VALLE TELESINA: CONTINUA LA CRISI DEL SETTORE VITIVINICOLO

Il crollo dei prezzi dell’uva

La valle telesina ha un’economia economia soprattutto agricola, integrata da poche attività del terziario; è assente o quasi l’industria, almeno la grande industria.
L’agricoltura è meccanizzata con l’uso di fertilizzanti ecologici e gli agricoltori hanno investito alti capitali, per rendere i loro prodotti competitivi e di elevata qualità, infatti nei decenni scorsi hanno sradicato i vecchi vitigni per sostituirli con altri ritenuti più pregiati dagli esperti, o autoproclamatisi tali, e quindi più facilmente commerciabili.
Sulla zona operano tre cantine sociali, se si vuole prendere in considerazione anche la cantina sociale del Taburno con sede a Foglianise, oltre a numerose cantine private; a queste strutture conferiscono le uve migliaia di produttori e poiché quasi tutte le cantine hanno imposto che gli agricoltori dovessero portare le uve prodotte solo ad esse, nel corso del tempo è scomparsa o quasi la vendita ai commercianti provenienti dal napoletano e dal casertano.
Per alcuni anni tutto è andato per il verso giusto, da qualche tempo invece i viticoltori hanno trovato difficoltà sempre crescenti, perché il prezzo dell’uva è diminuito a tal punto da scendere a quindici—venti centesimi il kg -con cali a anche a dieci centesimi- corrispondenti a duecento-trecento delle vecchie lire; ora se si considera che agli inizi degli anni novanta del secolo scorso l’uva era venduta a cinquecento e fino a ottocento lire, ci si può rendere conto quanto sia alto il danno economico sopportato dai produttori, aggiungendo che nel frattempo sono aumentati i costi di produzione, sia per il costo del lavoro che per l’aumento di fertilizzanti e quant’altro. A tutto questo si deve aggiungere che non sempre i pagamenti sono regolari da parte di qualcuno per cui non è difficile arguire che le famiglie si trovano in condizioni di grande ristrettezza economica, con riflessi negativi su tutta l’economia della zona.
Gli operatori delle campagne, per antica tradizione e abitudine, sono persone fiere con alto senso del decoro e della dignità della persona, lavorano in silenzio, non chiedono nulla a nessuno e finora hanno cercato di nascondere il disagio esistenziale in cui vivono. Alcuni portano l’uva alle cantine private le quali impongono prezzi da fame e anche quest’anno una quantità rilevante di uva rischia di rimanere sui tralci, come già è successo l’anno scorso, perché dal ricavato della vendita non si coprono neanche le spese per il raccolto, non parliamo delle spese sostenute per tutta la conduzione dei vigneti. Alla speculazione di commercianti, mediatori, di professione e improvvisati per l’occasione, di cantine e di vinificatori di varia specie, si aggiunge un altro tipo di speculazione che, se vera, è illegale. Si tratterebbe di questo: nella regione Puglia sono coltivati estesi vigneti a uva da tavola,prodotto che non è assorbito del tutto dal mercato, per cui lo Stato interviene con l’erogazione di contributi integrativi ai produttori; è del tutto evidente che quelle uve dovrebbero essere distrutte dall’AIMA o comunque dovrebbero essere tolte dal mercato, se non che in modo del tutto illegale e in sordina quelle uve arrivano, almeno in parte, in zona a cinque o sei centesimi al kg. a volte a tale prezzo si pagherebbe addirittura il mosto, la qual cosa andrebbe a danneggiare i nostri produttori, i quali si vedono pagato un prodotto eccellente a prezzi di merce di scarto.
Nell’esposizione di questa circostanza è stato usato più volte il condizionale, perché non si sa con certezza se ciò avviene, in quanto qualcuno ne parla in privato ma nessuno sottoscrive una dichiarazione scritta. Una sola cosa è certa: lo stato di disagio delle famiglie. Il resto andrebbe verificato. La domanda è: c’è qualcuno che è deputato per compiti istituzionali di fare controlli seri sul territorio? Le associazioni di categoria, Coltivatori Diretti, Confagricoltura, Acli Terra, hanno solo il compito di farsi pagare la tessera dai soci o anche quello di proteggerne gl’interessi?
Le cantine sociali, le quali dovrebbero avere il compito di proteggere il prezzo di mercato delle uve prodotte, fanno qualcosa oppure anch’esse fanno finta di nulla? Per la verità, qualche socio si lamenta che non facciano molto per proteggere il loro prodotto e forse si accodano all’andazzo generale. Anche qui è tutto da verificare, perché i soci talvolta sono brontoloni e non sempre dicono cose esatte. Però anche qui, c’è qualcuno che potrebbe e dovrebbe fare dei controlli per stabilire che tutto è in regola?
Qualcuno evidenzia che tutto passa sotto silenzio, nessuno ne parla, è come se tutti fossero contenti. Invece non è così. Si è svolta a Telese la Festa nazionale dell’UDEUR, è venuto il gota della politica nazionale, di governo e di opposizione, a fare passerella a buon mercato, parlando di tutto e il contrario di tutto, spesso d’aria fritta; che ci sia stato un sindaco, un consigliere comunale, provinciale, regionale, un assessore di qualsiasi livello che abbia posto problema, neanche a titolo informativo o per sollevare dubbi, pur partendo dal presupposto che non sia vero niente e che nella valle telesina i viticoltori vivano nella più grassa e sfacciata ricchezza. Ovviamente, auguriamo a tutti che la presente nota sia del tutto infondata.

Ennio Cicchiello


SUCCEDE A LIMATOLA

Il Tar accoglie la sospensiva ma Napolitano
manda a casa il Sindaco e il Consiglio

Si susseguono le sorprese e non mancano gli argomenti di conversazione politica. Gli ultimi avvenimenti sono stati addirittura al cardiopalma. Con una ordinanza che sembra addirittura surreale e con una decisione che è cambiata nel giro di poche ore, lasciando però una traccia in Internet, il Tar della Campania ha sospeso l‚ordinanza del Prefetto che nominava un commissario al Comune.
Breve passaggio di consegne tra la dott.ssa D’Agostino ed il Sindaco. Poi quest’ultimo convocava il consiglio comunale in cui sette consigliere avrebbero dovuto surrogare i nove dimissionari.
In attesa della sentenza del Consiglio di Stato si sarebbe verificato l’assurdo che una minoranza di sette consiglieri ed il Sindaco potesse reggere le sorte di una pubblica amministrazione. Un chiaro ed evidente "pasticcio" politico amministrativo causato dal volere portare la politica nelle aule di Giustizia.
Fortunatamente è intervenuto il Decreto del Presidente della Repubblica, che, firmato il 17 ottobre 2006 ha definitivamente mandato a casa il Sindaco. Ovviamente è sempre possibile rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, si vocifera, nell’entourage dell’ex sindaco che si porterà la questione davanti alla Magistratura, staremo a vedere.
Resta però la domanda di sempre: può un Sindaco restare al suo posto se non è sostenuto dalla maggioranza del Consiglio Comunale?

Raccolta dei rifiuti

È ancora emergenza sanitaria. Ma fino a quando?

È la domanda che i cittadini si pongono tutti i giorni. Intanto continuano a pagare la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Alcune famiglie proprio non ce la fanno più, ed ancor di più le aziende: in questo caso il calcolo della tassa tiene conto delle maggiori superfici di capannoni e scantinati dove si svolgono le tante attività produttive a Limatola; il risultato sono bollette esorbitanti e comunque non rispondenti alla qualità del servizio reso. Sarebbe il caso di ridurre tale tassa di almeno 1/3 per tener conto del mancato servizio.
A nulla sono valsi gli appelli per attivare la raccolta differenziata. Tutto è lasciato al proprio destino, cumuli di immondizia ad ogni angolo di strada e vicino ai cassonetti che ormai non sono più nemmeno visibili. La puzza e la varia umanità (insetti e animali vari), che si sviluppa intorno all’immondizia rappresentano la sconfitta di un modo assurdo di amministrare le nostre città.
Spesso di notte si sviluppano incendi che determinano ancor di più un pericolo stato di inquinamento, rendendo l’aria irrespirabile.
In Regione Campania tutti sanno chi sono, o meglio chi è il responsabile di questo dramma che stiamo vivendo. Al più presto gli sarà presentato il conto.


SAN NAZZARO

Dove il cittadino è digitale

In provincia di Benevento c’è un piccolo comune, il più piccolo comune del beneventano, che nonostante il numero esiguo di residenti, si pone all’avanguardia per quanto riguarda i servizi multimediali offerti al cittadino.
Si tratta di San Nazzaro, limite meridionale della provincia di Benevento, che già da due anni offre attraverso il proprio portale www.comune.sannazzaro.bn.it innovativi servizi, come ad esempio il calcolo e il pagamento dell’ I.C.I., la determinazione dell’ I.S.E.E., autocertificazioni varie, e persino il cambio di residenza e abitazione.
Tutto ciò è possibile, attraverso la collaborazione tra il comune di San Nazzaro e il consorzio ASMEZ, un ente che svolge un’attività di assistenza, consulenza, e di supporto all’azione dei comuni consorziati in diversi settori di attività.
In poche parole il consorzio ASMEZ fornisce ai comuni iscritti, la possibilità di rendere multimediali alcuni settori sin’ora legati ad ambiti e figure specifiche, come appunto il calcolo dell’ICI e le varie visure camerali.
Il carattere multimediale con il quale il comune di San Nazzaro si pone verso i propri cittadini è dimostrato oltremodo dalla partecipazione a due importanti progetti di ricerca scientifica in ambito regionale: il progetto C.O.S.T.A. e il progetto S.I.B.A.
Il progetto C.O.S.T.A., Centro Outsourcing Servizi Territoriali Asp, impostato secondo gli indirizzi di innovazione tecnologica e di sviluppo della società dell’informazione elaborati dal Consorzio ASMEZ, rende disponibile agli enti locali della regione la strumentazione tecnologica necessaria a sperimentare l’esternalizzazione di alcuni servizi, quali ad esempio sistemi di videoconferenza, fax server, implementazione delle opere pubbliche, supporto nell’informatizzazione dei protocolli comunali.
Il progetto S.I.B.A. invece, rivela il vero e proprio carattere multimediale con il quale i comuni italiani guarderanno al futuro.
Tale progetto prevede la realizzazione di un sistema telematico per la sperimentazione di una "Carta dei Servizi" da distribuire a cittadini, imprese e funzionari delle Amministrazioni Locali aderenti all’iniziativa per accedere in consultazione attraverso un’unica procedura di semplice utilizzo alle informazioni collegate a persone fisiche o giuridiche dell’intero territorio amministrato, contenute nelle banche dati anagrafiche, tributarie, previdenziali.
Presso il comune di San Nazzaro qualsiasi cittadino può già far richiesta di tale carta dei servizi e dell’apposito lettore di tessere, attraverso il quale potrà accedere ai servizi dedicatigli dal comune.
Inoltre, non è da saottovalutare come, oltre al Comune di San Nazzaro, solo altri 7 comuni della provincia di Benevento risultano essere consorziati con ASMEZ; si tratta di Castelvenere, Cerreto Sannita, Faicchio, Guardia Sanframondi, Moiano, San Bartolomeo in Galdo e San Lorenzello.
In Italia, una delle maggiori potenze mondiali nel campo dell’innovazione multimediale, dove paradossalmente l’analfabetismo informatico, soprattutto al Sud, è ancora alto, risulta di importanza fondamentale che comuni così piccoli, mostrino uno spiccato interesse verso nuove forme di comunicazione e di servizi offerti al cittadino.
La società dove viviamo, la cosidetta Società dell’informazione, pone una necessità fondamentale.
La crescita di enti e di persone capaci di gestire diversi ambiti burocratici, con il supporto dei rinnovati mezzi informatici, per fornire sempre più celermente e funzionalmente servizi ai cittadini.
Ma deve esservi oltremodo, con la stessa forza, la presenza di un’educazione appropriata, per giovani e non, senza la quale si corre il rischio di perdersi nelle fitte dei boschi telematici.

Antonino Caffo

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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