CALCIO
Cè
ancora molto da lavorare
Pazienza!
Sì, bisogna avere pazienza, cercare di "amalgamare" gli
uomini, i reparti e la squadra.
Il Benevento nelle ultime due gare, Marcianise e Vibonese non ha certamente
espresso un bel gioco.
Soprattutto in casa contro i calabresi Imbriani e compagni hanno denotato
più di qualche carenza.
Il pari ottenuto sette giorni prima a Marcianise per un derby ed uno scontro
al vertice aveva fatto sperare in un miglioramento complessivo.
Invece poi contro una Vibonese non trascendentale, con grosse carenze
offensive, ma ben messa in campo comunque, gli uomini di Pileggi hanno
saputo esprimere un gioco accettabile.
Troppo distanti i reparti, poche le percussioni sulle fasce, nullo il
lavoro dei centrocampisti spesso saltati da lunghissimi lanci dalle retrovie
che trovavano puntualmente un Taua non al meglio e sicuramente con qualche
lacuna nello stoppare il pallone.
Il giocatore comunque si dava da fare in lungo ed in largo, creando qualche
confusione, e soprattutto colpevole di non aver saputo chiudere lunica
vera occasionissima capitatagli tra i piedi a portiere avversario messo
fuori gioco ed a pochi passi dalla linea di porta.
Certamente la squadra rimane imbattuta, sicuramente il tasso tecnico complessivo
è di ottimo livello, ma attualmente manca qualcosa per poter decollare
in questo campionato.
Per Pileggi cè ancora molto da lavorare per trovare quella
sincronia nei singoli reparti, e tra gli stessi. Sembra mancare comunque
il così detto "dettatore dei tempi", un centrocampista
che sia in grado di far ripartire la squadra, di mettersi al centro del
gioco, di andare a rimorchio degli attaccanti.
Una considerazione finale va fatta comunque. Ha ragione il presidente
Vigorito quando sottolinea che non cè nessun imputato, non
cè nessun capro espiatorio. La squadra ha solo necessità
di lavorare.
Ed allora è meglio perdere qualche punto ora, meglio tenersi coperti
per poter lavorare magari in silenzio. E bene comunque che la squadra
continui a racimolare punti preziosi che la tengono comunque nei pressi
della vetta, perché è ormai più che collaudata la
considerazione che non serve andare in fuga ora, ma essere concentrati
sul rush finale.
Ed allora credo ben venga anche qualche "ingeneroso" fischio
dagli spalti, serve da lezione così come un brutto voto rimediato
a scuola. Cè tempo per rimediare, è troppo presto
per condannare.
In chiusura ed a proposito di voti: anacronistiche le pagelle stilate
dai colleghi giornalisti. I voti per i partecipanti alla gara contro la
Vibonese hanno in massima parte rasentato e superato, in alcuni casi,
la sufficienza. E pur vero che giornali e pagelle vengono lette
anche altrove, ma quei voti finiscono con essere deleteri e non far il
"bene" nè del giocatore né della squadra.
Pregi
DENTRO
E FUORI IL S.COLOMBA
A cura di Tonino
Micco
Benevento
e vai
Linizio
del campionato è stato per il Benevento un buon viatico per il
futuro.
La squadra pian piano, sotto il lavoro esperto del tecnico Pileggi, sotto
la direttiva entusiastica dei fratelli Vigorito, ma soprattutto sotto
la incessante ed attiva mobilitazione dei tifosi, sembra avere tutte le
componenti per far bene.
Il cammino, fino ad ora è stato quello di una grande squadra, di
quella, tanto per intenderci, destinata a recitare un ruolo di primo piano
per raggiungere la tanto sospirata meta della C1.
E vero la piazza di Benevento, per la sua calda tifoseria, per la
solidità economica della Società, per la serietà
di intenti, per la capacità del tecnico, che vuole emergere a tutti
i costi, ma anche per la valentia tecnica dei giocatori, merita ben altri
palcoscenici.
Non è possibile andare ancora a giocare sui campi tipo Marcianise,
Vibo, e campetti del genere, senza con questo voler offendere nessuno.
Speriamo che le cose vanno come dovrebbero andare e speriamo soprattutto
che non vi sia un outsider imprevisto che, come sappiamo, può sempre
venir fuori.
Il Benevento deve giocare con piglio e risolutezza pensando che ogni incontro
è come se fosse lultimo spareggio dei play off.
Comunque riteniamo sia il caso di rivolgere un appello proprio ai tifosi:
Evitiamo di gettare oggetti sul tappeto di gioco, evitiamo contestazioni
violente inutili, rispettiamo le forze dellordine, che fanno il
proprio dovere, ma soprattutto non cadiamo nelle provocazioni delle tifoserie
opposte che non avendo nulla da perdere, cercheranno di metterci il classico
bastone tra le ruote.
In definitiva se la squadra (e per essa la Società tutta) sta crescendo,
dobbiamo crescere anche noi tifosi per far sentire sempre e comunque un
solo grido: FORZA BENEVENTO.
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