CALCIO
Cè
ancora molto da lavorare
Il Benevento
contro le due ultime in classifica avrebbe dovuto fare lenplain.
Ci riesce contro il Rende, non così contro la Pro Vasto in trasferta.
Quattro punti invece dei sei programmati, che se da un lato fanno rimanere
invariata la situazione rispetto al vertice Sorrento, lasciano lamaro
in bocca nel tentativo di rincorsa verso la vetta.
Due punti in più in classifica avrebbero sicuramente significato
tanto sotto laspetto psicologico, incutendo timore agli avversari
che in questa fase di campionato sembrano arrancare. Ma i giochi sono
fatti e recriminare serve a poco.
Sta di fatto che la squadra è ancora alla ricerca di un assetto
definitivo. Contro il Rende nel primo tempo certamente Imbriani e compagni
non hanno brillato, poi tutto è stato più facile dal momento
in cui i calabresi hanno dovuto subire il gol del vantaggio giallorosso.
A quel punto per una squadra votata alle barricate non rimane altro da
fare che tentare il recupero, che spesso, come nel caso dellaltra
domenica, significa suicidio, calcisticamente parlando.
Una vittoria che credo abbia esaltato più del dovuto lambiente
e fatto affrontare, nonostante i numerosi richiami "allordine"
di Simonelli, la Pro Vasto in modo alquanto abulico e, se non fosse stato
di Vagnati un salvataggio sulla linea di porta staremmo qui a parlare
anche dellaltro punto perso.
Per Simonelli credo comunque ci sia ancora molto da fare. Il Benevento
con il 3-4-3 potrà anche entusiasmare, ma ha bisogno comunque che
i quattro siano al meglio delle condizioni, facciano filtro e si propongano
nella fase offensiva a supportare le tre punte, che spesso sono costrette
a rientrare e spesso si ritrovano in sovrapposizione.
Cè da lavorare per dare un volto definitivo ad una squadra
che comunque ha le potenzialità di raggiungere lobiettivo.
Anche se oltre che parlare di queste due gare cè da sottolineare
che nellintermezzo cè stata la partenza di Maschio,
lunico corridore di centrocampo, dai piedi buoni, dallottimo
carisma e, soprattutto, giocatore tenace.
Purtroppo il valzer degli allenatori sulla panchina giallorossa e qualche
infortunio di troppo non gli hanno permesso di poter far valere le proprie
doti. Ma un centrocampo con Colasante, Vagnati e lo stesso Maschio, con
Imbriani in forma, avrebbe sicuramente fatto bene anche nella serie superiore.
La Società ha voluto dimostrare tutta la sua bontà e univocità
di trattamenti e lo ha lasciato libero di accasarsi a Reggio Emilia.
Ecco, nel calcio la bontà certamente non è di casa e non
paga. Dietro langolo ci sono "marpioni" pronti a rifilare
"talentuosi" che tali non sono, in cerca di affari e percentuali.
Ora comunque sarà necessario ritornare sul mercato per sostituire
Marmorini e lo stesso Maschio. Credo che sarebbe stato opportuno "tenersi"
il talentuoso conosciuto e non lasciarlo andare, avrà avuto pure
un costo loperazione, ma non sarebbe stata a scatola chiusa. Lingaggio
di un nuovo centrocampista alla fine avrà anche il suo risvolto
economico. O no!
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Si
ricomincia
Dopo la lunga
pausa natalizia e dopo il prologo del girone di ritorno con il derelitto
Rende, si ricomincia per davvero e questa volta con la trasferta di Vasto.
Non sappiamo, quando andrà in stampa questo giornale, quale sarà
stato il risultato sul campo, ma questo non cambia di una virgola quello
che stiamo dicendo e cioè che dora in poi bisogna fare sul
serio, anche perché non ci sarà più tempo per recuperare.
Ormai le squadre si sono rinforzate (ammesso che si sia trattato di rinforzi)
e tutte hanno uno scopo ben preciso che è quello o di essere promosse
per alcune o di evitare i play out per altre.
Tutte le squadre quindi giocheranno con il classico coltello tra i denti
per raggiungere il loro scopo. Le partite come dice il buon Simonelli-
sono tutte difficili e nessuno regala niente.
Il Benevento ha acquistato, al mercato di gennaio, due buone pedine e
cioè Clemente e Colasante, ma ne ha perdute parimente due, pure
importanti e cioè Marmorini e soprattutto Maschio. Ha guadagnato
o no?
Ai posteri lardua sentenza.
Certamente Maschio era un buon giocatore e non andava ceduto. Di chi la
colpa?
Certamente si sa i calciatori sono dei mercenari e lavoratori che guardano
al loro interesse, che è poi quello di avere una certezza del proprio
futuro.
Maschio non aveva avuto alcuna certezza dalla Società del Benevento
la quale ha inteso -bontà sua- di rivedere i contratti solo a marzo
o ad aprile.
E se Maschio nel frattempo si fosse infortunato e non rientrava più
nei piani del Benevento, che fine avrebbe fatto?
E perciò se ha fatto la scelta di andare via, nessuno gliene voglia
anche se è stato un peccato perderlo.
Comunque forza Benevento.
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