TORRECUSO
Si
prepara il Mortaruolo ter?
Nonostante
la situazione economica del paese sono stati elargiti ai dirigenti che
"hanno dimostrato spirito di iniziativa, precisione e qualità
delle prestazioni svolte, indubbia capacità di adattamento operativo
ed organizzativo" incentivi ad personam. Anche in questo caso il
comportamento del Sindaco Mortaruolo sta aumentando il clima di confusione
ed incertezza tra il personale del comune, con conseguente ripercussione
sullutenza. Il Sindaco non ha dato nessuna valida spiegazione,
ma soprattutto nonostante le vivaci critiche dei cittadini, non ha saputo
riorganizzare una macchina comunale tesa alla efficienza ed alla efficacia
dei servizi e che premi la professionalità e la volontà
di tutti gli impiegati. Ciò che è avvenuto è il
frutto di una riorganizzazione degli uffici attuata senza tener conto
delle potenzialità, delle professionalità e delle esperienze
acquisite dagli impiegati, ma bensì concepita secondo criteri
di adesione a partiti politici o ad amicizie particolari.
Purtroppo Mortaruolo nega ogni collaborazione e le conseguenze sono
sotto gli occhi di tutti. Gli uffici comunali sono divisi in due sedi,
ambedue disorganizzate. Dopo due anni dal trasferimento della vecchia
sede alla scuola media, non vi sono idonee strutture, attrezzature e
strumentazioni per un corretto funzionamento dei servizi.
Nonostante limmobilismo della dirigenza e lassenza di direttive
gli impiegati continuano ad assolvere i loro compiti anche senza un
reale riconoscimento del proprio operato. Ormai il lavoro viene svolto
in un clima di tensione, sono molti a chiedere che vengano adottati
gli opportuni interventi necessari a ripristinare nellattività
amministrativa degli impiegati rispetto, trasparenza, certezze, ma soprattutto
interventi tesi a ristabilire quella serenità importante per
svolgere il proprio lavoro. In tal proposito qualche anno fa fu elaborato
un documento di programmazione riguardante lefficienza, lefficacia
e leconomicità del comune, affinché si potesse rendere
da subito maggiormente operativa e produttiva la macchina comunale.
Alcuni regolamenti disciplinano la dotazione organica del personale,
lorganizzazione degli uffici, funzionalità di gestione
secondo i principi di professionalità e responsabilità.
Tutti i cittadini devono partire da un giusto presupposto, e cioè
che linformazione, la conoscenza e la conoscibilità dei
propri diritti e dei propri doveri costituiscono le fondamenta della
legalità e ciò, in riferimento alla macchina comunale,
deve tradursi in efficienza ed efficacia della burocrazia comunale,
perché un apparato amministrativo che funziona male danneggia
i cittadini e li priva di servizi essenziali, oltre a rendere difficile
il raggiungimento degli obiettivi politici che lamministrazione
si prefigge.
Con la recente normativa definita "Bassanini" si è
operata la separazione fra i compiti affidati agli organi politici e
a quelli tecnici, lasciando ai primi il compito di indirizzo politico
e ai secondi quello di gestione totale della macchina amministrativa.
Siffatta situazione richiede, per il raggiungimento degli obiettivi
fissati dai politici una macchina comunale particolarmente efficiente
ed efficace, e per questo motivo è necessario attuare quanto
stabilito da disposizioni di legge per rendere praticabile da subito
un elevato grado di efficienza ed operatività dellapparato
amministrativo ed un miglior rapporto dellamministrazione comunale
con i propri cittadini. Se il "personale" da sempre ha rappresentato
una spina nel fianco dellamministrazione Mortaruolo, altri dovevano
essere i provvedimenti per far funzionare meglio il Comune. Ma, evidentemente,
Mortaruolo non è molto propenso ad accettare consigli, ed il
malumore ha attraversato anche gli altri partiti della maggioranza e,
naturalmente, gli altri funzionari ed impiegati che svolgono senza demerito
il proprio ruolo.
Le norme dautorità dei dirigenti non erano assolutamente
necessarie in quanto già questi funzionari avevano le giuste
responsabilità: direzione di uffici, esercizio di tutti i compiti
che la legge non riserva agli organi di governo, presidenza delle commissioni
di gara e di concorsi, responsabilità sulle procedure dappalto,
stipulazione di contratti; ed invece si è voluto accentrare un
maggiore potere nelle mani di cinque funzionari senza alcuna ragione
e con una spesa annua complementare superiore ai cento milioni.
Ad oggi, e sono passate diverse settimane, non si conoscono i criteri
di scelta che hanno originato le nomine. Abbiamo limpressione
che Mortaruolo ne stia combinando una di seguito allaltra: o è
prigioniero di certe logiche da prima repubblica, o sbaglia sapendo
di sbagliare. Il sindaco deve rendere conto ai cittadini, oltre che
ai partiti che lo sostengono e agli elettori che lo hanno votato, del
suo operato. Anche in questo caso le scelte di Mortaruolo sono state
superficiali ed irresponsabili, ci aspettiamo che chiarisca pubblicamente
o per iscritto ciò che ha fatto.
Ma una cosa è certa: le nomine fatte senza ragionevolezza è
cosa grave, ma ancora più gravi sono i fatti e gli atteggiamenti
politici degli uomini di potere che le hanno determinate. Abbiamo limpressione
che Mortaruolo in virtù del terzo mandato consecutivo sia già
al lavoro per formare una nuova squadra con il vecchio sistema spartitorio
e clientelare.
Carmine
Pannella
PONTELANDOLFO
Tradizioni,
sviluppi e polemiche
Ritorna
il Carnevale e ritornano le tradizioni ultrasecolari di questo paese
sannita alle porte del massiccio del Matese, addormentato e abbandonato
alle voci del vento, che qui fa sentire tutte le sonorità di
cui è capace. Diventa il vento del ciarlare politico; il vento
delle polemiche; il vento dello sviluppo; o il vento della tradizione.
Diventa il vento delle convenienze o di ciò che ogni fazione
vuole che diventi.
Un quadro certamente poetico, ma prosaicamente non esaltante. Il vento
che sembra spirare ovunque, con lasprezza degli inverni o la dolcezza
delle estati, rendendo laria fine e quasi sempre respirabile,
nonostante i tentativi inquinanti della politica. Ed è il vento
delle possibili centrali eoliche che fa tuonare il PPI contro lamministrazione
accusata di non saper gestire la situazione con un pubblico affisso
di qualche giorno addietro. E lintero PPI non sembra mai domo,
sostenendo con varie iniziative una visibilità politica ormai
evidente ai cittadini pontelandolfesi. Come nel caso del convegno promosso
dallinfaticabile Fernando Guerrera dello Sdi che ha trovato il
sostegno politico sia del PPI che dei DS, sullICI. Tema scottante
e ricorrente diffusamente sia nella nostra provincia che altrove. Ovunque
ormai si parla di "cartelle pazze", quasi a parodiare il morbo
spongiforme di estrazione bovina che turba i nostri giorni.
Un convegno riuscito quello sullICI e che è stato supportato
con lallestimento di uno sportello informazioni a disposizione
dei cittadini proprio dalla locale sezione del PPI. Partito che non
manca di attirare le attenzioni e le simpatie locali anche grazie alla
decisa e prorompente azione del consigliere provinciale Dr. Testa, il
quale fa sentire eccome la propria voce tra gli scranni della Rocca
dei Rettori. Come nel caso dellapprovazione dellaccordo
quadro dei Pit, quando chiedeva al Presidente della Provincia le motivazioni
che spingevano ad inserire Pontelandolfo nelle reti infrastrutturali
anziché ambientali, ritenendo il territorio più ricco
dal punto di vista ambientale.
Ma tornando al Carnevale, non possiamo non "tornare" alla
tradizione della "Ruzzola del Formaggio", unica nel suo genere
nellambito regionale. Quelle forme di formaggio lanciate con abilità
e forza da braccia "palestrate" dal lavoro umile dei campi,
tornando a solcare la piazza e lampio viale dingresso al
paese, divertendo nella semplicità di gesti secolari, gli spettatori
attivamente partecipanti al gioco. Sì, è solo un gioco
che conta sempre più praticanti. Anche questanno, la "carriera"
si arricchirà della partecipazione dei "pontelandolfesi
di ritorno", che piomberanno in numero nutrito dalla "colonia
americana di Waterbury". Un gioco che riunisce i cuori pontelandolfesi
che battono in ogni luogo del mondo. Carnevale si arricchirà
del più recente Corteo Medioevale, esposizione di maschere e
costumi.
Un periodo di vitalità che fa piacere rivedere in un contesto
vivo solo nelle parole della "politica", ma che tanto pigramente
dorme tra le mura casalinghe di una quotidianità che scivola
lentamente nel nuovo millennio.
Intanto la Comunità si prepara anche ad accogliere i propri figli
andati a rappresentare il Sannio e lItalia in quel di Stoccarda,
dove Ri Ualanegli hanno inanellato unaltra serie di successi e
di soddisfazioni, onorando la nostra terra. Non cè che
dire il Carnevale di questanno si è presentato nel migliore
dei modi per Pontelandolfo. Sarà anche loccasione per rimettere
in moto ansia, prospettiva e soprattutto solidarietà politica?
Una risposta difficilmente prevedibile. Al tempo che verrà lardua
sentenza.
Nicola
De Michele
CALVI
Statua
alla "ruralità"
Il
Consiglio damministrazione della banca rurale di Calvi ha voluto
omaggiare la cittadinanza arricchendo larredo urbano della città,
collocando una scultura sullo spazio antistante la banca. Lopera,
realizzata dello scultore Antonio Frusciante, è stata titolata
"La ruralità". Alta circa tre metri, è costituita
da un volto scolpito con pietra di Ostuni, il cui colore richiama il
concetto niutoniano del bianco in cui confluiscono le diverse sfumature
del colore, per cui ogni persona può identificarsi in essa. I
lineamenti non sono marcati, scavati, secondo una stilizzazione tradizionale
del contadino ma plastici, impalpabili, dando un senso di serenità,
quasi di sicurezza materiale e psicologica, che è tipica della
nuova figura del contadino urbanizzato, trasformatosi da faticatore
della terra a imprenditore.
Sotto il volto cè una lamina di ferro, simbolo della possanza
del contadino, della sua resistenza al logorio del lavoro quotidiano,
della sopportazione della sofferenza, della difesa della sua dignità,
che gli consente di resistere alle avversità della vita, piegandosi
se mai come il giunco che ritorna dritto, ma senza abbattersi.
Sulla destra dei segni orizzontali che simboleggiano i solchi dellaratro
e quindi la fertilità e produttività del terreno; i chicchi
di grano rappresentano lalimento principe, fornito da Madre Terra
per la sopravvivenza della specie: Un bocchettone metallico rappresenta
il progresso tecnico, ampiamente diffuso nei lavori agricoli, nei quali
si sposano con grande equilibrio la tradizione e la nuova tecnologia.
Sulla sinistra è presente lattrezzo emblema del lavoro
dei campi, la zappa.
Ennio
Cicchiello
SAN
MARCO DEI CAVOTI
Miti
e comportamenti
Si
dice da più parti che lamministrazione comunale di S.Marco
sia il risultato di una scelta elettorale felice. Il giudizio, indubbiamente
ponderato, è presumibilmente la conseguenza della confusione
politica e della emotività amministrativa delle coalizioni che
hanno governato il Comune, non in grado di affrontare scelte strategicamente
qualificanti. Un merito, però, le va subito riconosciuto: la
creazione di miti e comportamenti nuovi, cioè di rituali che
alla grande totalità della gente risultano profondamente estranei
e mai che dimostrano, con tutta evidenza, la presenza di un orizzonte
verso cui indirizzare le speranze della popolazione. Una classe politica
che riesce a farsi riconoscere quella autorevolezza indispensabile perché
possa diventare classe dirigente.
Questo giudizio non vuole certo condannare il passato dove risiedono
grosse responsabilità, nondimeno molte di esse vanno attribuite
al presente politico. Ma davvero S.Marco si è trasformato in
un paese in cui ad una maggioranza municipale corrisponde unaltrettanto
ben individuabile maggioranza sociale? Se così fosse, staremmo
assistendo ad un avvicendamento di classi politiche accompagnato da
un inatteso avvicendarsi di maggioranze sociali. Ma parlavamo di miti.
Primo fra tutti il mito del protagonismo o della presentabilità
sociale che favorisce allapparenza il confronto politico ma che,
in effetti, si affanna a stemperare le animosità al suo interno,
frutto di una politica accattivante, accompagnata da attenzioni particolari
rivolte, in puro stile politicista, al resto dellalleanza. Sicché
sia la destra, sia la sinistra si fanno centro e tutti emulano o addirittura
tentano di scavalcare la posizione del primo cittadino. Ne stemperano
gli accenti troppo forti in fatto di risanamento urbanistico, ne correggono
i momenti di diffidenza sulla bontà della macchina amministrativa,
ne scoraggiano le residue tentazioni protestatorie e piazzaiole.
Ciò dovrebbe favorire lopposizione che, al contrario, si
dimostra rassicurante e, da ultimo, perfino aggregante. È sempre
meno sottile e più grossolana e corrisponde al modello canonico
di unalternativa che si fa strada mediando e sommando, esercitando
misura e pazienza, piallando e levigando la propria offerta politica
fino a renderla accettabile e perfino convincente ad una parte degli
elettori avversari. Basta guardare ad Alleanza Nazionale. I suoi uomini
aprirono lo scontro con la maggioranza comunale con notevoli azioni
dimostrative: volantinaggi, manifesti, convegni, criticando e polemizzando
perfino per una pietra malposta in una costruenda pubblica via, salvo
poi a cadere nella fitta ragnatela tessuta ad arte dal sindaco e compagni,
dei quali accettarono lofferta per una futura alleanza. Si eclissano
così le immagini che solo pochissimi mesi fa sembravano destinate
a tener banco.
Solo di tanto in tanto riprende il sopravvento il linguaggio della propaganda,
ogni tanto si affaccia il dubbio che lavversario sia ancora un
nemico o una minaccia. Ma non è la stessa cosa. Siamo arrivati
ad una sorta di normalizzazione del confine politico. Normalizzazione
che gli uomini dei partiti satelliti del partito del sindaco hanno accettato
per aprirsi un varco che porta al municipio ma che non avrebbero potuto
nemmeno supporre se la loro opposizione non fosse diventata normalizzazione,
o meglio, sudditanza.
Antonio
Perrotta