CALCIO

Squadra e società
ora devono
convincere

Il Benevento riparte dalla C2. E’ stato questo il risultato, peraltro positivo, di una estate trascorsa tra patemi, dichiarazioni al vetriolo, molte bugie e poca chiarezza.
Un risultato positivo poiché senza il buon "Lodo Petrucci" ora saremo magari a goderci la Ferrini o il Milan Sannio e così via, senza voler ovviamente nulla togliere a club dilettantistici che in città ed in provincia comunque hanno il loro seguito, comunque sono punto di riferimento per tanti giovani.
Non starò qui a tediarvi con una cronistoria macabra, fatta di cifre in rosso, debiti non pagati, accordi mai avvenuti con i creditori, iscrizioni che in allegato avevano il… vuoto o quasi.
E dire che da queste colonne più volte avevo previsto il peggio, più volte avevo sottolineato che la situazione paventata dal vertice dello Sporting era più rossa di quella che si voleva far credere.
Avevo anche sottolineato che era stato un grossolano errore non far fallire lo Sporting a gennaio, quando quell’iter poteva essere "pilotato" com’è accaduto per altre squadre che ora comunque vivono nei campionati di pertinenza (il Foggia in primo luogo) Ma piangere sul latte versato serve a poco, così come a poco servono le ripicche del Presidente di quella Società scomparsa dal mondo calcistico professionistico che strilla e strepita per colpe sue e non di altri.
Ora i giallorossi si avviano ad una nuova tremenda avventura: la scalata alla C1. Dopo nove anni si riparte con una nuova Società, messa subito al muro dai soliti conoscitori delle cose calcistiche, con la speranza che quell’elicottero che portò il compianto presidente Mario Cotroneo sul terreno del S.Colomba rifaccia a maggio quel viaggio.
La nuova squadra, la nuova Società devono ancora dimostrare tutto e soprattutto convincere. Fino ad ora i dirigenti soprattutto sono stati messi alla berlina, accusati di tutto un po’. Ha forse dato fastidio il pizzetto del "patron", ha forse creato imbarazzo la presenza del buon Cosimo Napolitano sulla sedia più alta, ha forse creato imbarazzo la determinazione del gruppo di portare avanti il discorso societario, mettendogli i bastoni fra le ruote nel momento delicato delle scelte dei calciatori.
Forse a qualcuno è andato stretto il decisionismo nella gestione nei primi giorni di attività. L’imbarazzo alla fine, con il quale dalla rocca sono stati consegnati i soldi della "solidarietà" calcistica e presi impegni di sponsorizzazione, è stato superato dagli stessi dirigenti nel nome di quel calcio che in città si spera di rivedere al più presto.
Se non ci fossero state quelle incomprensioni (ma forse erano pressioni…!) certamente al mercato calcistico si sarebbe potuto operare meglio. Sta di fatto però che leggendo la rosa dei giocatori vi sono nomi interessanti e di categoria superiore. Mancheranno Lotti, De Palma e De Liguori (mi auguro di rivederli comunque in giallorosso o al S. Colomba), ma ci sono sulla piazza elementi altrettanto validi . Non mi è mai andata giù una campagna acquisti fatta sui giornali, non mi è mai andato giù il decreto di bocciatura di questo o quel calciatore prima di averlo visto all’opera (Sberveglieri valga per tutti… e non era poi tanto male…).
Credo che la squadra deve essere giudicata sui risultati e solo allora emettere la sentenza.
A priori si possono solo recitare… raccomandazioni.
Auguri a tutti di buon campionato con la speranza di rivedere quell’uccello metallico (l’elicottero) volteggiare a maggio sullo stadio: me lo farò promettere dall’editore di TV7.

Pregi


DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA

A cura di Tonino Micco

Sporting, Gruppo Tescari,
politici e tifosi:
abbiamo perso tutti

L’estate pallonara è stata davvero …pallosa, penosa e mortificante.
Ci sa tanto che abbiamo perso un po’ tutti: da Spatola, al gruppo Tescari, ai politici, alla tifoseria e alla stessa città.
E’ stata davvero un’estate da pazzi incoscienti e spieghiamo il perché.
In quest’ultimo mese abbiamo preferito, essendo i lavori in corso, starcene quieti per non essere considerarti gufi o per essere disfattisti.
Non abbiamo voluto infierire contro nessuno per… non inquinare le prove.
Ma ora che i giochi sono stati fatti, od almeno così pare, anche questo GIORNALE ha sentito la necessità per dire la sua. E’ un fatto di rispetto per i nostri lettori tifosi ed infine è pur sempre un fatto sociale.
Ed allora, ci sa tanto che, in questa vicenda, tutti abbiamo perduto qualcosa: soldi, faccia e rispetto.
Cominciamo dallo Sporting e per esso da Spatola.
Di costui non ci va di dire piu’ di tanto: è stato semplicemente un personaggio particolare che si è tuffato in una avventura non adatta ai suoi mezzi. Non aveva né capacità imprenditoriale del settore, né risorse economiche sufficienti (non è stato in grado neanche di iscriverci al campionato di C 1), né collaboratori validi. Il risultato: è sparito lui, lo Sporting, i suoi soldi e i suoi accoliti.
Il suo difetto maggiore è stato quello di saper imbonire la gente: "Vi porto in serie B!".
Altro che serie B, ci hai portato allo sfascio!
Vengono poi i Politici. A parte gli sforzi , che riteniamo inutili e di solo facciata, alla fine né D’Alessandro, né Nardone, né i vari Mastella, Izzo, Barbieri, Mazzone, Pepe e compagnia bella hanno mosso un dito concreto per farci avere almeno l’iscrizione al torneo di C 1. Forse tutti volevano far fuori Spatola. Chi ha vinto? Nessuno! Grazie, ci sono comunque le elezioni!!!
Il gruppo Tescari. Di questo gruppo, al quale dovremmo essere grati perché ci ha consentito, seppur non tenuto, di partecipare (pardon, di iscriverci, perché al momento in cui scriviamo non sappiamo neanche se si scenderà in campo) al campionato di C 2.
La querelle di questi giorni è sotto gli occhi di tutti: Il Gruppo Tescari pare abbia interesse solo ai soldi del cd. Fondo di solidarietà, per il resto non fa sapere né le reali intenzioni del Gruppo, né il programma e né le prospettive. Basterebbe ad esempio che Napolitano e soci dicessero pubblicamente che i circa 900,00 Euro, che pretendono, verranno spesi solo ed esclusivamente per acquistare giocatori validi per affrontare il campionato di C2. Questo non lo hanno mai detto pubblicamente (e forse non lo diranno mai) ed allora i tifosi fanno bene a mettere in guardia i nostri Politici-garanti a tenere gli occhi aperti. Il quasi milione di Euro, aggiunti ai capitali del Gruppo, ci potrebbero garantire non i play off ma addirittura di vincere il campionato di C 2 a man bassa, facendo naturalmente i dovuti scongiuri.
La tifoseria. Essa è profondamente delusa dall’andazzo generale e ne ha ragione, ma non può pretendere di minacciare chicchessia e soprattutto i familiari estranei. I fatti, le colpe vanno contestati civilmente e i faziosi (che dovrebbero essere pochi) vanno isolati e denunciati.
In conclusione, però, chi ha perso più di tutti è stata proprio la città di Benevento che ha accumulato figuracce e sberleffi a non finire che ci hanno reso ridicoli su tutto il territorio nazionale, per non parlare nei confronti dell’odiata Avellino.
Meditate gente, meditate!

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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