CALCIO

Il Benevento risale in classifica

Il Benevento di Simonelli vola: tredici punti in cinque gare con quattro vittorie consecutive ed un pareggio all’esordio sulla panchina giallorssa.
Questo il primo dato importante di una squadra che ha ritrovato comunque l’aria della vetta della classifica.
Sarà pure un secondo posto in compartecipazione, sarà punto notevole la distanza del Sorrento, ma la squadra prima del cambio di panchina navigava in zona play out con soli undici punti ed è quanto dire.
Per il Benevento l’emplaine con le due gare interne consecutive: prima il Celano e poi il Catanzaro hanno dovuto soccombere alla legge del S.Colomba, anche se c’è da dire che entrambe le pratiche sono state chiuse nella seconda parte delle due gare e con i calabresi addirittura a mettere paura sul finire.
Comunque, bottino pieno: ben sei punti in classifica; non so da quanto tempo questa concomitanza non accadeva (doppia vittoria in un doppio turno casalingo) così come le quattro vittorie consecutive che, credo, per poterle ritrovare c’è da scartabellare tra i vari almanacchi di qualche anno fa.
Ma per Simonelli c’è comunque ancora molto da lavorare. La quadratura del cerchio è ancora lontana anche se oramai gennaio è vicino e "qualcosa" dovrà pur arrivare, per far sì che la squadra diventi più che competitiva.
Allo stato senza dubbio merita quel posto in classifica, meritano i giocatori, l’allenatore e la dirigenza.
Ma manca quel "quid" per renderla davvero squadra, per darle un’impronta definitiva. Simonelli ha provato in pratica tutti i ragazzi a sua disposizione, vuoi per scelte tecniche, vuoi per squalifiche e vuoi per infortuni. Si è fatta una idea concreta di quel che manca e di quel che alla fine dovrebbe risultare non adatto al gioco della sua squadra.
Certamente con quello che attualmente ha a sua disposizione ha compiuto dei piccoli miracoli sia sotto l’aspetto tattico che psicologico permettendo in pratica a tutti i suoi giocatori di esprimersi comunque al meglio.
Ma c’è da lavorare sugli uomini e da definire un assetto stabile. Volare così come è stato fatto fino ad ora va benissimo, anzi nessuno sperava in quel palmares riportato all’inizio. Per raggiungere gli obiettivi fissati in estate c’è da completare il cast di artisti e poi andare a recitare la parte che spetta alla squadra, alla società ed ai tifosi.
A questi ultimi un solo appunto: quei botti… sono deprimenti! Spesso spaventano i bambini che vanno coi padri alla partita, ma soprattutto si sarebbe potuto impiegarli in altro modi quei soldi: magari pagando il biglietto a decine di ragazzi che vorrebbero, ma non possono (economicamente parlando) andare a vedere il loro Benevento.
Il tifo è musica, è ritmo è coro… i botti sono come la droga proibiti… grazie.

Pregi

DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

A cura di Tonino Micco

Avanti a tutta birra

È facile fare il panegirico di chi sta sulla cresta dell’onda.
Tutti certamente sono ben lieti di osannare il vincitore che arriva su un cocchio dorato con la testa cinta di una corona di alloro: tanto per richiamare alla memoria gli usi e le consuetudini degli antichi Romani, che noi Sanniti abbiamo avuto la ventura di farli neri, neri riempendoli di botte e sberleffi. Ricordate le Forche Caudine?
Ebbene se vogliamo sempre dire la nostra, non abbassare la cresta davanti al nemico, se vogliamo menar legnate (s’intende in senso metaforico e calcistico) dobbiamo essere sempre vigili, concentrati e fare passare l’avversario sotto le nostre… Forche Caudine (alias SantaColomba).
"I Sanniti siamo noi" cantano la domenica i nostri impareggiabili tifosi della curva Sud, degni continuatori delle nostre tradizioni e del nostro spirito battagliero.
Questa, se vedete bene, amici lettori, sembra proprio la filosofia del Prof. Simonelli, uno che bada al sodo, che non vola con la fantasia, che guarda con rispetto ma con fierezza il nemico, insomma è uno che sa il fatto suo. Sembra proprio un Sannita doc.
Ma i Sanniti doc sembrano essere anche i fratelli Vigorito che hanno sempre creduto ciecamente in quel che facevano, gente che non si è abbattuta davanti al primo ostacolo, che ha avuto anche il coraggio di riconoscere qualche defaillance e ha subito cambiato registro. È gente estremamente concreta, come i Sanniti, che sa menar legnate a tempo e modi giusti.
Ora, amici tifosi, godiamoci questo momento particolarmente felice della squadra e guardiamo con fiducia avanti. Certo nel pallone non c’è mai niente di sicuro, la tempesta è sempre dietro l’angolo anche se possiamo dire che forse per noi la bufera è già passata.
I giocatori sembrano aver recepito la lezione del Prof. Simonelli, abbassando la testa e… pedalando.
Certo, a gennaio, non sarebbe proprio male un altro piccolo sforzo economico anche perché il grosso già c’è: occorre qualcosa che ci distingua e ci faccia fare il salto di qualità.
Comunque i Sanniti siamo noi ed è giusto che teniamo sempre i piedi a terra.
Forza Benevento.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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