Torrecuso:crisi latente
al Comune
Una
maggioranza debole e tecnicamente discussa
Una
schiacciante maggioranza in consiglio comunale, unopposizione
evanescente, la non belligeranza di forze politiche esterne al consiglio,
la fiducia e i favori dellopinione pubblica, forse anche di
qualche suo nemico storico: il sindaco di Torrecuso Domenico Mortaruolo
aveva tutte le caratteristiche per interpretare una maggioranza politicamente
forte e tecnicamente efficace. Oggi, a due anni dalle ultime elezioni
amministrative, si ritrova alla guida di una compagine politicamente
debole e tecnicamente discussa. Certo la rivolta di qualche suo collaboratore
ha inquinato la sua immagine, quella di abile tecnocrate e tessitore.
Ma siamo proprio sicuri che a farlo cadere dal piedistallo del potere
e delle popolarità siano stati proprio i suoi collaboratori?
Che lamministrazione Mortaruolo sia ormai il crocevia di tutte
le fragilità di un paese con tante potenzialità, non
vi sono dubbi. Al riguardo, le colpe di Mortaruolo sono vistose. Non
è stato capace di gestire in nessuna occasione la crisi latente
nella sua maggioranza. Di fronte ai consiglieri che lasciavano la
maggioranza ha sempre preferito la fuga, tanto, avrà pensato,
in casi disperati avrò il consenso di qualche consigliere dopposizione
che, forse, gli è rimasto ancora fedele. Intendiamoci, Mortaruolo
non ha affatto paura di perdere il suo potere, forse la sua è
più una paura di carattere emotivo.
È il riflesso calcolato di chi ha deciso di governare guardando,
in prima persona, alle amministrative del 2003. Per fortuna alle prossime
elezioni Mortaruolo dovrà dare spazio ad altri, ma questo non
significherà che andrà definitivamente in pensione,
anzi. Secondo alcuni è stata proprio la ricerca esasperata
di non perdere il consenso che ha tremendamente condizionato lazione
del sindaco, ne ha ridotto lo slancio, ne ha offuscato la credibilità.
Arriva per tutti il momento di farsi da parte! Mortaruolo, nonostante
la sua presenza sulla scena politica da oltre ventanni, appare
ormai come il fantasma di se stesso: cammina ma sembra fermo, parla
ma sembra muto (stia tranquillo caro sindaco, pensi che un astro come
Mastella nella sua apparizione alla manifestazione di "Vinestate",
è stato praticamente ignorato da tutti). Daltro canto
le ambizioni e la popolarità di Mortaruolo erano assolutamente
legittime. Per venti anni è stato il capo indiscusso del paese,
ha fatto il bello e il cattivo tempo, non ha mai avuto avversari che
lo potessero ostacolare; qualche uomo di destra e di sinistra che
ha tentato di fermarlo viaggiava su altre, più modeste lunghezze
donda. Ma lincanto non poteva durare ancora a lungo, le
incertezze del primo cittadino, i suoi dubbi, la sua voglia quasi
sfacciata di piacere sempre a tutti, anche agli avversari e ad ogni
costo.
Oggi Mortaruolo è tornato un uomo quasi qualunque, la gente
gli riserva ancora una certa simpatia, ma i disastri compiuti sotto
la sua regia sono sotto gli occhi di tutti. Il paese langue disperatamente.
La rivolta scatenata dai partiti di centro-destra dopo le elezioni
politiche, ha finito per accelerare il suo declino. Tuttavia a trafiggere
limmagine con frecce al veleno non è stata né
lopposizione presente in consiglio né il centro-destra,
ma esponenti di rilievo della maggioranza. Così il sindaco
sta bevendo fino allultima goccia il calice della solitudine
politica, quasi fosse il responsabile unico dei mali che affliggono
Torrecuso. In altre parole, sta pagando il conto del suo orgoglioso
strabismo che gli ha impedito di raccogliere suggerimenti ed indicazioni.
Per completare il quadro della precarietà amministrativa, non
bisogna dimenticare gli appetiti di potere che determinano le mosse
dei vari politici locali. Già pronti e agili sono i suoi amici-avversari
a prendere il suo posto, cene e riunioni si susseguono con ritmo incessante.
Sono tutti sul chi vive, un po come se la conquista della carica
di sindaco fosse lunica impresa politica che valga la pena dessere
tentata.
Carmine
Pannella
Fragneto
Monforte
Fotografando
le mongolfiere
Il
Circolo Fotografico Sannita e la Pro Loco di Fragneto Monforte, organizzano
il secondo Concorso Fotografico "Fotografando le Mongolfiere".
Il concorso è composto da una sezione Coloprint. La partecipazione
è aperta a tutti i fotografi e fotoamatori residenti in Italia
ed allestero, che possono partecipare con non più di
quattro opere formato 30x40, oppure possono partecipare con foto di
formato minore purché montate su un leggero cartoncino avente
le suddette misure 30x40.
Il concorso "Fotografando le Mongolfiere" si svolgerà
durante il XV Raduno Internazionale che si terrà a Fragneto
Monforte (BN) dal 4 al 7 ottobre 2001. I partecipanti al concorso
allatto delliscrizione dovranno richiedere, tramite il
coupon allegato al bando di concorso, un pass per accedere liberamente
presso il campo sportivo dove partono le mongolfiere. Per motivi logistici
le richieste di pass dovranno essere effettuate entro e non oltre
il 29/09/2001 al Circolo Fotografico Sannita, Casella Postale n. 37
82026 Morcone (BN). Gli stessi pass potranno essere ritirati
personalmente presso il campo sportivo, dove sarà allestita
una segreteria per il concorso stesso, oppure potranno essere inviati
per posta previa richiesta degli interessati, allegando un francobollo
di L. 800 per la spedizione. La partecipazione è gratuita.
La Pro Loco tratterrà le foto in concorso impegnandosi ad utilizzare
le stesse solo ed esclusivamente per motivi culturali, e si riserva
di richiedere ad ogni autore eventuali foto da voler donare per la
costituenda fototeca. Coloro che spediranno le proprie opere dovranno
farlo a mezzo raccomandata, oppure consegnarle a mano presso la Pro
Loco Via Botteghe 82020 Fragneto Monforte (BN). Ogni
autore è responsabile di quanto forma oggetto delle fotografie
e ne autorizza la pubblicazione senza alcun fine di lucro. Le foto
devono pervenire entro e non oltre il 3/11/2001. Tutte le foto pervenute
saranno oggetto di una mostra che sarà inaugurata il giorno
della premiazione. I premi non ritirati saranno inviati a spese del
destinatario. Ai primi tra autori in assoluto verranno offerti premi
speciali, ai restanti verranno assegnati premi messi a disposizione
della giuria. Il giudizio della Giuria è inappellabile ed insindacabile,
e la partecipazione al concorso stesso implica laccettazione
incondizionata del presente regolamento.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al: Circolo Fotografico Sannita
Casella Postale n. 37 82026 Morcone (BN), Telefono 0824.957042.
Morcone
Alberghi
e parcheggi: sono proprio necessari?
Lo
scorso 27 agosto a Morcone, il Consiglio Comunale ha tenuto adunanza
sotto la presidenza del Sindaco Rosario Spatafora. sul seguente ordine
del giorno: approvazione studio di fattibilità per i lavori
di riqualificazione urbana, arredo urbano, acquisizione e trasformazione
immobili, sistemazione strade interne, realizzazione area di sosta
e di parcheggio. Ha illustrato lo studio di fattibilità lo
stesso progettista, ing. Camilleri. La progettazione, che è
costata 200 milioni, come ha precisato il Sindaco Spatafora, vuole
realizzare una grande struttura alberghiera e di ristorazione con
opere di carattere secondario, come cinque parcheggi. È un
progetto partito dal 1998, che ha trovato consenziente il gruppo del
consigliere Aurelio Bettini, allepoca Sindaco, mentre nettamente
contrario il gruppo del consigliere Roberto Prozzo, non per lopera,
che si andrebbe a realizzare, ma per il suo riscontro con la realtà
di Morcone.
"Il progettista presentò il progetto nel mese di giugno.
Su di esso dice Prozzo- si poteva discutere molto prima. Lamministrazione
Spatafora ha lasciato trascorrere questo periodo inutilmente, ignorando
la richiesta di un pubblico dibattito".
Il consigliere Prozzo richiama, perciò, lamministrazione
ad una maggiore sollecitudine, e non giungere allultimo giorno,
per trattare quelle poche competenze, rimaste ancora al consiglio
comunale e, esaminando lo studio di fattibilità, si chiede
su quali elementi si poggia per realizzare la grande struttura alberghiera?
Su una serie di tabelle e numeri con solo quattro pagine di progettazione.
Si rinvia il finanziamento dellopera ai contributi regionali.
Per ottenerli, si dichiara che lintroito della struttura è
di due miliardi e 600 milioni annui. La gestione alberghiera darà
un miliardo e 900 milioni e lincasso dei parcheggi, gli ulteriori
700 milioni. In quale modo sarriva a giustificare questinvestimento?
Con lafflusso turistico di 120 mila persone lanno a Morcone.
I visitatori della fiera, stimati in 85 mila, e gli spettatori della
festa del 15 agosto sono in questo gran calderone compresi quali turisti.
Sono compresi persino quattro pulman giornalieri al convento per la
visita a Padre Pio. La previsione non è reale. Il villeggiante
è colui, che si ferma e pernotta almeno una notte a Morcone.
Sono pochissimi a fronte delle stime prodotte.
Infine è stato nominato il componente dellorgano di revisione
economico-finanziario: Renato Perugini, ex. dipendente del Comune
di Morcone in pensione.
Angelo
Gaudio
San
Marco dei Cavoti
Alleanze
da rottamare
Dalle
riunioni, dispute, incontri e confronti dei rappresentanti dei partiti
e della gente comune intorno ai recenti avvenimenti che hanno partorito
una nuova maggioranza comunale a S.Marco dei Cavoti, è venuto
fuori, finora, un magma nel quale sono riconoscibili solo ambizioni,
interessi di parte e protagonismi, ma non ancora argomentazioni dai
ben definiti contorni politici. E questa è una delle ragioni
per le quali la vita politica sammarchese non ha profili ben riconoscibili.
La fluidità delle posizioni di partito, ma soprattutto personali,
è assoluta. Le schermaglie sono infinite e rimandano luna
allaltra, in un gioco di specchi in cui è praticamente
impossibile identificare quale sia la posta in gioco di un conflitto
o di unalleanza. Sembra una scacchiera a più dimensioni,
con più giocatori ed infiniti pezzi, dove ogni mossa è
assolutamente prevedibile sulla base delle posizioni degli altri pezzi,
ma dove è impossibile identificare i segni di una partita ed
il senso di una strategia.
Insomma, secondo noi, non ci sono soggetti politicamente riconoscibili.
Il che, in democrazia, vuol dire che non ci sono soggetti politicamente
responsabili. Le possibili appartenenze chiamate in causa per giustificare
le scelte e le prese di posizione, sono, infatti, infinite: il partito,
la coalizione, la piazza, lo schieramento trasversale. È una
situazione in cui si rifanno strada antiche furbizie ed emergono nuove
spregiudicatezze, in un intreccio diabolico tra la difesa di vecchie
posizioni di potere e più recenti avventurismi politici ed
un lavoro sotterraneo ed ambiguo per impedire che interessi consolidati
vengano, anche minimamente, intaccati. E non è paradossale
che tutto ciò avvenga, soprattutto tra gli eredi della Democrazia
Cristiana che si trovano a combattere una battaglia dombre nel
suo più genuino aspetto politico-teatrale.
Tra gli interlocutori gli unici ad avere le idee chiare sono i cittadini
che elessero plebiscitariamente sindaco il dott. Francesco Cocca,
referente di una lista elettorale che evidenziava le insegne del Centrosinistra
con qualche accenno di indipendentismo comunque non esprimibile dallarea
del Centrodestra. Uomini che si dichiararono aperti, disponibili e
non rifiutarono contatti con partiti e movimenti progressisti, purché
portatori di scenari innovativi, capaci di analisi e di confronto,
desiderosi di rinnovamento, non omologabili con le tendenze di coloro
che, attraverso il guado del potere gestito in qualche ente strumentale,
avessero proposto consimile canovaccio nella gestione del Comune.
Solo oggi la gente si prodiga per vanificarne lunione movimentista
di coloro che hanno realizzato alleanze spurie nella morsa di una
tenaglia consociativa allinterno della quale si muovono interessi
e contrasti che rendono fragile la collaborazione ancor prima del
suo nascere. Oggi, di fatto, gli uomini del Partito popolare di S.Marco
comandano la danza, a dimostrazione che i "valori" del loro
Partito sono entrati nella coscienza collettiva, nel comune senso
politico sammarchese, identificandosi con le stesse istituzioni. Ogni
altra posizione ideologica, politica e culturale sostenibile che aspiri
a collocarsi fuori dal gioco diretto dagli uomini del Partito Popolare,
deve comunque confrontarsi con questultimo. E se le cose stanno
così, allora non siamo autorizzati a dir bene o male di costoro
a seconda delle personali convinzioni. Essi amministrano con un codice
non codificato il Comune di S.Marco, sviluppando un programma che
conduce a sbocchi politici e pratici univoci, quasi sempre non in
armonia con le spinte provenienti dalla società.
Certo, alcune tematiche elettorali sono state incarnate in scelte
politiche conseguenti (centro antico, viabilità urbana, infrastrutture,
etc.). Il "tessile", vivente in perdurante precarietà,
non ha ancora avuto la specifica connotazione produttiva ed occupazionale,
ancorché supportato dallistituendo distretto industriale
con sede a S.Marco.
Lamministrazione Cocca, pertanto, si è connotata come
mera erogatrice di servizi senza mai trasformarsi in principale interlocutrice
nei processi di trasformazione territoriale e rendere protagonista
di tale metamorfosi il popolo di S.Marco. Essa è rimasta, però,
lunica realtà combattiva di S.Marco. Tutti gli altri,
rappresentanti del pensiero laico, liberale e liberista si sono assopiti
o sono stati omologati. Essi sanno appellarsi genericamente alle parole
"democrazia" e "trasparenza", termini che garantiscono
poco. Già se ne parlava ai tempi di Pericle, ma la libertà
e la democrazia dei cittadini si reggevano sul lavoro di masse e di
schiavi.
Antonio
Perrotta