SAN GIORGIO DEL SANNIO: INTERVISTA
AL SINDACO GIORGIO NARDONE

Un Comune dal futuro (tecnologico) roseo

San Giorgio del Sannio è uno dei centri urbani più estesi del beneventano, dove forte si sente l’esigenza di sfruttare le innovazioni legate all’informatica.
Per questo abbiamo posto delle domande al sindaco Giorgio Nardone, per capire quanto alto è l’interesse dell’amministrazione verso le nuove forme di comunicazione offerte da Internet.
In questo momento il comune di San Giorgio del Sannio, pur non offrendo servizi a valore aggiunto (carta di servizi, calcoli I.C.I., servizi per gli emigrati) attraverso il proprio portale, offre comunque, una vasta sezione bibliotecaria ed una adibita a bacheca per gli annunci di offerte di lavoro".
C’è l’intenzione di portare il comune a più innovativi servizi di comunicazione tecnologica, come ad esempio l’ampliamento della rete Adsl o l’installazione di antenne Wi-Fi comunali?
"In questo momento il comune risulta interamente coperto dai servizi Adsl dei vari gestori di telefonia, sia le scuole che gli uffici pubblici sono dotati di terminali e di tali standard di connessione internet. Inoltre, il comune stà lavorando per l’implementazione della banda larga attraverso il progetto C.S.T., ovvero Centro Servizi Territoriali per l’e-government e la società dell’informazione, approvato per 1 milione e mezzo di euro, tramite il quale sarà possibile rinnovare sia i mezzi informatici che i tipi di connessione, in poche parole sarà allargata la banda di connessione ad internet, pemettendo un sempre maggiore flusso di dati in entrata e in uscita, senza trascurare i vantaggi offerti dall’internet senza fili, il cosidetto Wi-Fi".

A quali progetti multimediali (Asmenet, asmez, costa, siba) il comune ha partecipato?

"In Campania esistono due diversi tipi di consorzi che permettono ai comuni di aggiornarsi a livello multimediale, noi siamo affiliati ad un nuovo consorzio creato in loco dal comune di Benevento, che al momento vede 55 comuni consorziati, ed è anche per questo che abbiamo rifiutato in passato di affiliarci con i progetti provenienti da Napoli (Asmenet)."

Per quanto riguarda l’informatizzazione dei cittadini si è fatto qualcosa?

"Il comune ha patrocinato negli ultimi anni diversi corsi di formazione, da quelli per la patente europea ECDL a corsi di lingue con formazione a distanza tramite internet. Durante tali percorsi di formazione abbiamo individuato due target principali di riferimento, uno rappresentato dai giovani e giovanissimi e l’altro dalle persone dai cinquanta anni in sù, che risultano essere i più interessati alle nuove possibilità offerte dalla comunicazione informatica e da Internet."

Attualmente crede che la conoscenza informatica, in tutti i suoi aspetti, sia un requisito sfruttato a pieno merito negli ambienti lavorativi locali?

"Io credo che al momento la risposta migliore sia che la conoscenza informatica viene sfruttata oggi, negli ambiti lavorativi locali al 50%. Ad esempio ad oggi molte aziende locali basano molto della loro organizzaizone su enormi pile di documenti cartacei, senza essersi aggiornate attraverso l’utilizzo di personal computer. Io in quanto sindaco, e per quello che posso, ho cercato di trasmettere questo nuovo modo di organizzare il lavoro a tutti gli uffici del comune, ed infatti oggi molta parte della burocrazia legata a ai servizi offerti al cittadino viene svolta attraverso l’usilio di un computer."

Noi caro sindaco, siamo fiduciosi nello sperare che saranno molte le cose che il comune farà per una sempre maggiore innovazione tecnologica, non tanto legata ai mezzi quanto alle persone.
Considerando che l’informatica è al giorno d’oggi essenziale per ogni ambito lavorativo, risulta importante approfondire tali tematiche per far capire che anche se oramai tutti, o quasi, utilizzano il computer, non tutti a livello lavorativo lo sfruttano a pieno, tralasciando i numerosi vantaggi, sia qualitativi che quantitativi, che da esso derivano.

Antonino Caffo


SUCCEDE A LIMATOLA

Scioglimento del Consiglio: il Tar
chiamato ancora a pronunciarsi

Il 22 novembre il Tar si pronuncerà ancora una volta sul decreto di scioglimento emesso dal Presidente della Repubblica che ha sciolto il Consiglio comunale di Limatola. Non sembra demordere l’ex sindaco ma resta però la domanda di sempre: può un Sindaco restare al suo posto se non è sostenuto dalla maggioranza del Consiglio Comunale?

Raccolta dei rifiuti: le spese chi le paga?

Con l’immondizia davanti all’uscio di casa, forse non è il momento di parlare di soldi. Oppure lo è? Intanto noi vogliamo porre il problema: è giusto continuare a pagare per un servizio che, di fatto, non è più garantito. Sono mesi che la raccolta dei rifiuti solidi urbani non soltanto non è regolarmente svolta, ma, di fatto, non esiste. Ed allora sembra giusto operare delle detrazioni. Ci aspettiamo che i consiglieri comunali, gli assessori, i sindaci, facciano le loro proposte in difesa dei cittadini. A meno che non vogliono agire le associazioni dei consumatori. Aspettiamo fiduciosi?

Sistema cablaggi: quale futuro
per centinaia di dipendenti

Limatola negli ultimi anni ha vissuto la spaventosa crisi di un sistema industriale debole per vari fattori. Certamente la mancanza di infrastrutture e servizi alle aziende ha fatto il resto. La conseguenza è stata che molte attività si sono trasferite all’estero dove la mano d’opera è più a buon mercato. Il triste declino delle attività legate al cablaggio è cominciato proprio così. Inutilmente sono stati lanciati appelli a fare qualcosa per una questione di rilevanza regionale e nazionale. Niente. Le due aziende più importanti che occupavano quasi trecento addetti ed almeno cinquecento con l’indotto, riducono ogni giorno il personale. Sembra che alla fine dell‚anno si verificheranno altri licenziamenti già annunciati. Intanto i piccoli imprenditori che lavoravano come „terzisti‰ hanno già chiuso e licenziato i propri dipendenti. Siamo alla fase più nera dell‚imprenditoria locale. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

Perché Limatola spesso è lasciata al buio?

È abbastanza strano che per lunghi periodi e per vaste zone, il paese è spesso lasciato senza illuminazione pubblica. La già carente mancanza di luce pubblica a volte manca del tutto. Eppure c’è una viva preoccupazione per i ladri e per la pubblica incolumità visto che moltissime strade sono prive di marciapiedi e ciò rende molto pericoloso la circolazione. Ci doveva essere un contratto per la manutenzione dell’impianto di illuminazione. Sembra che sia scaduto e dovrebbe essere rinnovato. Ma è possibile lasciare venir meno quest’altro importante servizio?


DUPLICE COMMEMORAZIONE A MONTEFUSO E A PIETRADEFUSI

Due storie che si intrecciano

A Montefusco e a Pietradefusi, entrambi in provincia di Avellino ma compresi nell’Arcidiocesi di Benevento, ancora una volta le Suore Francescane Immacolatine (SFI) commemorano contemporaneamente la "pietra angolare" e il fondatore della loro Congregazione: la Serva di Dio Teresa Manganiello (Montefusco 1849-1876) nel 130° della morte e padre Lodovico Acernese (Pietradefusi 1835-1916) nel 170° della nascita.
In sintesi, i momenti vissuti con maggiore intensità spirituale e con più larga partecipazione comunitaria. Il 3 novembre il Sindaco di Montefusco, Errico Bonito, si è recato in processione insieme a tanti fedeli in Contrada Potenza per il rituale omaggio floreale al Sagrato Teresa Manganiello. Il giorno successivo, a Pietradefusi, Messa solenne concelebrata dall’Arcivescovo metropolita Andrea Mugione nella Chiesa Maria SS. Annunziata, gremita di gente convenuta anche dai paesi vicini.
Un’occasione, entrambi gli anniversari, per riconsiderare due storie che si intrecciarono provvidenzialmente. Due storie senz’altro riproponibili sempre e ovunque. Perché i principali "protagonisti" furono, e restano, autentici servitori e testimoni del Vangelo.
Un uomo dalla fede granitica, pieno di carità e semplicità serafica, padre Lodovico Acernese spese la propria vita al servizio della Chiesa e della società. Ministro provinciale dei Cappuccini, predicatore e scrittore, fu una delle figure francescane di maggior rilievo vissute nel Sannio e nell’Irpinia tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Innamorato dell’Immacolata, volle offrire in omaggio alla Vergine la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine a cui pose a fondamento Teresa Manganiello.
Donna di preghiera e di penitenza, la "monachella santa" di Montefusco consumò la sua breve esistenza terrena -morì a soli 27 anni- dedicandosi agli "ultimi". Sulla sua formazione spirituale esercitò un ruolo decisivo soprattutto padre Acernese, all’epoca superiore del Convento di S.Egidio. Appunto a lei, a quella "giovinezza di luce", con la quale si trovò subito in "simbiosi di pensiero e di vedute" fin dal primo incontro, si ispirò padre Lodovico nell’ideare la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine. E fu proprio lei, l’umile Teresa, che si recò a Roma e ottenne da Pio IX la benedizione per il nascente Istituto.

Vincenzo Di Pinto

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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