CALCIO
Il
Benevento va
Il Benevento
va! Dove non so ma quel che conta poi sono comunque i punti in classifica.
E di punti i giallorossi in due partite ne hanno incamerati ben quattro.
Mi si dirà che a Taranto il pari è venuto sul fischio finale
dopo varie occasioni mancate dai pugliesi. Ma pure sette giorni prima
il pari era arrivato quando in pratica erano tutti già sotto la
doccia o quasi. Ed ha rimetterci in quelloccasione erano stati proprio
Lotti e compagni.
In terra di Puglia i giallorossi continuavano la serie positiva in campo
esterno, mai sconfitti.
Delicata si presentava la gara contro il Paternò sette giorni dopo
per una serie di fattori tutti negativi.
Mancava la prima vittoria al S. Colomba, bucate tutte le precedenti occasioni
anche con una sconfitta, lambiente non era certamente sereno coi
tifosi a chiedere la testa di Di Costanzo, con la squadra che per lintera
settimana si allenava di mattina, bucando così la presenza dei
tifosi, la cui contestazione comunque saliva, ma che poi si trasformava
di incitamento alla squadra al fischio dinizio della gara contro
un Paternò certamente non trascendentale, sicuramente tecnicamente
inferiore a Colletto e compagni.
Ma la squadra allestita dallallenatore giallorosso contro i siciliani
"sapeva" tanto di rivoluzione.
Una rivoluzione che nel primo tempo sfociava, fin quando Thangai, rimaneva
in campo e la squadra in undici sicuramente aggiungeva altro caos a quella
già esistente sin dagli albori di questa compagine.
Nocerino a sinistra, Di Nardo a destra, con Aurino e Molino al centro,
Martino al posto del neo ex vicecapitano Chiavaroli, con Bruno comunque
sostituto di Menolascina ancora squalificato.
Una squadra che doveva fare a meno dopo una ventina di minuti per una
espulsione, non già fiscale, ma come da regolamento di Tghangai,
che con un "colpo di mano
sinistro" finiva con il danneggiare
la squadra avversaria. Ma da quel momento rimessi in dieci in campo i
giallorossi guadagnavano lapporto di Nocerino centrale, mentre Di
Nardo continuava sulla fascia a non essere se stesso.
Poi la musica al secondo tempo cambiava, grazie al gol proprio dellex
tarantino e forse grazie anche allinnesto in attacco di un Romano
"portafortuna" ma ancora in debito di preparazione , legato
ed impacciato. Certamente per lui un esordio fortunato, sicuramente non
esaltante la prestazione nel complesso, tutto da rivedere comunque il
quarto attaccante a disposizione di Di Costanzo.
Il Benevento agguantava così la prima vittoria casalinga. I giocatori
facevano pace coi tifosi, ma a Di Costanzo questi ultimi riservavano ancora
fischi ed incitamenti a lasciare.
Neanche il Presidente era tenero con lallenatore. Laccusa
di Spatola allallenatore è la mancanza di gioco della squadra.
Ed è quando da questa testata giornalistica sto ripentendo sin
dal primo impatto avuto con la nuova squadra. Il Benevento deve il suo
buon curriculum solo ad una difesa che spesso va in ambasce per deficienze
del centrocampo, per mancanza di solidarietà tra i reparti, per
alcune pedine troppo lente rispetto ai movimenti di Di Nardo e Molino.
Una squadra dove poche sono le volte in cui si mette in campo il detto
dei "moschettieri" (tutti per uno
!) ma spesso si gioca
il pallone seguendo "lintuito" ma soprattutto la butto
avanti e poi
lassù qualcuno provvede.
Mai gioco è più assurdo nel calcio di quello di fare traversoni,
o meglio cross, dalla tre quarti campo, soprattutto poi lì dove
non ci sono le torri, dove Di Nardo e Molino, preferiscono "lo stretto"
e non già i colpi di testa.
Ma queste sono cose credo note allallenatore che ha voluto quegli
uomini, ha accettato di buon grado quei nomi, alcuni (se non vado errato
addirittura
pretesi, se non è così sono pronto a qualsiasi
rettifica e riconoscimento di colpa!).
A differenza dello scorso anno quando la frittata era già bella
e pronta, magari con qualche uovo fuori della padella impudridito, questanno
per buona parte la squadra è composta da elementi scelti da una
rosa in piena campagna acquisti.
Ed allora perché le difficoltà di amalgama, perché
le difficoltà di trovare la quadratura non già di un cerchio
ma del gioco con le pedine scelte? Dove sta linghippo tecnico tattico.
Il Benevento, come lInter di Cooper, come il Napoli di Agostinelli
in attesa, come si augurano i salernitani, di
Zeman sulle rive del
Calore?
Pregi
geppino.presta3@tin.it
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
Rubrica a cura
di Massimiliano Micco
Di
Costanzo:
a dispetto dei Santi
Sono ormai
già trascorse diverse settimane da quando è iniziato il
campionato di Serie C 1 e il Benevento, malgrado i pronostici degli addetti
ai lavori, non è certamente quella squadra da primato o da play
off. Anzi visto e considerato come stanno andando le cose e cioè
non si riesce a vincere in casa neanche una partita, di quelle facili
facili, cè davvero da stare poco allegri. La tifoseria teme
un calo di tensione nella squadra, nellentusiasmo, nel Presidente
Spatola e perciò è in continua fibrillazione.
Innanzitutto non cè più quel feeling con lallenatore
Di Costanzo il quale peraltro sta assumendo un atteggiamento addirittura
provocatorio e strafottente nei confronti dei tifosi.
Se le cose, pensano e dicono i supportes, non vanno bene, cè
certamente qualcosa che non va. Prima perciò che sia troppo tardi
per risalire la china della classifica, occorre dare subito una sterzata.
Di Costanzo, questo almeno pare certo, non ha intenzione di dimettersi
anche a dispetto dei Santi.
Lui pensa di restare alla guida della traballante navicella giallorosa,
attaccato al dio
moneta, checchè ne dica. E forse è
anche giusto. Ma non è certamente onorevole e dignitoso il fatto
che mentre la navicella affonda Lui pensa a salvare le sue tasche.
Spatola, con le sue dichiarazioni, ha contribuito ancor di più
ad inquinare le acque.Dice che Di Costanzo è a tempo ed è
legato ai risultati ma intanto le giornate passano e la classifica resta
deficitaria.
Sarebbe bastato un po di decisione in più come per dire o
dentro o fuori ovverosia : Di Costanzo arriverà alla fine del campionato
oppure deve andare via subito.
I mezzi termini in questo caso non servono. Cè il rischio
che affondi tutto prima del previsto e dello sperato. A buon intenditore.
Alla prossima.
PRIMAPAGINA,
EDITORIALE, CITTÀ,
PROVINCIA
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