APICE

Finanziamenti col "pizzo"

La vicenda di Aldo dell’Elba, un imprenditore coraggioso che ha denunciato il sistema di corruzione legato all’erogazione dei contributi pubblici

Ad ascoltare la storia di Aldo e Lucia Dell’Elba, rispettivamente padre e figlia, imprenditori di Apice, una delle tante zone interne della Campania — cosiddette depresse — si capisce perché fare impresa onestamente al Sud, resta ancora un sogno difficilmente realizzabile e comunque subordinato alla famelica arroganza di persone —rappresentanti di enti ed istituzioni— inesorabilmente legate dall’atavico intreccio tra malavita organizzata, affari e politica. Se poi, a questo, si aggiunge il fatto che ad essere spente —come in questo caso— sono anche le aspirazioni dei giovani che cercano coraggiosamente di intraprendere una libera attività, allora la storia che segue diventa ancora più amara.
Tutto inizia con la richiesta, da parte di Lucia Dell’Elba, di un finanziamento per la costruzione di un capannone industriale ai sensi della legge 488/99. Su un preventivo di spesa totale di un miliardo e quattrocento milioni di vecchie lire, le viene accordato un contributo di novecento milioni. Di questi, i due terzi, vengono erogati in due rate ed utilizzati per la costruzione del capannone e per la realizzazione delle opere di contenimento murarie. Ma all’atto di accedere alla fase finale del progetto e quindi della restante quota di finanziamento —circa trecento milioni di lire— occorrenti per l’acquisto dei macchinari industriali, ecco sorgere i primi "strani" problemi, che finiscono con il moltiplicarsi fino ad inibire di fatto il completamento e la messa in opera dell’attività agognata dalla famiglia Dell’Elba.
"Il primo sentore che stessero per sorgere anomale richieste —ci dice Aldo Dell’Elba— lo avemmo allorché l’istituto creditizio preposto all’anticipazione della somma, la Banca di Roma, attraverso un suo funzionario, da me denunciato, pretese una sorta di contributo straordinario —naturalmente da me rifiutato- che non ho difficoltà a chiamare senza mezzi termini, tangente."
Dal racconto e dalla copia degli atti depositati alla Procura della Repubblica, si capisce subito come Aldo Dell’Elba sia tutt’altro che una persona remissiva ed incline al facile compromesso. La conferma di ciò ci viene dalle sue successive affermazioni: "che la mia storia sia la prova dell’esistenza di un patto scellerato di cui fanno parte anche le istituzioni, lo riprovano anche le inaudite richieste fatteci dal Sindaco di Apice, Luigi Bocchino, all’atto di perfezionare il contratto di acquisto, tra noi e il Comune, del terreno su cui doveva poi sorgere il capannone. Il costo relativo era improvvisamente lievitato di tre volte rispetto a quanto pattuito".
La narrazione di questa vicenda prosegue poi con la denuncia dello strano atteggiamento della SA.RI., l’azienda incaricata all’incasso dei crediti in provincia di Benevento. "Cominciarono —racconta Dell’Elba— con il far saltare fuori cartelle esattoriali vecchie di anni, rendendo di fatto difficile dimostrare il contrario, senza contare poi che la notifica di tali atti è affidata a personaggi equivoci che sicuramente non hanno nessuna qualifica professionale per svolgere questi delicatissimi compiti". A Dell’Elba era capitato solo di ricevere con eccessivo ritardo i rimborsi IVA con la falsa giustificazione che il Ministero non aveva provveduto a versare il dovuto. Menzogne che, lo stesso Dell’Elba, ha facilmente smascherato lasciandosi rilasciare dai funzionari preposti, le quietanze relative con date e somme erogate. E’ inutile dire che queste somme date in ritardo all’utenza, rappresentano nelle mani di questi "signori", un business miliardario che frutta interessi da capogiro.
È superfluo soffermarsi sulla incredibile elencazione di persone e personaggi denunciati da questo coraggioso imprenditore, ritenendo doveroso lasciare alla Magistratura tale compito, ma l’interrogativo su quanti altri imprenditori, sicuramente meno propensi alla denuncia, abbiano subito e subiscano, questa vergognosa e ripugnante trafila della richiesta di denaro per ottenere ciò che gli spetterebbe di diritto, non può non essere fatto. Il risultato è nei fatti: Lucia Dell’Elba a 26 anni ha visto svanire le sue speranze di creare una attività nella terra natia a lei cara che avrebbe, tra l’altro, dato lavoro a tanta altra gente oltre che creare altri indotti produttivi a beneficio dell’intera zona e, come la maggior parte dei giovani meridionali, è stata costretta ad emigrare al Nord per trovare lavoro, in attesa che forse un giorno, riceva una amara e comunque tardiva soddisfazione dalla Giustizia …quella Divina, s’intende.

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PONTE

Lettera aperta al Sindaco Meola

Il nostro lettore pontese Nicola Corbo chi ha fatto pervenire una lunga "lettera aperta", indirizzata al sindaco Mario Meola, nella quale esprime, con toni garbati, una dura critica nei confronti dell’operato del primo cittadino, da lui accusato di non essere riuscito a mantenere fede agli impegni programmatici assunti davanti all’elettorato.
Pubblichiamo volentieri integralmente il testo inviatoci da Corbo, sperando che il suo intervento possa dare la stura ad un più ampio dibattito sul futuro amministrativo di Ponte e garantendo, altresì, al Sindaco Meola un medesimo spazio per poter esercitare il suo sacrosanto diritto di replica.
Sindaco, l’altro giorno nel riordinare i cassetti mi è venuto tra le mani il tuo programma elettorale, incuriosito ho voluto rileggerlo per constatare se ne ricordavo bene i contenuti e nel contempo verificare quali opere o progetti esposti siano stati realizzati o in fase di realizzazione. Già dalle prime pagine mi accorgo (anche se dai l’impressione di progettualità e dinamicità elevata) che di quel progetto è stato realizzato ben poco, di visibile allo stato attuale, c’è solo il tetto sulla cappella della Madonna di Pompei (Madonnella), lasciando la rimanente struttura in completo abbandono, esposta agli eventi atmosferici che ne accelerano il già avanzato stato di degrado.

Era previsto il ripristino della festa in suo onore, insieme a quella di S.Dionigi sia per riprendere la vecchia tradizione (patrimonio di storia), sia per rivitalizzare le frazioni e creare centri di aggregazione, come esposto nel tuo programma, di questo niente si è fatto.
Proseguendo la lettura parli di zona industriale che va regolarizzata facendola crescere in base alle esigenze della comunità, compatibilmente con le esigenze agricole della zona. Non so esattamente che occupazione danno questi insediamenti, dalla quantità e dalla grandezza di alcuni devo presumere che occupino perlomeno un migliaio di maestranze.
Non mi risulta che ci sia una grossa occupazione di nostri compaesani, perlomeno non è richiesto personale specializzato e qualificato (ingegneri, geometri, ragionieri, periti meccanici o elettrici ecc.ecc) di cui la nostra comunità abbonda, i quali sono costretti a rimanere inoperosi per molto tempo in attesa di un impiego, a meno ché non decidano di trasferirsi al nord. Né si è provveduto alla salvaguardia dei terreni (della zona) ad uso agricolo fonte preziosa di sostentamento locale. Altro punto, l’agricoltura, dici che ti saresti adoperato per incentivarla e qualificarla promuovendo iniziative atte alla valorizzazione dei suoi prodotti, specialmente del vino e l’olio d’oliva.
Scusami, forse non me ne sono accorto, ma non ho ancora visto un tuo intervento oppure una manifestazione atta a promuovere e quindi valorizzare i suddetti prodotti.
A seguire parli di viabilità, strade e marciapiedi tutti da rifare; specialmente, dici di voler realizzare al più presto un marciapiedi che colleghi la stazione al cimitero dando così sicurezza ai pedoni che vi transitano. Anche qua devo constatare, mio malgrado, che non è stata apposta neanche una pietra per dare esecuzione a tale progetto. Devo constatare, invece, che tutte le strade del paese versano in uno stato di completo abbandono sconnesse e piene di buche, buone per percorsi di gimcana; mai si è provveduto al loro rifacimento. Il cavalcavia sulla ferrovia, da sempre troppo stretto per la circolazione, causa di frequenti incidenti sia ai veicoli che ai pedoni, era in programma il suo allargamento con capaci e sicuri marciapiedi, come da te stesso più volte esternato; devo constatare amaramente che a tutt’oggi neanche questo è stato fatto, né si ha sentore che ciò si faccia in un futuro prossimo.
Dalla via Ripagallo diventa sempre più difficoltoso transitare specialmente in alcune ore, per effetto del restringimento della sede stradale (dovuto alla creazione, anni fa, della corsia parcheggio); frequenti sono gli incidenti, con pericolo anche per i pedoni. Alto è il rischio poi per chi si immette nell’arteria proveniente dalla traversa che collega le palazzine (di fronte alla pasticceria Zampelli) per effetto delle macchine parcheggiate in loco, che ne ostruiscono completamente la visibilità.
Sarebbe opportuno a mio parere creare un’area parcheggio nella zona, in modo da restituire la corsia adesso adibita a tale scopo, alla completa circolazione. Su questo punto c’è da segnalare ancora la non avvenuta regolamentazione delle acque, tanto che in caso di pioggia le nostre strade sono invase da detriti (con grave pericolo per la circolazione) ed acqua da sembrare dei veri torrenti; questo problema poteva essere ovviato con la sistemazione dei valloni (che tra l’altro costituiscono un grave pericolo in caso di pioggia non solo per le strade) attingendo ai fondi previsti per la sistemazione idrogeologica.
Turismo: parli di valorizzare il centro storico ed altre aree da strappare al degrado. Anche qua non si vede l’ombra di un intervento o un’inizio d’opera che possa far ben sperare. Eppure zone storiche ce ne sono e anche belle, basterebbero pochi interventi fatti bene per valorizzarle, insieme a qualche manifestazione adatta (vedi presepe vivente al centro storico e concerti di musica classica all’abbazia di S.Anastasia); ciò creerebbe interessi in zona (ma anche fuori zona) con ripercussioni utili per tutta la comunità.
In quest’ottica si inserisce anche la manifestazione del CARNEVALE PONTESE, da parecchi anni ormai nostro vanto, sia per i carri presentati dai vari gruppi i quali avevano raggiunto buoni livelli artistici, sia per il richiamo che esso riscuoteva dando alla nostra comunità ritorni lusinghieri di immagine e dinamicità, oltre che economici (vedi commercianti). Si dava la possibilità ai nostri giovani (e meno giovani), di dedicarsi e misurarsi con arti e mestieri a loro sconosciuti, avendo soddisfazioni immediate, imparando a destreggiarsi con arnesi e materiali a loro nuovi. Socia1izzando tra di loro, facendo gruppo, per cercare di superare nel sano agonismo sportivo i gruppi avversari. Si tenevano altresì occupati, in attività formative e divertenti al sicuro dalle tentazioni distorsive o dispersive oggi esistenti (vedi droga, alcolismo delinquenza varia ecc.). Stranamente quest’anno, per la prima volta da quando esiste, con grande sorpresa mia e di tutti, questa manifestazione non ha avuto luogo. A questo punto come diceva Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: come mai Sindaco ciò non si è fatto? Voglio sperare che ciò sia dovuto a alti impegni e interessi superiori per il bene di tutta la collettività, che abbiano avuto la priorità assoluta su tale manifestazione.
Verde pubblico. In tutta l’area urbana non esiste un luogo destinato a verde (tranne qualche albero lungo le strade). Sarebbe una buona cosa se anche nel nostro paese si provvedesse a creare un’area da destinare a verde pubblico, attrezzata con giochi adatti ai bambini, in modo da fargli trascorrere qualche ora in un ambiente salubre in sicurezza, facendo i giochi adatti alla loro età, crescendo insieme, legandosi in amicizie. Dando modo anche ai genitori di discorrere tra di loro e socializzare in pieno relax. Si migliorerebbe altresì anche l’aspetto estetico urbano.
Si potrebbe creare un parco fluviale (visto che abbiamo la fortuna di avere due fiumi), rinsaldando le rive impiantando alberi, creando delle piste percorribili a piedi o in bicicletta, con l’apposizione di panchine per permettere un po’ di relax in ambiente fresco e naturale.
Sanità. Nel tuo programma asserisci che una delle priorità da risolvere in questo settore era quella del distacco immediato di Ponte dal distretto di Cautano con l’inserimento del nostro Comune in quello di Benevento. A suo tempo ci fu una mobilitazione generale della cittadinanza con raccolta di firme superiori al migliaio; le difficoltà di tale scellerata aggregazione si riscontrano ogni giorno da tutti i cittadini che hanno bisogno di tale servizio: è superfluo qui elencarle perché sono a conoscenza di tutti e specialmente tua, data la professione che eserciti. Amaramente devo constatare che anche su questo importante argomento NIENTE È STATO FATTO.
Edifici pubblici. Mi è difficile capire perché diversi edifici pubblici a suo tempo costruiti per altre ragioni, vedi casa Padre Pio (ricovero per anziani), mercato coperto, palestra scuola elementare ecc., sono da molto tempo inutilizzati e abbandonati senza manutenzione in stato di avanzato degrado.
Sarebbe utile destinarli a una qualsiasi funzione (anche dandoli in affitto)per salvarli dal decadimento totale. Uno di questi edifici (mercato coperto) si potrebbe utilizzare (con le opportune modifiche) per sala convegni o altre manifestazioni, visto la sempre più frequente necessità di organizzare tali eventi e che nel nostro paese (forse l’unico) non esiste una sala per soddisfare tali scopi.
Così facendo si soddisferebbero le esigenze della collettività, si salverebbero degli immobili (costruiti con il denaro pubblico) dal degrado, con ritorni economici ‘per le casse del comune (eventuali affitti e mancata costruzione di nuovi edifici da destinare allo scopo descritto). Si renderebbe un buon servizio alla collettività sotto ogni profilo.
Si era detto ancora nel tuo programma che l’area dismessa della ex distilleria Tesauro doveva essere riadattata. Non vedo niente di nuovo neanche in questo caso. L’area permetterebbe diverse destinazioni, voglio augurarmi che in un futuro non molto lontano si intervenga in modo che si crei qualcosa di utile e funzionale per tutta la collettività, senza deturpare il paesaggio, destinando anche qua rilevante spazio al verde pubblico.
Giovani. Accenni di voler fare dei corsi di formazione per i giovani al loro inserimento nell’ambito del lavoro, alla valorizzazione degli impianti sportivi esistenti per attrarre i giovani verso la pratica motoria. Se è stata fatta qualche cosa in tal senso non è di mia conoscenza.
Acqua e rifiuti. Parli di migliorare il servizio e di far pagare meno tasse, affermando: PAGARE MENO PAGARE TUTTI. Anche questo non mi risulta perché il servizio acquedotto è ancora carente in alcune zone e il servizio rifiuti solidi urbani è deficitario (vedi raccolta rifiuti che non viene effettuata giornalmente, costringendo la popolazione a convivere con l’immondizia). Per quando riguarda le tasse non mi risulta che ci sia stato un ribasso ma al contrario c’è stato qualche minimo aumento.
Conclusioni: Mi risulta difficile capire a questo punto perché a tutt’oggi non è stato attuato quasi niente del programma in questione.
Ti chiedo e mi chiedo: QUALE SVILUPPO può avere Ponte in futuro rimanendo in questo stato di inerzia totale? Quali possibilità di progresso si potranno avere? Quali incentivi si offrono ai giovani sia di lavoro che di aggregazione sociale? Quale possibilità di valorizzazione per i nostri prodotti agricoli? Quale possibilità di valorizzazione turistica? Quando si avrà una sistemazione urbanistica decente e un verde pubblico attrezzato come ogni paese civile ha diritto? Quando si potranno avere dei servizi sociali adeguati?
Io penso che tre anni sono più che sufficienti per attuare se non tutto almeno parte del tuo programma, e allora mi chiedo: QUO USQUE TANDEM ABUTERE, MARIO, PATIENTIA NOSTRA?
Con delusione

Nicola Corbo


TORRECUSO

Negli strumenti comunitari le opportunità di rilancio

Dalla sempre più accentuata difficoltà dell’economia nazionale nel sostenere progetti di sviluppo a sostegno delle imprese vitivinicole, si avverte la necessità di individuare negli strumenti comunitari le uniche opportunità per poter rispondere alla sfida del cambiamento sia sul piano tecnologico e strutturale, sia sul piano della domanda attraverso i mutati gusti dei consumatori.
Per dialogare con la comunità europea ed il Ministero delle politiche agricole occorre trovare strumenti di rappresentanza adeguati. Occorre verificare esigenze comuni e rappresentative di tutto il settore vinicolo produttori, trasformatori e distributori e concentrare negli organi competenti la ricerca e l’individuazione delle più opportune strategie nei confronti di enti ed istituzioni per lo specifico settore produttivo.
Questi organi (Camera di Commercio, Consorzi di tutela, Regioni, Enti locali) avranno il compito di selezionare le normative comunitarie, presentare i relativi progetti, stimolare il ministero competente affinché compia atti di specifica competenza, sollecitare le strutture di carattere tecnico, ed infine controllare e tutelare l’efficacia e la legittimità delle esecuzioni degli interventi sulle singole aziende. In verità già tanto è stato fatto, la Regione Campania ha proposto alle categorie interessate tutte le normative e le agevolazioni che abbiano per oggetto la valorizzazione e la tutela dei vini DOC. Ma tanto resta ancora da fare.
La questione si presenta grave proprio a Torrecuso, patria dell’aglianico, dove la maggior parte delle aziende vitivinicole ancora oggi presentano evidenti carenze sia sotto il profilo strutturale e tecnologico che sotto quello della gestione.
Molte aziende, quasi sempre a carattere familiare, hanno una reale necessità di svilupparsi sia sotto il profilo della tecnologia, sia di adeguamento alle norma igieniche e sanitarie ed al miglioramento dell’organizzazione commerciale.
La Camera di Commercio avrà il compito di affiancare i produttori per la soluzione delle diverse problematiche che vanno dalla raccolta delle uve fino alla vendita del vino.
Gli organismi di tutela insieme alle associazioni di categoria avranno il compito di attivare una ricerca di fonti finanziarie mirata alla consulenza e assistenza per gli investimenti produttivi.
Per le cantine di trasformazione già sono disponibili consulenti specifici per la trasformazione del personale, gestione della cantina e principalmente sulla distribuzione del vino su una rete commerciale adeguata per sostenere con efficienza le opportunità derivanti dal riconoscimento DOC e DOCG.
Sono stati già presentati alla Regione Campania richieste di interventi riservati al settore vinicolo per il miglioramento delle strutture e per la consulenza gestionale, usufruendo di finanziamenti già esistenti e mai utilizzati. In questa ottica i produttori potranno rappresentare le esigenze del settore che consentiranno la realizzazione di un ambizioso progetto per l’intero comparto.
In questo sforzo organizzativo la disponibilità degli imprenditori agricoli è indispensabile atteso che, ogni ritardo nella presentazione delle domande di aiuto, oltre a vanificare il lavoro di quanti si sono adoperati per tali fini, provoca intralci nel complesso iter disegnato dalla CEE.
Mai come in questo caso la compattezza dovrà essere indispensabile, tutti dovranno partecipare al riordino del settore vinicolo. Senza dimenticare che dal 2006 non saranno elargiti più contributi, pertanto l’accesso ai canali di finanziamento rappresentano in questo momento le uniche opportunità per questo settore tempestato da troppo tempo da vincoli e condizionamenti.

Carmine Pannella


CERRETO SANNITA

Passeggiata nella storia

Cerreto Sannita, il paese delle ceramiche situato sulle colline Beneventane, arricchisce la sua offerta turistica.
Da domenica scorsa, infatti, oltre alla visita al Museo della Ceramica Antica, al Museo della Ceramica Contemporanea ed al Museo dell’Arte Sacra, è possibile effettuare anche una "Passeggiata nella Storia".
L’originale iniziativa, promossa dalla locale Pro Loco con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, consiste in una sorta di guida "passo-passo" attraverso le principali bellezze di Cerreto, con l’indicazione delle attività collegate al turismo: alberghi, ristoranti, botteghe artigiane ed aziende agricole.
La "Passeggiata nella Storia" si propone, quindi, di guidare il turista attraverso un percorso che, partendo dalla Chiesa di Maria SS di Costantinopoli, si conclude, dopo 33 tappe che toccano chiese, monumenti, edicole ceramiche e bellezze naturalistiche, alla Grotta dei Briganti, un enorme sistema di grotte, in parte inesplorato, ricche di stalattiti e stalagmiti. La semplicità delle indicazioni, realizzate in ceramica su leggii in ferro, costituisce uno stimolo per scoprire volti nuovi e sconosciuti di Cerreto. Oltre ai leggii, la Pro Loco presieduta da Lorenzo Morone ha realizzato anche tre cartelloni stradali e tre pannelli luminosi, che indicano le caratteristiche storico-architettoniche del paese.
Percorrendo questa sorta di museo all’aperto si scopriranno, tra l’altro, alcune interessanti curiosità: le analogie, ad esempio, tra Cerreto e Sabbioneta, la città fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna, cavaliere del Toson D’Oro, come lo era Marzio Carafa, fondatore di Cerreto; le analogie tra Cerreto e Grammichele, la città fondata, cinque anni dopo Cerreto, da un altro Carafa: il Principe Carlo Maria. Si scoprirà, inoltre, perché Cerreto è detta "Piccola Torino": dopo gli interventi dell’arch. A. Vitozzi del 1600 il centro storico di Torino, con via Nuova, ora via Roma, tagliata da tre piazze, è effettivamente l’anticipazione di Cerreto.
La "Passeggiata nella Storia" rappresenta un sistema unico in Italia per accompagnare il visitatore attraverso i luoghi di maggiore interesse turistico e già si pensa di esportare l’idea: l’assessore al Turismo del Comune di Sciacca, Salvatore Mandracchia, ha infatti chiesto una copia del progetto per usare lo stesso sistema per la propria Città, famosa per il mare, le terme ed il Carnevale.

E-mail: redazione@beneventogiornale.com

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