PONTELANDOLFO
La
saggezza dellovvio tra torpore
natalizio e ricerca di eventi culturali
Abbiamo
fortunatamente messo alle spalle un disastroso anno 2008, segnato
da eventi nefasti un po per tutti, sia a livello personale che
generale. Un po per cultura, ma anche un po per esorcizzare
i momenti non certo felici che abbiamo vissuto e che ci aspettano
dietro langolo, ci piace ricorrere alla saggezza dellovvio
con quella ricca messe di detti e proverbi che ci sono stati tramandati
dalla memoria collettiva, per il gusto di provocare delle riflessioni.
Lanno bisestile che abbiamo lasciato è prodigo di stimoli
e sollecitazioni in tal senso: al lettore la scelta del proverbio
più vicino alla propria realtà, tra quelli proposti.
"Anno bisesto, anno funesto e triste quello che gli viene appresso"
(speriamo non sia così!) "Anno bisestile chi piange
e chi stride"- "Anno bisesto chi se la cava è lesto"-
"Annata bisesta la racconta chi resta". Un esercizio intellettivo
molto più probante di quello che può sembrare e che
ci dovrebbe sollevare moralmente da quanto sta accadendo nel mondo.
Paradossalmente la crisi economica sembra farsi sentire in modo meno
incisivo nelle nostre zone classificate depresse dalle istituzioni,
rispetto a quelle più agiate dItalia. Forse perché
siamo più temprati allausterità e quindi più
pazienti rispetto alle nostre minime aspirazioni.
Ma questo clima di crisi ha giocato un ruolo che non ci è piaciuto,
almeno per quanto riguarda il nostro paese. In effetti, Pontelandolfo
ha sempre avuto una tradizione natalizia più o meno corposa,
con eventi che bruciavano i giorni del calendario fino alEpifania,
per ripartire dai falò accesi in onore di SantAntonio
Abate e proiettarsi in quellascesa di ritmi e parodie carnevalesche.
Invece questanno, nel periodo natalizio, siamo stati avvolti
da un torpore quasi irritante. Eppure questa è una comunità
che non pretende grandi appuntamenti per queste occasioni. Ma registrare
quasi il niente diventa un po preoccupante. E lausterità
non può essere una giustificazione, è solo una fuga
dalle proprie responsabilità sociali. Sarebbero bastate una
qualche tombolata, una proiezione di un film oppure una recita. Invece
ci siamo rintanati nelle nostre caverne e siamo piombati in un letargo
imbarazzante. Eppure le prospettive sembravano migliori quando le
aspirazioni e le ambizioni dellAmministrazione Comunale che
continua, a giusta ragione, a puntare sulla cultura e sullarte
quale volàno di fruizione turistica e sociale hanno trovato
continuità in una serie di atti concreti che vorrebbero impegnare
la comunità nellintento di arrivare alla crescita collettiva
e proiettare Pontelandolfo tra le capitali della cultura del nostro
Sannio. Se lo scorso 8 dicembre la Sala Consiliare della Casa Comunale
ha ospitato la presentazione del volume "Asmara Napoli. Cronaca
di una piccola Odissea" dellautore e ormai concittadino
Gerardo Maria Cantore con a fare gli onori di casa il Sindaco dr.
Cosimo Testa che ha accolto oltre allautore, il Presidente dellAssostampa
Sannita Giovanni Fuccio quale coordinatore, il Presidente del Consorzio
Universitario del Molise, Natalino Paone noto studioso e ricercatore
delle nostre origini sannite e leditore napoletano Alfredo Profeta.
A sorpresa è intervenuto anche il neo-Presidente del Tribunale
di Benevento Rocco Carbone.
La qualità di queste presenze hanno testimoniato lo spessore
professionale ed umano dellautore nato in Libia da genitori
italiani che oltre ad essere stato un qualificato Magistrato Ordinario
è anche stato assistente e docente in eccellenti Università
italiane, quali Napoli, Reggio Calabria e Firenze ed è tuttora
docente con incarico in Diritto Amministrativo presso lUniversità
del Molise. Dal 1965 ci onora della sua presenza come concittadino
pontelandolfese. Il libro è il racconto del viaggio compiuto
dallautore allora bambino, in compagnia della madre e dei suoi
due fratellini dallEritrea italiana fino al ritorno in patria
a Napoli. La circumnavigazione del periplo africano iniziato nel luglio
del 1943 , non potendo percorrere il Canale di Suez utilizzato dagli
inglesi solo per scopi militari, percorsa con gli occhi dellinnocenza,
lincanto delle visioni di fatti e avvenimenti storici che si
avvicendano in due mesi di navigazione fino a raggiungere Taranto
e di qui in camion verso Potenza, subendo anche lattacco dei
bombardieri alleati e quindi il prosieguo in calesse fino a raggiungere
la Napoli post-bellica, più che raccontata, dipinta con gli
acquerelli che emancipano il grigiore della guerra nei ritrovati colori
del dopoguerra. Ad onorare la manifestazione una chicca, anzi una
sciccheria: il Quartetto darchi " Sirio" con i maestri
Antonio Stefanelli, Alba Paradiso, Sergio Fanelli e Remo Ianniruberto.
Una fusione di strumentisti provenienti da esperienze diverse spinti
dal comune amore per la letteratura quartettistica che esplorano il
repertorio di tradizione e quello meno noto dal 1700 ai nostri giorni
senza tralasciare il ricco repertorio cameristico regionale e napoletano
eseguendo spesso lavori inediti. A Pontelandolfo, hanno arricchito
la lettura di alcuni brani del libro da parte dellincantevole
Marilena Calabrese, con temi da film famosi che si riferiscono ai
nostri migliori autori: Morricone, Piovani e Rota. Il concerto ha
tenuto col fiato sospeso gli astanti che hanno potuto fondere le meravigliose
pagine di un racconto autobiografico denso di emozioni con il sottofondo
di una musica immortale magistralmente interpretata. Che per Cantore
ha raggiunto la parte apicale delle proprie emozioni, quando il quartetto
ha eseguito una miscellanea di canzoni dellepoca raccontata:
da "Parlami damore Mariù" a "Mamma".
Insomma l8 dicembre è stata una serata indimenticabile:
suoni e parole hanno tenuto accesa limmaginazione dei cultori
e non solo. Complimenti agli organizzatori. Ma quellevento è
rimasto purtroppo lunica perfomance culturale. Un rimprovero
alle tante, forse troppe istituzioni locali che hanno ignorato il
Natale. Eppure bastava poco pur di allietare il diletto dei compaesani.
Speriamo che questa inerzia sia stata momentanea e solo il risultato
della crisi economica, altrimenti ci sarebbe da stare preoccupati.
LEpifania, intanto, ha coinciso con il tradizionale"Pranzo
degli Anziani" organizzato del GTF Ri Ualanegli. Ma sembra quasi
una voce fuori dal coro del silenzio. Adesso tuffiamoci nel Carnevale
con le simpatiche scorribande delle ruzzole del formaggio che imperversano
tra il viale e la splendida Piazza Roma al suono delle voci dei partecipanti.
Nicola
De Michele
ASSEMBLEA
PUBBLICA A CASTELPOTO
Schipani:
"Affideremo al Cabib
tutta la gestione dellacqua"
Alcuni
giorni fà il sindaco Giancarlo Schipani ha organizzato una
assemblea pubblica per portare a conoscenza della cittadinanza, che
il comune di Castelpoto, visto anche che entro il 2011 sarà
obbligatorio per tutti i comuni sia piccoli che grandi aderire a consorzi
di gestione delle acque pubbliche, ha messo in piedi una trattativa
con il consorzio CABIB per conferirgli del tutto la gestione delle
acque pubbliche dellintero territorio comunale di Castelpoto
visto che già il CABIB è convenzionato con il comune
di Castelpoto nellirrogare acqua pubblica. Tale passaggio ha
comunicato il sindaco Schipani farà in modo che sia le bollette
sia le eventuali perdite e sia la gestione dei pagamenti verranno
decise tutte dal consorzio CABIB, a questo però va aggiunto
che dato che tutti i comuni avevano lobbligo di dotarsi di un
depuratore e che il comune lo ha realizzato nelle prossime bollette
dellacqua sarà aggiunta anche tale quota annuale.
Nella discussione che è emersa nella pubblica assemblea si
è chiesto al sindaco se questa operazione porterà dei
costi in più nelle tasche dei cittadini di Castelpoto o un
risparmio vista la crisi sociale che attanaglia il paese. Il sindaco
Schipani ha risposto che quando il comune di Castelpoto andrà
a trattare il contratto di adesione si farà in modo che i cittadini
paghino leffettivo consumo del contatore dellacqua. Chiaramente
chi non pagherà le bollette del CABIB si vedrà staccata
lacqua. Su ciò il CABIB è stato chiaro visto che
tale consorzio conosce molto bene la situazione dei pagamenti dellacqua
dove da alcuni anni vi sono ben il 20% di morosi che non pagano le
bollette e vanno a danneggiare chi paga regolarmente con costi più
elevati. Cè anche da aggiungere che vi sono alcune zone
del paese come contrada Campilongo dove cè una grossa
dispersione di acqua pubblica che incide notevolmente sui costi. Comunque
si è provveduto più volte in questi anni a mettere riparo
a tale situazione negativa riscontrando scarsi successi per colpa
dei morosi di quelle zone e per il problema dei tubi di irrigazione.
Comunque tutte queste situazioni negative dovranno poi essere risolte
in futuro non più dal comune ma dallente gestore CABIB.
Unaltra proposta emersa dalla pubblica assemblea è stata
quella di usare il depuratore anche per altri comuni della valle vitulanese
così da far scendere i costi della gestione per i cittadini
di Castelpoto.
Ha poi chiesto di prendere la parola il consigliere comunale Isidoro
Simeone il quale ha attaccato duramente il sindaco lamentando che
in questi ultimi anni il comune di Castelpoto è stato sempre
assente alle riunioni del CABIB e che quindi non ha mai messo sul
tavolo una trattativa seria sulla gestione dei costi di erogazione
per salvaguardare i cittadini di Castelpoto, inoltre ha detto
Simeone- molti cittadini non sanno che allinterno dellorgano
comunale vi sono ben due responsabili addetti alla gestione e fatturazione
acqua quando se ne potrebbe tenere uno solo per il servizio e che
tale situazione grava sui cittadini di Castelpoto.
Il sindaco Schipani prima di chiudere la seduta di assemblea pubblica
ha voluto rispondere al consigliere Simeone dicendo che trattandosi
di una assemblea pubblica tutti possono intervenire democraticamente
a dire la loro, ma è anche vero che il consigliere Simeone
che è stato vice sindaco dimentica che ognuno dei dipendenti
pubblici ha un sua mansione specifica: cè chi è
addetto alla fatturazione e calcolo e chi è addetto alla logistica,
comunque alla fine tali costi impiegatizi non è vero che vanno
ad incidere sui costi delle singole bollette dellacqua, perché
comunque sono dipendenti comunali e devono percepire uno stipendio.
"In ogni caso", ha concluso il sindaco, "le proposte
avanzate arriveranno al tavolo della trattativa con il CABIB e su
tali punti si cercherà di portare a casa più cose possibili
a nostro favore".
Rino
Della Pietra
AGRITURISMO
A SOLOPACA
La
Masseria del Procaccia
Lazienda
agrituristica "Masseria del Procaccia" si trova a Solopaca,
alle falde del Taburno-Camposauro, lungo la strada che durante il
Regno di Napoli collegava la Terra di Lavoro con la Capitanata.
La Masseria, immersa nel verde, nasce da una struttura del XVIII secolo
situata sulle sponde del fiume Calore. I proprietari, i coniugi Cutillo,
appassionati di viticoltura producono varie qualità di vini
pregiati ottenuti secondo le antiche tradizioni di famiglia.
La cucina offre squisitezze dogni tipo: "panciacche"
con mollica e pomodori secchi, il "ponzio", piatto contadino
di verdure raccolte nei campi e farina di polenta e le "zuppe"
di ortiche, borragine, orzo e grano; tra i secondi piatti è
da ricordare il prosciutto di maiale nero alla falanghina, cotto al
forno; i dolci di casa con i rosoli, gli amari, le marmellate e il
"mosto cotto" rappresentano un ottimo dessert di fine pasto.
Riguardo alla ricettività, le sei camere offrono al turista
tranquillità e riposo.
Lazienda, che sorge al centro di unarea geografica ricca
di attrattive, organizza, come attività ricreative e culturali,
corsi di artigianato locale per gli ospiti.
Il giudizio complessivo dellazienda è: buono (considerando
anche il rapporto qualità-prezzo dei menù).
La Masseria del Procaccia, aperta tutto lanno, è la classica
gita "fuori porta" che abbina relax e buon cibo; è
necessaria la prenotazione.
Rosario
Longo
PAUPISI
Il
falò di SantAntonio Abate
Nellambito
della manifestazione in onore di SantAntonio Abate, Paupisi
si è illuminato sabato 17 Gennaio di un grande falò.
Levento è stato organizzato dalla Pro Loco con la collaborazione
del Forum dei giovani.
SantAntonio Abate è da sempre venerato come il patrono
del fuoco e, Paupisi, con tale manifestazione, si è posta in
linea con le tradizioni di diversi centri della penisola che celebrano
il Santo con cerimonie agro-pastorali, processioni di torce e con
laccensione di falò, anticipatori degli eventi del Carnevale.
La manifestazione segna anche linizio di una serie di attività
che verranno compiute durante tutto il 2009, in coincidenza del rinnovo
della dirigenza della Pro Loco, assunta da appena qualche settimana.
La giornata del 17 Gennaio si è caratterizzata di momenti enogastronomici
che hanno visto una tavola ricca di piatti tipici: bruschette, pasta
e fagioli, pane cotto, cavatelli, pennette allarrabbiata. Il
tutto arricchito da uno dei migliori vini della zona: laglianico
della "Cantina del Pagus".
Ma non sono mancati i momenti religiosi che hanno visto, in serata,
la recita di una preghiera in onore del Santo.
La manifestazione è stata particolarmente gradita, soprattutto
per la partecipazione dei giovani che si sono occupati in mattinata
della raccolta della legna che è servita per alimentare il
fuoco.
Il loro impegno lascia ben sperare per la riuscita di altre manifestazioni,
soprattutto in vista del Carnevale. Laspettativa è, infatti,
sempre quella di rendere più dinamico un paese agricolo, valorizzando
allesterno la propria immagine.
Teresa
Nifo