LIMATOLA SCOMPARE DALLA SEGNALETICA STRADALE

Un paese "fantasma"

Questa è la vicenda "segnali stradali per la ormai ex cittadina delle industrie". Oltre alla tremenda crisi che ha costretto alla chiusura decine di aziende, con uno scenario apocalittico per l’occupazione, la ex "svizzera del sud" (così era chiamata Limatola) vive momenti di autentico abbandono. Non bastava la mancanza di rete fognante, di un edificio scolastico, di illuminazione pubblica efficiente, con la rete idrica che è un colabrodo. Ci voleva anche l’assenza di segnaletica. Ecco la vicenda segnata da un richiesta al sindaco, che è anche consigliere provinciale e, probabilmente, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della fondo valle Isclero. Non si è accorto che, ancora una volta, mancavano i segnali di indicazione per la vicina Limatola. Se ne accorgerà adesso? Noi collaboriamo con le foto e la richiesta. Poi staremo a vedere.
Ecco il testo della richiesta inviata al Sindaco e per conoscenza a tutti i consiglieri comunali di Limatola:

"Gentile Sindaco,
il prolungamento fino a Valle di Maddaloni della strada a scorrimento veloce "Fondo Valle Isclero" rischia di rappresentare per Limatola un motivo di isolamento.
Fortunatamente basta poco a provvedere! È una questione di comunicazione o meglio segnaletica. Venendo da Valle di Maddaloni non esiste alcun segnale per Limatola e finanche l’uscita è indicata come Sant’Agata dei Goti. Per vedere una indicazione di Limatola bisogna giungere oltre Dugenta. Ciò crea scompiglio e confusione finanche per i nostri concittadini, figurarsi per i visitatori ed i tanti che transitano sulla strada ignorando il nostro comune. Particolarmente arrabbiati sono i trasportatori, che a volte sono costretti ad un surplus di strada in più e tante stressanti telefonate per giungere a Limatola, magari percorrendo decine di chilometri per i giri tortuosi che devono fare prima di giungere alla meta.
È già difficile per le tante aziende andare avanti in questi momenti di crisi, qualche indicazione per la nostra Limatola costerebbe pochi euro, ma sarebbe sicuramente di aiuto.
Distinti saluti.
Ing. Pietro Di Lorenzo (Imprenditore)"


SAN LORENZO MAGGIORE

Don Sergio Sergi, un ricordo ancora vivo

Sono passati dieci anni dalla morte di Don Sergio (2 dicembre 1997), ma lui è ancora presente nella mente di tutti coloro che lo hanno conosciuto e che hanno potuto saggiare la sua simpatia e le sue doti di prete "originale". Un prete capace di fare quanto, forse, prima di lui non era riuscito a fare nessun altro a San Lorenzo Maggiore: dare vitalità alla parrocchia, coinvolgendo e rendendo più partecipi alla celebrazione eucaristica anche chi se ne era distaccato, soprattutto i giovani. In effetti, un prete giovane, quale era lui, non poteva non attrarre altri giovani, divenendo il loro punto di riferimento. Giovani che vedevano in lui un altro modo di fare chiesa, un altro modo di parlare alle persone, rendendo più incisivi i suoi messaggi con la sua gran bella voce. E intorno a lui si era creato un bel gruppo di ragazzi, mai così numeroso ed unito, con i quali amava interpretare le sue canzoni, molte delle quali erano proprio scritte di suo pugno. Il gruppo era stato da lui chiamato "In the Sun" (Nel Sole), un nome significativo, in quanto ciascun membro del gruppo avrebbe rappresentato un raggio di luce da irradiare nel mondo: luce di speranza, di amore e di vita. Con esso, Don Sergio andava anche in giro per l’Italia per rappresentazioni sonore, soprattutto nell’ultimo periodo in cui è stato a San Lorenzo Maggiore, ed ogni volta, per i ragazzi che facevano parte del gruppo era una festa e un pretesto per stare in compagnia. Di certo, questo era uno dei principali scopi di Don Sergio: portare allegria tra quei ragazzi che un pò sentiva anche suoi.
Nelle sue canzoni, Don Sergio celebrava spesso la Madonna a cui era molto devoto, come era devoto anche di Padre Pio, il santo di Pietrelcina, al cui stile di vita avrebbe voluto tanto conformare il suo. In effetti, prima di consacrarsi a Dio, attraverso il sacerdozio, aveva desiderato far parte dell’Ordine Francescano. E invece, divenuto sacerdote nel 1991, un anno dopo,quando aveva appena 26 anni, veniva assegnato alla parrocchia di San Lorenzo Maggiore come vice parroco, lasciando il suo paese d’origine, Guardia Sanframondi, dove era già molto amato e dove già era vicino a molti altri ragazzi, attraverso il gruppo dei "Boy Scout".
Venuto a San Lorenzo, Don Sergio avrebbe conquistato presto anche questo paese: sacerdote tra la gente, avrebbe portato una ventata di dinamismo di cui il paese aveva proprio bisogno. Rivoluzionando i modi di pensare, nel poco tempo che è stato a San Lorenzo, ha fatto in modo di risollevarlo dall’apatia che lo stava intorpidendo, non solo dal punto di vista spirituale, ma anche da un punto di vista sociale.
Oltre a dare un coro alla chiesa, di fatto, Don Sergio si impegnava in tante iniziative per ogni ricorrenza che per il paese erano quasi del tutto nuove, come lo erano gli allestimenti di indimenticabili spettacoli teatrali, a cui partecipavano gruppi da lui conosciuti e stimati (grande fu il musical dei "Jesus Christ Super Star", nel 1993) e le sue mostre di pittura, dove aveva potuto far conoscere un’altra delle sue grandi doti, quello della pittura (molto apprezzate sono state le sue icone della Madonna della Strada).
Don Sergio, inoltre, entrava nelle case delle persone, non come un semplice prete del paese, ma come uno di famiglia ed era veramente così per tutti. Sembrava di conoscerlo da sempre. Forse anche per questo, nemmeno lui è stato esente da critiche ed il suo modo di fare chiesa ha incontrato molti dissensi fra gli altri sacerdoti. Tuttavia anche ciò era un segno di come lui avesse rivoluzionato la vita di una piccola comunità. Per questo, il suo trasferimento a Faicchio come parroco aveva colpito tutti i laurentini: non solo il suo trasferimento significava perdere un amico, ma poteva significare anche possibilità di tornare nel passato apatico della comunità. Il vero addio, comunque, ci sarebbe stato poco tempo dopo con la sua morte inaspettata.
Don Sergio se ne sarebbe andato a soli 31 anni, quando ancora avrebbe potuto continuare a dare tanto e quando aveva ancora in serbo tanti progetti da realizzare. Nonostante tutto, aveva lo stesso ottenuto tanti frutti dalla sue opere, soprattutto a San Lorenzo Maggiore, dove c’è chi ha voluto dare vita ad un gruppo di A.C. sulle orme del suo oratorio parrocchiale.
Inoltre, San Lorenzo, continua ancora a conservare un bel coro per la chiesa e a realizzare tante manifestazioni che fanno conoscere maggiormente il paese. E tutti, anche i più piccoli, ancora ricordano il sorriso e l’allegria di Don Sergio e, come lui un giorno ha ringraziato i suoi genitori per avergli dato la vita, tutti i laurentini non possono che ringraziare Dio per avercelo donato, anche se per breve tempo.

Teresa Nifo


GUARDIA SANFRAMONDI

All’Istituto "Sebastiano Guidi"
parte il progetto "Scuole aperte"

Sono ben sei i corsi previsti dall’Istituto Comprensivo Statale "Sebastiano Guidi" di Guardia Sanframondi (Benevento), nell’ambito del progetto "Scuole aperte" 2007/2008.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Campania e dall’assessore regionale all’Istruzione Corrado Gabriele, vanta anche la collaborazione: della Direzione Didattica di Guardia Sanframondi, della UISP ArciGuardia, del Gruppo di teatro i Madreterra, della Misericordia di Guardia Sanframondi e del Circolo Viticoltori.
E, come nell’edizione dello scorso anno, è tesa a rafforzare la funzione di promozione culturale, sociale e civile del territorio e di formazione di cittadinanza attiva, attraverso l’apertura delle istituzioni scolastiche, d’ogni ordine e grado, oltre l’orario curriculare.
La scuola, quindi, come centro d’aggregazione sociale in grado di offrire, senza limiti o barriere, una formazione continua che coinvolge persone di cultura, età ed appartenenze diverse. Da quest’analisi è stato elaborato un progetto che riguarda: 125 alunni interni, 30 alunni provenienti da altre istituzioni scolastiche, 15 extracomunitari e 75 adulti, per un totale di 245 partecipanti.
Questi i sei corsi previsti: Pittura, Alfabetizzazione in lingua italiana per immigrati, Alfabetizzazione informatica per adulti, Micologia, Teatro - Danza - Musica ed Enologia.
Per iscriversi o ricevere maggiori informazioni rivolgersi alla segreteria dell’Istituto Comprensivo Statale "Sebastiano Guidi" o telefonare allo 0824 864016.


SAN GIORGIO DEL SANNIO

Go Wine Donna

Si terrà Domenica 16 Dicembre sul Viale Spinelli di San Giorgio del Sannio "Rosato: il colore del Vino e dell’Artigianato nel Sannio", evento promosso da Go Wine Donne Campania e dalla Delegazione Go Wine di Salerno. La manifestazione, che intende promuovere le varie forme di enoturismo, soprattutto quelle legate all’artigianato femminile, prevede dalle 9 di mattina una serie di eventi itineranti, a partire dagli artisti di strada fino a spettacoli per bambini, mostre, musica e stand artigianali.
Punto centrale dell’evento sarà un convegno sul tema dell’Arte e dell’Artigianato femminile che si terrà presso l’Auditorium locale e che vedrà la partecipazione del Sindaco di San Giorgio del Sannio Giorgio Nardone, del delegato Go Wine di Salerno Umberto Flauto, del dott. Antonio Castaldo consigliere dell’Unione dei Comuni Santi Sanniti, del dott. Luigi De Lucia di Confartigianato Campania, e di Francesca Camerlengo responsabile di Go Wine Donne Campania, oltre alla presenza, come moderatore, del giornalista Achille Mottola. L’evento è il punto di partenza di una serie di avvenimenti che, durante i prossimi mesi, vedranno luce in varie zone del Sannio e della Campania, tutti con la stessa finalità: promuovere l’artigianato femminile e il turismo vitivinicolo, due aspetti che nelle nostre zone si stanno affermando sempre di più.

A.C.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

Home Page