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PONTE
In
arrivo anche i "dossi"
Consiglio
comunale di routine quello del 23 novembre scorso a Ponte. Pochi i punti
allordine del giorno, approvati allunanimità: rinnovo
dei rappresentanti per il distretto scolastico n.9 di Telese Terme (riconferma
dei consiglieri De Luca, Mazzarelli, Scarinzi); assestamento del bilancio
di previsione 2000; istituzione del servizio civile sostitutivo del servizio
militare di leva (per il quale sono stati presentati tre progetti).
Il sindaco Mario Meola ha affrontato il problema della sicurezza stradale,
insidiata sulla frequentatissima via Ripagallo da torme di giovinastri
che credono di gareggiare in formula uno. Tra le possibili soluzioni,
per le quali verrà istituita una apposita commissione): linstallazione
di dossi artificiali nei punti nevralgici del traffico del paese, leventuale
presenza di un apparecchio "autovelox" e, naturalmente un maggior
presidio del territorio.
Il Sindaco ha poi portato a conoscenza del Consiglio la necessità
di provvedere al più presto ad una nuova ridefinizione della toponomastica.
"Non è più possibile continuare -ha detto Meola- ad
avere uno stradario non aggiornato e non corrispondente alla situazione
anagrafica". Nei prossimi giorni verrà infatti istituita una
commissione, nella quale entreranno a far parte anche esperti di storia
locale come lex assessore Giuseppe Corbo, al fine di identificare
con nomi certi tutte le strade comunali, preservando con essi la memoria
storica del paese. "Questa commissione -ha concluso Meola- dovrà
anche definire una volta per sempre quale sito cittadino dedicare alla
memoria dellex-sindaco Domenico Ocone".
Adolfo
Biele
Iniziativa
per la valorizzazione dei vini sanniti
Parte
la prima edizione del "Sannio Vino Festival"
Per
tre fine settimana, nel mese di dicembre, protagonista sarà il
"Vino Sannita". Ad esso sarà dedicata una notevole iniziativa
voluta dallEnte Provinciale per il Turismo ed organizzata da "www.teatro.it"
di Renato Giordano. La manifestazione coinvolgerà i principali
comuni della produzione vinicola sannita. Ogni fine settimana, a partire
dalle ore 18,00, vi saranno assaggi di vini e prodotti tipici, nonché
manifestazioni artistiche e spettacoli teatrali e musicali. Questi gli
appuntamenti: sabato 2, Torrecuso e Foglianise; domenica 3, Ponte e Solopaca;
sabato 9, Guardia Sanframondi e Castelvenere; domenica 10, SantAgata
dei Goti e Dugenta. Per finire, lultima fine settimana, sabato 16
e domenica 17, lappuntamento sarà a Benevento, dove tutte
le aziende partecipanti esporranno i loro prodotti in un contesto natalizio
che prevede numerosi altri appuntamenti teatrali e musicali, nonché
un convegno che si terrà nellex chiesa di S. Agostino.
La produzione vinicola rappresenta una delle maggiori risorse economiche
della nostra provincia. Non bisogna dimenticare che il Sannio vanta ben
6 vini DOC (Aglianico del Taburno, Guardiolo, Sannio, SantAgata
dei Goti, Solopaca e Taburno) e 2 ad Indicazione Geografica Tipica (Beneventano
e Dugenta). E il settore enologico potrebbe divenire anche una notevole
risorsa turistica, se riuscirà a decollare il progetto di una "via
dei vini" regolarmente istituita così come la legislazione
vigente già prevede. Con questa manifestazione si tenta un primo
esperimento, con la speranza di proiettare a livello regionale ed oltre
un richiamo turistico inedito.
F.M.
Per
maggiori informazioni e dettagli sulle singole manifestazioni si può
consultare il sito Internet www.sanniovino.com.
TORRECUSO
Mostra
collettiva al Centro Arts Events
Cinque
anni di incontri con larte contemporanea. Questo il traguardo del
Centro Arts Events di Torrecuso. Per celebrare il lustro di attività
si è aperta una mostra collettiva lo scorso sabato 18 novembre
nei locali allinterno del Centro Commerciale Sannio Uno, in località
Collepiano. In esposizione opere degli artisti ospitati dal Centro in
questi cinque anni: Angelo Casciello, Giorgio Cattani, Enzo De Leonibus,
Pino Deodato, Stefano Di Stasio, Enzo Esposito, Giannetto Fieschi, Peter
Krawagna, Paolo Laudisa, Rodolfo Llopiz Cisneros, Klaus Karl Mehrkens,
Gianmarco Montesano, Luis Moro, Massimo Rao, Michele Rio, Alessandro Verdi
e Igor Verrilli. Alla inaugurazione della mostra erano presenti diverse
personalità del mondo politico e culturale, quali il presidente
della Camera di Commercio Roberto Costanzo, lassessore Guido Principe,
gli artisti Italo Mustone, Igor Verrilli e Nino Simone.
A fare gli onori di casa il creatore di questo centro, lingegnere
Antonio De Maria, insieme al dottor Ferdinando Creta, suo immancabile
collaboratore. Allingegnere De Maria abbiamo posto qualche domanda
sul perché ha intrapreso liniziativa di fondare un centro
per larte contemporanea. "Solo per passione", ci ha risposto,
"una passione che non chiede altre gratificazioni se non quella del
contatto con un mondo artistico fatto di scelte qualitativamente elevate".
E ci ricordava come quando Arts Events iniziò la sua attività
vi erano altre due gallerie operanti a Benevento: lOpificio di Mario
Parente e la galleria di Mario Razzano. Oggi nessuna delle due è
più in attività. Segno di come sia difficile far entrare
nel circuito beneventano lamore per larte contemporanea. E
di questo ci sovveniva ricordando Mario Razzano, scomparso circa un anno
fa, e che proprio a Torrecuso, in un convegno organizzato dal sottoscritto
nel settembre del 1998, fece la sua ultima apparizione in pubblico. In
quelloccasione registrammo tutta la sua amarezza per una società,
quella beneventana, che poco o nulla lo ha gratificato della sua scelta
di gallerista di qualità.
E lingegnere De Maria non nasconde le difficoltà, anche se
appare più stoicamente determinato. Gli abbiamo chiesto se riesce
ad avere aiuti dalle istituzioni. "Poche, per la verità"
ci ha risposto, "ed è così complicato avere dei contributi
che è meglio rinunciarci. Sono stati soprattutto gli sponsor privati
a sostenere le nostre iniziative". Gli unici due artisti beneventani
che finora hanno esposto al Centro sono stati lo scomparso Massimo Rao
e Igor Verrilli, entrambi ex studenti del Liceo Artistico di Benevento.
Il Liceo, abbiamo chiesto a De Maria, collabora con le vostre attività?
"Avevamo cercato di avviare un dialogo" ci ha detto "ma
non vi è stata risposta". E per il futuro? "Continueremo
come fatto finora, puntando sempre a scelte di qualità. Per il
centro sono passati artisti che vanno dallastratto al figurativo,
dalla Transavanguardia alla Pittura Colta, quindi con una disponibilità
ampia a tutti i linguaggi del contemporaneo, ma con lunica pregiudiziale
che sia vera arte di qualità". Non ci rimane che augurare
allingegnere De Maria una lunga attività, anche per non perdere,
noi pochi appassionati e cultori di arte contemporanea, lunico appuntamento
artistico che ancora sopravvive in provincia di Benevento.
Francesco
Morante
Per
maggiori informazioni sul Centro Arts Events è attivo un
sito Internet il cui indirizzo è: http://www.softs.it/artsevents/default.htm.
SAN
MARCO DEI CAVOTI
Rossa,
bianca o nera, conta solo la propria identità
Ci preme
trattare brevemente la "problematica sammarchese" perché
S.Marco è la nostra terra, lì abbiamo vissuto i nostri anni
adolescenziali, giovanili e, per uno di noi, anche quelli della maturità,
stravolti solo da questioni di emarginazione di personalismi di immagine,
e da poche di quelle ad alto tasso sociale e politico.
E non si intenda che quel "solo" sia poca cosa nella formazione
politico-culturale di ognuno di noi. Di ogni persona, crediamo. Ma non
certo in modo totalizzante, perché nellepoca in cui viviamo
nulla è più totalizzante. Totalizzante è solo il
mondo politico sammarchese che si è andato frantumando e che ora
è arrivato ad una parcellizzazione talmente minuziosa, ma frammentaria,
nello stesso tempo, che se noi pronunciamo la parola "sindaco",
essa fuggirebbe da noi, in diverse direzioni, che non ci appartengono
e non sappiamo dove si collochino. Questa parcellizzazione è ciò
che ci offre il quotidiano, e ciò che ha segnato la più
grossa svolta nel nostro essere persone senza appartenenza, ma soprattutto
senza dipendenza lungo le strade della politica cittadina. Nellultimo
ventennio si sono verificate nel nostro paese delle trasformazioni, anche
strutturali, profonde che hanno inciso sui modelli di vita, sulle opportunità
di mercato e sulle occasioni di lavoro. Esse (trasformazioni), però,
non hanno scalfito limmagine di un paese dominato da fazioni in
costante riciclaggio nel tempo e nei metodi, né lamministrazione
del potere, appannaggio ereditario sancito da volontà divina. Lo
squilibrio con cui tali cambiamenti si sono realizzati non ha consentito
però di collegare ad essi uno sviluppo diffuso e generalizzato,
capace di produrre benessere capillare e ben distribuito fra le classi
sociali. Ne è scaturita una forma di società che procede
a più marce e nella quale coesistono, spesso ignorandosi, ma più
spesso confliggendo, professionalità emergenti con altre emarginate
i redditi delle quali stanno generando "nuove povertà".
Basti pensare allente Comune che preferisce affidare le progettazioni
dei "suoi" lavori sempre al medesimo tecnico. Incontriamo così
la S.Marco del benessere (pochi), quella delle vecchie e nuove povertà
e quella i cui redditi appaiono appena sufficienti per soddisfare i bisogni
che il nuovo modello di vita sollecita. La genericità non consente,
certo, di distinguere i nuovi ricchi dai nuovi poveri, ma non appare difficile
valutare landamento reddituale di alcune attività e degli
addetti allagricoltura povera, quella cioè che si limita
a sfruttare gli strumenti esistenti e scarseggia di idee nuove, tanto
alla fine cè la manna dello Stato che calerà puntualmente
dallalto i suoi benefici e salutari aggiustamenti. Se a costoro
si aggiungono quelli che la giungla pensionistica non gratifica con reddito
accettabile, i giovani disoccupati cronici di cui le famiglie per affetto
e per decoro si fanno carico (sono compresi coloro ai quali sono stati,
anche in recente passato, promessi posti da vigile urbano, stradino, impiegato),
la dimensione raggiunta dal fenomeno delle vecchie e nuove povertà
assume una preoccupante entità ed impone alla società sammarchese
di interrogarsi per sapere perché nascono e per cercare di sanarle,
assumendo comportamenti attivi ed adeguati alla gravità del momento.
Il nostro Comune punta la sua attenzione sugli anziani (benissimo!), sulla
pietrificazione delle vie cittadine (benissimo!) e sugli eventi che possono
favorire e rendere luminiscente limmagine di chi li propone (gemellaggi
vari ed onore agli emigrati).
I giovani dovranno attendere ancora un po. Lo stallo prima o poi
finirà.
Intanto partecipano a riunioni della consulta sulla condizione giovanile
dove si trattano tantissimi argomenti tranne quello del lavoro e delle
specifiche opportunità.
Povertà e sperequazioni provocano malessere sociale ancor più
sentito se non sono il frutto dellinsipienza, se non sono attribuibili
ai comportamenti soggettivi, ma vengono generati dal sistema, dalle strutture
e quindi ingiustamente subiti dalle vittime. Se fossero le capacità
ed i meriti a giustificarne alcune differenze sociali, allora le nostre
ragioni non prevarrebbero sulle esigenze della vera "politica"
ed il Comune se ne starebbe a guardare, impotente. Saremmo però
più convinti di essere caduti in errore se vedessimo disegnata
una politica che nel rispetto delle leggi e dellintelligenza fosse
in grado di sconfiggere le resistenze che generano ingiustizia e diversità
di trattamento. Coscienti o no, tali resistenze emergono e condizionano
la qualità del lavoro, forniscono unimmagine distorta del
nostro paese, favoriscono alcuni con danni immeritati ed ingiustificati
per altri, creano responsabilità politiche ed operative che vanno
con decisione denunciate.
Ne guadagnerebbe molto la stabilità sociale e la crescita civile
dellintera collettività. Ai poveri si è guardato spesso
con rispetto, con spirito caritatevole, assistenzialistico; con i nuovi
poveri un tale atteggiamento è offensivo. Essi meritano una diversa
attenzione politica che non sia mera promessa o parola di solidarietà.
Antonio
Perrotta
E-mail: redazione@beneventogiornale.com
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