PONTELANDOLFO
Il
mistero della posta mai consegnata
Che questi
non fossero tempi buoni per le aspettative sociali è abbastanza
evidente. La crisi finanziaria che pur essendo stata annunciata da
più parti, ha avuto una detonazione smisurata, sgretolando
il muro delle certezze e non ultima la solidità del nostro
sistema bancario. Si parla di recessione e se il fenomeno critico
si riferisce alla dimensione mondiale, rimescolando nel calderone
della globalizzazione il mal comune delle preoccupazioni e delle incertezze,
a livello locale, invece stanno accadendo una serie di avvenimenti
che minando anche i residui spiccioli di sicurezza, amplificano il
pessimismo ormai latente e il clima di diffidenza e sfiducia nellintero
sistema.
Le pillole di ottimismo seminate dal nostro presidente del Consiglio,
sembrano non attraversare la coltre di sfiducia dei cittadini. Se
il nostro Sannio poteva essere unisola felice nellarcipelago
delle vergogne di questa Campania Infelix, gli ultimi avvenimenti
ci rendono perplessi e pieni di preoccupazioni. Basta spostare le
lancette del tempo indietro di qualche giorno e risalire alle notizie
comunicate dai media locali e sembriamo una comunità sotto
assedio. Furti nelle case di cittadini ignari, truffe tentate o perpetrate
a danno di anziani; e poi denunce di clonazione di carte di prelevamento
postali, assegni spediti e mai arrivati ai legittimi proprietari,
incassati fraudolentemente altrove.
Tutto questo accentua il clima di sfiducia sociale e politico, di
discredito nei servizi pubblici essenziali e getta le persone nello
sconforto. E quando poi un "turista per caso" decide di
allontanarsi dal caos della cintura napoletana, approfittando delle
primaverili condizioni metereologiche, per fare una semplice gita
fuori porta con la famiglia e guardandosi intorno scopre, in uno degli
accoglienti prati delle nostre zone, un apparente cumulo di carte
semibruciate non può che pensare ai soliti maleducati. Ma la
sensazione del turista diventa sconcerto quando si avvicina per rimuoverle,
spinto da pulsioni civiche ed ecologiche, e scopre che si trattava
di corrispondenza non recapitata destinata tutta a cittadini di Pontelandolfo.
Spinto da una sensibilità encomiabile il viandante proveniente
dallhinterland napoletano, interrogando il fedele compagno di
viaggio di cui sono dotate le moderne utilitarie, scopre che quel
paese al quale era indirizzata quella corrispondenza non recapitata
ma sciorinata nellospitale verde prato, distava solo pochi kilometri.
Decide di recuperare parte di quella posta risalente al periodo pre-pasquale
pensando di recapitarla ai legittimi destinatari. Raggiunto Pontelandolfo
ha consegnato qualcuna di quelle lettere per poi denunciare il fatto
alla locale stazione dei Carabinieri. Nel fare ritorno a casa ha poi
cercato il contatto con qualche pontelandolfese, ricorrendo alla posta
elettronica, vuoi per conoscere gli sviluppi della situazione e raccontando
i fatti, vuoi per rimarcare la mancanza di fiducia nei mezzi tradizionali,
sulla scora del vissuto.
Sono in corso le indagini del caso e gli inquirenti determineranno
le responsabilità. Ma noi non possiamo esimerci dal fare alcune
riflessioni, anche a costo di essere tacciati di pedanteria o sofismi.
Lapparenza dei fatti sembra denunciare solo il mancato recapito
di una corrispondenza risalente al mese pasquale, ma certamente le
circostanze potrebbero far emergere anche elementi più gravi.
Siccome è stata semibruciata può darsi che la posta
potesse contenere anche documenti di una certa importanza. Sono stati
rinvenuti estratti di conto corrente con lettere provenienti dallestero
e dallInail comunque aperte. E se quelle che sono state contenevano
assegni o banconote estere, visto che i nostri emigrati usano mandare
un pensiero ai loro congiunti? Ma si è trattata di un omissione
di pubblico servizio, nel senso che il presunto "postino"
abbia inevaso la posta per incuria? Oppure era corrispondenza che
non è mai arrivata allUfficio postale competente, dallo
smistamento, visto che il posto in cui è avvenuto il ritrovamento
resta di strada da Telese a Pontelandolfo?
Al di là se si tratta di un infedeltà professionale
o di una truffa consumata, lunica certezza che è stato
perpetrato un danno ai nostri concittadini peraltro ignari e lorganizzazione
postale dovrebbe rivedere i suoi sistemi, se accadono certe cose e
solo il caso fa emergere lepisodio. Vuol dire che qualcosa nei
controlli non funziona. E sinceramente in unepoca di esasperata
tecnologia è inconcepibile che tutto questo avvenga. Restiamo
in attesa degli sviluppi e invitiamo tutte le persone ad essere un
pò più vigili delle loro corrispondenze, facendosi sentire
presso gli uffici competenti e le istituzioni se necessario.
Nicola
De Michele
LIMATOLA
La
Jihad per il campo di calcetto
approda sul settimanale "Vero"
Era nellaria
da qualche mese che la telenovela tra il sindaco di Limatola, Mario
Marotta e il parroco della chiesa di San Biagio, don Giuseppe Giuliano,
sarebbe finita nel mirino dei media nazionali. Così è
stato. Infatti, la querelle tra i due è stata pubblicata con
un ampio articolo, corredato dalle foto dei due protagonisti. Il pezzo
redatto dal giornalista di Vero (400mila copie vendute ogni settimana),
Giuseppe Sangiovanni (collaboratore, tra laltro di Libero e
di note trasmissioni Rai e Mediaset).
Il giornalista, nativo di Caiazzo, nel corso dellintervista
con i due, prima di tutto ha cercato di organizzare una pax televisiva.
Una stretta di mano che sarebbe dovuta avvenire nel corso di una nota
trasmissione nazionale. Ma il tentativo è risultato vano. Sangiovanni
nellarticolo pubblicato sabato 18 ottobre da Vero, riporta le
verità dei due sul campo di calcetto, abusivo e di pubblica
utilità, secondo i punti di vista dei due. Momento difficile
per i due, entrambi curatori, uno del corpo (il sindaco è anche
medico di famiglia di tantissimi cittadini); laltro curatore
danime dei limatolesi, divisi, stupiti e smarriti per linterminabile
telenovela che ha spaccato il paese in due. In tanti si augurano la
pace tra i due, in gioco il bene collettivo del paese, che vuole svegliarsi
dallincubo. "La pace sia con voi
e
". Chi
vivrà vedrà!
P.D.L.
AGRITURISMO
NEL SANNIO
Un
"fenomeno" consolidato
Secondo
uno studio di "Agriturist", una delle tre associazioni agrituristiche
italiane (le altre sono "Terranostra" e "Turismo Verde"),
possiamo distinguere quattro tipi di agriturismo: agriturismo costiero,
agriturismo di montagna, agriturismo artistico-culturale e agriturismo
di collina. Questultimo, tipico del Sannio, è forse quello
che ha più prospettive di sviluppo, perché, essendo
praticato in zone lontane da quelle ormai sfruttate dal turismo tradizionale
(mare, monti, città darte), valorizza un ambiente ancora
poco conosciuto dal punto di vista turistico. Qui le attrattive sono
rappresentate solo dalle caratteristiche paesaggistiche, naturali
e culturali del luogo dove è situata lazienda: lamenità
dei paesaggi, la natura integra, le tradizioni e gli usi di vita dei
contadini e la tranquillità della campagna.
Il Sannio, dunque, è una regione a spiccata vocazione agrituristica,
dotata delle risorse necessarie per unattività agrituristica
seria e proficua; ne è conferma unindagine dellEpt
di Benevento, da cui emerge che nel Sannio il "fenomeno"
agriturismo riguarda cinquantuno comuni su settantotto e le aziende
agrituristiche presenti sul territorio sono ben centosessantadue.
I comuni che in tutta la provincia hanno il maggior numero di aziende
agrituristiche, poco meno di venti, sono Benevento e Morcone, seguiti
da Pietrelcina con poco più di dieci e San Lorenzo Maggiore
con cinque.
Appare evidente che lagriturismo in provincia di Benevento è
un fenomeno consolidato, non solo perché le aree rurali del
Sannio, si prestano meglio di quelle pianeggianti e montane a tale
attività, ma anche perché da noi, dire agriturismo significa
mettere in risalto le radici stesse di un popolo da sempre legato
ai valori della civiltà contadina e alle sue tradizioni.
Lagriturismo, inoltre, in provincia di Benevento è sinonimo
di sviluppo e di crescita economica poiché svolge numerose
funzioni positive: è sostegno al reddito agricolo, è
valorizzazione dei prodotti agricoli tipici, è recupero di
abitazioni rurali antiche, ma è soprattutto incentivo alla
permanenza degli agricoltori nelle campagne, in un periodo in cui
continua lesodo dai territori rurali verso i grandi centri urbani.
Rosario
Longo
SANTA CROCE
DEL SANNIO
Celebrata
la festa
del santo patrono
Si sono
concluse, a Santa Croce Del Sannio, il 12 ottobre scorso, le celebrazioni
in onore del Patrono, San Sebastiano Martire.
La tradizione vuole che il Santo sia invocato contro la peste e sia
il protettore degli arcieri, dei vigili urbani e dei tappezzieri.
Come ogni anno, San Sebastiano, nonostante il calendario religioso
lo ricordi il 20 gennaio, viene festeggiato la seconda domenica di
ottobre.
I riti hanno avuto inizio l8 ottobre con una processione accompagnata
da tanti commossi devoti. Sono seguite poi, nei giorni successivi,
delle celebrazioni eucaristiche, presiedute da vari parroci provenienti
dalle parrocchie della zona (Castelpagano, Sassinoro e Benevento).
La statua di legno è stata accompagnata dai fedeli fino alla
chiesa Matrice e, per loccasione, è stata adornata di
drappi rossi e bianchi dai Professionisti nel decoro ecclesiastico,
provenienti da Napoli.
Domenica 12 ottobre è stata la giornata in cui si è
svolta la festa vera e propria.
E come ogni anno, in questa domenica, si ripete di nuovo il corteo
di fedeli che, tra preghiere e canti (questanno accompagnati
dal complesso "Città di Pannarano"), conducono la
statua di San Sebastiano nella sua chiesa che ha il suo stesso nome,
per poi deporlo nel suo posto originario.
La processione, che è iniziata al termine della seconda messa
della mattina, ha sostato, durante il suo percorso, davanti al Monumento
dei Caduti in guerra. Qui il momento è stato reso più
solenne quando la banda musicale ha suonato linno di Mameli.
Alle 20.30, i cittadini si sono ritrovati a P.zza Roma per assistere
allesibizione del complesso "Alta Marea" che, con
le loro canzoni hanno reso più piacevole una serata che è
stata più gelida degli anni passati.
Teresa
Nifo
PRIMAPAGINA,
EDITORIALE, CITTÀ,
SPORT