CALCIO
Nemmeno
il derby
scuote il Benevento
Un Benevento
assente a San Benedetto del Tronto, alquanto presente sette giorni dopo
al S.Colomba nel primo dei due derby campani.
Contro la Sambenedettese i giallorossi erano praticamente assenti, forse
li aveva messi in soggezione Lotti sceso in campo con una vistosa maglia
rosa da far invidia a Cuneo ed alla quale mancava solo la scritta Gazzetta
dello Sport. Maglia tra laltro sfoggiata sette giorni dopo anche
nel derby.
Contro i marchigiani i giallorossi in pratica erano scesi in campo svogliati,
quasi assenti e se qualcosa di buono nel primo tempo avevano combinato
era solo dovuta a disattenzione degli avversari che alle fine si sono
ritrovati con una sonora vittoria in carniere, mentre per Colletto e compagni
era la debacle. Tralascio il triste episodio di cronaca della via del
ritorno e la contestazione dei tifosi nei primi minuti del derby.
Il silenzio, così come quello stampa di tifosi e giocatori, non
giova ad alcuno. Il silenzio dei tifosi può essere espresso con
mancanza di applausi, mancanza di rullo di tamburi, inni ed incitamenti.
Ma poi come si fa a restarsene in silenzio davanti ad una giocata magistrale,
ad un gol
lesultanza viene spontanea comè accaduto
poi nel derby.
Un derby giocato dallAvellino quasi con timore riverenziale nei
confronti degli avversarsi giallorossi. Puleo e compagni sono stati bloccati
a centrocampo da un pressing alto portato soprattutto da Maschio e Giugliano,
finalmente questultimo allaltezza della sua fama.
Solo due svarioni da una parte e dallaltra hanno permesso a Ghirardello
prima e Molino dopo di fissare il punteggio sull1 a 1. Un pari che
alla fine sta stretto proprio al Benevento che con un uomo in più
per lespulsione proprio di Puleo per doppia ammonizione (demenziale
il fallo di protesta che ne ha decretato luscita anzitempo) ha avuto
la padronanza del centrocampo, ha più volte perforato il centrocampo
e la difesa avversaria, ma non ha saputo concretizzare le occasioni. Clamorosa
quella capitata tra i piedi di Mastrolilli quasi in chiusura di gara tutto
solo in area. Forse credeva di essere in fuorigioco ma quella palla doveva
comunque buttarla dentro
poi si sarebbe visto lesito.
Un pari che comunque ha soddisfatto la tifoseria irpina giunta in gran
massa al S.Colomba, la squadra ed il tecnico. Cuccureddu evidentemente
ha limitato i danni e mantenuta la vetta della classifica. Di più
oltre lAverna dalla vita non si può chiedere.
Ancora delusi i tifosi giallorossi che nonostante la buona prestazione
volevano la vittoria contro i cugini
di campagna!
Ora Colletto e compagni sono attesi nel secondo derby consecutivo che
il calendario propone. Il Napoli al San Paolo. Gli azzurri di s
Ventura
non navigano in buone acque. La squadra non riesce a ritrovarsi e colleziona
figuracce su figuracce davanti ad una marea di tifosi speranzosi in una
resurrezione. Siamo lontani dal termine del campionato. La serie C ha
sempre riservato sorprese. I tre punti in palio ad ogni vittoria permettono,
se si infila una serie giusta, di raggiungere le posizioni di vertice.
Ne sanno qualcosa proprio i giallorossi.
Ma la svolta azzurra tra quindici giorni: dopo il derby. Al Benevento
serve una prova di carattere e perché no i tre punti.
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Orrori,
errori e
bugie di Spatola
Il Benevento
è un bluff e nessuno può più disconoscerlo.
È una boutade e lartefice numero uno è proprio il
numero uno della società.
Ci riferiamo a Spatola, a colui che ha promesso mari e monti ed è
venuto sistematicamente meno.
Chi non ricorda, infatti, le promesse fatte dopo Crotone?
Spatola disse: Vinceremo il campionato con almeno 15 punti di distacco
sulla seconda. Perciò, sportivi, abbonatevi in massa. Vi porterò
in serie B!
La gente, fiduciosa, speranzosa e illusa ha sottoscritto abbonamenti,
anche a rate! Tutti ormai sapete come è andata a finire: il Presidente
- che si lamenta di essere sempre solo e senza aiuti- ci ha rifilato una
squadra da orrori, da C2!
Seguiteci nel ragionamento.
La squadra:
Lallenatore Benedetti: non è certamente quel mostro di tecnico
che credevamo, sta facendo errori su errori e non sembra che abbia gli
attributi necessari per condurre la navicella giallorossa.
Fu apprezzato quando disse che voleva dimettersi, ha perso credibilità
quando ha fatto retromarcia perché non ha avute le c.d. palle o
palloni. Infatti tutti i giocatori che aveva dichiarato incedibili (leggi
Criaco, Riccio, Vanacore, Vanin ecc.) sono stati ceduti e Lui non ha contestato.
La pagnotta, già la pagnotta!!!
Sergio, il direttore sportivo, che vende certezze a vanvera è stato
smentito; non riesce neanche a tenere unito lo spogliatoio (vedi vicenda
Martino e Petrazzuolo, allontanati, sospesi, reintegrati e mandati in
campo nellarco di due giorni). E poi quali giocatori ha comprato
e quali ha venduto? Ma va là!
I giocatori:
Colletto, il capitano, non fa più paura a nessuno, tanto è
insignificante, lento, spento; Voria, il gigante
è fermo,
apatico, statico. Dove sta latleta? Nocerino, meglio non parlarne
proprio; Massaro: lo avevamo cacciato alcuni anni fa perché inconcludente,
oggi Benedetti lo ha preteso quasi fosse Maradona; lo stesso Petrazzuolo,
un portinaio e non un
portiere; Martino da serie inferiore, al pari
di tanti altri; Di Nardo, sfiduciato e non motivato; Molino, un non-giocatore:
non corre, non lotta, non segna, forse davvero se ne vuole andare; De
Palma e Mastrolilli, come Massaro, già cacciati da Benevento alcuni
anni orsono e ora, poiché non hanno mercato, Spatola se li tiene,
suo malgrado. E potremmo continuare, così come potremmo dire che
è stato ceduto un tal Bruno quando al Benevento faceva ancora comodo
visto e considerato che gli attuali centrocampisti sono davvero inconcludenti.
Naturalmente non ce la prendiamo più di tanto con i calciatori
i quali danno quello che
hanno e cioè niente.
I rapporti con la stampa. Anche sotto questo aspetto Spatola è
stato poco accorto e mal consigliato. Da chi? Ma lo sapete, da gente che
non ama il Benevento.
Ha boicottato i giornalisti locali al solo scopo di fargli pagare il biglietto
di ingresso allo stadio forse per farli tacere; ha anche sporto querela
nei confronti di un giornalista serio ed apprezzato sol perché
costui diceva
la verità. I cronisti esclusi (ma perché
alcuni sì ed altri no?), pur di lavorare ed onorare gli impegni
assunti con le proprie Redazioni e con i tifosi, hanno comprato i biglietti
(non chiedevano lelemosima) e hanno continuato il proprio lavoro
senza farsi mettere la museruola da nessuno.
Di questo passo non sappiamo dove andrà a finire la navicella giallorossa.
Del resto il malcontento dei tifosi è palese e continuare su questa
strada è estremamente pericoloso.
Chi andrà più allo stadio se il Benevento continuerà
a fare errori ed orrori di tal fatta? Staremo a vedere. Archiviato con
un misero 1 a 1 il derby con lAvellino al S.Colomba, ora ci aspetta
quello con il Napoli sul terreno del San Paolo. E non osiamo immaginare
cosa accadrebbe se dovessimo uscirne sconfitti.
A naso, però la squadra sembra più da play out che da play-off
e se, così fosse, egregio Presidente Spatola, dovrai avere il coraggio
di restituire i soldi agli abbonati.
Alla prossima.
PRIMAPAGINA,
EDITORIALE, CITTÀ,
PROVINCIA
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