PONTELANDOLFO

Istituito il Comitato per l’Unità d’Italia

Come da noi suggerito nel numero pre-feriale del nostro giornale e poi ripreso dal Sindaco di Pontelandolfo, in occasione della manifestazione a ricordo degli avvenimenti dell’agosto 1861, la Giunta Comunale con propria delibera ha istituito nei giorni scorsi, il Comitato per l’Unità d’Italia per le solenni celebrazioni del 150° anniversario della nostra nazione unificata. Come se non bastasse, il Sindaco per il tramite dell’on.le Mario Pepe ha rivolto formale istanza al Presidente del Consiglio, Berlusconi, al Capo dello Stato Napolitano ed al Presidente Emerito Ciampi, proponendo la candidatura di Pontelandolfo a sede per la celebrazione di un Convegno Storico di rilevanza nazionale per dirimere le accuse di brigantaggio ad una popolazione distrutta, umiliata e inerme che nulla sapeva di politica e non aveva a che vedere con fatti perpetrati da veri insorti altrove. Il problema non è tanto quello di procedere ad una revisione storica dei fatti , in quanto già appurati in più sedi e da più studiosi, anche se mancano alcuni tasselli documentali che erano ancora coperti dall’obsoleto segreto di stato. Infatti si sa dell’esistenza di documenti coperti dal segreto, presso il Senato e che riguardano espressamente i fatti di Pontelandolfo e Casalduni. Questo dovrebbe essere il primo anacronistico nodo da sciogliere che solo da noi vengono applicati. Se pensiamo che gli USA hanno coperto i loro segreti per solo 50 anni, mentre noi perpetriamo questa vicenda per un periodo triplo. L’organizzazione di un Convegno è condivisibile in pieno, ma quell’iniziativa va supportata con la reiterazione del riconoscimento civile di quelle vittime con l’istanza della medaglia d’oro al Comune, già prodotta 30 anni orsono.E ribadiamo di condurre l’iniziativa col Comune di Casalduni accomunato dal medesimo destino. Allora si può essere sicuri e fieri di aver riscattato le crudeltà subite dai nostri avi.
La serenità da ritrovare su quegli avvenimenti ci riportano sentimentalmente alla pace. Negli scorsi numeri facemmo riferimento alla rimozione forzata del monumento alla Madonna della Pace, dalla sede all’ombra del tiglio della Piazza Roma. Oggi restaurata e collocata al lato destro della Chiesa di S.Maria degli Angeli la statua guarda la contigua Piazza di provenienza. L’iniziativa del Parroco va premiata, in quanto la sua volontà di recuperarla in quel luogo è veramente degna di ogni plauso. Le scale e gli ulivi posti ai piedi della scalinata fanno un bell’effetto. Potrebbero prestarsi ad ogni simbologia ma quello che il monumento incarna resta indissolubile. Fu eretta nel novembre del 1990 a termine di una missione cristiana che tenne missionari in giro in tutte le famiglie di Pontelandolfo e lo spirito diffuso creò le premesse per porre fine a decenni di contese politiche e personali. Purtroppo durò molto poco.
Negli ultimi tempi, va detto che quel clima di pace civica comincia a farsi respirare. Speriamo che possa essere il prodromo del rilancio della nostra comunità. Per dovere di cronaca e visto che avevamo sollevato il problema nello scorso numero, evidenziamo che sono stati resi noti i dati del concerto del 7 agosto. La SIAE ha comunicato che l'incasso è stato di € 7.735,00 e pertanto il 30% di quello andrà al Comune di San Demetrio Né Vestini. Il che vorrebbe dire che erano presenti quella sera più di 1500 spettatori paganti, anche se il colpo d'occhio ne rilevava molti di più, in quanto erano in piazza anche i cittadini di Pontelandolfo e loro parenti non paganti. Forse si poteva fare di più o di meno, ma quello che conta è il gesto nobile effettuato.

Nicola De Michele


La banda del Matese

Forse non tutti sanno che i monti del Sannio sono stati lo scenario di avvenimenti storici importanti, riportati in auge dal “sentiero degli anarchici” – un’escursione a piedi tra San Lupo e Gallo – che ha come protagonista la “banda del Matese”.
La “banda del Matese” era formata da alcuni anarchici internazionalisti, capeggiati da Carlo Cafiero ed Errico Malatesta, che tentarono di aizzare le masse contadine contro lo Stato. Gli episodi in questione, che si svolsero nell’aprile del 1877, riguardano i comuni di San Lupo e quelli di Letino e Gallo, nel versante casertano del Matese.
La banda alloggiava alla Taverna Iacobelli di San Lupo, dove un giorno di primavera, nei boschi retrostanti, avvenne un evento che, nella realtà dei fatti, rimase impunito.
Il 4 aprile arrivò presso la sede degli anarchici a San Lupo un folto gruppo di “accoliti” che portarono con sé armi e munizioni per le insurrezioni sui monti matesini.
Il locale comando inviò verso sera una pattuglia di quattro carabinieri in perlustrazione, ma durante la notte i militi si trovarono accerchiati da un gruppo di anarchici che non esitarono ad imbracciare l’artiglieria e fare fuoco sui malcapitati. La sparatoria, particolarmente cruenta, vide il ferimento di due carabinieri, di cui uno morirà alcune settimane dopo. Ebbero inizio, a questo punto, le operazioni insurrezionali: gli anarchici si diressero verso Letino, dove occuparono il municipio e provvidero ad appiccare un grande falò in piazza con tutte le carte bollate del Comune. Le stesse scene si ripeterono poi a Gallo, il tutto in un clima di gran festa da parte delle popolazioni locali.
Solo qualche giorno più tardi, un reparto di bersaglieri riuscì a braccarli in una cascina vicino a Letino e a farli arrendere.
Qualche anno più tardi, la banda fu ritenuta dalla Corte d’Assise di Benevento, “non colpevole” dei misfatti, grazie alla “amnistia” di una lunga serie di reati politici, concessa dal nuovo re Umberto I.
L’associazione “Lerka Minerka” di S.Giorgio del Sannio, organizza periodicamente delle escursioni a piedi, in tre tappe, tra San Lupo, Letino e Gallo Matese appunto, lungo il cosiddetto “sentiero degli anarchici”.

Rosario Longo


PRESSO L'ISTITUTO COMPRENSIVO DI FOGLIANISE

Riparte “Scuole aperte”
con tante nuove proposte

E’ stato presentato, venerdì 25 settembre, presso l’istituto comprensivo di Foglianise, nelle sale della scuola media, il progetto per il nuovo anno di “Scuole Aperte”.
La manifestazione ha dato, innanzitutto, l’occasione per presentare il volume de “La memoria del canto popolare”, prodotto dal laboratorio di “Scuole Aperte” del 2008/2009. Libro che parla della storia e del canto popolare del territorio sannita.
Sempre sulle orme delle tradizioni, la serata ha rappresentato anche il momento ideale per la presentazione della musica d’autore, attraverso un concerto intitolato “Tra sacro e profano”.
A tal fine si è esibito il coro formatosi nell’ambito del laboratorio, sempre di “Scuole Aperte”, “Orientare alla Cittadinanza ed alla Società”, guidato dal maestro dell’arte e della musica, Carlo De Maria, ormai noto in tutta la Valle vitulanese.
Sia il volume che la musica d’autore, presentati lo scorso 25 settembre, sono il frutto di un intenso lavoro, attraverso cui si è voluto sfidare il tempo, ripresentando brani, indovinelli, modi di dire che vivevano, ormai, solo nella memoria delle persone più anziane o nel repertorio dei canti liturgici. Un lavoro, comunque, che trova la propria ragione nella ricchezza dei canti popolari della Valle Vitulanese che sono riusciti a sopravvivere negli anni, grazie ai gruppi folkloristici che continuano, sfidando il tempo, a riproporli alle nuove generazioni.
Gli obiettivi raggiunti dai laboratori sono stati lodati con entusiasmo dalla dirigente scolastica, dott.ssa Giovanna Pedicini che ha posto l’accento sulla nuova visione della scuola futura che è quella di porsi al servizio della collettività e di attuare un intenso lavoro di cultura che va oltre la comunità scolastica e oltre le ore scolastiche.
La serata di apertura del nuovo anno di “Scuole Aperte” ha riguardato non solo la presentazione di lavori passati, ma anche quella dei nuovi laboratori dell’anno 2009/2010 che saranno avviati sotto due direttrici di marcia.
La prima, denominata “Identità e Diversità–Scoprire nell’identità la ricchezza delle diversità”, riguarderà due moduli: “Cultura della Pace” ed “Allenamenti”.
Per essi saranno previsti i laboratori: “L’architettura della Pace”; “Parole crittografate e binomi fantastici”; “Teatro e intercultura–la scrittura creativa”; “Parole in danza”; “Esprimersi con il corpo”; “Spazio di ascolto”.
La seconda, denominata “Radici-I beni culturali ed ambientali come indicatori di cittadinanza”, sarà caratterizzata da quattro laboratori: “L’arte della paglia”; “Orto in condotta”; “Canti e balli del folklore locale”; Far musica insieme”.
La serata si è poi conclusa con una notizia che riempie d’orgoglio non solo l’Istituto scolastico, ma anche tutta la Valle Vitulanese: la dirigente scolastica ha annunciato che il gruppo teatrale, nato nell’ambito del laboratorio “Il teatro per educare”, guidato dal maestro Gerardo Caputo e composto da alunni misti dell’istituto comprensivo, quelli del liceo scientifico e quelli provenienti da altre realtà del territorio, parteciperanno alla finale del “Premio Gazzella”.
Si tratta di un premio importante per la drammaturgia giovanile e gli istituti partecipanti, in tutto centosessantadue, tra i quali, il gruppo di Foglianise si colloca, nella classifica, all’ottavo posto, avranno modo di contenderselo il prossimo 26 ottobre.

Teresa Nifo


SAN SALVATORE TELESINO

Musica e teatro “In Blue” e “In Red”

Parte a SanSalvatore Telesino uno spazio aperto al teatro ed alla musica attraverso un percorso di formazione culturale alternativo.
L’iniziativa che si è avvalsa del patrocinio morale di San Salvatore prevede per la musica due formule: In Blue/togheter per fare musica insieme e In Blue/advanced per chi cerca un corso individuale e di specializzazione.
Il percorso di formazione sarà costituito da corsi di batteria, basso, chitarra, pianoforte, voce, violino e sax, integrati da workshop, seminari ed happy hour culturali e saranno curati dal musicista jazz Luca Aquino e dal chitarrista Gianluca Bufis.
“In Red” è la formula adottata per l’iniziativa teatrale e riguarderà corsi che insegneranno un nuovo modo di recitare attraverso l’utilizzo simultaneo del corpo e della mente. Tutto ciò per favorire le relazioni interpersonali.
Il teatro diviene quindi metafora della nostra socialità ed il corpo mezzo di espressione poetica.
La sede dei corsi sarà quella del Circus, in via Roma. Le lezioni di musica inizieranno il 12 ottobre e si svolgeranno settimanalmente dalle 16 alle 20 (ottanta minuti per In Blue/togheter; sessanta minuti per In Blue/advanced).
Le lezioni teatrali corporei per unire benessere fisico alla coscienza di sé avranno, invece, inizio il 23 ottobre, con cadenza di quattro volte a settimana e saranno della durata di tre ore ciascuna.
Si prevede per entrambi i percorsi di formazione un’intensa partecipazione che sicuramente farà scoprire dei nuovi talenti artistici.

T.N.


CERRETO SANNITA

Musica nei borghi

A settembre “Musica nei borghi” ha fatto tappa a Cerreto Sannita con la performance del Grand Tango Ensamble, “la Ballata dell’Arte”, con musiche di Astor Piazzolla, nel suggestivo scenario di Piazza San Martino.
La manifestazione, alla sua prima edizione è stata organizzata dall’Ept di Benevento, in collaborazione con cinque comuni del Sannio: Colle Sannita, Pietrelcina, Cerreto Sannita, San Marco dei Cavoti e Sant’Agata de’Goti.
La kermesse è un misto di spettacolo, arte, cultura e tradizioni locali. La musica, infatti, fa solo da cornice a un’offerta turistica variegata che ha nelle visite guidate il suo fiore all’occhiello.
Si tratta, infatti, di un turismo sobrio che mira a riscoprire, secondo le intenzioni degli organizzatori, i nostri borghi, piccoli scrigni di arte, storia e cultura attraverso appunto la riscoperta dei centri storici.
Un valido punto di riferimento nella visita dei luoghi e dei posti più significativi dei borghi sanniti, sono state le guide turistiche dell’associazione “Samnium”, che hanno condotto i turisti per le vie e le piazze dei paesi aderenti all’iniziativa.

R.L.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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