FOGLIANISE, CERRETO, CAMPOLATTARO, BUONALBERGO
E S.LORENZELLO TRA I COMUNI "RICICLONI"

Un po’ di Sannio nella classifica di Legambiente

Puntuale come ogni anno arriva anche per questo 2010 la classifica di Legambiente su Comuni più ricicloni d’Italia.
Nella quale Benevento non rientra.
Alcune premesse sono d’obbligo prima di passare alle “crude” cifre.
Innanzitutto i criteri di accesso: per diventare Comune Riciclone bisognava superare la soglia del 50% di raccolta differenziata per i comuni con più di 10.000 abitanti, del 55% per quelli con meno di 10.000.
Non è stato, infatti, il solo dato della raccolta differenziata a definire l’indice di buona gestione dei comuni: ogni Comune infatti deve ormai dimostrare il proprio impegno nella diminuzione della produzione pro capite totale di rifiuti, nell’incremento della raccolta differenziata dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi), nella promozione del compostaggio domestico – ecco perché alcuni comuni pur a fronte di una maggiore percentuale di raccolta differenziata si collocano al di sotto di altri.
In secondo luogo la speciale menzione per la Campania che pur tra le consuete difficoltà, problemi e contraddizioni mostra importanti segnali di vitalità.
Segnali che, purtroppo però, non arrivano dal capoluogo sannita bensì dalla corregionale Salerno, miglior capoluogo del Centro-Sud con una percentuale di raccolta differenziata pari al 60,3%.
È invece Massa Lubrense, provincia di Napoli, con una percentuale del 67,8 a guidare i 29 comuni al di sopra dei 10,000 abitanti presenti in classifica (16 dei quali campani e precisamente 7 del napoletano, 8 del salernitano e 1 dell’avellinese).
Per trovare un po’ di Sannio e mostrare in che modo anche da queste parti “cultura” non significhi solamente vuota erudizione ma più concretamente senso civico, rispetto per il territorio e per la sua storia, rispetto per le leggi nazionali e comunitarie, rispetto per l’ambiente, in breve rispetto e basta, bisogna spulciare la classifica dei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti e ringraziare il comune di Foglianise che sui 118 classificati si piazza 9° con un indice di buona gestione pari a 72,99% e una percentuale di raccolta differenziata pari al 73,5% e il comune di Cerreto Sannita che con un indice di buona gestione del 72,88% e di raccolta differenziata del 74,4% gli insidia la posizione.
Ma ben figurano anche Campolattaro (21°), Buonalbergo (40°) e San Lorenzello (63°).
Vincitore assoluto dell’edizione 2010 il comune di Ponte delle Alpi, provincia di Belluno, i cui 8.499 abitanti spingono la raccolta differenziata all’83,5% conseguendo un indice di buona gestione pari all’87,28%.
Insomma, nonostante buone pratiche e performance di successo si stiano diffondendo anche al Centro e al Sud la classifica fotografa la solita Italia a due velocità con il Nord guidato dalla regione Veneto ed un Sud caratterizzato dalla regione Sicilia che , nonostante il silenzio dei media sull’intera vicenda, vive una grave emergenza rifiuti – che non potrebbe certo essere risolta, come paventato dal governo centrale, da un commissariamento e dalla costruzione di inceneritori che entrerebbero in funzione tra almeno 5 anni ma piuttosto dal modello di alcuni comuni agrigentini e trapanesi che possono vantare percentuali di raccolta differenziata simili a quelle dei comuni del nord.
Nelle dichiarazioni di Andrea Poggio, vice-direttore nazionale di Legambiente la direzione per migliorare ed aspirare quantomeno a rientrare in classifica per l’edizione 2011: “La nuova frontiera dei comuni ricicloni non è rappresentata solo dalla raccolta differenziata ma anche dalla prevenzione. Sono già 150 i comuni che hanno emesso un’ordinanza per vietare la distribuzione dei sacchetti di plastica (il comune di San Salvatore Telesino è tra questi, Ndr). A questi, si aggiungeranno prossimamente altre 250 località che hanno manifestato l’intenzione di metterli al bando”.
Insomma... a dare il proprio contributo per la diminuzione della quantità di CO2 immesso in atmosfera (quest’anno i comuni ricicloni hanno evitato l’immissione di 2,3 milioni di tonnellate, pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia) e a ridare al capoluogo sannita, almeno in questo campo, un ruolo di guida per i piccoli comuni che ad esso fanno capo basterebbe un goccio di sano buon senso ancor prima di un fiume di buone pratiche.

Massimo Iazzetti


PONTELANDOLFO
Il filo della memoria si riannoda con la storia

In occasione dei 199 anni della dichiarazione dell’indipendenza dello stato sud-americano del Venezuela, l’Amministrazione Comunale e la Pro-Loco di Pontelandolfo, grazie alla volontà ferrea di Giovanna Albini, lo scorso 3 luglio si è svolta la Festa Italo-Venezuelana. Il significato per questa comunità è profondo, in quanto lo stato Bolivariano del Venezuela ha accolto negli anni difficili della nostra storia, un numero rilevante di concittadini. Già quei nostri antenati, che spinti dalla forte ed improvvisa povertà, nella quale erano costretti dopo la fantomatica Unità d’Italia, armati di valige di cartone avvolte nello spago, che raccoglievano le poche cose che rimanevano e col cuore in gola e i sogni stipati nel fondo all’anima, ed il coraggio degli eroi, sfidarono il destino per garantirsi una vita migliore. A bordo di quelle fumose e giganti navi la partenza per l’America del Sud, alla pari di quella del Nord, doveva essere una tappa della loro vita,almeno nelle intenzioni.
Andare, lavorare, costituirsi una fortuna a colpi di sacrifici infernali ed enormi, per poi ritornare al “paesello”, per costruirsi una casa e vivere il resto della vita con quella dignità che il potere di allora volle negargli. Gli presero tutto ai nostri parenti, anche la vita a molti di loro, ma non gli hanno mai potuto prendere la dignità, l’anima e la cultura. Ed è da qui che bisogna ripartire, col coraggio e l’entusiasmo di quegli avi.
Il Venezuela, come il Brasile e l’Argentina, per molti pontelandolfesi fu una tappa di passaggio, ma molto importante, perché se è vero che le braccia e le capacità della nostra gente ha consentito la crescita e lo sviluppo di quelle nazioni, è pur vero che quelle hanno consentito a molti dei nostri stessi concittadini, di poter risparmiare quelle risorse per poter tornare e realizzare i loro sogni. Altri restarono, perché nel frattempo avevo creato famiglie e ancora oggi tornano qui, solo per fare il turismo di ritorno,un po’ come i fratelli del più ricco Nord. Perché, allora, non creare la possibilità a quelli che sono restati oltreoceano, di investire nel loro piccolo ma sempre amato paesello? E’vero ci siamo gemellati con Waterbury, ma oltre la ruzzola e i festeggiamenti di qui è di là, si potrebbero avviare una serie di iniziative concrete e non attendere la disgrazia di turno per cooperare. Una riflessione profonda che meriterebbe un’ampia dilatazione culturale.
E’ stata bella la festa con i venezuelani e i tanti pontelandolfesi che sono tornati a casa dopo tanti anni lì, l’hanno vissuta con grande commozione. Il ricordo è l’emozione più grande che il nostro cuore può vivere o rivivere. Il Console Generale Borges, la Vice Console Hernandez hanno onorato la manifestazione. E’ mancato purtroppo, solo l’Arcivescovo Mugione, per i noti problemi di salute. Comunque la cerimonia officiata dal Cappellano della Comunità Venezuelana a Roma Padre Fajardo, col sostegno di Don Giuseppe, Parroco di Pontelandolfo e Don Lupo Ciaglia col suo coro hanno degnamente sostituito l’Alto Prelato.
Come l’attento lettore coglierà, il nodo della storia si scioglie per riannodarsi al fatidico 1861. E di qui cogliamo un certo fermento organizzativo da parte del Comitato pro-150esimo: dal corposo programma di studi storico-culturali, fino alla realizzazione di una stele commemorativa. Noi abbiamo proposto la creazione di un museo multimediale che raccogliesse la ormai infinita produzione letteraria e storica su quegli avvenimenti, e perché no, un’antologia delle cose più belle ed importanti su quei fatti.
Chi sembra un po’ in ritardo è la Settimana folkloristica che quest’anno celebrerà la 49esima edizione. Il programma che di questi tempi era già noto, sembra un po’ tardare. Si sa solo che il big chiamato per la magica serata del 7 di agosto sarà la già famosa”Amica” Alessandra Amoroso. L’ingresso al concerto sarà subordinato al pagamento di un biglietto, come ormai frequente da circa 20 anni. L’importo è contenuto e va preso come un contributo alle manifestazioni. Pontelandolfo vi attende, anche per offrirvi il respiro della storia che si va celebrando in questo anno.

Nicola De Michele


GUARDIA SANFRAMONDI

I Riti Settennali

Dal 16 al 22 agosto, a Guardia Sanframondi, si terranno i “Riti Settennali” di penitenza in onore della Vergine Assunta.
Per una settimana intera le vie di Guardia saranno attraversate da processioni di “Penitenza” e di “Comunione” che culmineranno in quella più importante, di domenica 22 Agosto con la statua della Vergine Assunta. Dopo la messa al Santuario dell’Assunta, infatti, avrà inizio il corteo religioso con i “misteri” – quadri viventi raffiguranti la vita dei santi o episodi biblici - e i “battenti”. Questi ultimi usciranno in ginocchio dal Santuario, camminando a ritroso, con lo sguardo rivolto alla statua della Madonna che incontreranno poi nei pressi della basilica di San Sebastiano, dove, in ginocchio e invocando ad alta voce la Vergine, si percuoteranno il petto con maggior vigore.
Guardia, quindi, si sta preparando al grande evento. Saranno allestiti punti di ristoro, stand enogastronomici ed esposizioni artigianali e di oggetti votivi.
Il contenuto vero dei riti settennali è quello devozionale e votivo per la Vergine Assunta, oltre che espiatorio e propiziatorio. Tuttavia, proprio la connotazione puramente turistica che stanno assumendo, potrebbe svuotarli di significato.

Rosario Longo


SANT'AGATA DE' GOTI
Week-end dedicato
alla Falanghina

Cinquanta produttori in rappresentanza di quattro province campane saranno i protagonisti della nona edizione di ‘Falanghina Felix’, rassegna dei vini da uve falanghina, in programma il 17 e 18 luglio a Sant’Agata dei Goti. La manifestazione è organizzata dalla Camera di Commercio di Benevento, tramite la propria Azienda Speciale Valisannio, con la compartecipazione dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura e alle Attività Produttive, della Provincia di Benevento e del Comune di Sant’Agata dei Goti e con il supporto organizzativo della Pro Loco. In occasione del week-end di ‘Falanghina Felix’ il centro storico della cittadina sannita si trasformerà in un grande banco d’assaggio con protagonista il “giallo” caratterizzante i vini falanghina.
L’intento della manifestazione è quello di focalizzare l’attenzione sull’importanza di una politica di marchio, capace di garantire la territorialità e la qualità dell’enologia campana, di cui proprio il vitigno falanghina rappresenta le interpretazioni più tipiche. Incontri e spazi di riflessione per comprendere la necessità di un “marchio territoriale” capace di richiamare e sedurre, e che abbia il valore di una firma che autentichi l’eccellenza dello scenario produttivo della Campania Felix. Tutto questo partendo dall’analisi del momento, certo non semplice, che caratterizza l’attuale mercato del vino, totalmente trasformato dai colpi inferti dalla globalizzazione e dai vitigni internazionali.
‘Falanghina Felix’ rappresenta una vetrina importante per l’affermazione d’immagine di questa cultivar, che propone al centro dell’attenzione i vitivinicoltori ed i vini falanghina, intervenendo sulla informazione, sulle opinioni e simpatie degli operatori e delle associazioni di settore, enologi, enotecari, giornalisti specializzati, ristoratori, esperti di enogastronomia e consumatori, attraverso la realizzazione di una serie di iniziative di valorizzazione della tipicità e della biodiversità di uno dei più diffusi e conosciuti vini della Campania.
Nata con l’obiettivo di promuovere proprio la conoscenza delle specifiche peculiarità produttive del sistema vitivinicolo campano, oggi ‘Falanghina Felix’ vuole trasformarsi in uno strumento per creare occasioni di interazione tra i diversi attori e per sviluppare opportunità e relazioni con i principali mercati del vino di qualità. Questa nona edizione nasce dalla convinzione che proprio la promozione costituisca un fondamentale fattore di successo della politica di marchio e rappresenti lo strumento necessario per comunicare con i consumatori esistenti e potenziali.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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