PONTE: TOPONOMASTICA TUTTA DA RIVEDERE

Mario Meola: "Una cosa e’ certa,
Via Domenico Ocone non si tocca"

Sollecitati da alcuni cittadini pontesi, amareggiati per la mancata intitolazione di una strada alla memoria dell’ex sindaco Domenico Ocone, così come deliberato dal Consiglio Comunale 15 anni or sono, abbiamo chiesto all’attuale primo cittadino, dott. Mario Meola, di spiegarci quali motivi ancora oggi impediscono di rispettare la chiara volontà espressa dall’assise municipale.
Insomma, Sindaco, esiste o non esiste una via Domenico Ocone?
"Come ho potuto verificare in questi giorni, nel 1988 con atto di Giunta n.267 del 5 ottobre, ratificato poi in data 11 novembre ’88 dal Consiglio Comunale, si deliberò di mutare la denominazione della strada comunale Via Ripagallo in Via G.Uff. Domenico Ocone. Una decisione che venne anche approvata dal Ministero degli Interni nel 1989. A questo punto occorreva semplicemente dare attuazione a quanto deliberato…"
Invece?
"Invece, stranamente, non se ne fece nulla e la delibera finì dimenticata in qualche cassetto. A tutt’oggi sia per l’Ufficio Tecnico che per l’Anagrafe comunale quella strada è sempre Via Ripagallo, né mai i suoi abitanti sono stati informati di una variazione del toponimo…"
Come è stato possibile? Di chi è la responsabilità?
"Per me resta ancora un vero mistero. All’epoca non ero nell’Amministrazione e nemmeno sapevo che fosse stata deliberata l’intitolazione di una strada all’ex sindaco Ocone: una iniziativa che avrebbe trovato certamente il mio più pieno consenso, proprio perché mirata a perpetuare la memoria di un grande personaggio del nostro paese. D’altra parte a giorni, proprio su mia iniziativa, il nostro asilo comunale verrà dedicato al compianto Don Domenico…"
A questo punto, ritrovata la delibera e appurata la volontà politica di rispettarla, cosa vi impedisce di darle attuazione?

"Proprio niente. Quella strada è a tutti gli effetti Via Domenico Ocone ed è mia ferma intenzione di rispettare la volontà del Consiglio, cercando di snellire al massimo le necessarie procedure di attuazione. Tra l’altro è stata anche istituita una apposita commissione col compito di rivisitare tutta la toponomastica del paese per mettere ordine in una situazione che è diventata davvero caotica. Giorni fa sono stato sollecitato anche dalla direzione delle Poste a predisporre la numerazione civica assente soprattutto nelle contrade, dove molte strade addirittura hanno la medesima intitolazione…"
Non è che rischiamo di veder apparire anche a Ponte altre via Napoli, piazza Mazzini o corso Garibaldi?
"Nient’affatto. È invece precisa intenzione della mia amministrazione conservare la memoria storica del paese proprio ricordando nella nuova toponomastica personaggi pontesi e avvenimenti legati al paese. E, soprattutto, ho chiesto alla commissione di individuare la più idonea soluzione per conservare anche il toponimo di Via Ripagallo, legato ad una antica leggenda paesana che non può andare perduta".
Intenzioni senz’altro lodevoli, Sindaco; ma quanto tempo ancora occorrerà aspettare per vederle realizzate?
"Appena la commissione avrà terminato il suo studio avviseremo tutti i cittadini per sottoporre al loro vaglio le indicazioni emerse ed eventualmente integrarle con i loro suggerimenti. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare; ma credo che tutto si potrà concretizzare nei primi mesi del 2004".
Insomma, con l’anno nuovo Don Domenico Ocone, la cui memoria è sempre più viva tra la popolazione pontese, potrà essere degnamente ricordato anche con l’intitolazione di una strada. Su questo il Sindaco Meola è categorico: "Via Domenico Ocone non si tocca!".

Adolfo Biele


DENOMINAZIONE COMUNALE DI ORIGINE
PER I PRODOTTI ALIMENTARI

La De.C.O. un’opportunità per Cerreto Sannita

In base al Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali, ogni Comune è autorizzato a curare direttamente gli interessi ed a promuovere lo sviluppo della propria comunità.
Interessante, soprattutto per le piccole comunità come la nostra che hanno conservato alcune tradizionali produzioni agricole, sarebbe trovare degli strumenti per la valorizzazione di questi prodotti. Sicuramente un mezzo efficace è laistituzione della cosiddetta De.C.O. cioè la Denominazione Comunale d’Origine.
In pratica il Comune si deve dotare,innanzitutto, di un regolamento per la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali. Procede quindi allaindividuazione di particolari e caratteristiche produzioni agro-alimentari e delle loro tradizionali lavorazioni che siano meritevoli di interesse e ne promuove la protezione per garantire il mantenimento della loro qualità.
Provvede, quindi, ad istituire un albo comunale ed un registro De.C.O. nonché a sostenere iniziative esterne per la promozione e la valorizzazione di questi prodotti sia attraverso interventi finanziari diretti sia ricercando forme di sponsorizzazione di Enti e di privati.
Al prodotto riconosciuto viene rilasciato il marchio De.C.O. che ne attesta l’origine e ne garantisce la composizione.
In definitiva il Comune dovrebbe individuare, con l’aiuto di esperti e degli stessi operatori del settore, i prodotti da tutelare e ne garantirebbe la qualità. Sempre il Comune provvederebbe ad allestire un disciplinare di produzione, che i produttori si impegnano a rispettare e, infine, si incaricherebbe della promozione pubblicitaria.
E’ facile immaginare come alcuni prodotti agricoli cerretesi (come l’olio, le carni, i formaggi già così tanto apprezzate) adeguatamente pubblicizzate e garantite potrebbero facilmente passare sulla tavola di molti italiani. Anche il vino potrebbe fregiarsi di questo marchio, pure quello di zone a D.O.C., perché la De.C.O. non è in contrasto con essa ma può rappresentare,anzi, un valore aggiunto. Inoltre i prodotti riconosciuti con la Denominazione Comunale d’Origine potrebbero avere una corsia preferenziale per il riconoscimento dal Ministero per le Politiche Agricole della D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) o dalla Regione per la I.G.T. (Indicazione Geografica Tipica).
Un Ente che certifica l’origine e la qualità dei cibi (nell’epoca degli O.G.M. e dei surgelati) è una garanzia certa per il consumatore sempre più attento ai sapori e sempre più accorto alla salute.
I vantaggi economici, di immagine e turistici che ne deriverebbero sono evidenti.
Si può immaginare,inoltre, di allargare il discorso, ricercando delle sinergie con la Comunità Montana del Titerno, con le Pro-Loco, con i Comuni limitrofi, (si pensi, ad esempio, ai taralli di S.Lorenzello, ai porcini di Cusano, al prosciutto di Pietraroia) per fare di Cerreto e della zona titernina una vera e propria oasi del gusto.
Purtroppo la normativa che consente la De.C.O. risale al settembre del 2000. E’ stato accumulato un ritardo che bisogna necessariamente recuperare.

Antonello Santagata


TORRECUSO: SI VOTA LA PROSSIMA PRIMAVERA
PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO

Sarà il 2004 l’anno della svolta?

Dalle interviste e dai documenti apparsi sui quotidiani riguardanti Alleanza Nazionale, la cosa più importante è il fatto stesso che tanti cittadini di Torrecuso abbiano deciso di prendere posizione, sia pure con tanta cautela, sui temi politici che finora, seguendo un’opinione sbagliata ma largamente diffusa, avevano lasciato alla competenze esclusiva di singoli individui.
A qualcuno, addirittura, è sembrato un’invasione di campo. In realtà, siccome il sistema della politica è innanzitutto un sistema di rapporti tra istituzioni e società civile, è perfettamente legittimo che anche il partito di A.N. e chi lo dirige dicano la loro parola, ma è anche doveroso che lo facciano a voce alta, se non vogliono ridursi a componenti subalterne dei vari "blocchi di potere" che stanno nascendo in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera.
Si tratta adesso di vedere se la decisione di intervenire sul terreno delle scelte politiche è il segno di un’evoluzione per cui tanti simpatizzanti di A.N. cominciano finalmente ad assumersi le loro responsabilità non solo come "portatori di voti", nei limiti cioè della simpatia verso un partito di destra, ma anche come "classe dirigente", in un paese come Torrecuso da sempre abbandonato al suo destino.
Sembra un paradosso ma i consiglieri che si sono avvicendati negli ultimi anni non hanno mai considerato il comune (come istituzione) un’organizzazione sociale di cui essi fossero direttamente responsabili, sia pure insieme agli altri gruppi sociali che compongono la comunità. Va anche detto francamente che questo è un modo di intendere la politica nella maniera più sbagliata, al quale rimontano non pochi dei mali e delle strutturali debolezze di cui soffrono molti comuni.
Ma ancora molte occasioni sarebbero state sprecate prima che, proprio da qualche anno, qualcosa cominciasse a cambiare nell’atteggiamento di un consiglio comunale che ora appare meno ossessionato dal problema degli equilibri interni e invece più sensibile e attento ai problemi reali del paese. Questo modo di intendere la politica, ha mostrato da tempo alcuni sui limiti per quanto riguarda gli effetti sulla gestione ordinaria del comune. Molte volte si sono avuti casi di interferenza nelle decisioni operative che gli amministratoti hanno assunto. Questo ha portato all’inefficienza del sistema politico che non rappresenta un fatto marginale ma influisce direttamente sulla stessa efficienza del comune.
La nomina ad assessore non deve essere necessariamente una scelta "politica", e anche quando vi sia una nomina "politica", ciò non deve portare necessariamente a violazione dell’autonomia degli amministratori nella gestione quotidiana del comune che dipende dalle loro decisioni.
La tempestività di fare buone scelte, la funzionalità dell’apparato amministrativo, il rendimento del comune in ogni sua parte, sono fattori decisivi a cui dovrebbero pensare coloro che aspirano ad un posto in consiglio dopo le prossime elezioni amministrative di primavera. L’inefficienza di alcuni consiglieri dell’attuale maggioranza, presenti in consiglio solo per spavalderia personale, non ha lasciato spazio potenzialmente disponibile a quanti invece sarebbero riusciti a rendere più razionale il buon funzionamento del comune. Fa bene perciò Alleanza Nazionale ad occuparsi di politica anche a Torrecuso.
E ancora meglio farebbe se, dopo i primi passi, si risolvesse ad entrare più nel vivo della questione. Qualcuno rimprovera ai dirigenti del partito di agire con troppa cautela, che porterà col tempo ad avere poche possibilità di incidere nei dibattiti in corso. È vero anche che le scelte delle decisioni specifiche si fanno qualche giorno prima della presentazione delle liste, e che gli accordi, è ormai prassi comune, si trattano nelle sedi delle federazioni provinciali.
Ma è sicuramente meglio non scontentare nessuno, anzi è sicuramente vantaggioso entrare nel merito delle varie proposte avanzate, anzi senza escluderne alcuna (a volte conviene convivere con gli avversari) specificando una per una a quali condizioni, in quali termini e fino a quali punti potrebbero corrispondere alle proposte avanzate da Alleanza Nazionale.

Carmine Pannella


DUGENTA

In versi la vita di Giovanni Paolo II

Luigi Zuzolo ha declamato i suoi versi su Giovanni Paolo II, sabato 15 novembre, in un Convegno organizzato dalla Parrocchia di Sant’Andrea apostolo, con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Dugenta.
Il componimento dal titolo "Il percorso di Karol Wojtila. Il grande pacifista" è stato pubblicato dalla casa editrice Guida, nella collana "Lettere Italiane". L’opera, che ripercorre in più di cento versi la vita di Karol Wojtila da Cracovia fino al venticinquesimo anno di pontificato, è stata messa in vendita da Guida a Pompei, in occasione della recente visita del Papa. Laureato in Pedagogia, Zuzolo, che è conosciuto per i suoi mobili, ha impiegato sette mesi nella composizione di un’opera che ha ricevuto l’apprezzamento personale del Papa.
E’ molto sereno e dimostra una grande gioia Luigi Zuzolo, che mai si sarebbe aspettato, quando decise, all’insaputa di tutti, anche dei familiari, di spedire i suoi versi a Giovanni Paolo II, che dal Vaticano gli avrebbero risposto. A scrivergli è stato il capo del Protocollo della segreteria dello Stato Pontificio, mons. Tommaso Caputo che gli ha espresso il riconoscimento personale del Pontefice per "il dono e per i sentimenti di filiale venerazione che l’hanno suggerito". Poi le telefonate tra Roma e Dugenta, intanto Guida si interessa all’opera e decide di pubblicarla.

Gerardo Bovino

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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