CALCIO

Il Benevento lanciato verso la zona alta

La classe non è acqua, diceva qualcuno, ed il Benevento sembra finalmente averla ritrovata. Evacuo tre reti (una su rigore) in due gare effettive; Clemente entra e dopo una manciata di minuti chiude la pratica Paganese, mandando segnali al popolo giallorosso, affinché… suocera… intenda.
Le due vittorie consecutive di Crema ed al S.Colomba contro la Paganese lanciano il Benevento verso l’alto della classifica, nella zona play off, non dimenticando che si era ad un punto di quella out.
Ma è evidente che qualcosa è cambiato in casa giallorosa; l’allenatore ha a disposizione ed al meglio della condizione alcuni giocatori che nella prima parte di questo girone d’andata avevano accusato dei malanni. Landaida soprattutto. Una difesa più accorta, anche se comunque uno svarione c’è sempre in ogni gara, ma questo fa parte del gioco.
Con la vittoria in terra lombarda i giallorossi mettono a segno comunque la prima vittoria esterna, non senza qualche patema in chiusura di gara. La doppietta di Evecuo finisce con il dare spolvero a quella impresa per un giocatore ritrovato.
Domenica scorsa, così come a Crema, Acori lascia in panchina la “ciliegina”: quel capitano che non è un’avventura, ma certamente una splendida realtà, col suo piede vellutatio E’ rimasto in Lombardia assiso sulla panchina a fremere per i compagni. Sette giorni dopo il Clemente ancora un volta in panchina a mordersi le unghie soprattutto per come nel primo tempo andavano le cose in campo. Fremeva oltre ogni ragionevole considerazione, ansimava, oltre ogni respiro. Al rigore messo a segno da Evacuo un saluto liberatorio al Felice goleador. Poi ancora in panchina: l’allenatore ha atteso ben 23 minuti della seconda parte della gara per decidere di metterlo in campo, ha atteso quel momento come un cavallo di razza nella gabbia, ha preso confidenza col terreno di gioco e dopo poco dal suo magico piede l’ennesima perla. Suo lo zampino anche sul terzo gol di Cattaneo, perché la punizione al limite dell’area è partita dal suo piede.
Alla fine l’allenatore giallorosso è premiato per le scelte fatte. Sino a quel momento la pratica Paganese non era stata del tutto archiviata, tra problemi di comunicazione, problemi di misura la squadra non si era mossa al meglio, andando negli spogliatoi senza troppi applausi. Alla fine della gara poi il tripudio per il 3 a 0, che intendiamoci va stretto ai giallorossi per il palo di Pacciardi, per un fuorigioco inesistente ed un altro rigore negato. Ora a Como, sperando che da quel ramo che volge a meridione… venga un nuovo pomeriggio gioioso.

Pregi

ROSSO FERRARI

A cura di Giuseppe Russo

DOPO ANNI DI AFFANNI LA CONQUISTA DEL CAMPIONATO
Button: l'anatroccolo è diventato cigno

“Un paracarro” così lo definì Briatore all’inizio del campionato F1 appena concluso. Ma gli avvenimenti raccontano un’altra storia. Button conquista il titolo di campione del mondo e Briatore lascia la F1 per lo scandalo di Singapore 2008. Una vicenda emblematica del campionato 2009.
Molti ricordano ancora lo stupore per la vittoria al GP d’Australia del pilota inglese a bordo della neonata BrawnGP. Come poteva un pilota da sempre nelle retrovie poter vincere un GP, con tanto di pole position, a bordo di una vettura sulla quale nessuno avrebbe scommesso?. Ecco allora il caso dei diffusori, la scusa e l’accusa dei teams blasonati per giustificare la loro palese inferiorità. Ma Brawn è uscito indenne anche da questo, spazzando via ogni dubbio sulla bontà e sulle potenzialità del suo progetto e gli sviluppi del campionato lo hanno poi confermato.
La vittoria della tenacia e della passione. Questo hanno ottenuto e dimostrato Button e Brawn.
Nato nel 1980, figlio di rallysta, il pilota inglese cominciò la sua carriera automobilistica a otto anni con i kart. Nel 1998 debuttò nella Formula Ford dominandola e l’anno successivo debuttò nella Formula 3 inglese ottenendo il terzo posto in classifica finale. Nel 2000 inizia la sua avventura nella F1 a bordo della Williams orfana di Zanardi, debuttando al GP d’Australia. Nel 2001 Button passa alla Benetton ottenendo magri risultati. L’anno successivo la Benetton viene acquistata dalla Renault ed il pilota inglese può contare su una vettura più performante. Nel 2003 Briatore lo sostituisce con Alonso e Jenson approda al progetto BAR. Dopo un altro anno infelice nel 2004 Button riesce a dimostrare a pieno il suo talento piazzandosi al terzo posto della classifica finale dopo le due Ferrari. Nel 2005 la BAR non confermò il suo potenziale e Jenson concluse al nono posto. Il 2006 segna l’arrivo ufficiale della Honda in F1 dopo la rilevazione della BAR. La scuderia giapponese dimostra discrete potenzialità concludendo il campionato al sesto posto. Tuttavia, come per la BAR, le stagioni successive furono molto infelici. Solo 6 punti nel 2007 e 3 nel 2008. Nessuno, forse neanche lui, avrebbe creduto che l’anno successivo sarebbe diventato il campione del mondo. Probabilmente neanche Brawn, genio assoluto della F1, sperava in una vittoria del genere. Eppure questa è la storia ed è una bella storia di sport e di rivincita. Un incoraggiamento per tutti a credere nei propri progetti senza gettare mai la spugna.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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