LIMATOLA

DOPO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE L’EX SINDACO
PIETRO DI LORENZO SCRIVE UNA "LETTERA APERTA" AI SUOI CONCITTADINI

"Il ricatto dei cospiratori e il tradimento delle opposizioni"

Dopo mesi di crisi della maggioranza consiliare eletta lo scorso 13 maggio dai cittadini di Limatola, il Consiglio comunale è stato sciolto in seguito alle dimissioni presentate proprio dai consiglieri eletti nella lista guidata dal sindaco Pietro Di Lorenzo.
L’ing. Di Lorenzo, in merito a quanto accaduto, ci ha fatto pervenire un "lettera aperta" indirizzata ai suoi concittadini che di seguito pubblichiamo, ripromettendoci di ritornare sull’argomento nei prossimi numeri di "Benevento", dando la parola a tutti gli attori di questa triste vicenda amministrativa.

"Quello che è accaduto negli ultimi giorni è il risultato di un processo continuo ed infaticabile, di una vera e propria opera di demolizione messa in atto da tempo da alcuni personaggi che hanno mostrato finalmente a tutti il loro vero volto. Essi hanno agito nell’ombra con il chiaro intento di colpire non il sindaco, ma tutta la comunità di Limatola. Sono riusciti nel loro intento grazie anche ad un’opposizione che mai ha interpretato saggiamente il proprio ruolo e che ha approfittato della situazione per vivere un banale quanto infruttuoso "momento di gloria". Il momento è sicuramente difficile per la nostra comunità, ma, finalmente possiamo guardare in faccia gli artefici di tutto ciò.
Antonio Di Piro, Michele Marotta, Erasmo Sparaco, Domenico Ciommiento, Giulio Toscano, Giulio Marotta, Tommaso Aragosa, Giuseppe Saiano e Giulio Di Cerbo, sono persone mature e nei pieni poteri di intendere e di volere e dunque spero che sapranno rispondere a tutti voi del danno che hanno procurato alla collettività. Evidentemente credevano di poter fare politica utilizzando lo strumento del ricatto, invece del dialogo, ma questo, in quanto rappresentante di tutto il popolo, non dovevo e non potevo consentirlo. Particolare rammarico mi è dato dall’atteggiamento di Tommaso Aragona, Giuseppe Saiano e Giulio Di Cerbo, che pur avendo dato la loro disponibilità a "salvare" l’amministrazione per il bene del paese, hanno fatto un repentino dietro-front, pur di passare alla "storia" come coloro che avevano disarcionato il sindaco Di Lorenzo. Limatola non ha bisogno di persone che individuano personalismi e bramosia di potere. Deve necessariamente rialzare la testa e guardare al futuro.
La politica comunque non chiude i battenti. Quest’incidente di percorso non fermerà in alcun modo le idee di chi aveva in animo di mettersi a disposizione della propria gente e lavorare per il bene della comunità. Ho in mente di riaprire laddove sono stato fermato con una manovra bieca e grazie a partigianerie occulte. Sono sicuro che voi tutti saprete restare al mio fianco per costringere queste persone a confrontarsi con le proprie responsabilità. La loro battaglia per la conquista del potere con i soliti strumenti del tradimento e della prevaricazione è già cominciata. Proprio per questo mi corre l’obbligo di rispondere con gli strumenti democratici animati dall’entusiasmo e dall’amore verso il mio paese. Non lascerò che queste persone, dopo aver mandato all’aria un progetto politico-amministrativo valido possano continuare a nuocere alla nostra comunità. Spero solo che abbiano il coraggio di sottoporsi al giudizio dell’elettorato, in modo da sancire una volta per tutte le linee da seguire per assicurare a Limatola un governo stabile capace di programmare un futuro certo e prospero. Non mi sento tradito come uomo, ma umiliato come cittadino e come punto di riferimento di una comunità che aveva creduto in un disegno politico sottoscritto anche da alcuni di questi personaggi, che non hanno esitato a mandarlo in briciole non appena hanno visto toccati alcuni interessi di parte.
Riflettiamo tutti insieme su quanto è accaduto, perché a causa di questo modo scellerato di agire c’è un solo grande sconfitto e si chiama Limatola."

Pietro Di Lorenzo


GUARDIA SANFRAMONDI

BRETELLA DI COLLEGAMENTO TRA LE SUPERSTRADE

Rifondazione Comunista chiede di fermare i lavori

I Consiglieri Regionali del Partito della Rifondazione Comunista Francesco Maranta, Raffaele Petrone e Francesco Specchio hanno presentato al Presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino una interrogazione urgente in merito al progetto di viabilità intercomunale di collegamento tra le superstrade Benevento-Caianello e Benevento-Campobasso
L’opera viaria in oggetto è stata progettata nell’anno 1990, approvata con delibera di Giunta regionale n° 766 del 02-02-1991 e successivo decreto dell’Assessore all’Urbanistica n° 5919 del 18-06-1991 con convenzione stipulata tra il Comune di Cerreto Sannita e la Regione Campania in data 16-11-1998 che delegava lo stesso comune di Cerreto Sannita all’attuazione dell’opera.
Un’opera, si legge nell’interrogazione, che è sempre stata fonte di numerose proteste e polemiche circa la sua effettiva utilità nonché riguardo ai rischi per la pubblica e privata incolumità comportati dalla sua realizzazione, tanto che allo stato esistono indagini giudiziarie in corso da parte della Procura della Repubblica di Benevento e che riguardano sia i tratti già realizzati dell’opera (alcuni dei quali sono stati dichiarati non collaudabili dalla commissione all’uopo incaricata) sia i tratti del secondo lotto in fase di realizzazione.
Il Presidente della Provincia di Benevento, on. Carmine Nardone, dopo un sopralluogo effettuato in data 30-06-2001, sul tracciato dell’opera in oggetto, in particolare per il tratto da realizzarsi nel comune di Guardia Sanframondi, in una nota datata 02-07-2001 indirizzata al dott. Massimo Antonio, responsabile Area di Coordinamento Piani e programmi Regione Campania ed al dott. Costantino Boffa dell’Uff. di Presidenza Regione Campania, definiva i lavori da realizzarsi per l’opera in oggetto "…totalmente inutili, enormemente costosi ed assolutamente devastanti dal punto di vista paesaggistica ed ambientale". Pertanto, suggeriva la sospensione immediata degli stessi al fine di impedire il verificarsi di danni irreversibili, ipotizzando un tracciato alternativo e compatibile.
Anche il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Liri-Garigliano-Volturno, ing. P.G. Cannata, con missiva indirizzata in data 10-07-2001 al comune di Cerreto Sannita, Ente Attuatore dell’Opera, nel formulare il suo "parere vincolante", faceva presente che: "l’intero tracciato in oggetto, sia i lotti già realizzati sia quelli in progetto…è interessato in più tratti da fenomenologie franose perimetrate come Aree di Attenzione o Aree di Alta Attenzione in cui vigono le misure di salvaguardia…"; che " la realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto e di servizi nelle aree perimetrate è vietata, a meno che l’opera pubblica in progetto non sia da annoverare tra quelle dichiarate indispensabili dall’Ente Attuatore" (ipotesi, questa, che comporterebbe in ogni caso la necessità di uno studio di Compatibilità Idrogeologica da sottoporre al vaglio dell’Autorità di Bacino Liri- Garigliano-Volturno); che "la strada in progetto va ad inserirsi in un contesto territoriale caratterizzato da due aree di pregio ambientale (Parco Regionale Naturale del Matese e parco Regionale Naturale del Taburno-Camposauro) ", ragion per cui riteneva necessaria, per una corretta valutazione della compatibilità ambientale dell’opera in esame, la produzione di uno studio di impatto ambientale redatto ai sensi dell’art. 6 del D.P.R 12-04-1996.
I consiglieri di Rifondazione visto che, nonostante quanto sopra esposto, l’Ente Attuatore, ha dato inizio e sta proseguendo i lavori come se nulla fosse, tanto è vero che nel cantiere sito in Guardia Sanframondi, all’altezza della strada Provinciale Calvese, si lavora regolarmente, interrogano il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore all’Urbanistica all’Urbanistica per sapere quali provvedimenti si intendono mettere in atto per bloccare ed impedire la realizzazione dei lavori in oggetto.

E-mail: redazione@beneventogiornale.com

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