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CI ATTENDE UNA STAGIONE DI GRANDI DIFFICOLTÀ Unopportunità da sfruttare Non essendoci
grosse novità particolari da segnalare a livello locale, diamo
un respiro più ampio al nostro intervento. In un contesto di
grave incertezza e di sfiducia come quello che stiamo vivendo in questo
periodo, diventa doveroso, ancorché scontato , ripartire dal
discorso introduttivo, affrontato qualche numero addietro, sperando
di dare un contributo di idee utile a fare chiarezza e contrapporre
un sano ottimismo a questo clima funereo che sembra animare il nostro
presente . Potrebbe sembrare semplicistico attribuire le responsabilità
per gli ultimi avvenimenti , ora a questo ora a quello. La verità
è che anche queste analisi vanno condotte, in quanto capire"
il perché" ci dovrebbe rendere più consapevoli
delle capacità e dell"affidabilità"
di certe persone chiamate a ricoprire ruoli decisivi per i nostri
destini. La tanto biasimata depressione , per chi ha avuto la possibilità
di condurre studi economici anche superficiali, sa che rientra nella
natura ciclica delleconomia. Anche se ce lo attendevamo e se
i guru del settore si sono attivati per rendere i disagi meno amplificati
, ci avviamo verso una stagione di grandi difficoltà che neppure
le generazioni dei nostri nonni hanno conosciuto. Negli anni
30 , allindomani della grande crisi del 1929 , il vento della
depressione che soffiò dallAmerica non fu avvertito,
perché la nostra Italia era sostenuta da uneconomia di
tipo rurale , quindi poco sviluppata e soprattutto ancora chiusa al
mondo. Alla luce di quanto ora accade, forse quella condizione non
era così spregevole. Oggi lItalia, con la globalizzazione
dei mercati che incombe sembra una nave esposta alla forza di un uragano
oceanico sulla quale nessun membro dellequipaggio può
godere di privilegi, ma tutti devono remare con forza e nella stessa
direzione. Il sistema oligarchico tra manager aziendali e politici
, o meglio la classe dirigente che qui ci ha condotto, con il loro
potere basato sul sistema delle relazioni che spesso ha portato allubiquità
dei ruoli e quindi allultrapotere , il cosiddetto capitale realazionale
ha generato il capitalismo finanziario che ha retto negli ultimi 15
anni. Oggi che viviamo il periodo delle vacche magre, il resoconto
degli errori commessi dai superpoteri politici e finanziari si evidenziano
e hanno amplificato il malessere democratico e il clima di sfiducia
verso la politica dei cittadini in quasi tutto il Vecchio Mondo. Quindi
diventa imprescindibile e vitale prendere coscienza del nostro ruolo
di cittadini che democraticamente possono determinare un cambiamento
epocale, scegliendo una rappresentanza politica moralizzatrice a tutti
i livelli. Non ci dobbiamo piangere addosso, anzi senza velleitarismi
dobbiamo sfruttare questa opportunità. La contestuale applicazione
del federalismo fiscale richiede una generazione di dirigenti locali
con capacità professionali e morali di provata integrità,
altrimenti rischiamo il collasso. Per tradurre in termini più
vicini al nostro quotidiano: quando il nostro buon Assessore Regionale
appronta la riforma del sistema sanitario regionale e decide di sopprimere
lospedale di Cerreto Sannita o le guardie mediche in alcuni
paesi , tra cui rientra anche Pontelandolfo, con lespediente
di razionalizzare i costi basandosi sul numero dei residenti, si afferma
di nuovo il Napolicentrismo a danno delle nostre comunità,
anziché andare a controllare il livello della spesa farmaceutica
eliminando le dispersioni ed anche il sistema chiuso tra aziende produttrici
ed operatori che spesso hanno determinato vere e proprie truffe che
penalizzano ancora oggi i cittadini che effettivamente ne abbisognano
mentre rimpinguano i profitti degli altri. Questo rilancia lidea
non sbagliata del Molisannio, vuoi per sottrarci allarroganza
della Campania Infelix , vuoi per riprenderci la nostra vita, rendendoci
autonomi e padroni del nostro destino. Bisogna prendere coscienza
dei nostri punti di forza: quali sono le risorse che possiamo mettere
in campo? Abbiamo il vento, il sole e lacqua , allora perché
non sfruttarli. Laccusa degli amministratori affaristi non può
reggere, come non può reggere la posizione dei neo-paesaggisti
quando le incerte condizioni economiche sono come quelle che stiamo
vivendo, quando il lavoro diventa sempre più difficile trovarlo
a meno che uno non se lo inventa o è costretto ad emigrare.
Se le fonti rinnovabili hanno avuto anche il consenso degli ecologisti
cosa dobbiamo aspettare per risolvere i problema dei costi energetici?
Aspettare lenergia atomica che se tutto va bene a cominciare
da oggi entrerebbe in funzione nel 2020? Cominciamo da noi a dare
il nostro contributo alla riduzione dei costi energetici affidandoci
alleolico, al fotovoltaico ed allidroelettrico; e poi
tocca al governo centrale eliminare i costi impropri contenuti nelle
nostre bollette e rendere vero e più libero il mercato dellenergia.
Così come sta facendo lAutorità dellEnergia
e del Gas che con la delibera n°155 dello scorso 22/10 ha imposto
anche per il gas lutilizzo dei contatori elettronici come quelli
già in essere per lelettricità. O come sta facendo
il garante dei prezzi che ha convocato i produttori della pasta e
del pane e i grandi distributori per capire il perché nonostante
il prezzo del grano sia sceso, i prezzi degli altri restano gli stessi
conservando gli incredibili aumenti registrati nellultimo anno.
E un po quello che è successo con il petrolio.
Forse vale bene affidarci alla memoria storica attingendo nuove idee
dal passato, quando il sud pre-unitario era la parte più ricca
dItalia perché si basava prevalentemente su quelleconomia
rurale che sembrano invocare autorevoli economisti; o sul tessuto
delle attività artigianali della piccola e media impresa. Lassunto
sembra di facile lettura: ogni territorio dovrebbe sfruttare le proprie
risorse nel migliore dei modi e non attendere di risollevare le proprie
sorti affidandosi alla generosità degli altri o scimmiottando
le attività che hanno cittadinanze diverse. Nicola De Michele AGRITURISMO NEL SANNIO "LArenella" di Faicchio Continuiamo
a parlare di agriturismo nel Sannio, dopo aver fatto una panoramica
del fenomeno sul numero diciotto di Benevento, e valutato la prima
azienda, LAntico Frantoio, di Faicchio, nello scorso numero
del giornale. Rosario Longo CERRETO SANNITA Riparte per il Meic un nuovo anno sociale Negli
scorsi giorni si è tenuta, a Cerreto Sannita, la riunione periodica
del direttivo del Meic per programmare lattività dellanno
sociale. Teresa Nifo CONVEGNO A FAICCHIO Le piante officinali del Matese Lo scorso
25 ottobre, nella sala delle armi del castello ducale di Faicchio,
si è svolto il convegno dal titolo "Le piante officinali
del Matese", nellambito di un "progetto officina per
la valorizzazione delle erbe officinali del Matese, nei loro usi e
tradizioni". R.L. CAUTANO Le pietre ornamentali Il 13
novembre si è tenuto a Cautano, nella sala convegni, una conferenza
su "I giorni delle pietre" e la presentazione del libro
"Le pietre ornamentali". T.N. |