CALCIO
Occorre recuperare lo spogliatoio
Il Benevento, purtroppo per Acori non è il Rimini. Da queste parti il mare lo si vede sulle cartoline, così come purtroppo i tifosi guardano sconsolati la classifica.
Questa prima parte del campionato giallorosso non è certamente esaltante. Dopo il mancato agguanto della B, ci si attendeva un Benevento che facesse tremare il mondo: invece è il Benevento che trema davanti al resto del mondo. Cala l’agonismo, cala il tecnicismo dei singoli, cala (ma c’è mai stata?) la tecnica di Acori.
C’è da sottolineare anche che la squadra non è al top della condizione fisica e quella vista contro il Pro Patria nel primo tempo camminava, neanche passeggiava speditamente. Alla fine solo l’innesto di Ciarcià e Carcione ha finito con il velocizzare la manovra, per il resto: buio pesto.
E poi ad Arezzo la paura della sconfitta è stato il massimo, tant’è che i toscani alla fine hanno creduto in una insperata vittoria. E’ pur vero che hanno dimostrato un qualcosa in più rispetto alle altre prestazioni, ma non hanno saputo sfruttare al meglio le occasioni capitate tra i piedi e alla fine, sbagliando, hanno creduto almeno nel pareggio: dandosi in pasto ad un avversario cinico il cui allenatore ha alla fine intuito la mossa vincente.
Acori è ancora alle prese con l’assemblamento di un parco giocatori, definito dai più, il top del Girone, ma che poi in campo non si ritrova in modo assoluto,se non occasionale.
Non mi va di prendere i singoli atleti e giudicarli, ma sicuramente quelli “voluti” (con il Vittorio Alfieri) fortissimamente e quelli che si sono fatti pregare stanno deludendo non poco. Se poi a tutto questo si aggiunge un’area non troppo(?) serena nello spogliatoio (dove sembrano esserci troppi galli a cantare in quell’ambito, ma non in campo) si evince che il problema è fuori dal rettangolo di gioco, dove le sortite del Presidente Vigorito, sempre più amareggiato, sembrano acqua fresca, o meglio ancora parole al vento.
Occorre recuperare lo spogliatoio, occorre recuperare un tecnico (il suo palmares è di quelli tosti e non va buttato a mare), occorre individuare un gruppo che si adatti alle scelte tattiche e che tecnicamente sappia interpretarle.
In pratica occorre tutto quello che si sarebbe dovuto fare in ritiro e non è stato fatto, forse anche per colpa di un calciomercato protrattosi oltre ogni ragionevole considerazione, mettendo non poco in crisi giocatori, allenatori e società.
Domenica al S.Colomba scende il Varese, altra squadra nuova per i colori giallorossi e per quello Stadio. Una incongnita, ma una squadra che corre, con i punti in classifica, doppi di quelli del Benevento… e per dirla alla Peppino… ho detto tutto.
Pregi
ROSSO FERRARI
a cura di Giuseppe Russo
ESTATE FINITA: MARE SEMPRE MOSSO
Correre in Formula 1
Tornati dalle vacanze estive i protagonisti del “circus” della F1 hanno finalmente ripreso il loro lavoro: correre. Infatti la Ferrari corre ai ripari da inizio stagione, la FIA ed Ecclestone rincorrono i team che vogliono abbandonare o entrare in F1 e si rincorrono le solite voci che, talvolta, generano scandali o terremoti i quali finiscono in ricorsi ai tribunali.
Felipe Massa: una sfortuna incredibile che va a coronare l’infelice annata della Scuderia Ferrari. Considerata l’ipotesi Schumacher ma naufragata causa collo dolorante ecco il ritorno di Badoer in F1, storico collaudatore del Cavallino, dopo 10 anni di assenza dalle gare. Più che un premio al pur meritevole terzo pilota è stata una scelta obbligata. Infatti il tester era l’unico in grado di sostituire immediatamente il pilota brasiliano. Tuttavia, essendo fuori allenamento anche a causa della drastica riduzione dei test concessi ai team, fallisce miseramente la sua missione. Allora…sorpresa! Fisichella finalmente approda a Maranello. Dopo il grande Alboreto, negli anni ’80, di nuovo un italiano alla guida di una monoposto del Cavallino. Solo brevi test al simulatore, poche indicazioni e l’esperto pilota italiano esordisce a Monza: ottavo posto, non male. Vedremo. Riscossa Raikkonen: se tanto ci da tanto è la prova che tra Massa e l’ultimo campione della Ferrari non ci sia mai stata molta affinità. Ora guida come se avesse tolto la massa…in eccesso. Inoltre arriva Santander, banca spagnola e nuovo sponsor di Ferrari, e si dice (o si spera) che dietro tutto questo ci sia l’arrivo di Alonso l’anno venturo.
BMW si ritirerà a fine stagione e vende la svizzera Sauber ad un fondo d’investimento elvetico. La Toyota ha pensato seriamente al ritiro ma ha poi smentito. Dei tre nuovi teams (CamposGP, ManorGP e USF1) che dovrebbero debuttare nel 2010 non si sa ancora nulla di certo, tranne per l’iscrizione al campionato. Ci avranno ripensato? Non saranno pronti? Esistono? Mistero.
Renault nella bufera. Piquet Jr ha rivelato al mondo che il suo direttore sportivo, Briatore, gli ha chiesto di sbandare di proposito e far uscire la safety car per favorire la vittoria di Alonso al GP di Singapore 2008. In cambio il pilota avrebbe ottenuto favori per il rinnovo del contratto. Possibile? Si. Le condizioni c’erano tutte: Renault bisognosa di risultati e Piquet di contratto. Perché solo ora? Probabilmente perché Piquet è stato licenziato da Briatore in favore di Grosjean e la FIA dello sconfitto Mosley vorrebbe la testa di Briatore, essendo tra i primi esponenti della FOTA. Così l’abile manager italiano ha presentanto le sue dimissioni insieme a capo degli ingegneri Symonds. Si aspetta quindi l’esito dell’ennesimo GP del Tribunale.
Intanto Brawn continua a fare punti a man bassa. Emblematica la doppietta di Monza. Un vero genio. Tra i pochi che corre ancora in pista.
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