CALCIO

Non e’ piu’ tempo di esperimenti

Seppure con qualche fischio il Benevento continua il suo cammino, raggiunge qualche traguardo significativo: un sesto posto a quota 20.
Una degli migliori prestazioni giallorosse in questi ultimi anni.
Una squadra imbattuta in trasferta, con due vittorie, ed un palmares casalingo in via di miglioramento, nonostante il turn over anche negli ottavi di Coppa Italia.
Cosa si vuole di più da una squadra? Un liquorino a gennaio magari sul mercato.
Ma la rosa giallorossa è senza dubbio buona se non ottima. Magari con solo qualche piccolo ritocco, ma sempre dopo una bella potatura.
Vi sono alcuni elementi che, seppur bravi, non servono al Benevento, finiscono con l’intralciare non poco il lavoro dell’allenatore e rendere nervoso magari qualche "titolare" che si sente sempre sotto esame.
E’ pur vero che gli esami non finiscono mai, ma è anche vero che per quanto riguarda il Benevento un giocatore può fare la differenza.
Ed è il caso di Bruno che contro L’Aquila lasciato in panchina nel primo tempo ha finito con lo stravolgere il tema della gara nella seconda frazione, riuscendo a dare geometrie al gioco della squadra che si è espressa su altri livelli, avendo alla fine ragione dell’ultima in classifica, non senza qualche patema d’animo. Nel primo tempo infatti gli abruzzesi erano riusciti ad andare in vantaggio e ad aver ragione di una squadra messa in campo senza capo né coda, senza alcun nesso logico tra i reparti, senza un tema conduttore. L’ingresso in campo di Bruno ha finito con il rendere tutto più evidentemente chiaro e calcisticamente valido.
Di Costanzo non si scervelli più di tanto nella squadra da mandare in campo, non stravolga quello che di buono fanno in campo i suoi giocatori creando situazioni in antitesi e magari qualche mugugno in campo.
Credo che a questo punto si sia fatto una idea degli uomini "chiave" della "sua squadra" e se è il caso deve "abiurare" anche alcune sue scelte non proprio azzeccate.
Non è più il tempo di fare esperimenti, non è più il tempo di andare per tentativi. C’è solo il tempo di verificare sul campo i giocatori "scelti con logica calcistica" e non già prescelti. Solo dopo aver avuto cognizione potrà chiedere al Presidente un ulteriore sacrificio, ma non senza aver tagliato qualche elemento ed alleggerito la voce uscite.
La corsa sfrenata a questo o a quell’acquisto, il rincorrersi dei nomi che sarebbero già nel mirino dei dirigenti e dei "fiduciari" del Presidente, si rincorrono da un capo all’altro delle pagine dei giornali.
Credo solo che bisognerà tappare qualche buco, magari un laterale destro, ma non vedo la necessità di arrivo di altri attaccanti, magari qualche partenza, e neanche svenarsi per un altro difensore.
In gran parte, così come contro L’Aquila, occorre solo concentrazione, convinzione nei propri mezzi, scelta azzeccata degli uomini messi al loro posto e poi l’acqua finirà con lo scorrere copiosa sotto quel… Molino.

Pregi
giuseppe.presta3@tin.it


DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

A cura di Massimiliano Micco

Questione di palle o di mentalità?

A quasi metà campionato ancora non si riesce a decifrare con esattezza l’identità della squadra di calcio del Benevento.
Non si riesce a capire cioè se è da play-off o play-out.
Eh già, perché considerando la rosa della squadra, considerando cioè i vari Molino, Di Nardo, Menolascina, Vanacore, Tchangai, Colletto e taluni altri, siamo davvero una squadra competitiva che può lottare per i play off, mentre considerando il gioco praticato, soprattutto in casa, siamo… da play out.
Questa considerazione —badate bene- non è frutto della fantasia di chi scrive, ma è il pensiero quasi costante di tutti i tifosi.
Negli incontri casalinghi, invero, la squadra sembra presa sempre dal panico: è bloccata, paurosa, timida e per questo quasi mai riesce a vincere.
Anche contro l’ultima classificata, appunto l’Aquila, lo spettacolo offerto è stato indecoroso. Sugli spalti si è temuta l’ennesima sconfitta e delusione.
Che poi, per la rotta della cuffia (leggi: bravura di Molino) si sia riusciti a vincere, nulla cambia.
Il problema resta e forse rimarrà sempre.
Probabilmente è questione di mentalità e di… palle.
Se uno ha la mentalità vincente, alla fine il risultato verrà, se invece ha sempre paura di perdere, allora le cose cambiano.
E’ la classica diatriba del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Come è il bicchiere del Benevento?
Il sig. Di Costanzo, l’allenatore contestato, che ne dice?
A noi sembra che la questione sia tutto nel… manico. O no? Alla prossima!


KARATE

Successo degli allievi
di Alfredo Testa

Importante affermazione per la scuola Seishin Kan Karate-Do Benevento al Campionato Italiano di Karate FESIK, riservato alla categoria Kyu Juniores e Seniores, svoltosi domenica 23 novembre 2003 a L’Aquila presso il locale palazzo dello sport. La competizione, ha visto la partecipazione di circa 200 atleti finalisti in rappresentanza di tutta la Nazione, sei erano i componenti della squadra agonisti, guidata dal Direttore Tecnico Alfredo Testa, e per tre di loro sono arrivate grandi soddisfazioni.
Antonio Giangregorio, attuale Campione Regionale in carica, pur apparso un po‚ in ombra rispetto alle precedenti prestazioni, si è classificato al terzo posto assoluto nella categoria Seniores di Kumite (combattimento). Rammarico per questo atleta che è arrivato ad un soffio dalla finale per il primo posto, a sua discolpa l’emozione e l’inesperienza, si trattava infatti della sua prima partecipazione ad un Campionato Nazionale. Il prossimo anno potrà senz’altro puntare più in alto in questa prestigiosa competizione.
Ilaria De Nigris, neo Campionessa Regionale, sia pur alla prima esperienza Nazionale, ha sorpreso non poco e con una prestazione fatta soprattutto di grinta e determinazione è riuscita a conquistarsi la finale nella categoria Seniores di Kumite (combattimento). La finale è stata un susseguirsi di emozioni: in vantaggio per due a zero subisce la rimonta, torna nuovamente in vantaggio ma un colpo al viso portato con troppa foga (proprio negli ultimi secondi) le costa la squalifica ed il titolo. De Nigris, dunque, si è dovuta accontentare del titolo di Vice Campionessa Italiana, con la consapevolezza di essere la più forte della categoria e la rabbia per non aver potuto evitare l’incidente. Siamo certi che il prossimo anno, sulla scorta di questa esperienza, riuscirà a fare suo il titolo che ha dimostrato di meritare ampiamente.
Nell'altra categoria di peso femminile la Seishin Kan era rappresentata da Luisa Milone; questa forte atleta era attesissima dal momento che puntava, senza nasconderlo, al titolo Nazionale. La sua voglia di vincere l’ha portata a sbaragliare letteralmente tutte le contendenti che si è trovata lungo il cammino; punteggi netti e tecniche spettacolari hanno conquistato il pubblico presente. La finale non ha avuto storia, un secco cinque a uno rifilato alla sua avversaria romana le ha consentito di conquistare il titolo di Campionessa Italiana. Significativo il gesto dell’allenatore della sua antagonista, il quale, non solo si è congratulato per la vittoria ma ha ammesso i meriti e la forza della Neo Campionessa Italiana. Complimenti sono arrivati, direttamente al Maestro Alfredo Testa, dal Presidente Nazionale della Federazione Henke, il quale ha riferito che l'atleta sannita è stata seguita con particolare attenzione anche dall‚allenatore della Nazionale femminile di kumite (combattimento).
Da segnalare le buone prestazioni, sempre nel kumite, degli atleti juniores: Massimiliano Borzillo; Valentino Vicedomini e Valentina Giordano, tutti alla prima esperienza Nazionale conclusasi al secondo turno.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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