TORRECUSO

Futuro dell’Aglianico:
si pensa alla "Docg"

Qualche giorno fa, presso la sala convegni di palazzo Caracciolo - Cito, in occasione della trentesima edizione di `Vinestate´, si è tenuto il convegno sul tema `Torrecuso stazione enogastronomica´. Tra gli intervenuti che il dibattito ha fatto registrare vanno menzionati quelli del presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone, del direttore generale dell´Associazione nazionale delle `Città del vino´ Paolo Benvenuto, del dirigente scolastico dell´istituto alberghiero `Le Streghe´ di Benevento Antonio Pietrantonio, del ristoratore Rosario Iaccarino, del responsabile del piano filiera Roberto Formato e del direttore generale dell´Ersac Raffaele Beato.
L´argomento centrale, come detto, è stato proprio la futura realizzazione della stazione enogastronomica torrecusana che rientra nel Progetto Integrato Territoriale (Pit) regionale `Filiera enogastronomica´. Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Torrecuso, Francesco De Nigris, il quale oltre a dare il benvenuto a tutti i partecipanti e ai relatori ha voluto sottolineare che "dagli anni `70 si organizza a Torrecuso la sagra del vino, poi chiamata `Vinestate´, centrando sempre degli obiettivi prestigiosi. Infatti -ha concluso De Nigris- nel 1987 il `re´ dei prodotti agricoli di Torrecuso ha avuto il suo marchio Doc. Ora l´impegno è quello di lavorare per ottenere anche il marchio Docg, per il quale il nostro vino possiede tutti i presupposti".
Dopo il saluto del sindaco è stata la volta dell´assessore delegato del Comune di Torrecuso, Filomena Petraccaro, che dopo i consueti saluti e ringraziamenti ha rimarcato l´importanza di `Vinestate´. "Una manifestazione che ha contribuito molto -ha sottolineato- alla crescita economica del paese. Voglio fare un plauso -ha continuato- all´amministrazione comunale passata che con tanto impegno ha portato ad alti livelli questa kermesse e spero -ha concluso- che questa amministrazione faccia lo stesso".
Dopo i saluti dei `padroni di casa´ la parola è andata a Raffaele Beato: "Sto notando -ha detto- che questa manifestazione cresce di anno in anno e mira a costituire un ulteriore momento di sviluppo. Un pieno consenso va al presidente della Provincia beneventan che ha lavorato per il "risvegli" della provincia, proiettandola tra i primi posti nel campo dell´agricoltura, grazie all´innovazione ed ai tanti fondi stanziati. Torrecuso -ha continuato- ha tutte le caratteristiche per diventare un luogo di turismo. C´è solo bisogno di esperienze giuste, così come si è registrato in altre zone". "Con molto piacere sono venuto a Torrecuso stamane -ha esclamato invece il ristoratore Rosario Iaccarino- perché amo molto la civiltà contadina. In questo momento -ha detto Iaccarino- un gruppo di persone sta lavorando per lo sviluppo delle zone interne della Campania e in questo gruppo ci sono anche io. Purtroppo l´impegno è tanto per raggiungere questo obiettivo, occorrono tanti sacrifici. Siamo diventati famosi in tutto il mondo -ha continuato- per la buona qualità dei nostri prodotti agricoli. Nel Bel Paese, poi, la regione che si contraddistingue per l´eccezionalità del prodotto vino è proprio la Campania. Credo fermamente -ha concluso Iaccarino- nel progetto della filiera ma voglio dire a tutti che per ottenere le cose belle e di qualità c´è bisogno di sacrifici".
E´ stato poi il momento del saluto del presidente della provincia di Benvenuto. L´onorevole Carmine Nardone ha detto che la provincia beneventana ha bisogno di rendere fruibili alcune strade rurali che passano nei pressi di queste meravigliose terre. E poi una promessa: "Un impegno concreto per installare anche una cartellonistica lungo le strade provinciali per informare delle bellezze e della naturalezza che circonda che percorre le strade della nostra terra. Purtroppo -ha concluso Nardone- nessuna misura permette di recepire finanziamenti per allestire queste `arterie turistiche´. Ma comunque ci impegneremo per realizzarle". Un saluto è stato fatto anche dal direttore generale dell´associazione `Città del vino´, Paolo Benvenuto e dal dirigente scolastico dell´istituto Alberghiero di Benevento, Antonio Pietrantonio.
In conclusione Roberto Formato ha spiegato ai presenti l´importanza della filiera enogastronomia. Va infatti ricordato che questo Pit interviene a sviluppare alcune delle vocazioni produttive più importanti del territorio delle aree interne: lo strumento è a regia regionale ma, al fine di agevolare il lavoro dei sindaci, degli amministratori locali e dei soggetti privati interessati alla `Filiera´, la Provincia di Benevento ha assunto una serie di iniziative con la collaborazione della Regione e del Formez. La Regione Campania ha stabilito tale procedura tenendo conto che il turismo enogastronomico, per le sue caratteristiche motivazionali, legate alla scoperta dei sapori e delle produzioni tipiche territoriali, bene si presta a fungere da "volano" per la valorizzazione anche delle altre specificità territoriali (risorse culturali e ambientali, artigianato e commercio...). E´ stato, dunque, proprio questo il punto di forza sui cui è stato basato il Pit in questione. Il Progetto Integrato `Filiera enogastronomica´ intende implementare e promuovere una logica di tipo aggregativo delle risorse enogastronomiche, culturali, specifiche e complementari presenti nel territorio campano e predisporre un´offerta integrata e specializzata in grado di rispondere alla forte domanda di turismo enogastronomico in costante crescita.

Antonio Iesce


FRAMMENTI D’EPOCA: ANTICHE BATTAGLIE NEL SANNIO

Una goccia nel cuore

Un diverso modo di proporre il turismo, un esperimento che nel Sannio ha forse dell’inedito: proporre la ricostruzione in costume di famose battaglie d’epoca. Certo il Sannio è stato teatro di famosissime battaglie storiche, da quella delle Forche Caudine, passando per Pirro, per giungere fino al celebre scontro che decise, per sei secoli, i destini d’Italia: la battaglia del 26 febbraio 1266 tra Manfredi di Svevia e Carlo d’Angiò. Per cui era quasi d’obbligo, prima o poi, pensare a rievocare queste vicende belliche del passato, Lo ha fatto la Provincia di Benevento che, grazie ad un finanziamento POR, emanò un bando di concorso, nello scorso mese di maggio, per proporre la rievocazione di famose battaglie del passato.
L’iniziativa si è concretizzata grazie ad una associazione di società di servizio (Sara Sanders Comunication, Cna new service srl, Arci Nuova Associazione Campania, TGS Television Gambuti System srl) che hanno proposto la rievocazione storica di tre episodi del basso medioevo.
Il primo, svoltosi il 4 e 5 settembre rievocava la morte di Giacomo Caldora, avvenuta nel anno 1439 durante l’assedio a Colle Sannita. Il secondo evento è in programma per il prossimo 25 e 26 settembre: l’arrivo di Guglielmo Sanframondo, nell’anno 1150, a Guardia Sanframondi. Infine, il 2 e 3 ottobre 2004 verrà rappresentato a Sant’Agata de’ Goti, l’assedio che re Ruggiero, pose a questa cittadina nel 1135.
In margine all’evento già svoltosi a Colle Sannita, vorremmo ricordare la figura di Giacomo Caldora, che forse non è molto nota ai più. Il Caldora fu uno dei più potenti baroni del regno napoletano, in un periodo, gli inizi del XV secolo, quando in Italia l’incertezza politica fece emergere la celebre figura dei "capitani di ventura": condottieri che, con un proprio esercito privato, si davano al soldo dei potenti che cercavano di dividersi l’Italia. Anche il regno napoletano era oggetto di aspre e sanguinose contese tra gli angioini e gli aragonesi e, anche il Caldora, parteggiando una volta per gli e una volta per gli altri, cercò soprattutto di trarne vantaggi personali.
Nato a Castel del Giudice presso Isernia nel 1369, Giacomo (o Jacopo) Caldora divenne, grazie alla sua grande abilità bellica, conte di Trivento, duca di Bari, marchese di Vasto, conte di Monteodorisio, signore di Pacentro, Atri, Palena, Minervino, Conversano, Agnone, Manfredonia, Aversa. Nel 1439, all’epoca della sua morte, aveva 70 anni ma i cronisti lo definivano forte come a 25. La sua vita era un continuo spostarsi da un punto all’altro del regno napoletano per conquistare, saccheggiare e scontrarsi con eserciti nemici. In questi continui spostamenti, il Caldora nel 1439 si mosse dagli Abruzzi, dove aveva conquistato Pescara, verso Napoli per andare in aiuto di Renato d’Angiò. Provò a passare il Volturno nei pressi di Limatola, ma fu scacciato dagli aragonesi. Decise così di tornare verso Benevento, e da lì muovere verso Napoli. In quest’occasione, promise al suo esercito, come ricompensa del soldo dovuto, il saccheggio di Colle Sannita, paese nemico perché fedele a Giacomo Della Leonessa. Fu mentre si accingeva a questo saccheggio che giunse improvvisa la morte, per via di un attacco apoplettico. Ma vediamo come ci descrive lo storico Angelo di Costanzo, vissuto nel XVI secolo, la fine di Giacomo Caldora.
"Prese la via di Benevento, sperando, con mutar viaggio spesso, ingannar il nemico e passare, e tra tanto si pose a taglieggiare le castella della valle beneventana, e perché tutte l’altre castella portavano vettovaglie al suo esercito, fuorché il Colle, ch’era di casa della Leonessa devota a Re Alfonso, si mosse per gire ad espugnarlo, e lo promise a sacco, ai soldati. Quei del Colle sbigottiti, che non credeano che un tale esercito avesse da voltarsi a fare così piccola impresa, quando videro appressarli gli mandarono incontro il più vecchio della terra a chiedere perdono e pietade, ed a patteggiare per evitare il sacco; egli rispose: che andassero a far patti coi capitani e coi soldati, ai quali avea promessa la terra a sacco; e mentre quelli travagliavano di accordare i soldati, ed ei passeggiava per lo piano, discorrendo col Conte di Altavilla e con Cola de Ofieri, del modo che potea tenere per passare a Napoli, gli cadde una goccia dal capo nel cuore, che bisognò che il Conte lo sostenesse acciò non cadesse da cavallo, e disceso, da molti che concorsero fu portato al suo padiglione, dove poche ore dopo uscì di vita a 15 novembre 1439".
Il Caldora fu portato dai suoi soldati a Sulmona, suo feudo, dove fu sepolto. I collesi, che quasi non credevano al pericolo scampato, dove morì il Caldora edificarono una chiesa dedicata a S. Maria della Libera.

F.M.


FRAGNETO MONFORTE

Mongolfiere sul Sannio

MARTEDI 5:

Presentazione del XVIII Raduno Internazionale delle Mongolfiere da parte della RAI (UNO MATTINA) da Saxa Rubra - ROMA.

MERCOLEDI 6:

Ore 15,00 - Piazza Aldo Moro
2^ Pedalata ecologica tra le Mongolfiere
Ore 17,30 - Piazza Aldo Moro
Inaugurazione XVIII Raduno Internazionale Mongolfiere
Volo inaugurale e saluto del sindaco agli equipaggi delle mongolfiere.
Sfilata Majorette "Red Scherry"
Via al V Concorso Fotografico "Tutto Mongolfiera".
Ore 19,00 - Palazzo Ducale
Inaugurazione Mostre
Ore 21,00 - Piazza S. Nicola
Spettacolo delle Majorette "Red Scherry" .
Balli di gruppo e liscio a cura del club "Lisciomania" di Fragneto Monforte

GIOVEDI 7:

Ore 7,30 - Campo Sportivo
Raduno degli equipaggi - Decollo delle mongolfiere, "Prove Libere"
Ore 9,00 - Campo sportivo
Volo vincolato di una mongolfiera.
Ore 10,00 - Edificio scolastico
Mostre didattiche da parte dell’Istituto comprensivo di Fragneto Monforte
Ore 10,00 - Piazza V. Emanuele
Inaugurazione stand dell’ Unicef
Ore 10,00 - Palazzo Ducale - Centro Storico
Inaugurazione mostre di Artisti Sanniti ed altri
Ore 10,00 - Piazza S. Nicola
Apertura stands per la vendita di prodotti artigianali e prodotti tipici locali
Ore 16,00 - Campo sportivo
Volo Mongolfiere - "Prove libere" .
Ore 19,00 - Palazzo Ducale
IV Rassegna dei Cori Polifonici
Ore 22,30 - Piazza S. Nicola
Spettacolo musicale con i "Canta Napoli"
PER TUTTA LA GIORNATA, PER LE STRADE E NELLE PIAZZE DEL PAESE, ESIBIZIONE DI ARTISTI DI STRADA.

VENERDI 8:

GIORNATA DEDICATA AI DISABILI
Ore 7,30 - Campo Sportivo
Raduno degli equipaggi, decollo delle mongolfiere, gara "Prove di precisione". Volo vincolato di mongolfiere.
Ore 12,00 - Centro Sociale
Celebrazione Santa Messa
Ore 16,00 Campo Sportivo
Volo Mongolfiere - gara "Lunga Distanza"
Ore 20,30 - Palazzo Ducale
3° Edizione Premio "Solidarietà Padre Pio" , i premi saranno consegnati a personaggi vari , testimoni di solidarietà per chi convive con l’handicap
Esibizioni Pietrelcina Gospel Choir diretto dal maestro Emilio Pepe
Ore 22,00 - Piazza S. Nicola
Gran Gala Artisti di strada
Ore 22,30 - Piazza A. Moro
Mongolfiera in notturna
PER TUTTA LA GIORNATA, PER LE STRADE E NELLE PIAZZE DEL PAESE, ESIBIZIONE DI ARTISTI DI STRADA.

SABATO 9:

Ore 7,30 - Campo Sportivo
Raduno degli equipaggi, decollo delle mongolfiere gara "Prove di precisione"
Ore 9,30 - Centro Sociale Polivalente
Convegno: "L’agriturismo ha sviluppato turismo nelle zone interne"?
Ore 9,30 - Campo sportivo
Volo vincolato di una mongolfiera
Ore 11,00 - Piazza Aldo Moro
Sfilata degli sbandieratori di Cava Dé Tirreni
Ore 16,00 Campo sportivo
Volo mongolfiere - gara "Caccia alla volpe"
Sfilata dei cavalli e cavalieri in costume medievale "Gruppo Velletri"
Sfilata degli sbandieratori di Cava Dé Tirreni
Ore 20,00 - Via Roma
VI Palio dei Rioni con la "Giostra della Quintana"
Spettacolo folklorico con il gruppo folk "La Takkarata" di Fragnto Monforte
PER TUTTA LA GIORNATA, PER LE STRADE E NELLE PIAZZE DEL PAESE, ESIBIZIONE DI ARTISTI DI STRADA

DOMENICA 10 :

Ore 7,30 - Campo Sportivo
Raduno degli equipaggi, decollo delle mongolfiere gara "Lunga distanza".
Ore 9,30
Volo vincolato di una mongolfiera.
Esibizione gruppo folk "La Takkarata" di FragnetoMonforte
Ore 10,00 Centro
Esibizione gruppo folklorico "I Pistonieri di Cava dei Tirreni"
Ore 14,00 Campo Sportivo
Esibizione gruppo aquilonisti di Latina e del gruppo aeromodellistico sannita
Ore 15,00 - Campo Sportivo
Arrivo dal centro dei gruppi folk. Esibizione gruppo folklorico "I Pistonieri di Cava dei Tirreni"
Decollo di tutte le mongolfiere, gara "Ritorno al bersaglio".
Ore 18,00 - Piazza Aldo Moro
Esibizione gruppo folk "Ri Ualanegli" di Pontelandolfo (BN)
Ore 20,00 - Piazza S. Nicola
Assegnazione IX Premio Farnetum.
Saluto del Sindaco.
Ore 21,30 - Piazza S. Nicola
Spettacolo musicale "Canzoniere della Ritta e della Manca"
PER TUTTA LA GIORNATA, PER LE STRADE E NELLE PIAZZE DEL PAESE, ESIBIZIONE DI ARTISTI DI STRADA

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