CALCIO

Occorre tornare a fare gioco di squadra

Calma e gesso per carità: siamo solo alla 12esima giornata del girone di andata, non tutto è perduto… forse l’onore di essere i primi. Sì, perché Simonelli, Clemente (cercatore di perle???), Imbriani e compagni eroi di ieri, brocchi (non quello del Milan) di oggi?
Non credo che si possa essere così cinici e soprattutto ciechi. Certo forse è una via di mezzo, ma da queste colonne più volte in tempi non sospetti ho sottolineato il rischio "narcisismo", il rischio "appagamento" il rischio "calo psicofisico".
Erano i tempi in cui Berta (il Benevento) filava alla grande verso record memorabili ed apparizioni televisive in campo nazionale (persino Sky l’aveva incluso in uno SportTime a notte fonda).
Passare da un eccesso all’altro non sembra proprio cosa buona e giusta: passar, e lo ricordo ai tifosi, dalla padella alla brace può essere pericoloso. Chiedere la testa dell’allenatore (reo, secondo loro, di non saper leggere le partite e soprattutto colpevole della debacle contro il Potenza) sembra un tantino esagerato, ora come ora.
La colpa va equamente distribuita tra panchina e squadra. La prima per le scelte non sempre azzeccate, soprattutto nei tempi, la seconda perché appare affaticata ed ap…pagata… (con contratti per tutti…!!!!).
Ed allora non si può giustificare solo per fare un esempio quanto accaduto contro il Monopoli dove Clemente prima (egoista con le suoi prove di… gol nel primo tempo finite oltre i pali di meta), poi con la ricerca dei tocchi di fino e la mancanza di conclusioni sotto porta, e infine con lo stesso allenatore che invece di sostituire gli affaticati del centrocampo, rivoluzionava difesa ed attacco.
Ecco questi sono piccoli… grandi errori che vanno eliminati, letti più apertamente e soprattutto con un feeling tra panchina e giocatori in campo, dove bisogna operare con tutta "onestà" psicofisica, e chiedere anche la sostituzione nel momento in cui è finita la benzina. Si chiede troppo? Ma se si è tutti per uno e uno per tutti, questa è la logica di una grande squadra. Fare il broncio (per scenografia scritta?) non serve se tutti servono alla causa.
Ed allora calma e gesso, riordinate la mente, riprendete quei valori espressi nelle prime gare del campionato, che non credo fossero acqua fresca, buttate a mare gli specchi, per sentirvi brutti, e dateci dentro, ne avete di tempo per tornare gli eroi dei titoli a otto colonne, riconquistare la fiducia in voi stessi, il calore dei tifosi, l’ebbrezza della vittoria.
E per carità so che la parola è d’argento, ma il silenzio è d’oro! Non credo giovi ad alcuno fare la muta di Sorrento (…corsi e ricorsi andatevi a vedere il film dello scorso anno… non vorrei riviverlo…), né tantomeno alla Società, che proprio nel giorno più buio(!) ebbe ad impartire una profonda lezione di loquacità a quanti invece si attendevano un de profundis.
Sursum corda… domenica c’è il Catanzaro… che non sta certamente meglio.

Pregi

CALCIO DILETTANTI

Risultati sorprendenti per l’Eclanese

L’"Eclanese", compagine di promozione guidata dal valido ed esperto tecnico sannita Fiorenzo Rivellini, dopo la retrocessione dall’eccellenza aveva cominciato la preparazione con netto ritardo e in piena austerità rispetto alle altre compagini, con una rosa numericamente esigua e formata da molti giovani. Non a caso la squadra irpina, che schiera sempre ben quattro atleti 89, è la squadra più giovane del girone.
Partita con il solo e unico obiettivo di valorizzare i giovani cercando di conseguire l’arduo compito di mantenere la categoria, viste le condizioni iniziali, la compagine irpina grazie all’impegno, dedizione, professionalità e caparbietà del suo tecnico Rivellini, che ha accettato con coraggio di conseguire quest’impresa, si ritrova dopo sette gare di campionato, di cui ben 4 in trasferta, sorprendendo tutti gli "addetti ai lavori", a solo tre punti dalla vetta che potrebbe essere raggiunta nella prossima gara di campionato casalinga battendo il Rione Mazzini.
Vari sono stati i risultati sorprendenti conseguiti dalla squadra che ha metabolizzato in toto gli schemi e le direttive impartite con professionalità dal tecnico Rivellini, a cominciare dalle tre vittorie consecutive inanellate in trasferta su campi ostici e con compagini blasonate come la Cavese, l’Angri e il Luogosano di cui nessun altra compagine del girone si può vantare nonostante i notevoli investimenti effettuati.
Nell’ultima gara di campionato, infatti, l’Eclanese ha battuto in un derby fratricida il Luogosano sul proprio campo. Tale risultato è senza dubbio amplificato dal fatto che tale vittoria su campo esterno è venuta contro una squadra attrezzatissima, con giocatori di categoria superiore che mira alla vittoria finale e che non perdeva incontri casalinghi da ben quattro anni, ma anche dal fatto di aver affrontato la gara con una rosa ridottissima perché ben cinque validi atleti in settimana all’apertura del mercato sono approdati in altre compagini (Cairella, Tufano, Ferri, Lupoli e Rullo).
Altra cosa da rimarcare è che la squadra di Rivellini con la prima vittoria in trasferta contro l’imbattuta Cavese aveva sfatato un altro tabù perché l’Eclanese non vinceva fuori dalle mura amiche da oltre due anni.

Angelo Attilio Leone

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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