PONTELANDOLFO

Prospettive culturali e politiche della comunità

Da che si è insediata l’attuale Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Dr.Testa, raccogliendo i problemi amministrativi e finanziari passati , anche per fare di necessità, virtù, aveva puntato sulla cultura e sull’arte quale volàno di fruizione turistica e contestualmente candidava Pontelandolfo a “capitale culturale del Sannio” .Ci trovammo consenzienti , ma da alcuni mesi , al di là degli episodi storici dell’Unità d’Italia riferiti nello scorso numero, non abbiamo registrato più iniziative degne di note. Non è un appunto, ma una semplice rilevazione della realtà. Per riempire i vuoti tendenziali di questo periodo dell’anno, vogliamo consegnare alla pubblica meditazione, alcune riflessioni. Il periodo post-crisi degli scorsi anni, dovrebbe essere pregno di iniziative. E’un po’ come gettare le fondamenta per costruire una casa o anche un grattacielo. Diciamo questo perché a volte usiamo delle parole con l’unico intento di riempire la nostra bocca e l’udito degli ascoltatori senza far seguire gesti concreti di applicazione. E quelle che sembravano belle parole che deliziavano gli astanti , finivano coll’imbrigliarsi tra i fili dell’inerzia e consegnate all’oblio. E l’atteggiamento intrapreso dagli amministratori di reclamare il riscatto di questa terra , investendo nella cultura e nell’arte non devono rimanere speranze indefinite. Prepararsi con gesti concreti e segnali definiti che dovrebbero impegnare l’intera comunità in un itinerario di crescita comune, diventa fondamentale per il futuro. Altrimenti siamo destinati a restare una paese per vecchi in lenta e irreversibile agonia.
Ma se il termine cultura può assumere diversi significati in base all’impiego che se ne fa, quale potrebbe essere quello auspicato per Pontelandolfo? Ampliando la semantica ricorrendo principalmente allo sviluppo della sociologia , la cultura coincide con l’idealizzazione in uno con la scelta consapevole di un sistema di vita, di un costume , di un comportamento o, anche l’attribuzione di un particolare valore a determinate concezioni o realtà , l’acquisizione di una sensibilità e di una coscienza collettiva dei problemi umani e sociali che non potrebbero essere altrimenti ignorati o trascurati: dalla vita al lavoro, dalle condizioni economiche alla solidarietà , dall’ecologia all’etica, dal rispetto alla dignità. In altri termini, la comunità dovrebbe trovare la possibilità di “esercitarsi” in modo costante in tutte quelle attività che procurano e contribuiscono ad un armonico sviluppo delle persone e della società. Non possiamo con ciò pretendere che si formi una massa di cosiddetti “tuttologi” ; ma tante individualità educate ed erudite attraverso le attività artistiche, le manifestazioni spirituali e religiose, l’impegno sociale,la politica. Ma da dove cominciare? Dai nostri giovani, attingendo al patrimonio della storia , della civiltà , della letteratura e dell’arte dei nostri avi, proponendosi autorevolmente in una diffusione a livello popolare di concetti corali e armonici concepiti quale mezzo di elevazione sociale: in breve la consapevolezza di sé e del proprio mondo, proiettata verso il futuro, senza mai perdere l’aderenza dalla realtà interiore. E allora ben vengano tutte quelle iniziative che arricchiscono il personale bagaglio culturale ; ancorché a fruirne siano sempre in pochi, perché quei pochi diventano sempre di più fino a diventare quel numero sufficiente a rappresentare la base culturale di un popolo che non si lascerà mai egemonizzare o colonizzare da altre culture, e non per chiusura , ma quanto mai aperto e rispettoso nell’accogliere le altrui idee, ma senza mai dimenticare la propria storia.
A parte abbiamo volutamente lasciato la politica, perché avvertiamo un forte senso di vuoto generazionale. Non vorremmo rimpiangere le vecchie aquile della politica locale. Molte di esse hanno lasciato il palcoscenico della vita e la comunità ha bisogno di nuove energie, di nuove risorse umane per garantirsi la posterità. Questa generale indifferenza dei giovani alla politica ed ai politici si riferisce ai pregiudizi accumulati negli ultimi decenni: c’è la convinzione che la gente comune non possa fare niente per cambiare le cose, per invertire questo lento declino socio-demografico. L’allarme suona evidente per gli interessi generali. Ed è compito di queste stanche e consumate generazioni che residuano di attrarli e condurli alla consapevolezza che la politica può essere nobile e non una cosa sporca e degradante. Il passato deve educare a non commettere gli stessi errori. Bisogna fargli capire che tra etica e politica vi è una sola differenza fondamentale: sono soltanto due modi di affrontare la vita, di usare il più bello dei valori umani, cioè la nostra libertà, quella conquistata dai nostri nonni e conservata dai nostri padri. L’etica è una prospettiva personale che ognuno di noi si crea per vivere bene di suo,senza preoccuparsi di convincere gli altri che quello è il modo migliore di vivere,il più umanamente appagante.
La politica, invece, deve cercare l’accordo con gli altri, il coordinamento e l’organizzazione tra molti. Diventa imprescindibile convincere, cioè vincere insieme, armonizzando la propria vita con quella degli altri. Il tempo della politica richiede una base solida, non la semplice folgorazione dell’attimo. Capacità di progettare il futuro che può andare anche oltre la nostra stessa vita, ma che va a rendere migliore quella dei nostri figli e discendenti. Per questo bisogna investire nella loro formazione, non come in passato, attirandoli con facili illusioni, e poi abbandonandoli alla disillusione, ma scendendo sul piano concreto ed esplorando il possibile. Altrimenti lasceremo un solco generazionale incolmabile.

Nicola De Michele


FOGLIANISE

Un sindaco sannita nell’Anci

La provincia di Benevento è rappresentata nell’Assemblea dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).
Lo scorso ottobre, infatti, un sindaco sannita, Giovanni Mastrocinque, primo cittadino di Foglianise, è stato eletto nell’organo collegiale dell’ente.
A rappresentare la Campania saranno, inoltre, anche i sindaci di Avellino, Nola e Portici.
L’Anci è un organismo molto importante, perché si fa garante di tutte le istanze, le richieste, le esigenze dei comuni italiani, dalle metropoli ai centri più piccoli.
L’Associazione dei comuni italiani ha oltre cento anni di attività. Vi aderiscono circa 7000 comuni, rappresentativi del 90 per cento della popolazione.
L’Anci studia le problematiche dei comuni italiani, interviene nelle sedi istituzionali in cui si prendono decisioni sulle autonomie locali, svolge attività di consulenza e assistenza ai comuni nelle materie più disparate, favorisce ogni iniziativa volta ad accrescere l’educazione civica dei cittadini e invogliarli alla vita della municipalità.
L’Anci ha ricevuto, nel 2004, dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la “medaglia d’oro” al merito civile.
Il compito del delegato sannita sarà – come lui stesso ha dichiarato – rappresentare i comuni delle aree interne della Campania, proprio nel momento in cui chiedono maggiore attenzione alle loro problematiche.

Rosario Longo


TERZA RASSEGNA DI CORI POLIFONICI A CIRCELLO

Per ricordare Santa Cecilia

Il 22 novembre 2009, a Circello, sotto il patrocinio del Comune, è stata ripresentata una rassegna di cori polifonici, provenienti dai paesi limitrofi, per ricordare la figura della protettrice della Musica: S.Cecilia, nobile romana, vergine e martire, che sebbene fosse stata ambita da Valeriano, quale sposa , conservò intatta la sua dedizione a Dio.
Ad ella è stata  dedicata l’Associazione Musicale S.Cecilia “ Musica e Arte” dal  Presidente  M° Vincenzo Del Grosso, con sede in Circello, alla Via Roma.
L’Associazione è stata fondata dal suddetto, nel 1992, e l’idea nacque dall’invio di una cartolina di S. Cecilia, da parte di un suo caro amico, Fernando Miele.
Il M° Del Grosso si è sempre dedicato alla musica: egli tiene corsi di didattica di organo, pianoforte,fisarmonica tastiere ed altro; insegna altresì materie complementari quali teoria, solfeggio, canto corale, armonia, storia della musica; è presidente e maestro del complesso musicale “Il Ponte”, con il quale ravviva feste, sagre di paese, matrimoni ed altre cerimonie. A Circello in estate organizza  anche uno ”Zecchino d’oro”, una rassegna canora giunta alla ventisettesima edizione, nella quale si dà la possibilità a tanti bambini di poter cantare, avvicinandosi così alla conoscenza del mondo della  musica. Infine, nella qualità di Presidente della Diocesi di Musica Sacra, ha avuto l’idea di presentare questa rassegna  di cori a  Circello.
La celebrazione, quest’anno, nella chiesa dell’Annunziata, è stata officiata da Mons. Don Pompilio, in quanto  il parrocco Don Antonio Cerrone, colpito da un infarto, è ancora ricoverato presso L’Ospedale “ Fatebenefratelli” di Benevento. Chiamato da Del Grosso, la sua presenza, sentita atraverso il telefono, è stata salutata da un caloroso e significativo applauso dai parrocchiani.
Tutti gli anni la Messa viene animata a turno da un coro diverso della Diocesi. Quest’anno  vi ha provveduto il Coro Polifonico “S. Cecilia” della Cattedrale, diretto dal M° Don Lupo Ciaglia.
La Rassegna è stata aperta dai due cori di Circello: il primo quello Polifonico delle Parrocchie di Circello e Castelpagano, diretto appunto dal M° Del Grosso.
Il secondo, quello della Corale Francescana diretta dalla Maestra Marialibera Fiscante ed accompagnata dall’organista M° Ivano Fiscante, si è esibito nel Cantico delle Creature, scritto da S. Francesco e che rappresenta una delle prime testimonianze in lingua volgare.
E’ stata poi estratta a sorte l’esibizione dei vari cori, alcuni dei quali, presenti con  pochi componenti, erano stati “impoveriti” dall’influenza. Quest’ultima ha impedito materialmente la partecipazione di quelli di Pago Veiano, Pesco Sannita e “L’Arcobaleno” di Baselice, cori che abbiamo ascoltato nelle precedenti rassegne e che ci è dispiaciuto di non aver potuto riascoltare.
Alla manifestazione ha partecipato il gruppo di Sassinoro, della Parrocchia di S. Michele Arcangelo, diretto da Maria Cristina Palombo.
Il Coro Polifonico di Morcone, responsabile Angela Stringile si è esibito con l’apporto di una voce recitante.
Quello di Campolattaro, “Cantiamo la gioia”, coordinato dalla responsabile Gabriella Chiazza, ha presentato dei brani accompagnati dalla chitarra, tastiera e percussioni.
Si sono poi esibiti i cori della parrocchia “S.Leonardo A.” di Baselice, diretti da Eugenio Pareo. Di seguito, il coro “Della Fraternità” di Riccia, nato appunto dall’unione di due gruppi parrocchiali, si è valso della direzione di A D’Elia.
Si è esibito poi il “Farnetum” di Fragneto Manforte, accompagnato dall’organista Maria Saracco e diretto da Daniela  Polito, la stessa persona che ha diretto successivamente il “Terra di Colle, di un paese vicinissimo a Circello (Colle Sannita).
E’ stata poi la volta del Coro Polifonico “ Cecilia” della  Cattedrale, diretto da Don Lupo Ciaglia, cui ha fatto seguito il “Dolce Sentire”, di Vitulano, diretto dal M° Cosimo Fuggi e accompagnato dall’organista Iacopo Cerulo.
Ha concluso la manifestazione il coro di Roseto Valfortore,(FG), diretto da Matteo Sabatino, che nella denominazione ha voluto ricordare, accanto alla Santa, Don Nicola Goduto .
Vi è stato quindi il saluto  da parte del sindaco, Dott. Carlo Petriella, il quale ha ringraziato il M° Del Grosso l’impegno profuso nella riuscita della manifestazione.
La novità introdotta quest’anno è stata quella di  sorteggiare, tra i vari sponsor, un quadro raffigurante S. Cecilia, che è stato assegnato ad Angelo Petriella.
Ha fatto seguito uno spettacolo di fuochi d’artificio e, a conclusione della manifestazione, c’è stato un  momento di festa al Convento S. Francesco, dove i genitori degli alunni di Del Grosso ed i componenti i cori di Castelpagano e Circello hanno offerto un rinfresco.
E’ stata così vissuta una serata intensa, sia dal punto di vista musicale che comunitario.
Maria Varricchio


TORRECUSO

Corso per majorette

Ha preso il via il corso di majorette organizzato dalla Misericordia di Torrecuso. Dunque non solo corsi di pronto soccorso ma la Confraternita torrecusana ha pensato bene di ‘inventarsi’ un nuovo corso per far avvicinare sempre più persone alla confraternita e, quindi al a volontariato.
Un corso aperto a tutte le ragazze a partire dai dodici anni. Un’iniziativa già annunciata qualche settimana fa durante l’assemblea generale dei soci della confraternita, nonché pochi giorni fa dall’assessore all’istruzione e alle politiche sociali e giovanili del Comune di Torrecuso Luisa Maria Fusco. Dalle parole ai fatti: le ragazze iscritte sono ben venti. A prepararle sarà la bravissima istruttrice Marilena Mastrocinque.
“Questo corso si terrà presso la palestra comunale e -ha detto il governatore della Misericordia, Nicola Maiello- sono soddisfatto per il numero di ragazze che hanno detto si al nostro appello. Naturalmente le iscrizioni non si chiuderanno mai – ha aggiunto Maiello – quindi anche se qualcuna ha intenzione di partecipare nelle prossime settimane può iscriversi tranquillamente”.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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