CALCIO
Il
Benevento dai due volti
A Viterbo
sette giorni prima, contro lultima della classe, riesce a rimediare
una sconfitta accettata forse ancora prima di scendere in campo, con rassegnazione,
senza una decente reazione. Incassa due reti e torna a casa in una situazione
di classifica preoccupante, attendendo il derby dellanno contro
lAvellino.
E qui, solo dopo sette giorni, contro la prima della classe, che rimane
tale anche dopo la partita del S.Colomba, i giallorossi compiono la trasformazione,
il miracolo (
si fa per dire) della trasfigurazione.
Sì, perché contro Molino Diè e compagni da
Colletto a De Palma la squadra scende in campo, non solo caricata al massimo,
motivata a mille, ma anche sotto laspetto tattico e tecnico trasformata.
La carica del derby è notoria, le motivazioni soprattutto date
dagli spalti gremiti soprattutto in tutte e due le curve. Quello che ha
meravigliato è stato proprio lassetto tecnico e poi lo svolgimento
tattico messo in campo dagli undici scelti da Di Costanzo.
Mai il Benevento era sceso in campo come una squadra, mai i giocatori
avevano svolto sufficientemente il compito tattico assegnato loro dallallenatore.
Approssimazione, foga al S.Colomba, rassegnazione ed abdicazione allavversario
in trasferta: questi gli alti e bassi messi in vetrina dalla squadra fino
a domenica scorsa, quando poi hanno regalato ai tifosi una vittoria che
vale un campionato e che perpetua da 45 anni una tradizione, così
come ricordava dalle pagine della "rosa" Tony Buratto. Infatti
lAvellino non vince a Benevento in campionato dal 1957
!
Tornando alla gara cè da sottolineare ancora che anche le
scelte dellallenatore sono state ideali, così come pure gli
schemi scelti e dettati ai singoli giocatori.
Ottima la prova di Imbriani che ha in pratica assunto il ruolo non solo
di assist-man, ma anche quello di dare una mano a centrocampo e, comè
accaduto negli ultimi minuti del derby anche in difesa.
Grida ancora vendetta il suo assist a De Palma e lo splendido gesto tecnico
dellattaccante che poteva e doveva chiudere la gara: un palo interno
su di un destro di collopiede scoccato dal vertice di sinistra dellarea
grande avversaria. Una piccola prodezza alla Gigi Riva è stato
scritto, ma che conferma che il giocatore può e deve essere recuperato
al servizio della squadra.
In definitiva un derby esaltante e che ha esaltato lambiente oltre
limmaginazione, riuscendo a far dimenticare almeno per una domenica
che bisogna risalire la china della classifica.
Ma dopo Avellino è spontanea una domanda: la squadra è quella
vista contro i verdi cugini o quella che solitamente è scesa in
campo fino allaltra domenica? E possibile che una squadra
disorganizzata, disarmonica, diventi solo sette giorni dopo una "mirabilia"?
I "brocchi" fischiati solo sette giorni prima possono diventare
"eroi" sette giorni dopo?
Si dirà che qui sta il bello del calcio! Forse sarà pure
vero
ma non ci credo!
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
Rubrrica a
cura di Massimiliano Micco
Le
superstizioni di Spatola
Benevento
è, come si suol dire, la terra delle streghe, della magia, della
superstizione e il Presidente Spatola ne è il legittimo alfiere,
considerando che egli stesso vanta le origini sannite.
In tutto il mondo sanno che a Benevento si celebravano i riti piu
famosi dellantichità, riti cosparsi di fantasie, di leggende
e cosi via.
Per la verità tali
fesserie sembravano sopite da tempo almeno
fino a quando non è arrivato Spatola ed ha rinverdito la tradizione.
La squadra del Benevento calcio , ormai è risaputo, non veleggia
come LUNA ROSSA, ma come MASCALZONE LATINO, ovvero siamo nei bassifondi
della classifica di C1 e se ci dovesse andare male con Avellino (mentre
andiamo in stampa non ancora si è giocato), Pescara e Teramo, saremmo
davvero ultimi.
Per scongiurare tale funesta evenienza il Presidente Spatola le pensa
davvero tutte, meno che a mettere mano alla tasca e comprare dei veri
giocatori e non delle comparsette a dir poco ridicole e insignificanti.
Cosa ha pensato allora Spatola?
Ha pensato bene di ricorrere alle magie, di scacciare i
malefici
anche a costo di cattive figure allocchio del mondo pallonaro.
Abbiamo per questo raccolto i pensieri dei tifosi in proposito e ne abbiamo
saputo delle belle.
Eccovele.
Da quando il Benevento non vince e non convince (e sono mesi ormai), il
Presidente ha dapprima scambiato la panchina del suo allenatore, Di Costanzo,
con quella degli allenatori avversari; poi non ha fatto più cantare
linno giallorosso, perché secondo lui non porta fortuna;
ha fatto finanche benedire il terreno di gioco dal rev. Mons. Nazzareno
Tenga.
Ha anche portato a mangiare la squadra in un noto ristorante cittadino
del quale, per ovvie ragioni, non facciamo il nome, sol perché
gli avevano riferito che in passato aveva portato bene alla squadra.
Ha mandato la squadra a Piana Romana nella speranza di un miracolo. Ha
fatto indossare i
calzettoni alla rovescia ai calciatori. Ora non
gli resta che assoldare uno Stregone indiano che venga a fare la danza
della pioggia!
Ma, Spatola, siamo seri!
Nel calcio, come nelle altre discipline, non si improvvisa niente e né
si vive di superstizioni. Occorrono i soldi per acquistare calciatori
validi, occorrono buoni dirigenti, direttori tecnici allaltezza
del compito, occorre programmazione e sacrifici.
Ci dispiace ma con il sale, lolio il pepe cosparsi sul campo, con
le messe cantate, con i ritiri spirituali, con le macumbe non si risolvono
i gravi problemi del Benevento.
Di questo passo faremo la fine delle streghe come nel medioevo: finiremo
arrosto ma a beneficio degli altri (leggi Avellino, Pescara, Giulianova,
Vis Pesaro e tanti tanti altri ancora).
La lezione è stata chiara o per farla intendere dobbiamo fare la
danza del
ventre?
In ogni caso, Forza Benevento!
Uno di voi
IL
PROGETTO NATALE 2002 DELLE ACLI
Un
goal per la vita
È iniziata
lavventura delle Acli allinterno della Casa Circondariale
di c/da Capodimonte di Benevento lo scorso 28 novembre con il torneo "Un
Goal per la Vita" per i detenuti ospiti della struttura penitenziaria.
Il progetto di Natale 2002, una testimonianza di solidarietà alle
persone che soffrono, a coloro che vivono una pausa di riflessione per
poter rinascere come uomini accrescendone la dignità di persone.
Antonio Meola, il presidente delle Acli del Sannio, ha creduto in questo
progetto di solidarietà e ha attivato una grande gara di solidarietà
che si tradurrà in un evento calcistico che vedrà come spettatori
gli ospiti della Casa Circondariale e 72 calciatori detenuti, che andranno
a comporre sei squadre.
La giornata conclusiva è prevista per il 30 di dicembre p.v., che
vedrà la partecipazione della 1a classificata del torneo con la
TOP TEN detenuti, la POLIZIA PENITENZIARIA con la squadra delle ACLI,
formata da alcuni calciatori preti della nazionale italiana, la società
sportiva del Benevento e molto probabilmente alcuni giocatori della società
sportiva dellAvellino, alcuni ex giocatori professionisti, e atleti
che in modo volontario vogliono solidarizzare con le persone che soffrono.
.
Il direttore della Casa Circondariale, il dott. Liberato Guerriero con
grande sensibilità ha messo in risalto lazione sociale delle
Acli, ringraziando il presidente Meola e il coordinatore del progetto
Filiberto Parente per questa iniziativa lodevole con lesempio, e
i valori aggreganti dello sport.
Il cappellano dell Istituto penitenziario, Padre Salvatore DAlessandro
riprendendo il concetto di dialogo che non è un parlare allaltro
con stima e comprensione ma è piuttosto laffermare i principi
su cui si crede annunciando le verità più profonde della
fede, che sono la gioia, la speranza e il senso dellesistenza.
E-mail: sport@beneventogiornale.com
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