SAN LORENZELLO

Sperdersi nel Titerno

Si allarga la querelle sulla pubblicazione datata luglio 2004 dal titolo "…A Spasso nel Titerno", curata dall’Ente montano locale in merito alle informazioni inesatte riportate alla pagina 63 relativamente al territorio di San Lorenzello. Alla pagina 63, lì dove è inserita la sezione "Cosa visitare a San Lorenzello" vengono descritti sia il museo della ceramica, sia il parco dei dinosauri in un modo per niente attinente alla realtà delle cose. Stessa sorte per il pieghevole con cartina illustrata che accompagna il volumetto lì dove sono riportati distintamente i parametri di un museo figulino che non esiste più. Relativamente alla amara circostanza abbiamo raccolto le dichiarazioni del presidente dell’Associazione "Giustiniani" il maestro ceramista Guido Barbieri.
"Sono profondamente rammaricato —ha esordito il presidente Barbieri— di ciò che leggo su questa pubblicazione in merito a San Lorenzello, e mi chiedo, come penso se lo siano chiesti in tanti, ma come è possibile che con tanti Laurentini presenti in Comunità Montana nessuno si sia accorto delle madornali inesattezze prima che le bozze andassero in stampa?" "È evidente —ha continuato Barbieri— che chi ha fornito tali informazioni non si è accorto dei mutamenti temporali. Il parco dei dinosauri, quel po’ che ne resta, versa in completo stato d’abbandono già da un paio di anni. Il Museo della ceramica, gestito dall’Associazione ‘Giustiniani’ da me diretta, è oramai chiuso dal 2002 per decisione del sindaco a causa del mancato rinnovo della convenzione tra le due istituzioni, per la qual cosa, vi è anche in atto un contenzioso giudiziario presso la magistratura".
"Chi ha dato queste informazioni —ha sottolineato Barbieri— ha voluto non tener conto di questa realtà che stiamo vivendo. Sono sicuro che chi ha fornito queste notizie per la pubblicazione dell’Ente montano sa benissimo che il museo della ceramica è stato trasferito sin dall’agosto del 2001 in parte nel parco termale a Telese ed in parte all’Istituto Tecnico ‘Carafa’ di Cerreto, dove in questi anni si è svolta la manifestazione nazionale ‘Regioni d’Italia’. Penso, come presidente dell’Associazione ‘Giustiniani’ che in questo modo non si fa richiamo del turismo, bensì lo si allontana da San Lorenzello, d’altra parte ne abbiamo già avuto conferma allorquando l’Associazione promotrice di ‘Regioni d’Italia’ e gestrice del museo è stata costretta a trasferirsi altrove". "Mi auguro —ha poi concluso Guido Barbieri— che in un immediato futuro i responsabili della cosa pubblica corrano ai ripari al fine di mettere ordine nelle informazioni rese per le pubblicazioni, in modo tale da limitare il danno all’immagine del Comune di San Lorenzello come anche a tutto ciò che esso esprime".

Rosario Lavorgna


CUSANO MUTRI

Protagonista la natura

Le cose buone della natura vanno sempre a ruba, e proprio a ruba sono andate le castagne di Civitella Licinio, la popolosa e laboriosa frazione di Cusano Mutri. Meta obbligata di fine ottobre per incontrare i sapori e i colori di una natura incontaminata e assaporare le prelibatezze della cucina locale.
L’edizione 2004, oltre ad offrire il prodotto principe di questa terra, le castagne, ha offerto al turista la possibilità di tour guidati verso i luoghi più incantevoli. In primo piano gli immensi castagneti che sovrastano il centro abitato, poi la suggestione dei sentieri del Monte Cigno, con escursioni alla uniche e inimitabili Forre di Lavelle, immense rocce erose all’interno delle quali scorre il Titerno.
La natura protagonista, dunque, insieme ad uno dei suoi più prelibati frutti: la castagna, che nelle mani degli abitanti del posto ha assunto forme e dimensioni diverse, diventando all’occorrenza pasticceria, liquore, e persino salsa. Ma la tradizione resta immutata quando il palato si scontra con il sapore unico delle calde arrosto, la castagna intaccata e messa ad arrostire nel cilindro girevole sul fuoco ardente. L’ultima giornata della rinomata sagra (24.10.04) è stata allietata anche dall’esibizione delle Majorette della Tesolina Dance.

R.L.


CEPPALONI

In arrivo 300mila euro

Il sindaco Clemente Mastella lo aveva annunciato nell’incontro con l’Arcivescovo di Benevento, Serafino Sprovieri. "Restituiremo alla collettività la chiesa dell’Annunziata", aveva promesso il primo cittadino. Il quale, per dare seguito alla parola data, nel corso della seduta dell’Esecutivo comunale, ha comunicato che la Giunta regionale della Campania ha dato il via libera per un contributo di 300mila euro per la ristrutturazione della chiesa di piazza Carmine Rossi.
"Ho comunicato la notizia anche all’Arcivescovo Sprovieri", ha dichiarato un soddisfatto Clemente Mastella. "Con questo finanziamento restituiremo alla collettività ceppalonese un luogo di culto che è stato chiuso per circa dieci anni", ha proseguito il sindaco. "Tempi burocratici permettendo, spero che quanto prima la chiesa possa essere riaperta", ha aggiunto.
Sempre nel corso della Giunta comunale, il primo cittadino ceppalonese ha avanzato un’altra importante proposta che sicuramente potrà essere presa ad esempio dai comuni sanniti. L’esecutivo ceppalonese ha approvato, infatti, l’istituzione di un concorso per sei vigili anziani i quali percepiranno all’incirca 150 euro al mese. "Utilizzeremo i vigili anziani soprattutto davanti alle scuole in modo da liberare la polizia municipale per altri compiti", ha spiegato Mastella. "E’ un servizio innovativo che credo sarà apprezzato dalla cittadinanza", continua il sindaco. "Così facendo potremo utilizzare i vigili urbani per altri importanti compiti, come per la vigilanza, nei periodi di pagamento delle pensioni, nei pressi degli uffici postali", ha anticipato il vice presidente della Camera.


CASTELPOTO

La Regione esclude il Comune dalla
Comunità Montana del Taburno

"Il presidente Bruno Casamassa, unico consigliere regionale del Sannio, e il suo partito dell’Udeur spieghino a tutti i loro elettori di Castelpoto e al loro segretario Antonio Izzo l’esclusione del nostro comune dalla Comunità Montana del Taburno".
E’ quanto dichiara il primo cittadino di Castelpoto, Giancarlo Schipani, commentando a caldo l’approvazione del bilancio della Regione Campania che ha bocciato l’inserimento del suo comune nell’ente montano.
"Mi preme ricordare a Casamassa —aggiunge Schipani— che fu proprio il segretario dell’Udeur Izzo a promuovere la delibera in consiglio comunale presentando l’istanza di immissione di Castelpoto nella Comunità Montana del Taburno. Vorrei capire il perché Castelpoto, che dista solo 8 chilometri dalla cima piu’ alta del Taburno, non e’ entrato a far parte dell’ente montano, mentre ci sono comuni, distanti decine di chilometri, che ne fanno parte da tempo, come accade per Forchia, Paolisi, Pannarano ed Arpaia. Casamassa probabilmente deve dire una verità che non può nascondere ai paesi con amministrazioni a loro vicine".
Ricordando che Castelpoto, come tantissimi altri piccoli comuni d’Italia, pur di tirare avanti si è costituito in un’Associazione con altri comuni per ridurre le spese relative alla fornitura di servizi alla popolazione, ha concluso dicendo: "Castelpoto non vuole e non chiede pietismo ma pretende ciò che è suo, quello che gli spetta per ragioni territoriali e non politiche".

Gerardo Bovino

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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