PONTE:
LIMPEGNO DI DANIELE TERENZIO, EX-ALCOLISTA
Lalcolismo
e una piaga sociale
"Lalcolismo
è una piaga sociale che corrode lentamente e in sordina, scardinando
valori importanti come la famiglia e la dignità della persona".
Con queste parole ci accoglie nella sede del Club Solidarietà
di Ponte, il signor Daniele Terenzio, membro volontario dellAPCAT
(Associazione provinciale club alcolisti in trattamento): unorganizzazione
di volontari nata a Benevento nel 1990 con lo scopo di informare sui
danni dovuti allabuso dellalcol e di aiutare gli alcolisti
a venir fuori dal loro tunnel.
"Una corretta informazione ci dice Daniele- è fondamentale.
Proprio per contrastare i modelli di comportamento offerti dalla televisione
e dalla pubblicità che il più delle volte, per ragioni
di mercato, indugiano sul consumo di bevande alcoliche, predisponendo
soprattutto i giovani a scegliere la strada del consumo smodato di
vino, di birra e di superalcolici".
Ma come mai, gli chiediamo, hai preso così a cuore questo problema
tanto da dedicare intensamente il tuo tempo libero al Club?
"Sono partito ci dice- dalla mia diretta esperienza. Nel
1989, dopo la scomparsa di mia moglie, alla quale ero profondamente
legato, sono entrato in una situazione di profondo sconforto e divenni
facile preda dellalcol. Iniziai, dapprima, ad affogare le mie
frustrazioni in qualche bicchiere di birra e in qualche bicchierino
di superalcolici. Pian piano, però, bere divenne per me una
vera e propria dipendenza. Non ero più in grado di scegliere
con la mia testa né di comprendere quanta sofferenza arrecavo
ai miei familiari. Non avevo più amici. Ero sullorlo
di un baratro
"
Ma come ne sei uscito?
"Dopo un grande sforzo di volontà, aiutato soprattutto
dalla grande comprensione ed umanità del dott. Mario Meola
che mi è stato sempre di conforto, mi sono avvicinato al Club
Alcolisti in Trattamento di Benevento, dove sono stato assistito dal
dott. Pierluigi Vergineo, che presta gratuitamente la sua opera. Finalmente
nellottobre 2001 ho smesso di bere recuperando la mia dignità
di uomo e di padre. Ed immediatamente ho sentito il dovere di offrire
la mia esperienza a quanti rischiano di ripercorrere il mio medesimo
triste calvario
"
In che modo?
"Soprattutto con il contatto diretto e con il dialogo, informando
dei rischi sia fisici sia di natura psicologica che lalcolismo
produce; per non parlare delle problematiche sociali e familiari:
famiglie allo sbando, omicidi e suicidi. Io cerco continuamente il
dialogo con i giovani proprio per spiegare loro, attraverso la mia
esperienza di vita, quale rischio sia connesso allo smodato uso dellalcol".
È un fenomeno, quindi, che colpisce molti giovani e donne??
"Purtroppo devo dire di sì. I giovani, quando sono in
gruppo tendono a strafare e bevono; ma spesso lo fanno per esorcizzare
paure, incomprensioni familiari, mancanza di lavoro. E senza rendersene
conto entrano in un tunnel senza uscita
"
Come per la droga?
"Sì, si tratta di un altro aspetto della dipendenza; anche
se le statistiche parlano di cifre allarmanti riguardo ai decessi
per cirrosi epatica e incidenti stradali scausati soprattutto dallabuso
di alcol".
La tua è una associazione di volontari, ma il problema che
combattete è di natura sociale. Le istituzioni in che modo
vi aiutano?
"Purtroppo lalcolismo, nonostante qualche apertura legislativa,
ancora non viene ritenuta a pieno titolo una malattia sociale da prevenire
e curare con le dovute terapie. Le istituzioni locali sensibili al
problema, come il comune di Ponte o lAsl di Benevento, hanno
messo a disposizione una sede alla nostra associazione; però
bisogna sicuramente fare di più, soprattutto aiutare le famiglie".
E qui a Ponte che cosa fa la tua associazione?
"Io personalmente mantengo quotidiani rapporti con tutte le persone
a rischio, cercando con umiltà e con il mio esempio di spingerle
a meditare sui rischi che corrono. Come Club cerchiamo di dialogare
soprattutto con le famiglie, perché è proprio in questa
istituzione sociale che occorre fondare qualsiasi terapia. La nostra
associazione, che ha sede nei locali della Guardia Medica di Ponte
(tel. 0824.874432 Cell. 338.9914540), garantisce ovviamente
il massimo della riservatezza a coloro che si rivolgono a noi per
un consiglio o per intraprendere un percorso di recupero".
Congedandoci dal signor Terenzio, al quale va il nostro sincero plauso
sia per essere uscito egli stesso dal problema dellalcolismo
sia per il suo diretto impegno nella battaglia contro labuso
di bevande alcoliche, noi che abbiamo sempre apprezzato un buon bicchiere
di vino non possiamo fare a meno di chiedergli, un po provocatoriamente,
se la lotta allalcolismo significa anche guerra al vino.
"Chi frequenta il Club ci risponde- non deve assumere alcun
tipo di bevanda alcolica. non facciamo guerre ma siamo promotori di
uno stile di vita basato sulla sobrietà e moderazione. Non
è il vino il demonio, piuttosto lo è il suo uso smodato
per sfuggire alle proprie responsabilità ed alla realtà
della vita".
A.B.
CRESCE
NELLA PROVINCIA SANNITA LOFFERTA TURISTICA
A
Cusano Mutri non solo per funghi
Il nostro
giornale è tornato a Cusano Mutri dopo qualche anno e, a dirla
tutta, ci sembra che questa ridente cittadina sia ora veramente pronta
per misurarsi con tutti i più importanti circuiti turistici
ed eno-gastronomici non solo sanniti. Avranno forse contribuito a
ciò anche le nostre "pungenti", ma costruttive, critiche
di allora? Noi ce lo auguriamo, ma intanto ci piace svelare la formula
vincente del luogo: cordialità, aria salubre, escursioni, tradizioni,
cultura e soprattutto buona gastronomia. E evidente che la "Sagra
dei Funghi", giunta questanno alla sua XXV edizione, è
e resta, la manifestazione più importante organizzata dallamministrazione
comunale e dalla pro loco, raccogliendo tra gli angoli più
suggestivi del centro storico cusanese le più svariate attrazioni:
mostre di ceramiche, di fotografie, visite al Museo Civico del Territorio,
spazi dedicati allartigianato locale
Ma la grande novità
per ledizione 2003, tenutasi dal 26 settembre al 5 ottobre scorso,
è stata rappresentata dalla ricca offerta di escursioni naturalistiche,
tra queste i percorsi guidati tra i sentieri del monte Cigno e le
forre di Lavello. E per i più esperti cè stata
anche una ricca offerta composta dalla visita alla grotta che nei
tempi addietro serviva da nascondiglio per i briganti locali (Grotta
dei Briganti) o il percorso (della durata di quattro ore) che
conduce alle sorgenti del Titerno (Gole di Cacciavola),
con la possibilità di ammirare le stupende sculture scolpite
nella roccia. Ed ancora passeggiate a cavallo, escursioni in fuoristrada,
visite al Parco Geopaleontologico della vicina Pietraroja e la possibilità
di scrutare le stelle grazie al Planetario, il particolare
spazio che è stato allestito sul piazzale antistante la chiesa
dei SS. AA. Pietro e Paolo. Vetrina importante ha avuto anche lo spettacolo:
artisti di strada, trampolieri e giocolieri hanno affollato gli angoli
accoglienti disseminati allinterno dellampio centro storico,
con appuntamenti dedicati al teatro e con tanta buona musica.
E tra tante attrazioni la grande attrazione. I protagonisti sono stati
sempre loro: i funghi raccolti nel ricco sottobosco del versante sannita
del Massiccio del Matese. A loro è stata dedicata una particolare
mostra che ha raccolto sia i funghi commestibili che quelli velenosi
(un modo unico per imparare a riconoscerli). E proprio i funghi, non
solo commestibili ma anche saporiti, sono stati gli ingredienti protagonisti
dei tanti menù che i bravi ristoratori hanno preparato per
loccasione. La ricca offerta gastronomica è stata completata
con gli altri prodotti tipici e con stand che ha offerto anche i dolci
preparati secondo la più antica tradizione culinaria cusanese.
Tanti i motivi, dunque, per poter trascorrere qualche giornata tra
le suggestive vette che sovrastano il corso del Titerno, un piccolo
corso dacqua che attraversa una terra di grande fascino.
G.V.
PIETRELCINA
PAGO VEIANO
La
curva che non ce!
Negli
ultimi tempi è nell occhio del mirino il tratto di strada
che unisce Pietrelcina con Pago Veiano, ed in particolar modo il cosiddetto
"bivio di Pago Veiano". Venendo da questo ultimo paese,
in prossimità del bivio citato, dopo un lungo rettilineo, gli
autisti si imbattano in una curva a gomito, probabilmente non ben
segnalata. A causa di questa situazione molte automobilisti invece
di percorrere correttamente la curva, confusi, specialmente di notte,
dallo stesso manto stradale, tirano dritto uscendo quindi fuori strada.
Molti sono gli incidenti, piuttosto cruenti, che si stanno avendo
in questo ultimo periodo tutti dovuti alla stessa causa. Molti automobilisti
sostengono che a confondere la vista sia una piazzola che si trova
sul lato esterno della curva che da lillusione ottica di una
strada senza svolta
ma in realtà la svolta cè!
Tanti dunque gli incidenti e nella sera del 31 ottobre 2003 un furgone
proveniente dal tratto di strada rettilineo di Pago Veiano ha tagliato
la curva travolgendo unauto che sopraggiungeva da Pietrelcina.
Fortunatamente non ci sono stati feriti gravi ma i danni ai veicoli
sono stati impressionanti e sembra quasi un miracolo che i conducenti
dei due mezzi ne siano usciti vivi.
La cosa che fa pensare è che gli incidenti si verificano proprio
per quella piazzola e per la mancanza della segnaletica opportuna
che indica un tratto di strada indubbiamente pericoloso. Probabilmente,
affermano gli abitanti dei due paesi, sarebbe stato meglio non realizzare
assolutamente quella piazzola in curva, dato che circa 300 metri più
avanti se ne trova una più spaziosa o almeno fare in modo che
essa sia ben segnalata.
Sarebbe giusto cambiare qualcosa, anche perché forse almeno
in questo caso, il tanto accusato "eccesso di velocità"
centra ben poco.
Italo
Antonino
itantoni@tin.it
PAUPISI
Continua
il successo de "I Sempre Accesi"
Lo scorso
25 ottobre, nella palestra comunale di Paupisi, al termine della rappresentazione
teatrale "O Scarfalietto" de I Sempre Accesi, il numeroso
pubblico presente ha salutato i giovani attori con un grande e caloroso
applauso. Molti dei giovani attori si sono commossi, perché
hanno visto che sono stati davvero apprezzati per tutto quello che
hanno fatto, sia in fase di preparazione che nella fase di recitazione.
Di preparazione perché questi giovani sono diventati proprio
unimpresa edile: cerano carpentieri, scenografi, tecnici,
falegnami, pittori e i consueti incollatori di manifesti per pubblicizzare
nel migliore dei modi la rappresentazione. Ragazzi che dopo una giornata
di impegni, sia scolastici che lavorativi, si sono riuniti fino a
tarda ora per allestire nel migliore dei modi le scene.
Un gruppo che veramente quando si impegna lavora bene ottenendo ottimi
risultati. Giovani che fanno tutto questo senza scopo di lucro ma
solo per passione e per amore del loro paese e non per interessi personali.
Infatti il futuro di un paese sta in questi giovani di buona volontà
che fanno si che il loro luogo natio non diventi come un luogo "dimenticato".
Al termine della rappresentazione la compagnia ha ringraziato tutti
coloro i quali hanno contribuito per la buona riuscita della commedia.
Ma forse dovrebbe essere tutto il contrario: Paupisi tutta deve ringraziare
e complimentarsi con questi giovani che si danno anima e corpo per
realizzare qualcosa di concreto e di bello per la società.
Speriamo che questo gruppo vada avanti e faccia sempre cose buone
per il paese superando i tanti ostacoli che purtroppo ci sono sempre.
Antonio
Iesce