CALCIO
Addio
"sogni di gloria"!
Almeno per
il momento bisogna riporre nel cassetto "sogni di gloria". Per
il Benevento questa parte del campionato sembra un vero e proprio calvario:
non riesce più a vincere e soprattutto, ovviamente, a convincere.
Molti i dubbi, poche le certezze. In terra siciliana i giallorossi racimolano
lennesimo pareggio esterno, conservando limbattibilità
esterna, tra molti interrogativi. Un pari contro lIgea Virtus che
attenua le contestazioni dopo la sconfitta casalinga contro il Sorrento,
ma che alla fine "costringe" il tecnico giallorosso ad una piccola
rivoluzione tecnico-tattica.
Pileggi contro il Melfi riporta nel suo ruolo naturale Palermo (terzino
fluidificante e non fluidificante terzino!!), prova insieme a centrocampo
Vagnati, Maisto, Maschio e Marasco a fare la spola sullout destro,
conferma in attacco un "confusionario" Taua, mangiatore di almeno
due ghiotte occasione, ed uno spento Polani al quale però bisogna
dare atto che i compagni gli hanno "servito" sempre palloni
provenienti dalla retrovie spioventi ed imprendibili. Giocate queste a
cui purtroppo si assiste quando "mancano le idee" (su questo
insulso modello di gioco, contestato persino il Napoli).
Comunque la gara contro il Melfi almeno una risposta lha data: la
squadra sembra aver trovato una parvenza di "quadratura" un
assetto tattico allapparenza decente, alla cui base però
cè ancora molta confusione e molto correre a vuoto. Il gioco
del calcio è anche raziocinio, ragionamento e soprattutto è
il pallone a dover correre, non tanto i giocatori che debbono fare "movimenti"
e non corse.
Alla fine però cè da sottolineare che la classifica
si allunga, la vetta sempre più lontana.
Concordo con il presidente del Benevento quando parla che almeno in questo
frangente è bene non cambiare: la squadra è nuova, finalmente
sembra che Pileggi abbia trovato il bandolo della matassa.
Per il buon Oreste: bisogna cambiare le scarpe nuove che fanno male, quando
incominciano ad essere più morbide. Concordo, ma solo se alla fine
quelle scarpe fossero state acquistate presso un emporio
verde e
non già su una bancarella del mercatino del sabato.
Al di là della battuta cè da evidenziare che comunque
cè tempo per migliorare, per potere studiare tutta lintera
situazione, verificare la intera rosa e poi, in caso di necessità,
andare alla boutique a gennaio
e non prendere i saldi invernali,
solo perché in saldo, ma solo quel che occorrerà per rimettere
in carreggiata la squadra per il raggiungimento del conclamato, estivo,
obiettivo.
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
A
pil(eggi), a pil(eggi) a S.Giovanni di Dio
Questo, per
chi non lo sapesse (e ci riferiamo alla nuova generazione) è un
proverbio tutto beneventano che tradotto vuol dire: "Di questo passo
andremo a finire allOspedale di S.Giovanni di Dio". Eh sì,
perché prima della guerra a Benevento cera veramente un Ospedale
denominato San Giovanni di Dio.
Metafora che sta a significare che così non va e che prima o poi
si
muore.
Il proverbio sembra proprio adatto alla squadra del Benevento in questo
preciso momento calcistico la quale non è che stia veleggiando
tanto bene: un punticino qua, una sconfitta là, un altro risicato
risultato là e la classifica non va o almeno si muove lentamente
e con grande difficoltà.
Al contrario le altre squadre del girone sembrano volare se è vero,
come è vero, che attualmente il Benevento è intruppato già
verso la metà della classifica.
Lentusiasmo tra i tifosi sta scemando mentre, di contra, le contestazioni
cominciano a serpeggiare.
E vero che siamo ancora allinizio del campionato, ma è
altrettanto vero che chi ben comincia è alla metà dellopera.
Il Benevento questo credo sembra averlo smarrito per istrada visto che
di risultati soddisfacenti, ma soprattutto di gioco, se ne vedono pochini,
o quasi nulla.
Fanno bene i fratelli Vigorito a mantenere la calma e soprattutto la piazza
conclamando a destra e a sinistra che bisogna avere pazienza, tanta pazienza.
Non vorremmo però che si verificasse laltro detto, pure tanto
a caro ai beneventani, e cioè che mentre il medico studia lammalato
muore.
Non vogliamo essere pessimisti più di tanto, ma sarebbe ora che
Pileggi si guardasse allo specchio e si domandasse: Ma chi è il
più bello (s intende bravo calcistamente) allenatore della
serie C2? E perché si cammina a pil
a pil
?
La squadra probabilmente va rinforzata soprattutto sulle fasce, perché
manca spinta, perché non cè chi salta luomo,
perché non si crea scompiglio nelle aree avversarie, perché
non si realizzano fasi favorevoli per la squadra che attacca e perché
se non si fanno i gol, la vittoria non arriva mai.
Per ora ci fermiamo qua e soprattutto speriamo, speriamo in tempi migliori.
Comunque sempre forza Benevento.
PRIMAPAGINA,
EDITORIALE, CITTÀ,
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