CALCIO

Il Benevento allontana la crisi

Ed il Benevento va. A dispetto dei "santi tifosi" di un Presidente nervoso, la squadra gira e Di Costanzo pure.
All’allenatore si possono, come ho fatto da questa piccola tribuna, addebitare alcune scelte poco logiche, si possono addebitare talvolta cervellotiche inversioni… di posizioni in campo dei singoli, ma certamente non lo si può accusare di incoerenza e… mancanza d’intuito.
Nelle sei ultime gare, quattro in trasferta e due al S. Colomba la squadra ha incamerato dieci punti, di cui ben sei sui campi nemici.
E potevano essere almeno quattro di più se la Puglia (Taranto prima e Foggia poi) fosse stata più generosa e meno amara.
Il pari in Capitanata grida ancora vendetta e fa mangiare ancora mani… e qualcos’altro proprio a Di Costanzo. Con un avversario ridotto in dieci ed il Benevento in vantaggio, dopo aver recuperato incredibilmente (per le modalità delle segnature) la gara farsi raggiungere è stato proprio un piccolo suicidio.
A San Benedetto invece il Benevento ha mostrato tutta la sua cinicità, la saggezza di amministrare il vantaggio e poi chiudere la gara con la punizione di Menolascina, dopo la realizzazione, ripetuta e non corretta del rigore da parte di Molino.
Ora sembra che i giallorossi abbiano trovato se non il gioco spumeggiante e con champagne che tutti "pretendevamo" (ed ancora chiedo) vista la rosa a disposizione dell’allenatore, almeno la convinzione dei propri mezzi. Una sicurezza in più, una certezza che può fa ben sperare per le prossime gare.
E’ vero che il campionato è lungo, è pur vero che proprio da quest’angolo avevo scritto di guardare alla Viterbese con occhio di riguardo. Ma anche per i laziali spesso e volentieri la notte si fa buia ed escono fuori i limiti.
Ed è proprio su questo che poggiano le speranze giallorosse, ora più che mai. Non c’è una squadra leader del girone. La fuga potrebbe rivelarsi più che effimera al tirar delle somme.
E’ vero il Benevento ha racimolato l’unica sconfitta e per giunta interna proprio contro la Viterbese, ma era altri tempi, Tempi in cui Di Costanzo cercava ancora… l’uomo!
Mentre qualcuno chiedeva a gran voce la sua testa.
Ora, a meno di catastrofici rinnegamenti della realtà e dell’esperienza, sulla panchina l’allenatore ha rinsaldato la sua posizione.
La "voce Vullo", attraverso le "voci" beneventane, era forse solo un modo per dire a Casillo, sul cui libro paga figura ancora l’allenatore della promozione, in vista di una cacciata di Zeman: "sono qui"!
Ma questi sono argomenti che proprio la vittoria di San Benedetto ha messo a tacere, mentre la sconfitta contro il Treviso dell’Avellino, ha ingigantito.
Per il momento teniamoci Di Costanzo anche a dispetto dei… Santi…

Geppino Presta
giuseppe.presta3@tin.it


DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

Rubrica di Massimiliano Micco

Un passo avanti e… due indietro

Sembra davvero un tormentone l’inizio di questo campionato di calcio di serie C del Benevento.
Le cose per la verità non vanno proprio bene ed è inutile farsi soverchie illusioni.
I tifosi concordi tutti sostengono chiaramente che i giocatori ci sono, mentre la squadra no.
Che vuol dire questa affermazione?
Semplice : Spatola ha comprato tutti quegli uomini che Mister Di Costanzo voleva, li ha portati in …vacanza ( alias ritiro estivo), li ha dati da mangiare, li ha sfamati, li ha coccolati, li ha pagati profumatamente e viene ripagato come tutti ormai sappiamo.
I punticini rubacchiati qua e là sui campi esterni ( al di là dei modesti benefici di classifica) non traggano in inganno.
Ciò vuol dire o che Di Costanzo è fortunato o che gli altri sono più scarsi di noi.
A Foggia, l’ultima trasferta, è stato penoso, malgrado il risultato.
Ed allora i tifosi increduli si chiedono: Ma come dobbiamo fare per far capire al Presidente Spatola di prendere una decisione , sbagliata o meno che sia, di fare chiarezza all’interno della squadra.
Se le colpe sono del Mister che vada via; se ci sono determinati giocatori che non hanno voglia di sacrificarsi ed anzi minano l’unità dello spogliatoio, che vengano allontanati a calci in culo: I soldi non si vanno a rubare e come tali si debbono sudare.
Evidentemente Spatola con il suo atteggiamento attendistico sta facendo il loro gioco.
Non si possono continuare a perdere i punti in casa e rubacchiarne uno in trasferta. In questo modo facciamo la corsa del gambero: un passo avanti e due indietro.
A proposito, i tifosi ci hanno voluto ricordare che non ci sono solo i play off, ma ci sono anche i play out. A buon intenditore!

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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