CALCIO
Finalmente
tre punti
Calma
e gesso. Finalmente è arrivata la prima vittoria in questo campionato
del Benevento
ma quanta fatica!
Una vittoria che fa sperare e che apre, si fa per dire, nuovi orizzonti.
Arriva dopo ben sei mesi di astinenza (così almeno dicono gli statistici),
ma segna anche il contemporaneo arrivo dellallenatore e prelude
allingresso in società di nuovi azionisti.
Ma, andiamo per ordine partendo ovviamente dal dispiacere arrecato quasi
in chiusura di gara dai giallorossi allallenatore che lo scorso
anno ha guidato la squadra e che per qualche ora è stato anche
questanno seduto sulla panchina del Benevento.
Paolo Specchia è uscito dal S. Colomba amareggiato per la sconfitta,
ma bisogna sottolineare che la sua squadra, il Castel di Sangro, è
attualmente veramente poca cosa, così come lo era tre settimane
fa la Nocerina dellaltro ex di turno Franco Dellisanti. Al Benevento
è praticamente toccato di giocare nelle due partite al S.Colomba
contro due allenatori che hanno fatto la storia giallorosa in questi ultimi
anni.
La vittoria di Aruta e compagni è stata legittima e meritata, non
fosse altro per il gran volume di gioco svolto in campo, anche perché
gli avversari sono apparsi rinunciatari sin dalle prime battute.
Ma a questa squadra manca ancora molto per potersi tirare fuori dal pantano
dellultima posizione in classifica.
È pur vero che la vittoria alla fine è stata salutata come
una liberazione e con una ovazione di quelle che contano e di quelle che
fanno riappacificare giocatori e tifosi, ma per agguantarla gli uomini
in campo, comunque non sempre allaltezza della situazione, hanno
dovuto faticare oltre le fatidiche sette camice.
Un Benevento che non si lascia sicuramente alle spalle lacune tecniche
e tattiche, che non si lascia alle spalle una carenza di organico grave.
Un Benevento però che può contare su di un allenatore che
è finalmente giunta sulla sua panchina. Onore delle armi a Luciano
DAgostino che per oltre quattro mesi ha guidato la squadra in piena
emergenza e soprattutto sapendo e volendo uscirne al più presto.
Peccato che a Sassari contro la Torres non gli sia riuscito il colpo gobbo
ed abbia dovuto lasciare quella panchina con lennesima sconfitta
esterna.
Lui torna ora alla "Primavera" dalla quale però ha tirato
fuori fior di giocatori già in odore di grandi salti. Dopo Palladino,
anche Cocca e Localzo sembrano sulla strada buona per seguire le orme
del neo juventino.
Domenica sulla panchina giallorosa si è risieduto Giustino Melillo,
ma era lalter ego di Giorgio Rumignani.
Ecco lallenatore giallorosso per la stagione 2001/2002! Uno che
sa il fatto suo, anche se la vittoria giallorosa poco si deve a lui. Infatti
non conoscendo a fondo la rosa ha cercato di coprirsi con una difesa a
cinque, tre centrocampisti e due attaccanti, finendo con il portare in
zona tiro addirittura Tommaso Dei. Troppo defilato Manni, troppo cocciuto
Luisi a voler rimanere al centro e soprattutto non avendo a disposizioni
prime punte. Aruta è il solito "anema e core", ma conscio
della mancanza di un centravanti di ruolo finisce con il volerlo sostituire,
partendo comunque dalla sua posizione naturale e finendo spesso con il
perdersi.
Di Screpis ce nè uno solo, fortunatamente. Il ragazzo si
deve "fare le ossa". È troppo gracile per combattere
contro difese e difensori che non badano a dove inviano i loro tacchetti
e soprattutto deve rendersi conto di avere due piedi. Se con il destro
riesce a salire solo sullautobus è bene che gli si dica che
con il sinistro può anche scendere. È giovane e può
e deve, se vuole continuare a giocare al calcio, imparare quantomeno a
non togliere il piede destro dal suo corpo, poiché quel movimento
finisce con il farlo "incasinare" e diventare facile preda dellavversario.
Può e forse deve migliorare nella corsa e cercare di "imparare"
a superare lavversario in velocità, magari sulle fasce. Non
gli si potrà certamente affidare il compito di prima, né
tantomeno quello di seconda punta.
Mentre il giornale esce probabilmente si sarà anche concretizzato
il nuovo quadro dirigenziale, con linnesto di due nuovi soci, Spatola
e Pugliese che andranno ad affiancare in pratica la famiglia Rillo. Una
nuova ventata, benedetta da Clemente Mastella, rivisto al S. Colomba non
solo targato Napoli, ma anche a tifare giallorosso unitamente alla consorte
e ad uno stuolo di altre signore.
Finalmente un ingresso in tribuna aggraziato e ingentilito. Peccato che
negli anni passati venivano offerti dalla famosa società di Piazza
Ferrovia torroncini a iosa ed ora sembra tutto svanito.
Alla dirigenza ovviamente da queste colonne non chiederemo questo o quel
giocatore, né tantomeno segnaleremo deficienze in questo o quel
ruolo. Allenatore, tecnici, direttore sportivo avranno da dire la loro
e cercare di colmarle quelle lacune. Le scelte toccano a loro! E se sono
fiori fioriranno.
Ed a proposito di fiori cè da segnalarne uno e grande allocchiello
del Benevento: quello di Ciro Caruso. In pochi hanno sottolineato che
il gioiello del Napoli di oggi lo scorso anno ha militato nelle fila giallorosse,
in pochi hanno ricordato che la sua rinascita calcistica, dopo un lunghissimo
elenco di infortuni e sfortunate coincidenze, è avvenuta in quello
stadio dove è tornata da "gladiatore" (non già
quello di mamma Rai bocciato dopo poche settimane).
È pur che De Canio lo conosceva più che bene, ma il giocatore
ha ritrovato volontà e soprattutto convinzione anche tra queste
zolle di terra che oggi, per motivi contingenti, ospitano ed ospiteranno
ancora per qualche mese, sembra, lui ed i suoi compagni di squadra, ridando
al S. Colomba la gioia di tornare Stadio almeno in azzurro.
Gipre
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A
cura di Massimiliano Micco
I
tifosi, più fuori che dentro al Santa Colomba
Chissà
perché, chissà, cioè, per quale sciagurata coincidenza
da quando ho iniziato la presente rubrica, di tifosi da intervistare ne
trovo sempre di meno e comunque più fuori che dentro lo stadio.
Una volta cera abbondanza di intervistati, pronti a dire, con entusiasmo
la loro in fatto di tattiche, gioco, classifica ecc. Oggi, ogni giorno
che passa, ne trovo sempre di meno e sempre meno disposti a parlare.
Consapevole che comunque le cose calcistiche vanno
così,
io - testardo qual sono- ho continuato nell arduo compito: tanto
la speranza non ha mai fine!
Proprio come la speranza dei tifosi beneventani i quali, da molti mesi
ormai, si sentono presi per i fondelli, tante sono state le promesse,
le cordate, gli acquisti ( mai effettuati), le smentite, le riprese, le
rismentite. Ed intanto la squadra che pur ha iniziato il campionato
senza mordente e senza incentivi ( gli attuali giocatori sanno che prima
o poi arriveranno gli
altri) ora naviga allultimo posto della
classifica e chissà ancora per quanto tempo. Ma a proposito ci
sarà poi il tempo necessario per risalire?
Abbiamo in ogni caso avvicinato i super tifosi gemelli Vittorio e Roberto
Micco , habituès della curva sud, i quali così mi hanno
sintetizzato il proprio punto di vista sullattuale situazione della
squadra e dello Sporting: " Di tifosi ne trovi sempre di meno e soprattutto
sempre più fuori del Santa Colomba che dentro. Andrà a finire
che di questo passo anche la presente rubrica dovrà cambiare intestazione
e contenuto". E forse hanno ragione loro!
Comunque ora pare sia arrivata una nuova triade: Speriamo bene, anche
se tutti sono convinti che non si tratta della
Sacra Trinità.
I miracoli, Signori, a Benevento li faceva solamente Padre Pio.
A buon intenditore poche parole!
Uno
della Curva Sud
E-mail: sport@beneventogiornale.com
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