OSSERVATORIO

Progettiamo pure il futuro,
ma governiamo il quotidiano!

Sulla bozza di programma di mandato si sta discutendo da alcuni mesi, poi tra qualche settimana andrà in Giunta e poi successivamente in Consiglio Comunale dove il Sindaco Fausto Pepe illustrerà la strategia e gli obiettivi da realizzare dell’amministrazione nel corso del mandato elettorale.
Corposo il progetto dell’amministrazione alla redazione del quale stanno partecipando le varie componenti della società civile, singoli cittadini compresi.
Nel progetto generale poco risalto ha avuto però la gestione del quotidiano. Il mio incedere lungo le strade cittadine mi… consente l’osservazione.
La città ha numerose aree che vanno gestite giorno dopo giorno, Non parlo dei rifiuti, ma proprio dal punto di vista della manutenzione.
E, villa comunale a parte, ci sono "parchi giochi"(?), dove spesso i bambini si ritrovano a giocare tra rifiuti, erba alta e nidi di insetti. E poi c’è il problema delle strade, della pubblica illuminazione delle tabelle della segnaletica e della pubblicità. Forse manca qualcosa.
Spesso sono costretto a delle vere e proprie gimcane per evitare buche e fossi, trappole bibliche con asfalto sconnesso, e in alcuni casi a fare i conti con troppe lampade della pubblica illuminazione rimaste tremendamente spente. Per non parlare (o meglio scrivere) della segnaletica che in alcuni casi porta l’ignaro automobilista da tutt’altra parte. Valga per tutte l’indicazione "Autostrade" posta all’uscita del sottopasso della ferrovia BN-AV all’uscita di via Paga sulla rotonda dei Longobardi… l’indicazione è verso… via Valfortore.
Occorre poco… forse non già un assessorato, ma una piccola "U.O" (unità operativa) che giri quotidianamente per la città, raccolga segnalazioni attraverso anche i moderni mezzi di comunicazione (segnali di fumo, bandierine colorate… e perché non e-mail) e poi indichi al settore di competenza la necessità dell’intervento. Non è l’uovo di Colombo… qualcuno ci aveva tentato con un "telefono verde", ma poi di quella idea è rimasta solo la cornetta… nera.
Una sollecitazione, non me ne voglia il buon Peppino De Lorenzo, che sembra aver messo "pace" tra gli ulivi del Lazzaretto, ma anche i Vigili in moto potrebbero segnalare gli inconvenienti sul "quotidiano" vivere dell’umana gente beneventana.
Quello del quotidiano credo alla fine sia l’impatto immediato del cittadino e non solo.
I grandi progetti, le grandi opere si realizzano ma poi, come nel caso della Villa Comunale e di Corso Garibaldi, vanno anche gestiti e curati giorno dopo giorno. Alla fine credo proprio che il mandato di programma debba tener conto nel progettare il futuro della sua manutenzione.
E’ necessario comunque conservare il presente, garantendo ai cittadini la massima fruibilità di quanto realizzato.
E’ questa credo una necessità impellente, mentre credo che sia frutto di un colpo d’estate tutto quanto sta accadendo, in modo logorroico e spesso solo per apparire, sia sulle vicende urbanistiche, che su quelle finanziarie ed anche interne in alcune formazioni politiche.
Ovviamente ridicola la querelle all’interno di AN che non prende atto della sconfitta elettorale, ma dà in testa al presidente del Partito, reo comunque di essere sempre e solo un "presidente eletto" in un congresso: contestarlo è andato a noia! Sono anni che non lo "digerite"… ma la colpa è vostra e non di Capezzone. Forza Italia non riesce a darsi un capogruppo. Però a far ala a Bondi a Telese Terme c’erano sia il coordinatore provinciale Antonio Barbieri, che proprio su quell’altare era stato sacrificato, avendo scelto, il braccio destro del cavaliere di rimanere eletto a Napoli, e poi Sandro Consales, aspirante alla carica di capogruppo a Palazzo Mosti, dove c’è da scrivere che i consiglieri sono due. Ed oltre all’ex presidente del Consiglio c’è l’ex assessore De Minico. Una equa distribuzione temporale nella carica non sarebbe male.
Le finanze comunali, la tassa sui rifiuti, quelle dell’irpef, irpeg e quant’altro è da pagare da parte del cittadino beneventano sono state motivo di sproloqui estivi, con logorroici interventi dei "soloni" di turno. Per comprendere quei "pamphlet" non bastavano tutti i siti "legislativi" di internet, ma occorreva qualcosa in… più.
Quegli scritti, incomprensibili al lettore anche scaltro, forse "imprendibili" anche ai destinatari (spesso unico e solo) hanno avuto il "pregio" di riempire pagine di giornali ed ore di trasmissioni radiotelevisive. Per il resto il cittadino contribuente… pagherà come al solito, sapendo di dover pagare… secondo legge.
Urbanistica, e poi mi fermo, è l’altro tormentone estivo che rischia di passare dalla… primavera elettorale, all’inverno natalizio.
Non riescono a "mandare giù" i contestatori di prima ed i vincitori d’oggi né Passarelli né tantomeno Zamparini. Il Comitato di quartiere diretto da Zarro, consigliere a Palazzo Mosti, recrimina, la Sovrintendenza indica in "due metri" il superamento di "ogni limite" consentito, ma a posteriori, mentre Zamparini procede coi Sanniti e finisce con il… "Mandi…Mandi".
Gli impegni per il presidente del Palermo sono solo coi progetti approvati. Le delibere negate gli fanno comodo, non farà quel che c’era scritto in esse. Ma forse neanche la viabilità a ridosso del deposito delle FS. Una viabilità sbagliata alcuni decenni fa per calcoli in altezza errati (le Mura della Caccia a livello con la ferrovia) che a conti fatti e patti sottoscritti dovrebbe completare proprio Zamparini. Egli concorda, ma sono gli altri a non porre in essere tutti gli atti (espropri compresi) per far sì che quell’arteria venga completata, non solo al servizio del "Mandi" ma della collettività intera.
Una estate calda, alla quale non ho partecipato, ma dalla quale spero venga fuori… la città

Geppino Presta


PENNA GRAFFIANTE

A cura di Antonio Micco

Un augurio e un monito
per il Sindaco Fausto Pepe

Dopo la parentesi estiva, che ci ha permesso di ritemprare le forze, riprendiamo con maggiore vigore, ma con lo stesso spirito combattivo e critico, la nostra consueta rubrica da tutti tanto attesa stante la sua obbiettività, il suo coraggio e il suo modo di sferzare le menti spesso ottenebrate dei nostri politici, dei nostri amministratori e comunque dei maggiorenti della nostra città.
Ebbene siamo tutti ritornati in sede, o quasi, ma quante novità abbiamo riscontrato al nostro rientro: abbiamo una nuova amministrazione comunale; una Città spettacolo ormai da considerare perenta; una rassegna dal titolo sempre più altisonante quale Quattro notti e… più di luna piena; un altro Questore; una Società calcistica nuova di zecca; un viale Mellusi completamente rifatto nei marciapiedi; i vigili urbani… notturni per combattere la… vivacità o, in taluni casi, la scarsa educazione dei nostri giovani; abbiamo (finalmente!) il controllo dei prezzi degli esercizi commerciali (leggi bar) dislocati lungo il corso Garibaldi e chi più ne ha più ne metta.
Innanzitutto da ora in poi abbiamo sotto tiro, (giornalistico, s’intende) una nuova amministrazione, questa volta di centrosinistra capeggiata dal novello (in tutti i sensi) Sindaco Fausto Pepe, circondato e accompagnato dai suoi accoliti.
Cosa si aspetta la città da costoro?
Noi, come abbiamo sempre cercato di far capire attraverso queste colonne, non ci facciamo né ci faremo condizionare da questo o da quello schieramento politico, anche perché non abbiamo niente contro nessuno. Siamo solo dei modesti opinionisti, innamorati però esclusivamente della nostra terra e dei suoi abitanti e per questo non faremo, come si usa dire, lo sconto a nessuno.
Quando un mesetto fa il Direttore del nostro quattordicinale BENEVENTO ha chiuso "per ferie", la nuova amministrazione non ancora si era completamente insediata, tanto erano pochi i giorni trascorsi dalle elezioni.
Ora che i fatidici cento (e più) giorni sono passati, i giochi dovrebbero essere già belli e fatti, ragion per cui, prima di cominciare a valutare o criticare l’operato dei nuovi insediati, altro non possiamo fare che augurar loro un buon lavoro, nella speranza che il suddetto lavoro sia sempre ed unicamente svolto al servizio dei cittadini.
Di certo, ad esempio, allo stato, ed in forza delle poche notizie di cui siamo in possesso, non sappiamo con precisione a chi addossare le colpe o le magagne che si stanno consumando in questi giorni. Ci riferiamo soprattutto alle lamentele di molti abitanti del viale Mellusi i quali non sanno ancora spiegarsi la ragione per cui sono stati divelti i… vecchi marciapiedi per sostituirli con analoghe mattonelle dello stesso tipo, dello stesso colore e per giunta dello stesso… stato di conservazione.
Quanti milioni spesi inutilmente!!! Chi li ha voluti? La prima o la seconda legislatura? Erano proprio necessari?
E soprattutto non si potevano impiegare tali soldi per rifare le strade che veramente ne hanno bisogno, strade che oltre a presentare buche larghe e profonde sono anche pericolose per le persone e per le autovetture? Ma tant’è!
La gente, consapevole veramente del valore dei soldi, non riesce a capire e non sa spiegarsi.
Fausto Pepe, vuoi farci sapere Tu qualcosa in merito?
Idem per il corso Garibaldi, definito dalla vecchia amministrazione il Salotto della città.
Ma è veramente tale o no? Noi non ne siamo proprio certi.
Infatti non basta aver piastrellato, ed anche male, il selciato (vero donne che usate portare i tacchi?) e averlo dipinto con più colori, per renderlo un salotto. Per parlare di salotto servirebbero più panchine per le persone, più divertimenti per i bambini, più luci per rendere il luogo maggiormente accattivante e rassicurante, più negozi aperti, più vetrine accese, insomma più vita: così sembra un mortorio, vivacizzato solo ed esclusivamente dalla gente che vi passeggia non sapendo cosa altro fare.
A proposito, a che punto stanno i controlli circa la mancanza dei prezzi sui tavolini dei bar i quali fanno quello che vogliono e come vogliono? O è finito tutto nel dimenticatoio dopo tanto baccano di qualche settimana fa?
E, perdonateci se insistiamo su un argomento quanto mai delicato sotto tutti i punti di vista, cosa state meditando circa la mancanza di orinatoi pubblici in città?
Il salotto, se non andiamo errati, è anche costituito da un bel W.C. funzionale e pulito al servizio degli utenti o no?
Di questo passo potremmo continuare all’infinito, ma per il momento preferiamo fermarci qua anche perché avremo modo di parlare di tutti questi problemi e di altri ancora come ad esempio dei trasporti pubblici; della spazzatura; delle fogne intasate all’apparire delle prime piogge autunnali; del verde pubblico; dell’assistenza degli anziani; delle strade delle contrade; delle tasse sui rifiuti; della disoccupazione giovanile; delle raccomandazioni dei politici; della insipienza di taluni nostri politici nazionali che non fanno mai sentire la loro voce in Parlamento; dell’acqua del Calore o del Sabato.
Insomma avremo modo di affrontare di volta in volta queste problematiche nella speranza che anche il nostro Giornale, con la sua voce libera e incondizionata, possa contribuire alla crescita della nostra città.
Penna graffiante dixit.


EUFEMISMO, SIMBOLO O DOPPIO SENSO?

La torta telesina

Bisogna riconoscere alla coppia di Ceppaloni, tra don Clemente e donna Sandra, di aver costruito, come dice il Berlusca, un’azienda familiare di ottima fattura, di radioso futuro, di immancabile successo.
Lui in gamba, sveglio, gran naso con fiuto annesso prevede e anticipa gli eventi e si posiziona di conseguenza.
Lei, bellissima, spigliata, tosta, arriva tardi alla politica ma già è in possesso di un curriculum come organizzatrice di eventi tale da oscurare le migliori organizzazioni del settore eventi e manifestazioni e catering compreso.
"Città Spettacolo" si trascina mentre esplode la "Quattro notti di luna piena". Anche il matrimonio del figliol prodigo è stato un evento mediatico e a seguire, la festa dei trent’anni di politica attiva del ministro ha fatto scalpore con torta di 100 chili.
Altra torta, stavolta piccolina, offerta al Romano Prodi per i suoi primi 100 giorni al governo alla festa Udeur di Telese Terme.
Chissà chi ha tagliato la torta e se ha fatto porzioni uguali o proporzionate ai voti raccolti da ciascun partito della coalizione. Tanto per rimanere in tema.
Simboleggia, la torta, la divisione (non uso il termine spartizione che sa tanto di partitocrazia…) del potere e del successo e delle poltrone di cui il ministro Mastella, da tempi immemori, viene accusato e additato. Ma sono tutte, ovviamente, false dicerie.
E a suggellare pace e tolleranza, sempre invocato da don Clemente, arriva anche Di Pietro a Telese.
Che si finiscano le ostilità dipietresche-mastelliane dovute, a detta del Clemente, a un paio di abiti ricevuti in regalo in epoca, lontanissima, di Tangentopoli. Quisquilie.
Acidità dovute al fatto che Di Pietro avrebbe voluto il ministero di don Clemente (Giustizia), forse un po’ più appropriato alle sue competenze e non certo quello delle Infrastrutture che è una gran gatta da pelare con tanti affamati attorno.
Insomma: "Voleseme bene" e "tirammo a’ campà" (Andreotti) mentre altra festa con torta da 30 miliardi di euro (70.000 miliardi di lire) viene preparata a Roma da altri pasticcieri.
Ma non saremo noi a mangiarla. Anzi, la dovremo pagare!

Frà Toscano da Benevento

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, PROVINCIA, SPORT

Home Page