CALCIO
Sarà un'estate calcisticamente calda
Il prossimo campionato giallorosso affidato ad una minirivoluzione d’estate. I vertici societari sono alle prese, dopo aver avuto con tutti i contrattualizzati colloqui a quattr’occhi, con la scacchiera “squadra” da comporre nelle parti più delicate: portiere, difesa e centrocampo. In quest’ultimo caso il problema potrebbe anche essere l’ultimo, ma nelle altre due il discorso si fa un tantino più complicato forse proprio nella individuazione del sostituto di Gori. Quando queste righe vedranno la luce probabilmente il n. 1 neogiallorosso avrà già la sua investitura. Numerosi sono i contatti in queste ultime settimane dopo il “gran rifiuto” del titolare di quattro anni. Per il resto tutto ancora da scrivere nero su bianco.
Il Benevento stando alle parole di Cuttone dovrebbe andare in ritiro con una intelaiatura gia ben individuata, nonché alleggerita negli anni. L’idea giovani è sembrata, ai più, in un primo momento come un inizio di abbandono della squadra da parte della società, smentita a più voci dagli stessi attori. Oreste e Ciro Vigorito hanno voluto dare invece solo una svolta alla gestione societaria, un’operazione di alleggerimento, soprattutto delle numerose collaborazioni e la revisione di quei contratti che non andavano ridotti, ma solo plasmati nel tempo. A malincuore credo hanno dovuto salutare Pileggi, che ha ben lavorato in un settore dove praticamente negli ultimi tre anni ha vinto tutto e primeggiando nei vari campionati, un settore dove la società potrà sin da questo campionato attingere magari le seconde linee per poi arruolarle, così come è stato fatto per Vacca, in prima squadra ogni qualvolta si presenterà l’occasione propizia per l’allenatore.
Sarà comunque una estate calda, calcisticamente scrivendo, quella che ci apprestiamo a vivere. Ci sarà come detto da quadrare la squadra, poi il problema dei gironi trasversali o nord e sud (non male la sottolineatura che quest’ultima comunque porterebbe due squadre del sud in B) e poi da guardarsi intorno e vedere lo strazio delle altre tifoserie, darsi da fare per risolvere problemi atavici di sopravvivenza. Certo un momento difficile per tanti (Salernitana e Cavese in primo luogo). Quei momenti sono stati vissuti anche in queste contrade e certamente non può che far male, ma il calcio ha delle regole precise che “dovrebbero” essere sempre applicate e mai disattese sia sotto l’aspetto delle garanzie economiche che della sicurezza. E su quest’ultimo non si può scherzare e certamente non si può far traslocare una squadra, come per il passato, che non ha disposizione un campo idoneo al campionato in cui è iscritta. Ma questi sono solo dei ricordi del passato, viviamo il futuro con fiduciosa speranza: buone vacanze.
Pregi
ROSSO
FERRARI
A cura di Giuseppe
Russo
GLI INGLESI CELEBRANO L'ITALIA
Festival of speed 2010
Nel Belpaese non è molto famoso, nemmeno tra gli appassionati di motori, eppure è un evento tra i più importanti del motorsport. Si tratta del “Festival of speed” di Goodwood. Una manifestazione assimilabile al nostrano motorshow di Bologna ma con la differenza (bisogna riconoscerlo) che Goodwood ha saputo costruire e mantenersi fama mondiale. Oggi conta più di 150000 visitatori.
Goodwood è una zona situata nel West Sussex, verde campagna inglese. Durante la seconda guerra mondiale ospitava una piccola base aeronautica della RAF, abbandonata alla fine del conflitto. Così gli impianti, piste e strade incluse, furono riadattate a circuito e nel ’48 venne dato il via alla prima gara. Negli anni seguenti le sue curve furono percorse da auto e piloti di ogni genere e fama. L’ultima gara iridata risale al 1966 quindi il circuito fu gradualmente abbandonato. Tuttavia il Duca di Richmond, proprietario dell’intera zona di Goodwood (Goodwood house), riuscì a mantenere viva l’attenzione degli appassionati decidendo di organizzare il primo “Festival of speed”. L’idea era di creare un evento annuale durante il quale concentrare il massimo della sport automobilistico e motociclistico.
L’ultimo F.O.S. si è tenuto tra il 2 ed il 4 luglio ed il tema principale è stato il centenario dell’Alfa Romeo. Ebbene si…gli inglesi hanno festeggiato l’auto italiana, come hanno festeggiato quella tedesca l’anno prima. A simboleggiare la ricorrenza una grande scultura a mo’ di quadrifoglio (il simbolo sportivo per eccellenza dell’Alfa) sulla quale sono state fissate una recente 8C Competizione e una P2 Gran Prix del ’25.
Come sempre vetture e nomi di massimo livello. Innanzitutto l’Italia con Alfa, appunto, ma anche Ferrari (al gran completo, evento raro anche in Italia) e Abarth. Quindi Audi, BMW, Chevrolet, Citroën, Ford, Honda, Jaguar, Lotus, Mazda, Mercedes, MG, Morgan, Nissan, Pagani, Peugeot, Porsche, Rolls-Royce, Toyota e Volvo presenti sia con vetture storiche che attuali.
Al centro dell’attenzione, naturalmente, la Formula 1. McLaren in testa, con Hamilton e Button, Red Bull (guidata dal suo progettista Newey), Ferrari con Genè, quindi Williams, MercedesGP con Rosberg e Heidfeld (probabile sostituto di Schumacher?), Lotus con vettura ufficiale e una “72” guidata da Fittipaldi, Benetton, Alfa 159, BRM ed altre F1 d’epoca. Per le moto (sempre soprattutto italiane) due nomi su tutti: MV Agusta e Agostini (11 volte campione mondiale). Coinvolti anche mezzi aeronautici e settori affini con spazi espositivi di tutti i tipi.
L’auto inglese potrà anche considerarsi estinta, assorbita da gruppi stranieri, ma la sua cultura motoristica è ancora viva e forte, nelle manifestazioni e nelle vetture. C’è da imparare, visto che siamo ancora padroni (e produttori, si spera) della nostra cultura non certo minore.
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