanno prodotto grande allarme, in termini di inquinamento, e una perdita di legittimità delle istituzioni. Si è pensato all’inceneritore, perché la realizzazione dell’impianto era più remunerativa. Insomma si è fatto prima ciò che andava fatto dopo. Se avessero utilizzato solo un quarto dei soldi spesi finora per organizzare la riduzione, a monte, dei rifiuti, oggi, anche senza inceneritore, non saremmo a questo punto”.
Allora perché si attaccava la Regione, da parte del centro destra, quando si individuava un discarica?
“Perché c’era l’individuazione della responsabilità in Bassolino, sia quale commissario, sia quale presidente”.
Ma il fine della domanda era questo: rispetto all’individuazione delle varie discariche nel Sannio, c’è stata la protesta soprattutto da parte del centro destra. Ora che Berlusconi, per togliere la “monnezza” dalle strade di Napoli, guadagnandosi un riconoscimento internazionale, ha creato la discarica di Nocecchia in S.Arcangelo Trimonte, luogo già individuato in precedenza, perché il centro destra tace? Era strumentale la protesta contro Bassolino?
“Il centro destra ha fatto di più: ha fatto credere che ci fosse in programma, anche per volontà della Provincia di Benevento, un ampliamento della discarica di Nocecchia, invadendo il territorio di Paduli. Siamo di fronte a una mancanza di onestà intellettuale, che io faccio fatica a definire altrimenti. Però, anche nel Consiglio provinciale di giovedì 14 febbraio, si è cominciato a vedere, con numeri alla mano, dove sta la verità. Io ho già detto che ci sono personaggi che, ritenendo il ciclo dei rifiuti una quisquilia su cui polemizzare, pensano di potersi avventurare su terreni dove, o sei preparato, attraverso la conoscenza di carte e documenti, o fai una brutta figura. E a me è toccato fare un rilievo di questo tipo all’indirizzo di qualcuno”.
Il decreto 195 sancisce la fine dell’emergenza in Campania. Quali fatti nuovi sono intervenuti perché si arrivasse a questa decretazione?
“Io sono di Rifondazione comunista, ma, con onestà intellettuale devo ammettere che bisognava pervenire a una fine dell’emergenza. E sa perché? Perché siamo in un Paese sotto procedura di inflazione da parte dell’Unione Europea, in particolar modo sulla questione dei rifiuti. Questo significa che tutto il sistema Paese rischia di avere danni economici importanti, non potendo attivare le risorse europee proprio sui rifiuti, in quanto anche in Sicilia e in Calabria ci sono delle criticità evidenti”
Di che natura?
“Di natura molto simile a quelle della Campania. Eppure, la Sicilia non è amministrata dal centro sinistra”.
Fare a meno del termovalorizzatore è un bene o un male?
“E’ un bene assoluto. Credo che fare a meno dell’incenerimento abbia una valenza di tipo politico, che distingue il centro sinistra dal centro destra”.
Ma come? Gli inceneritori esistono in tutte le regioni?
“Infatti, quelle regioni cha hanno l’inceneritore hanno un ciclo che ha bisogno di combustibile. E quindi non riescono a superare certi standard nella raccolta differenziata”.
A Brescia producono calore
“Ma bisogna vedere, se togliamo il Cip 6 e tutti gli incentivi, quanto rende il calore prodotto e quanto invece bisogna spendere per produrre quel calore. Se noi facciamo un bilancio serio, probabilmente ci accorgiamo che tutta la decantata renditività non c’è. Il vero investimento è consumare di meno, produrre meno rifiuti, riorganizzare i cicli produttivi. Quando noi andiamo a comprare una qualsiasi merce, possiamo notare che essa contiene una serie di imballaggi evitabili. Bisogna consumare meno risorse e riciclare in maniera più efficace. Rispetto all’inceneritore, che consuma combustibile, la discarica induce a produrre meno rifiuti”.
Ma la discarica non distrugge i rifiuti.
“Dovremmo essere tanto più bravi in questi anni, affinché non siano necessarie altre discariche. Questa è la differenza tra l’inceneritore e il sistema invece basato sulle tecnologie a freddo. D’altronde, questa scelta, facente parte dell’indirizzo del presidente Cimitile e della lista Arcobaleno, è stata fatta propria da tutta la coalizione nell’accordo programmatico. A tale indirizzo appartiene altresì la scelta che questa Provincia avrebbe puntato su energie alternative, anche rispetto alle biomasse. Una cosa è parlare delle biomasse, altra cosa è andare a vedere cosa sono davvero due centrali a biomasse da 12 megawatt ciascuna, per renderti conto che non ci sono queste biomasse”.
Si è sventato il rischio di insediare la centrale a biomasse a San Salvatore Telesino, anche se Gianni Letta ne ha di recente caldeggiato l’insediamento, ignorando evidentemente che le emanazioni provinciali dello schieramento politico di cui lui fa parte si schierarono contro quell’insediamento. Ma pare che la società che, per conto della Provincia di Bergamo, voleva creare quella centrare in S.Salvatore Telesino, abbia ripiegato nella zona industriale di Ponte Valentino.
“Sono due cose differenti. La Vocem, in realtà, aveva affittato una vecchia centrale del sito Asi a Ponte Valentino, da 3 megawatt, chiedendo poi di trasformarla in una centrale da 1,8 megawatt, ma intanto era subentrata un’altra società, l’Antares. Nella complessa questione, non si capisce perché la Vocem ha tenuto in affitto per quasi 2 anni questa centrale che non ha prodotto energia e poi l’ha ceduta”.
Lei ha dichiarato alla stampa che lo sversamento a Nocecchia è stato ridotto da 500 a 300 tonnellate al giorno. Per risolvere il problema lo sversamento dovrebbe cessare, altrimenti si arriverà presto alla saturazione della discarica, dal momento che era stato previsto l’allargamento della stessa in territorio di Paduli, proprio in presenza di una sua incapienza.
“Ma sicuramente. Questa mattina (è il 18 gennaio – ndr) alla riunione tenutasi a Napoli abbiamo rimarcato che il problema è insostenibile. Infatti, il grosso dei confermenti proviene da Napoli”.
Per quanto riguarda la centrale Luminosa, Corona dice che ci sono responsabilità bipartisan, (Ds e Forza Italia) nell’aver individuato il suo insediamento in località Ponte Valentino. La responsabilità maggiore, nel favorire ora il suo insediamento, è della Regione o del governo? Il ministro Bondi ha escluso l’impatto sui beni archeologici.

“Le responsabilità sono da attribuire in maniera abbastanza diffusa. Ma mi viene un po’ da sorridere: quando c’è una compagine governativa che addirittura promuove il nucleare, come fa la deputazione locale del Pdl a dire di no a una centrale elettrica nel territorio di Benevento e poi dire si, a Roma, in sede nazionale, alle centrali nucleari e ai depositi di scorie nucleari. C’è una contraddizione enorme, c’è demagogia”.
E voi fino a che punto avete smascherato questa demagogia, rispetto a chi dice che il centro sinistra ha creato discariche e centrali a Benevento? Perché anche chi le sta di fronte è convinto che questa è demagogia.
“La Provincia sta cercando di lavorare nel miglior modo possibile. Ma io voglio sottolineare che anche la Regione Campania ha le sue responsabilità. C’è una posizione dei nuovi tecnici, dopo gli arresti in Regione, a maggio dell’anno scorso, che è tecnicamente incomprensibile: hanno messo nero su bianco, esprimendo un parere positivo, che secondo me, e secondo altri, non ha riscontri nella pianificazione energetica regionale. E di questo si assumeranno le responsabilità in tutte le sedi, anche perché, con un indirizzo politico molto forte, il Consiglio regionale ha detto no, all’unanimità, all’insediamento della centrale. Io spero che, prima delle elezioni, la giunta esprima una posizione coerente con gli indirizzi programmatici del Consiglio”.
E perché i tecnici, che sono espressione della giunta, invece si comportano in maniera difforme?
“Mi piacerebbe chiederglielo, non lo so, lo ignoro. Diciamo che si sono assunti una responsabilità forte, firmando un documento in cui dicono che l’impianto si può fare”.
E’ assurdo che, mentre Comune e Provincia intendono avvalersi delle energie rinnovabili, qui si impianta una centrale da 400 megawatt, da porre a servizio di altri. Lo stesso dicesi per la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, che è stata creata per smaltire in grossissima misura i rifiuti di Napoli. Perché si ripiega sempre su Benevento? Dove vanno individuate le responsabilità?
“Vanno individuate in processi che, come al solito, cercano di far ricadere su territori democraticamente e socialmente meno problematici di squilibri, nel senso che ci sono meno persone, persone che non sono abituate ad una conflittualità sociale esasperata come quella che esiste a Napoli. Insomma, da noi c’è una possibilità minore di opposizione”.

Giuseppe di Gioia
pedigio@tele2.it

EDITORIALE , CITTÀ, PROVINCIA, SPORT

Home Page