CALCIO
Un
Benevento da serie superiore
Un Benevento
senza troppa grinta, o meglio come viene definita in gergo, senza agonismo
perde una buona occasione a Crotone uscendo sconfitto, per lennesima
volta, dal campo calabrese
Ma solo sette giorni dopo al S.Colomba incontrando la capolista Ternana
sfodera una prestazione allaltezza delle aspettative.
Benevento-Ternana dovrebbe essere una di quelle gare da incorniciare nellarchivio
storico della neo Lega Pro, non già per il punteggio, ma per quello
che le due squadre agonisticamente e tatticamente hanno saputo mettere
in mostra. Una gara sicuramente da serie superiore, con i tecnici a fare
le mosse giuste al momento opportuno. Solo Papagni ha dovuto soffrire
per limmediata uscita dal campo di Landaida (dopo un minuto dallinizio
della gara), ma poi con gli altri due cambi ha azzeccato le mosse giuste.
Una alternanza di capovolgimenti di fronte in velocità, spesso
con passaggi di prima, con centrocampisti ed esterni (meglio quelli giallorossi
senza dubbio) che solo per la possanza fisica delle difese non ha permesso
agli avanti troppa libertà. E dire che Gigi Castaldo ce laveva
messa tutta per bucare la rete umbra: ma il buon Pedotti (ex di turno)
gli faceva rimanere in gola lurlo con un salvataggio di testa sulla
linea di porta.
Poi il "gollazzo" degli umbri complicava non poco le cose alla
fine del primo tempo. Ma ci pensava il "gruppo" a rimettere
a posto tutto in uno splendido secondo tempo dove prima il gol di testa
di Bueno su punizione dellinstancabile Cejas e poi le numerose occasioni
da rete mancate, soprattutto dal bomber della giornata consacravano una
merita vittoria, che giungeva con un piccolo capolavoro. Sempre con la
premiata coppia Cejas-Bueno. Il centrocampista confezionava un vero e
proprio "kinder" per Bueno che al volo ed in rovesciata strabiliava
tutti nel momento in cui il pallone finiva oltre Ginestra (il portiere
ternano), tra il verde prato della rete.
Fin qui le mirabilie di una gara sicuramente la migliore del girone, certamente
da serie superiore, facendo immediatamente dimenticare il Benevento di
Crotone. Di gare come quella in terra calabra possono capitare anche ad
una squadra che punta in alto.
Quando il Benevento e Papagni avranno linfermeria sgombra potrebbe
essere altra musica: ora godiamoci la gara con la Terzana, e guardiamo
a domenica conto il Sorrento del prof. Simonelli che attende i suoi ex
alunni. Lì si giocherà sul sintetico ed i giallorossi non
dovrebbero avere problemi.
Pregi
ROSSO
FERRARI A cura di Giuseppe Russo
LA FERRARI
OFFRE LOPPORTUNITÀ DI POSSEDERE
E GUIDARE LE PIÙ VELOCI VETTURE DEL MONDO
Acquistare
una Formula 1
Il
sogno finalmente si realizza
ma per pochi eletti
È possibile
acquistare una monoposto F1 e divertirsi in pista? Certo. La Ferrari ha
dato la possibilità ad alcuni facoltosi clienti di farlo e, quindi,
di guidare le monoposto più ammirate di tutti i tempi. A tale scopo,
allinterno della divisione Corse Clienti, è stato creato
il reparto F1 Clienti. In pratica, le vetture che hanno terminato la loro
attività agonistica vengono allestite e conservate in un apposito
atelièr a Maranello e, quando il cliente vuole soddisfare la sua
sete di velocità, un vero e proprio team si occupa dellorganizzazione,
dalla pista allassistenza tecnica, in modo molto simile alla squadra
ufficiale.
Le monoposto in questione hanno partecipato ai campionati di formula 1
che vanno dagli anni settanta fino a due anni di differenza da quello
attuale, per preservare la segretezza tecnologica.
Vengono anche programmati dei "raduni" nelle piste più
famose della storia dellautomobilismo dove questi fortunati possono
permettersi di dare libero sfogo ai 700 CV e più delle loro"vetture",
accelerare da 0 a 100 km/h in quasi 2 secondi e raggiungere in un baleno
velocità ben superiori ai 300 km/h. Ma non crediate che il solo
requisito per tutto questo sia avere tanto denaro da spendere. Prima di
tutto ci vuole passione e rispetto per il mezzo e per il marchio e, non
meno importante, una certa preparazione fisica, mentale e tecnica. Già,
perché godersi al meglio tali meraviglie significa conoscerle a
fondo, imparare a controllarle (soprattutto le più datate in quanto
non hanno elettronica), avere nervi saldi e una buona resistenza fisica
alle sollecitazioni che questa tipologia di guida impone.
Una volta rispettate queste condizioni non resta che calarsi nellabitacolo,
allacciare le cinture, dare il segnale di avviamento e sentire il fortissimo
urlo del motore alle spalle, pronto a scatenarsi al comando dellacceleratore.
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