CALCIO

Solo pareggi
al Santa Colomba

Il Benevento incoccia ancora una volta nel tabù Santa Colomba. Pur continuando la serie positiva in trasferta alla squadra non riesce di vincere ancora tra le mura amiche. Magro il bottino al S.Colomba due pareggi ed una sconfitta.
Mentre i giallorossi dopo la prima vittoria di campionato a Sora hanno inanellato altri due pareggi, rimanendo comunque imbattuti lontani dal terreno amico.
Un ruolino di marcia che la dice lunga sulle caratteristiche dell’attuale Benevento, squadra più portata all’interdizione che alla costruzione del gioco, pur avendo due tra gli attaccanti più prolifici dello scorso campionato in avanti.
I guai per i giallorossi sono a centrocampo dove purtroppo gli attuali uomini del quadrilatero non riescono ad improntare un proprio gioco, non riescono ad effettuare nelle ripartenze azioni veloci e soprattutto di prima.
La Vis Pesaro, squadra non trascendentale e di categoria neanche eccelsa proprio nelle ripartenze riusciva con geometrie a memoria a mettere in difficoltà centrocampo e difesa giallorossa. E ciò ancora prima che le lancette dell’orologio avessero compiuto il giro dei sessanta secondi.
Ancora una volta abiurato il gioco sulle fasce, con Menolascina e Giugliano ancora troppo lenti, il primo nel dettare i tempi il secondo nella esecuzione; ancora troppo vicini ed ancora impossibilitati a dare sostegno ai due attaccanti, costretti, questi ultimi, ad un lavoro improbo, mai messi nelle condizioni di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e poi quando in quelle poche occasioni ghiotte si presenta l’opportunità di battere a rete finiscono con l’arrivare stanchi sul pallone e privi di quella lucidità, lontana anni luce dalla "jella" pure invocata a più riprese.
Un ruolino di marcia che relega già oggi i giallorossi ad una distanza doppia dalla prima in classifica. Sette i punti di Colletto e compagni 14 quella della Viterbese sempre più sorprendente capolista del girone.
Al Benevento, nonostante la larga rosa ed alcuni nomi importanti ed interessanti, manca lucidità a centrocampo, manca in pratica la solidarietà tra i reparti, l’aiuto reciproco che arriva solo dall’accorciare la squadra, dai movimenti sincroni di uomini e reparti. A Menolascina, tanto per citare un solo nome non si può chiedere di interdire magari davanti alla difesa e poi pretendere il suo sostegno agli attaccanti se la squadra rimane lunga, se si continuano con i lanci lunghi ed i traversoni dalla trequarti campo.
C’è da dire anche non tutti i giocatori hanno lo stesso passo e lo stesso fiato. Alcuni sembrano maratoneti scesi dall’altopiano somalo (leggi Thangai) altri invece uomini calati sul terreno di gioco dopo notti insonni.
Ed anche qui c’è da mettere a fuoco qualcosa oltre che nel ritrovare uomini giusti al posto giusto, con schemi adatti alle loro caratteristiche e non già costretti a recitare in ruoli non confacenti. Non dimentichiamoci che il calcio (sic!) è e rimane un gioco e nel gioco deve esserci anche piacere oltre che l’onore di incassare lo stipendio a fine mese.
Di Costanzo, contestatissimo fino al momento del gol di Di Nardo, poi dimenticato e poi rifischiato dopo il pari dei marchigiani ottenuto dalle scalette dello spogliatoio, a tempo, recupero compreso, abbondantemente scaduto, in questo frangente non ha azzeccato ancora una volta la mossa vincente, finendo proprio in chiusura di gara con l’ingarbugliare una situazione già delicata, in difesa e dando sfogo all’assalto alla baionetta degli uomini in casacca bianca.Amaro fu quel gol più amaro per i giallorossi che nel tabellino oltre il 94° si sono ritrovati con Cazzo..li ( è il cognome del marcatore pescarese).
Infine gli arbitri si sa commettono errori talvolta anche grossolani nei confronti delle squadre e del Benevento in particolare. Ma "partita finisce quando arbitro fischia" diceva Boscov ed al Benevento è mancato il guizzo per chiuderla prima, è mancata la lucidità per sopportare quel non eccezionale forcing marchigiano.
Ed ora a recriminare in attesa della vittoria della svolta. Taranto per un altro pari? Speriamo nella dea bendata in attesa del… S.Colomba.

Pregi
giuseppe.presta3@tin.it


DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

Rubrica a cura di Massimiliano Micco

Una sì, una no, l’altra pure

Ormai è prassi consolidata che il Benevento non riesce più ad iniziare un filotto di gare positive per aspirare a posizioni di classifica medio-alte, quelle cioè, tanto per intenderci, che servono per raggiungere i play off.
A parere del Presidente Spatola e degli addetti ai lavori, infatti, questo è l’obbiettivo da raggiungere quest’anno ad ogni costo.
Certamente di questo passo — e non vogliamo di certo tirare i piedi alla squadra- l’unico e sicuro obbiettivo raggiungibile è quello meno nobile dei play out.
Speriamo vivamente che non sia così.
Una cosa tuttavia è certa ed è che, se una squadra non vince in casa, non andrà lontano anche perché è impensabile che fuori casa possa fare sempre punti anche se al momento la squadra viaggia meglio fuori che dentro.
Abbiamo, negli articoli scorsi, cercato di non dare troppo addosso all’allenatore anche perché, onestamente, aveva avuto a disposizione da pochissimo tempo i giocatori che aveva maggiormente voluto (e ci riferiamo a Molino e a Menolascina), ma ormai questo è il passato.Ora conta il presente.
Il presente, tuttavia, ci mostra un quadro non proprio allettante se è vero come è vero che ormai l’allenatore Di Costanzo è entrato costantemente nel mirino dei tifosi. Tutti lo vorrebbero far fuori non ritenendolo all’altezza della situazione per non avere un pugno forte. Certamente non ha una mentalità vincente.
Ma, come dicevamo, ancora una piccola chance ce la possiamo dare e perciò al momento non contestiamolo, anzi gridiamo tutti FORZA BENEVENTO!

E-mail: sport@beneventogiornale.com

 

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