OSSERVATORIO

La lotteria delle regionali

L’avevo pre-scritto ed in parte anche scritto che il 2010 non era nato sotto una buona stella. Sin dall’inizio non c’erano segnali di distensione nel mondo politico, mentre continuava a girare… in giro in giro… ancora e sempre spazzatura.
Sorvolo sulla scelta del Sindaco di adire le vie legali per controbattere alle “inesattezze” o meglio ai dico-non dico di Boccalone. Se la politica arriva a questi livelli vuol dire non già che è rissa, ma è pattume. Vorrei solo ricordare che comunque salire le scale del palazzo di via De Caro è un tantino più caro al centrosinistra che non già all’attuale minoranza, che quand’era maggioranza fu più volte esposta al vaglio dei giudici: piazza Duomo, tanto per fare un esempio.
Ma tant’è lasciamo che l’iter faccia il suo corso, che su quelle dichiarazioni venga fuori la verità, vengano esternati i sottintesi.
Vorrei parlare di tasse, dove credo che il vero dilemma da sciorinare sia non già in piazza, ma nelle tasche dei cittadini. La Tarsu, che doveva essere tariffa, ma che ancora non lo è, copre il fabbisogno dell’Asia nel 2009? Vi sono “utili d’esercizio”? C’è un extra oltre il costo del servizio stesso? Forse i cittadini avrebbero ben compreso un’azione contro chi queste domande ha posto, piuttosto che assistere ad una “paturnia” da via dei Mulini.
Ho sempre difeso l’Asia (non quella geografica) per la sua capacità di porsi all’avanguardia in Campania, di dare un aspetto decente a questa città. Ed ero contento, e lo sono ancora di più oggi, allorquando all’orizzonte appare una società a livello provinciale (concetto ribadito nello scorso numero) seppur a capitale pubblico(????). E’ pur vero che alla pulizia non c’è limite, mettendo di conto anche “la civiltà” dei cittadini, ma è senza ombra di dubbio che quell’azienda non è mai stata ferma, chi ha operato lo ha fatto al meglio delle proprie capacità, non offrendo, se non in rarissime occasioni, spettacoli indecorosi di cataste di buste putride e maleodoranti accatastate lungo le strade cittadine. E’ di questi giorni l’abbattimento in piazza Risorgimento di quel “monumento alla mondezza” ai piedi del palazzo dei Giudici di Pace, è di questi giorni la messa a punto in una ulteriore parte della città della “differenziata”. Credo che una volta coperta l’intera area cittadina questa ci permetterà di “spazzare” (letteralmente in entrambi i significati) via i “cassonetti”. Ma se poi arriva la SAMTE, cosa succederà? Sarà tutto… Bianco o un ritorno al “futuro”? Vorrei capirci qualcosa perché temo poi che il Tarsu –Asia –Samte finisca con l’aggravare ancora di più le tasche del cittadino.
Detto di immondizia e tassa vorrei soffermarmi sull’attuale clima politico in vista delle regionali. Detto di Caldoro candidato alla Presidenza della Giunta regionale della Campania da parte del Pdl, da questo lato si resta in attesa della lista ufficiale (quella col simbolo, tanto per intenderci) e di quante saranno quelle così dette “civette” che l’affiancheranno, oltre poi a sottolineare l’aggregazione su quel candidato della Destra e dell’Udeur.
A sinistra invece appare tutto l’inverso. In pratica ci sono già i candidati al Consiglio, ma il presidente regionale sarà forse indicato da una sessione di primarie (se non già individuato mentre queste righe vedono la luce). Ora, al di là delle vicende interne del Pd vorrei capire perché tanto ostracismo contro De Luca, Sindaco di Salerno. Perché tanta negatività nei confronti di uno che crede di poter lottare ed eventualmente vincere. Forse perché una volta aperte le urne e ritrovatosi vittorioso, De Luca avrebbe potuto sconvolgere gli assetti interni del Pd e chiudere la porta a Bassolino e compagni? Nel Pd occorre una svolta di quelle a 360 gradi, epocale e non già strumentale. Le cariatidi in politica potevano esistere una volta, potevano, e forse possono ancora, determinare un “pensiero” ma non di più, possono indicare una via, che sarà sempre e comunque quella munita del retaggio dei loro errori.
La politica deve guardare avanti, deve scrollarsi di dosso la polvere della “consuetudine” e guardare alle novità della società, della scienza e della tecnologia. Non può arroccarsi copiando quello che hanno fatto i predecessori, ma prendersi le responsabilità del “nuovo”. Ed allora vedere in giro a tutti i livelli personaggi che già facevano cronaca negli anni settanta, trapassati dallo scorso millennio, senza il classico bang, non è certo segno di novità.
Ma tant’è così è se vi pare ed allora non cercate scuse se la società si allontana dalla politica, se i giovani sono sempre in minor numero a presentarsi all’uscio dei partiti, se le donne bisognerà cercarle, in molti casi col lanternino, per poterle mettere in lista. Già perché da queste parti nelle liste che andranno a supporto dei candidati, se ho capito bene il meccanismo, dovrebbero esserci solo tre nomi di cui almeno uno di un altro sesso: due uomini e una donna e… viceversa, mentre la preferenza doppia sarà valida solo se data a due candidati diversi… prosit… vallo a farglielo capire il sistema di votazione e poi quello dello scrutinio e poi quello dell’assegnazione dei seggi a qualcuno come il sottoscritto. Sì, perché qualcuno parla di tre consiglieri, qualche altro è scettico su questo risultato, che pur ci danneggia, qualche altro invece la pensa alla grande arrivando persino a prevederne quattro se non di più… ma i numeri poi ci sarebbero? I quozienti saranno raggiunti? Signori, credo che l’ennesima lotteria delle Regionali è stata partorita, e partirà a breve, ma sarà sempre napolicentrista.

Geppino Presta


E’ SOLTANTO UN’OPINIONE
A cura di Pietro Di Lorenzo

Gli imprenditori chiedono efficienza,
ma i politici offrono invece polemiche

Anche quest’anno avremo le nostre elezioni, il rinnovo dei consigli regionali e di molti altri enti porterà altri mesi di blocco delle attività istituzionali. Mentre in Campania si sta delineando il dopo Bassolino, diventa sempre più grave la condizione dell’economia e quindi del sistema delle imprese. Ormai è quasi una guerra tra chi cade per ultimo.
Gran parte degli imprenditori legati al sistema pubblico sono già in una condizione precaria, a causa del crollo degli appalti e della gravissima crisi finanziaria e di solvibilità che ha fatto allungare all’infinito i tempi di pagamento. Chi ha fatto l’errore di investire utilizzando sistemi (come la famosa Legge n° 488) che indifferentemente premiavano soltanto l’indicazione del numero di occupati, al primo segnale di crisi si è ritrovato senza lavoro e con tanti operai che giustamente protestavano. Il calcolo è semplice, addirittura elementare: il finanziamento assegnato all’imprenditore, immaginatelo suddiviso per ogni dipendente e scoprirete che forse avremmo avuto tante piccole imprese (oppure ottimi vitalizi) sicuramente più legate al territorio.
È inspiegabile poi il livello di indebitamento delle aziende, eppure c’erano amministratori, revisori dei conti, sindacati, tutti impegnati, anche con lauti gettoni, a far funzionare l’impresa, che sono andati avanti, fino al baratro, senza accorgersi di nulla! 
Il sistema, quindi, sembra essere fallito, non soltanto perchè appare più conveniente produrre in Tunisia, piuttosto che in Romania, ma per la mancanza di imprenditori veri. O meglio di un certo tipo di uomini d’azienda, quelli che mettono insieme organizzazione e capitali (soprattutto capitali propri) per produrre ed immettere sul mercato prodotti in grado di reggere la concorrenza.
Senza queste condizioni è effettivamente più conveniente ripartire tra gli operai l’ipotetico finanziamento che si vuole assegnare. E’ meglio per tutti e non si deve assistere alla incredibile erogazione di “cassa integrazione” allo scopo di evitare pericolose proteste. Quando entrate in un’azienda e non notate un ciclo produttivo razionale, è normale pensare che prima o poi l’attività entrerà in crisi e chiuderà, con gli operai in mezzo alla strada e tutto il conseguente carico di miserie e proteste.
La politica deve offrire al territorio programmi in grado di rilanciare lo sviluppo, e non polemiche. Basta rincorrere emergenze, che poi, come si è visto, tali non sono.


LA RICETTA DELL'ASSOCIAZIONE FEDERTERZIARIO SANNIO
Come uscire dalla crisi

Lo scorso 19 gennaio presso la sede di via Pepicelli è stato presentato alla stampa il direttivo ed il programma dell’associazione Federterziario di Benevento.
“L’attuale situazione economica della provincia di Benevento e dell’intera regione Campania richiede una forte presenza di associazioni come Federterziario, in grado di garantire alle tante aziende, piccole, medie e del lavoro autonomo, una vera rappresentatività territoriale” è stata la sintesi del discorso del presidente Giovanni Mastrofrancesco, introdotto dal portavoce Pietro Di Lorenzo. All’incontro era presente anche il Sindaco di Benevento Fausto Pepe, che oltre al saluto inaugurale si è soffermato sull’attuale stato di crisi, che richiede una politica forte.
L’Associazione intende rilanciare l’economia della nostra provincia attraverso un programma di interventi sintetizzato nei seguenti dodici punti:
stimolare le istituzioni per realizzare al più presto le infrastrutture di cui la nostra provincia è carente e dotare così le aziende di servizi adeguati; un anno di iscrizione gratis e fruizione dei servizi per le imprese che nascono nel 2010; un anno di iscrizione gratis e di fruizione dei servizi per le aziende che riemergono dopo un periodo di difficoltà; monitoraggio continuo per la verifica degli attuali tempi burocratici, per il rilascio di concessioni ed autorizzazioni (utilizzando anche un numero verde); assistenza legale alle imprese a seguito di danni subiti per ritardati pagamenti; collaborazione con gli  enti locali per una concreta e autentica  attuazione del piano casa; applicazione dell’IVA per cassa, indipendentemente dal fatturato; monitoraggio delle strutture inutilizzate sul territorio e proposta di utilizzo in comodato d’uso a tempo definito a nuove imprese costituite da donne e giovani; investire l’Autorità prefettizia per una forte sensibilizzazione degli enti pubblici affinché si riducano allo stretto necessario i tempi burocratici per il pagamento alle imprese; una campagna di ascolto del territorio attraverso censimenti, tabelle e verifiche; promozione di alta formazione per la qualificazione di quadri aziendali volti all’internazionalizzazione delle aziende; convenzioni con istituti di credito per rendere più agevole l’accesso al credito.


NUMEROSE POTENZIALITA' MESSE IN CAMPO DA ENTI
PUBBLICI E PRIVATI PER INCENTIVARE LA "GREEN ECONOMY"
Benevento provincia “verde”.
In arrivo le fonti rinnovabili

La città di Benevento ha ricevuto la prestigiosa attestazione di “Provincia Verde” grazie al lavoro svolto dall’Amministrazione Provinciale in materia di energie rinnovabili e sostenibilità ambientale. Ad annunciarlo l’Assessore alle Politiche Energetiche della Rocca dei Rettori, Gianvito Bello che ha sottolineato come presto si vedrà “non solo la realizzazione di numerosi impianti a energia alternativa, ma anche l’attivazione di una vera e propria filiera del fotovoltaico”.
Nel corso di uno dei seminari del ciclo Sannio Sity, Bello ha specificato come la provincia di Benevento sia l’unica in Campania a essersi dotata di un Piano Energetico Provinciale già nel 2004 ed ad aver ottenuto la delega per l’autorizzazione in merito all’installazione di impianti verdi. “Intendiamo realizzare –ha spiegato Bello- una filiera produttiva che va dalla produzione di energia, con il Tempio del Sole di Casaldianni, ad insediamenti produttivi di componenti industriali nel settore delle energie alternative, con le 14 iniziative private già attive del Consorzio Nova Energia. La Provincia ha già attivato lo Sportello Energia e a breve saranno avviati il programma per mille tetti fotovoltaici e quelli relativi alle borse di studio dell’Associazione Tecla”.
Benevento è annoverata inoltre tra le province che hanno siglato il Patto tra i Presidenti delle Province delle Regioni del Mezzogiorno, “Un accordo -ha spiegato Salvatore Mallia, Assessore Provinciale all’Ambiente e al Territorio di Ragusa- tra le più importanti province meridionali che rappresenta una grande opportunità per elaborare e promuovere congiuntamente proposte nell’ambito del Poin sulle fonti rinnovabili e il risparmio energetico”.
Ricordiamo inoltre che Confindustria Benevento, insieme a Regione, Provincia e Università ha messo insieme sedici aziende nel Consorzio Nova Energia che movimenta ben 50 milioni di euro per il mini eolico e il fotovoltaico.
Nelle varie iniziative attivate dalla Provincia di Benevento, svolge un ruolo rilevante l’Università del Sannio visto che l’Ateneo svolge un ruolo di supporto scientifico per l’aggiornamento del Piano Energetico Provinciale e collabora alla stesura del Piano d’Azione Provinciale dell’Energia e Ambiente. Da auspicare, per le potenzialità messe in campo dalla Provincia, una sinergia di azioni di tutti gli attori politici e sociali locali.
Lo stesso Aniello Cimitile, Presidente della Provincia di Benevento ha sottolineato l’importanza di “approdare in primavera ad un’agenda condivisa da tutte le parti politiche, con alcuni obiettivi strategici per lo sviluppo del territorio e da portare avanti congiuntamente”.

Antonino Caffo
antonino.caffo@hotmail.it


PRESENTATO ILVOLUME "CRISI E SOSTENIBILITÀ" DI CARMINE NARDONE
Nel solco di Manlio Rossi-Doria

Che meridionalismo non faccia necessariamente rima con rivendicazionismo sembra volerlo ribadire in maniera documentata ed articolata dalle pagine di Crisi e sostenibilità, il presidente di Futuridea e Mib, Carmine Nardone.
A partire da una tesi semplicissima: «Le strategie di riequilibrio territoriale fra Nord e Sud sono state concepite quasi sempre come “rincorsa” delle aree deboli alle aree più forti» avendo invece piuttosto bisogno «di un proprio progetto di sviluppo originale».
Ispirandosi ad uno degli ultimi grandi meridionalisti, Manlio Rossi-Doria, non solo per dare forza alla propria tesi attraverso le sue parole ma in qualche modo reinterpretando lo stretto legame tra teoria e prassi che ne ha caratterizzato l’impegno civile e adattandolo al mutato contesto, l’ex presidente della Provincia si fa testimone di quella parte di Sannio che concretamente lavora per coniugare «competitività e sostenibilità».
Led, realtà aumentata, gas ultra-ecologico da rifiuti liquidi, veicoli ad emissioni zero per l’agricoltura in serra, agricoltura verticale: è questa, secondo l’autore, la strada per coniugare in maniera vantaggiosa le esigenze dettate dalla globalizzazione dell’economia con quelle del territorio e con la sua peculiare ed ineludibile specificità.
È così che nel Sannio si tenta di declinare il “Think global, act local”, quel “pensare globale, agire locale” ben noto al mondo del marketing – da non confondere, perciò, con il glocalismo come mera critica alle storture della globalizzazione.
Pensiero non usuale per la sinistra, quello di Nardone, come notato dal sottosegretario Viespoli che sottolinea la valenza dei richiami alla specificità del territorio per una differente “lettura” del Mezzogiorno – ma proprio per questo vicino al meridionalismo di Rossi-Doria che del suo «saper cogliere gli elementi di novità e di fermento sociale che emergono pur nell’apparente immobilità della superficie» (la principale dote riconosciutagli) fece la lente per guardare il Mezzogiorno in una prospettiva più ampia.

Massimo Iazzetti

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, PROVINCIA, SPORT

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