L'OSSERVATORIO
ELEZIONI
COMUNALI A BENEVENTO
Non e in gioco lappartenenza
1,2,3,4,
5,6,7,8
op
1,2,3,4,
5,6,7,8
op
e potrei continuare fino alla fine del brano.
Per quanti non sono amanti del ballo, che mai sono entrati in una scuola
di danza anche per vedere, quei numeri così di fila, dicono poco
o nulla.
Moltissimo invece per i seguaci di Don Lurio, quello che praticamente
ha insegnato a ballare a mezza Italia.
Cosa centra questo panegirico con quello che intendo scrivere non
mi è dato di sapere.
So solo che presentando la nuova "Fondazione", Bruno Vespa,
danzava come un fringuello giulivo da DAntoni alla Goria, per finire
ai numeri del suo fido Mannaim.
Lui che di scoop se ne intende aveva addirittura spiazzato la CISL ed
il suo Consiglio Generale, incentrando una trasmissione su quel che avrebbe
fatto il segretario generale di quella Confederazione il giorno dopo.
Cosa siano andati a fare poi a quellassemblea i componenti dei vertici
di quel sindacato non è dato sapere, atteso che sapevano già
tutto dopo due ore di Porta a Porta.
È come se un giornalista andasse ad una conferenza stampa con in
mano una intervista di un giornale "concorrente" che riportava
una intervista sullargomento al conferenziere di turno. Tornando
alle danze ed alla Fondazione "DAntoni" cè
anche da dire che in quel "porta a porta" si sono viste delle
immagini del Presidente del Palermo calcio felice e pimpante per la vittoria
della sua squadra. Le immagini ovviamente di una triste (almeno per noi)
Palermo-Benevento, con la vittoria dei rosanero per 2 a 0 e con quella
vittoria, servita da chi avrebbe fatto meglio ad andar per farfalle, il
buon Vespa ha praticamente costruito uno sport pubblicitario per lex
cislino e fondatore di una fondazione che lascia quale dubbio, proprio
perché è una fondazione.
Per Fondazione generalmente si identifica una istituzione culturale, spesso
nasce sotto "lalto Patrocinio" del capo dello Stato o
di un vertice regionale.
La fondazione di DAntoni forse sotto sotto ha proprio un alto patrocinio,
forse non di questo Presidente ma del suo predecessore, che ha quasi sempre
mirato ad affondare il Polo di destra, a non far emergere troppo quello
di sinistra, ma a restaurare un centro che poteva anche non essere la
vecchia DC. Detto di DAntoni, in attesa che la sua Fondazione, come
una scatola cinese (lha detto Vespa) diventi un più convincente
movimento politico, e poi un partito cè da sottolineare che
la politica in questo momento è fatta di cuori infranti, di margherite
già prive dei romantici petali, di combattimenti allarma
bianca.
Da Di Pietro che abiura DAlema e laccusa di aver ordinato
un dossier contro lex PM, di un fiore che appassisce nonostante
Rutelli, cè da mettere in evidenza che quelli del Polo combattono
una battaglia silenziosa, allarma bianca.
Il non esaltante quadro politico nazionale si riversa in modo negativo
anche sulla politica di casa nostra. A sinistra nulla di nuovo, ma al
capezzale dei DS arriva il tutor (come quello di Del Piero? o di Valentino
Rossi?), fanno lidentikit del candidato a sindaco di Benevento,
ma soprattutto cercano di ricontarsi e ritrovarsi prima al loro interno
e poi, quando sarà si conteranno attorno ad un tavolo.
Cè da sottolineare che anche lUDEUR perde pezzi per
la strada da Zinzi a Mino Izzo, in Campania più che una fuga sembra
un esodo.
Se a sinistra si è in cerca di una identità a destra si
è già a caccia grossa, ai patteggiamenti, agli incontri
ravvicinati di primo, secondo e terzo livello. Sì, perché
Viespoli pur di avere il "passy" per il Collegio 8 di Benevento,
alla fine cederà a F. I. lindicazione della candidatura a
Sindaco di Benevento ed alle nominations per i collegi 9 e 10.
Viespoli per il candidato a sindaco avrà un alibi, quello di non
aver avuto discepoli cui affidare il mandato dopo la fine del suo sindacato.
Scientemente e volutamente, e molto egoisticamente, da queste colonne
spesso evidenziato, il primi cittadino non ha voluto cercare (non è
che non ha trovato!) eredi cui affidare la "sua amministrazione".
Ora lascerà che quelli di Forza Italia si scannino per quel posto
a Palazzo Mosti, mettendo sul tavolo appartenenze, schieramenti, illibatezza
e magari raccomandazioni, cosa che alla gente interessa poco o nulla.
Lo ribadisco ancora una volta: i fattori concomitanti e convergenti che
portarono Viespoli ad essere eletto sindaco di Benevento, sono lontani
sei e passa anni. Non esistono più, e per questo anche qualche
"rimprovero telefonico" a Gennaro (detto Rino) Santamaria. La
politica degli strilli tiene lontana la gente diventata sorda, ma attenta,
ignava ma partecipe in silenzio, con larma del voto.
Ed allora sia da destra che da sinistra, che probabilmente dal centro,
con o senza Fondazioni, con o senza Margherite, la scelta del candidato
Sindaco, per essere vincente, dovrà essere espressione della nostra
società, non di questo o quel partito. Lappartenenza non
vale: è in gioco il personaggio. Vincerà chi spenderà
un nome credibile, una personalità sicura, non uno strillone con
il tricolore tra le mani, il biancofiore, la margherita, lulivo
o la quercia
men che mai un garofano appassito.
Geppino
Presta
COSI'
NON VA di
Antonio Micco
La "Mala Gestio" degli impianti
sportivi e ricreativi
Una
delle esigenze fondamentali della nostra vita, è partecipare a
manifestazioni sportive sia in maniera diretta, cioè come atleta,
e sia in maniera indiretta, come semplice spettatore.
Da che mondo è mondo -e quindi da sempre- si è avvertita
la necessità di fare sport o di acclamarlo. Così era al
tempo dei Greci, dei Romani, degli Egiziani e così è anche
oggi. Basti pensare alle grandiose Olimpiadi moderne ove cè
una partecipazione pressoché totale di tutte le Nazioni.
Ebbene lo sport è una realtà insopprimibile e come tale
bisogna poterlo fare od ammirare nel migliore dei modi possibili.
Tutto ciò per non parlare dellinteresse veramente smisurato
e interessato delle televisioni di tutto il mondo, da quelle pubbliche
a quelle private.
E noi aggiungiamo, meno male che cè lo sport perché
altrimenti ci sarebbe da impazzire con tutti i problemi quotidiani che
la vita ci riserba. Lo sport è come una valvola di sfogo per tutto
lo stress che si accumula durante la settimana.
Ma non tutti praticano o possono praticare tale attività, cè
anche chi non può o non vuole e non per questo non ha il sacrosanto
diritto di poterlo quantomeno ammirare.
Da qui, nella società, è sorta lesigenza di creare
le strutture capaci ad accogliere non solo gli atleti ma anche gli spettatori.
Sono sorti così i vari Mega-stadi, i vari campi di periferia, i
campetti di calcio, le palestre, i palazzetti dello sport.
Tra le varie città italiane ricche di impianti sportivi è
da includere certamente anche la nostra Benevento.
Proviamo a fare un elenco di tutte le strutture sportive esistenti nella
sola città e siamo anche certi che qualcuna pure ci sfuggirà.
Tuttavia a Benevento abbiamo: lo stadio S.Colomba di moderna concezione;
lindimenticato e glorioso Meomartini; il Campo di rugby Pacevecchia;
il Campo Avellola, il Campo-Scuola; cè poi il campetto nei
pressi dellattuale sede INPS; fino a qualche anno fa vi era pure
il campo del Collegio La Salle; abbiamo poi il Palazzetto Mario Parente;
il Paladua; vè poi il Palasannio, il più grande e
più importante; vi sono numerose palestre pubbliche e private;
vi sono i campi di tennis al Viale Atlantici, alla Fagianella, alla Colonia
Elioterapica; vè finanche una pista per il pattinaggio; vi
sono poi tutte una miriade di campetti per i vari tornei di calcetto e
poi piscine varie. Insomma a Benevento non manca proprio nulla. Quello
che manca, invece, è lorganizzazione, la programmazione,
la serietà di chi è preposto al servizio e al funzionamento
di tutti questi impianti.
In altre parole a Benevento non cè una politica sana ed oculata
per una buona gestione di tutte queste strutture. A Benevento lunica
cosa che non si riesce a fare è proprio quella che si dovrebbe
fare.
Ma sarò ancora più esplicito, naturalmente per i non addetti
ai lavori, perché siamo certi che chi dovrebbe capire ha capito;
solo è che si mette innanzi sempre il solito orecchio sordo.
Tra i cittadini vè sconforto e sgomento. Invero proprio non
si riesce a capire come mai, tanto per fare degli esempi attuali e incontestabili,
perché mai il Palasannio non è agibile per le gare di basket,
pallavolo, etc. mentre è aperto per i megaconcerti.
Per chi non lo sapesse la squadra di pallacanestro De Vizia di Avellino
milita, questanno, addirittura in A1. Ebbene a causa dellimpossibilità
momentanea di disputare le gare interne di Coppa Italia e Campionato,
lAvellino, aveva formulato richiesta di giocare al Palasannio. Sapete
qual è stata la risposta da parte delle nostre autorità?
Non si può! Limpianto -è stato riferito- non è
agibile! Eh no, signori, qui bisogna avere il coraggio di spiegare alla
gente perché il Palazzetto dello Sport non è agibile per
lo sport, mentre è agibile per i vari megaconcerti di cantanti
che per farsi ammirare chiedono che si paghi un biglietto tra le 70.000
e le 150.000 lire! Se non vogliamo andare troppo indietro nel tempo, ricorderemo
che anche lo show iniziale di Maurizio Costanzo, quello dellinaugurazione
dellultima Città Spettacolo, si è tenuto al Palasannio.
Ed allora, caro Nardone, caro Viespoli, esimi Assessori allo sport e autorità
varie, ci volete spiegare?
Non era preferibile per i beneventani poter assistere ad un bellissimo
campionato di basket serie A1, anche se non si trattava di una squadra
cittadina, e ammirare così campioni di tale disciplina che a Benevento
siamo costretti a vedere solo
in cartolina, anzicchè romperci
i timpani con quei roboanti e rumorosissimi concerti canori che peraltro
ci costano un occhio della fronte?
Ma a proposito: ma quanto pagano quelli della Betelgeuse per avere la
disponibilità dellimpianto e che fine fanno questi soldi
che lamministrazione incassa? Sono destinati per la manutenzione
dellimpianto stesso o vanno devoluti a capitoli diversi? Certamente
per avere la disponibilità di un siffatto impianto, (ripetesi:
non agibile) la Beltegeuse e altre società che riescono ad ottenerla,
devono pagare somme salate, o no?
E perché se si paga si ottiene lutilizzo delimpianto,
anche se per fini non propriamente sportivi, mentre non si riesce ad ospitare
un mega-evento sportivo?
Gli impianti, come abbiamo visto, a Benevento ci sono, ma non funzionano.
Ed allora perché non si affida la gestione dellintero patrimonio
sportivo a persone competenti, desiderose di lavorare per il bene della
città e soprattutto per metterli a disposizione dei cittadini i
quali possono agevolmente usufruirli? Contrariamente si creano solo sospetti,
critiche e malcontenti. O no?
PRESENTATO IL NUOVO PIANO COMMERCIALE
Il Centro Storico di Benevento
Qualche
anno orsono la CNA, confederazione nazionale dellartigianato e della
piccola impresa, di Benevento formulò unidea progettuale
per il recupero del centro storico di Benevento.
In collaborazione con alcuni tecnici della città lidea diventò
un progetto, la CNA ottenne ladesione di tutte le altre associazioni
datoriali e commerciali del Sannio, della Camera del Commercio, dellIstituto
autonomo delle case popolari e del Presidente dellamministrazione
provinciale.
Il progetto quindi fu presentato al sindaco della città il quale
condivise limpostazione e furono avviate le consultazioni tecniche
per la stipula di un protocollo dintesa tra le parti per la realizzazione.
Le possibilità sopraggiunte di effettuare una programmazione economica
organica del territorio del Sannio (PRUST) hanno fatto sì che il
progetto fosse relegato in subordine al PRUST. Lidea base del progetto
era molto semplice; si chiedeva al sindaco di Benevento di applicare il
potere sostitutivo per il recupero urbano del centro storico.
I privati, se daccordo, ed il Comune, in caso di potere sostitutivo,
ristrutturavano gli immobili del centro storico (allinterno delle
mura longobarde) per poi utilizzarle o cederle in fitto per insediamenti
commerciali ed artigianali.
Le risorse finanziarie erano suddivise per un 35% mediante contributi
statali alla ricostruzione, per il 15% investimento privato e per il 50%
con mutuo a tasso agevolato: per i mutui i principali istituti bancari
della città avevano dato la loro adesione al progetto.
Tutto questo, unito allimpegno del Comune per il ripristino delle
varie piazze ed edifici pubblici doveva contribuire al rilancio commerciale
ed artigianale della città.
La stessa Università Bocconi, incaricata dal Comune di Benevento
per redigere un piano commerciale, prese contatto con la CNA ed ottenne
una copia del progetto per visionarlo. Finalmente la scorsa settimana
è stato presentato il nuovo piano commerciale per la città
di Benevento con annesso il piano per gli insediamenti produttivi.
Il piano è stato approvato dalla quasi totalità delle associazioni
di categoria e dalle associazioni dei consumatori.
Nella soluzione definitiva del nuovo assetto commerciale è previsto
la trasformazione del centro storico di Benevento in un enorme centro
commerciale.
Si prevedono strade a tema dove insediare gli artigiani di qualità,
gli artigiani artistici, gli orefici e così via. Sono previste
strutture di media distribuzione, percorsi darte, ristorazione e
principalmente zone di sosta e ricreazione per i clienti che desiderano
intervallare lo shopping con momenti di relax in sale da tea o altri ritrovi.
È evidente limpegno e la grande responsabilità che
si sono assunti gli amministratori. I vari artigiani e commercianti prima
di decidere investimenti per insediarsi in questo nuovo centro, vorranno
garanzie certe sui tempi di realizzazione e messa a regime del piano.
Vorranno garanzie circa limpegno degli assessorati competenti a
creare motivi di attrazione dei consumatori, bisognerà convincere
le migliaia di cittadini e abitanti dei comuni della provincia, a fare
ritorno, per la spesa, alla città capoluogo.
È risaputo che ormai sul corso Garibaldi della città sono
sempre meno gli avventori dei negozi. Il problema dei parcheggi, la limitata
offerta, la mancanza dei servizi hanno sempre più allontanato i
consumatori verso paesi limitrofi e paesi di altre province. Anche la
mancanza di media e grande distribuzione ha contribuito a ridurre la popolazione
di passaggio e quindi ha ridotto di fatto le transazioni commerciali.
I pochi che ancora sono fedeli alla propria città devono confrontarsi
ancora con le limitazioni derivanti da orari tabellati e preconfezionati,
a Benevento sembra che la legge Bersani sulla liberalizzazione sia solamente
un enunciato e quindi da non considerare. Ora che il piano commerciale
è avviato bisognerà convincere gli operatori commerciali
ed artigiani ad un rinnovamento dei concetti di scambio.
Il centro storico di Benevento dovrà offrire qualità nei
servizi in uno scenario suggestivo con piazze animate e vicoli da ammirare.
Lambiente cè, bisognerà costruire il resto.
Pierino
Bruno
AL
MUSEO DEL SANNIO LA LONGOBARDIA MERIDIONALE
CON INSTALLAZIONI DEL MAESTRO TESSARI
Ritornano i Longobardi
Una
giornata scientifica ad alto livello sabato 2 ottobre nellauditorium
del Museo del Sannio per indagare storia, usi e costumi del popolo longobardo
con una sottolineatura sulla Longobardia Minor (che giustamente il prof.
Claudio Azzara dellUniversità di Venezia ha precisato come
non fosse affatto minore; anzi il Ducato e poi il Principato di Benevento,
tra i tanti pregi, ebbe anche il merito di non essere un popolo bellicoso,
ma seppe rispettare i vicini partenopei e capuani, con pace duratura e
scambi culturali ed economici).
"Il Monastero di S.Vincenzo al Volturno e la tradizione dei longobardi
di Benevento", patrocinato dal Comune di Benevento Assessorato alle
politiche giovanili e alluniversità e dalla Provincia, ha
aperto i lavori in mattinata con le relazioni del prof. Paolo Tessari
(innanzitutto noto maestro presente anche alla Biennale di Venezia), che
ha curato anche con opera ad hoc una installazione di sculture allingresso
del Museo. Tessari, che è anche professore allAccademia di
Belle Arti di Venezia, si è dimostrato studioso ed esperto non
solo del popolo longobardo, ma dellarte orientale, con la sua dissertazione
sul Frammento di Pluteo longobardo del Museo di Benevento: lipotesi
di un Mandala.
Della installazione denominata WIN-ART, arte di consacrazione, lartista
disseminando nei giardini su delle pertiche delle sculture raffiguranti
oche ha concesso agli occhi degli attenti visitatori uno spazio inusitato,
ricco di dinamismo che ricalca laspetto simbolico dei longobardi,
quello di riempire uno spazio di potenza divina.
Quando moriva un longobardo i parenti usavano piantare vicino alle tombe
delle pertiche sulla cui cima vera una colomba di legno. Secondo
la loro credenza, tale uccello oltre a volare in alto si riposava nelle
acque stagnanti e ciò faceva da tramite tra mondo terrestre e celeste,
per poter così trasmigrare lanima del defunto in un animale
(una nuova vita). Uccelli totemici, uccelli dellanima, animali guida.
Oltre a ciò i longobardi veneravano la vipera che si morde la coda,
simbolo dellinfinito, e la svastica, segno solare dai significati
magici che lartista veneto ha inciso nelle sculture come un antico
sciamano. La credenza di un nuovo sole che sarebbe apparso dopo la "caduta"
dellattuale.
Ad introdurre i lavori il prof. Elio Galasso, direttore del Museo, che
ha poi passato la staffetta del sole a Mladen Pejakovic con la relazione
"Le pietre e il Sole", sullimportanza appunto del sole
per i longobardi che costruivano i loro edifici sacri edificandoli a mezzogiorno,
nel giorno del protettore del Santo Patrono.
Queste chiese appaiono ad occhi poco attenti disordinate ed irregolari,
eseguite da artigiani locali; invece la loro costruzione deriva da perfette
leggi aritmetiche, geometriche, astronomiche e di armonie musicali, canoni
dettati da dotti religiosi.
Nel pomeriggio (la seconda seduta) si è concentrata sulla valenza
del monastero di S.Vincenzo al Volturno, che fu edificato da tre beneventani,
dal quale per molto tempo i loro monaci inondarono di alta cultura lintera
Italia. Ha relazionato il prof. Claudio Azzara dellUniversità
di Venezia su "Il Ducato di Benevento e leredità del
Regno dei longobardi"; poi la prof.ssa Flavia de Rubeis dellUniversità
di Venezia con unattenta ed esaustiva analisi su "La scrittura
a S.Vincenzo al Volturno" dalla nascita, evoluzione e decadenza.
Una scrittura dai contenuti estetici che lasciò traccia nella storia
del Paese. Infine il prof. Federico Maranzi dellUniversità
di Napoli sui tesori e ciò che rappresentò il monastero
di S.Vincenzo al Volturno, che poi fu distrutto da un incendio.
Giovanni
De Noia
Nuove ipotesi sullarchitettura di Santa Sofia
Tra
i relatori dellinteressante convegno il professor Mladen Pejakovic,
dellAccademia di Belle Arti di Zagabria, che ha proposto una interessante
ipotesi sulla genesi morfologica della chiesa di Santa Sofia. I suoi studi,
condotti sullarchitettura preromanica di area croata, lo hanno portato
a formulare una teoria originale. Le chiese da lui esaminate hanno tutte
una morfologia irregolare, con muri che non si allineano secondo angoli
comprensibili e bucature disposte con un ordine apparentemente casuale.
Tali stranezze sono state in genere spiegate, dalla storiografia tradizionale,
come frutto di imperizia o di disattenzione estetica. Secondo il professore
Mladen Pejakovic si tratta invece di morfologie solo apparentemente irregolari
ma che in realtà rispondono ad una logica molto rigorosa: lallineamento
con precisi assi luminosi di finestre e pilastri trasformano la chiesa
in un preciso meccanismo di misura del tempo. In pratica le bucature,
in genere strette e alte, originano, quando la chiesa è investita
dalla luce solare, dei precisi fasci allinterno della chiesa che
cadendo su punti precisi consentono di rilevare le coordinate temporali.
La chiesa, quindi, costruita come un orologio siderale, e dato che ogni
luogo della terra ha inclinazioni diverse rispetto al sole, perché
determinate dalle relative latitudine e longitudine, ecco che le chiese
si modificano da luogo a luogo. Linteressante ipotesi di lavoro,
di legare architettura e osservazioni astronomiche, non è del tutto
nuova nel campo degli studi architettonici, ma finora si era limitata
a monumenti neolitici (quali Stonehenge) o egiziani (quali le piramidi),
nel tentativo di dare una spiegazione logica ad edifici che ancora oggi
conservano una notevole aura di mistero. Nessuno, a quanto ci risulta,
aveva finora tentato una simile strada per spiegare certe irregolarità
morfologiche tipiche dellarchitettura altomedievale. E nessuno aveva
tentato una tale ipotesi per "leggere" la chiesa di Santa Sofia.
Lesposizione del professore Mladen Pejakovic, benché condotta
con un italiano un po stentato e in una sala troppo affollata di
studenti per consentire una sufficiente comprensione, è risultata
affascinante e, a tratti, convincente. Le sue teorie trovano un riscontro
preciso nella forma di Santa Sofia, in quanto egli ha chiaramente evidenziato
le corrispondenze tra angoli di inclinazione solare, misurati alle coordinate
geografiche di Benevento nei giorni dei solstizi e degli equinozi, con
le posizioni e gli allineamenti di finestre e pilastri interni. Il dubbio
sorge dalla considerazione che in realtà lattuale chiesa
è un edificio troppo manomesso, sia dagli interventi tardo-seicenteschi
che dal restauro condotto agli inizi degli anni Cinquanta, da consentire
misurazioni affidabili. Perché il primo mistero che rimane da sciogliere
su Santa Sofia è sapere se la forma in cui oggi percepiamo la chiesa
è quella realmente progettata nel corso dellottavo secolo
o è altra. Per questo gli scavi archeologici condotti recentemente
sul sagrato della chiesa, da estendersi anche alle aree limitrofe, erano
decisamente importanti: perché potevano contribuire a chiarire
il mistero di una chiesa unica al mondo.
F.M.
I Vincitori del Concorso
"Immagini Rurali del Sannio"
Si è
concluso la decima edizione del Concorso fotografico "Immagini rurali
del Sannio 2000". La giuria del concorso, dopo unattenta selezione
delle diapositive pervenute ha assegnato il 1° premio in assoluto
(con assegnazione della Medaglia dArgento offerta dalla Presidenza
della Repubblica) a Carmine Molinaro, 2° classificato Pietro Iamartino
e 3° Domenica Morzillo.
Queste le 12 foto selezionate:
INVERNO (Bucciano) di Francesco Medugno; BRINA (Benevento) di Vincenzo
Caserta; TERRE SENZA TEMPO (S.Nicola Manfredi) di Rosario Bruno; PRIMAVERA
(S.Giorgio la Molara) di Orazio Vella; RISVEGLI (Pietrelcina) di Angelo
Masone; EOLICO (Baselice) di Roberto Fusco; FIENO (Benevento) di Carlo
Caserta; BAFFO TABACCO (Ceppaloni) di Andrea Russo; GRANTURCO (Airola)
di Domenica Morzillo; PASTORE (Cusano Mutri) di Pietro Iamartino; BOSCO
(Camposauro) di Carmine Molinaro; MAIALI (Sassinoro) di Gerardo Pasciuti.
Sul prossimo numero pubblicheremo le foto vincitrici del concorso che
compariranno sul calendario da tavolo "Immagini rurali del Sannio
2000".
Gerardo
Bovino
UNA DENUNCIA DEL NOTAIO BARRICELLI E DEL DOTT. DE FILIPPO
Stanno distruggendo il "Regio Tratturo"
Il dott.
Guido De Filippo e il dott. Giovanni Barricelli, in un esposto inviato
al Procuratore della Repubblica e al Sindaco di Benevento, denunciano
"gravi omissioni ad opera dei preposti alla salvaguardia del territorio,
in particolare, facendo voti a che il sig. Procuratore della Repubblica,
ove riscontri elementi idonei di responsabilità, svolga azione
penale avverso chi ha contribuito al degrado del Regio Tratturo del Cierro
in agro di Benevento alle contrade La Francesca e Mosti, con offesa palese
alla città considerato il carattere storico di tale arteria percorsa
nei plurimi millenni degli antichi padri sanniti che inoltravano le greggi
alla transumanza".
"A determinare loltraggio reso, una commissione desperti
-si legge ancora nellesposto- dovrebbe tra laltro rilevare
lassottigliamento del percorso ridotto oggi in modo inverosimile
e reso spesso inaccessibile. Difficile è rendere verbalmente di
come linvasione delle acque putride fa del Tratturo una discarica
con ingombro di materiali di riporto e di rifiuto, di come il libero dominio
della fanghiglia oltraggi larteria che simpone al rispetto
e al sentimento. Stupore e sdegno suscitano le perversioni di alcuni tratti
del percorso in transiti privati di accesso alle case coloniche.
Sacrosanto è suscitare pubblicamente la riprovazione in via anche
internazionale poiché il Regio Tratturo è parte viva del
patrimonio storico beneventano monumento che di granlunga più degli
alti affonda le radici in epoche plurimillenarie.
Lo stupore acuisce per lindifferenza proterva di chi inerte soggiace
alla visione che ferisce gli occhi e il sentimento. Eppure vicino è
il nostro centro urbano onde il palmo potrebbe idealmente raggiungere
le bellissime balze ferite a morte. Ciò ad onta di sollecitazioni
frequenti da più parti elevate invano; benché passate amministrazioni
non abbiano sottaciuta la gravità del problema fino a disporre
lapertura dellarteria con effetti immediati; benché
ad opera di volenterosi per le memorie storiche e per la dignità
del Territorio non siano mancati impegno e sacrificio economico per il
ripristino avvenuto un decennio circa, col beneplacito delle autorità
di allora per il totale ripristino (andato poi sollecitamente travolto
nel nulla ad opera di vicini villici) dellantichissima arteria,
il cui scempio di oggi percuote come a staffilate cocenti i fieri pastori
della transumanza inseguendoli fino a disperderli nelle fosche nebbie
della preistoria."
SCIOPERO NAZIONALE DEGLI INSEGNANTI
Disagi anche nelle scuole sannite
Il 9
e 16 ottobre i professori di tuttItalia sono stati al centro dellattenzione;
infatti per quei giorni i Cobas della scuola hanno organizzato uno sciopero
nazionale con manifestazioni nelle maggiori città italiane per
richiamare lattenzione sulle richieste dei docenti di stipendi più
alti: essi si lamentano di essere pagati in modo non adeguato allattività
che svolgono. Anche se era nel loro interesse partecipare alle manifestazioni,
molti non hanno aderito: la maggior parte di loro non perché non
condividesse i motivi di protesta, ma per una motivazione puramente economica,
in quanto ladesione allo sciopero comporta una sottrazione dallo
stipendio di una particolare somma.
Nella nostra provincia, così come a livello nazionale, una scuola
su due rimasta chiusa in quei giorni, mentre le altre hanno dovuto affrontare
numerosi disagi dovuti allassenza dei professori.
Antonella
Guerrera
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