OSSERVATORIO

Viespoli è comunque un personaggio

Si fa sempre più infuocato il dibattito, sottile e strisciante, all’interno del PD. Dopo la riunione del congresso che ha eletto a segretario provinciale Erasmo Mortaruolo il dibattito si è fatto più serrato ed emergono anche aspiranti candidati alla carica di Sindaco per la prossima primavera. All’accordo sancito tra l’ex segretario provinciale ed attuale consigliere regionale Umberto Del Basso De Caro e lo stesso attuale sindaco Fausto Pepe, è emersa palesemente l’aspirazione a quella designazione in primo luogo di Gino Abbate, attuale presidente dell’Agenzia provinciale Sannio Europa, che nel suo intervento in congresso chiedeva le primarie.
Ma rincorrendo le solite voci, così dette bene informate, gli aspiranti potrebbero essere ancora il vice Sindaco Raffaele Del Vecchio, lo stesso ex presidente dell’Amministrazione provinciale Carmine Nardone. Quindi quattro nel solo Pd. Ma se le primarie fossero allargate alla coalizione il numero potrebbe salire e di molto, con in prima linea Gianvito Bello, che com’è noto ha aderito alla neo formazione che fa capo a Rutelli, formazione politica che potrebbe nel giro di pochi mesi ritrovarsi federata se non fondatrice di un nuovo partito con l’Udc di Casini per una politica centrista. Poi in campo potrebbe scendere l’ex assessore Giuseppe De Lorenzo, che potrebbe correre con una sua lista personale e l’attuale presidente della Gesesa Nazzareno Fiorenza, che ha dato vita ad una formazione politica denominata Città nuova. In questi ultimi due casi difficile trovare una collocazione a sinistra. Improponibile potrebbe essere per loro anche un’alleanza a destra, mentre potrebbero andare a rafforzare quel quadro centrista, con UDC e API, comunque già con qualche aspirante alla candidatura al vertice di Palazzo Mosti.
In tutto questo il Pdl non si logora più di tanto al suo interno. A logorarsi invece potrebbe essere lo schieramento finiano per cercare in questi mesi di riuscire ad imporre un suo rappresentante per quella candidatura. Ma da quella parte oltre al senatore Viespoli e ad una sua improbabile ricandidatura, molti sarebbero gli aspiranti per quella designazione, da Ucci a Orlando a Nicola Boccalone, tutti però con poche possibilità di successo, se non dovesse concretizzarsi la coalizione di centrodestra.
Un quadro confusionario e caotico che potrebbe comunque riempire le giornate di questa estate che, almeno sotto l’aspetto politico beneventano, potrebbero essere torride. Ma in quest’ultimo caso si innesca anche un delirio tremens da parte di chi arma anche la mano dei giovani in cerca di visibilità, di acquisizione di potere, di sterminio politico dei coinquilini di partito. È pur vero che le ombre possono dare fastidio ed intralciare progetti ambiziosi, ma da questo a far passare per deficienti senili personaggi quale Pasquale Viespoli, sottosegretario al welfare ce ne passa. La sua idea di un’Agenzia unica per lo sviluppo sicuramente non può essere oggetto di critica da parte di un gruppo di giovani la cui penna, credo, sia stata armata da altri. L’idea certamente non peregrina, ma in piena simbiosi con l’idea del ministro Tremonti in materia di riduzione di costi della P.A., non può essere criticata da chi ha poca esperienza in materia, derisa da chi al desco della politica beve ancora latte materno, da chi alla fine non rispetta l’uomo e la figura istituzionale. Non sto qui a sparare un pistolotto pro Viespoli, ma a cercare di far capire che comunque la storia di un uomo, sindaco a poco più di trent’anni, senatore al limite della eleggibilità per la giovane età, non può essere denigrata da chi a quella fonte dovrebbe abbeverarsi non di latte materno, ma di esperienza e saggezza, di cultura politica e di problematica sociale. Sì, perché è dalla storia, fonte di vita, e dall’esperienza degli anziani che i giovani debbono prendere lezione per programmare il futuro sia personale che politico. Se no che senso avrebbe studiare la storia sui libri, leggere filosofi e poeti, imparare le tabelline ed a ragionare con raziocinio. La politica non si discosta dalla vita, è parte di essa ed è intrisa di cultura che non si apprende facendo i saccenti, ma guardandosi intorno accumulando nozioni, distinguendo il bene dal male, l’ottimo dal cattivo, il possibile dall’impossibile.
Non è pensabile che avendo una penna in mano si possa sparare all’untore, si possa deridere un pezzo della storia di questa città, solo per pura gelosia, per mero arrivismo o protagonismo. Si sbaglia chi odorando un po’ di potere, non certamente elettivo, non certamente ottenuto dalla piazza, fatto con scelte piovute dall’alto sulla propria persona, possa pontificare su di un personaggio e le sue idee. Le idee vanno lette, capite e, se non condivise, combattute, non già a prescindere, ma semplicemente argomentate. Perché, per scomodo come possa essere per l’attuale vertice del Pdl provinciale, il personaggio Viespoli è comunque un personaggio che ha già fatto la storia di questa città così come tanti di quei personaggi che come lui hanno combattuto per questa nostra società. Da quei personaggi, i cui busti sono in bella mostra negli angoli della città o nella villa comunale a quelli che con lui riempiono la bacheca dei Sindaci a Palazzo Mosti: da Pietro De Rosa e fino ai giorni nostri.

Geppino Presta


E’ SOLTANTO UN’OPINIONE
A cura di Pietro Di Lorenzo

Quale ruolo per una nuova politica?

È questo l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Forse ci saranno i momenti di confronto nelle ormai classiche “feste di partito”. La politica al primo posto, così reciteranno i soliti e roboanti slogan. Ma poi, chissà perché, i cittadini sentono la politica sempre più distante. Maledettamente incapace di affrontare  piccoli e grandi problemi che incalzano sempre di più la società, fino a divorarla, sopprimendone sogni e speranze. La crisi economica e la mancanza di una vera politica sono forse le facce di una stessa medaglia. Ma rientriamo nei limiti territoriali della nostra regione e forse riusciremo a rendere più chiaro il dramma di cui siamo incolpevoli protagonisti.
I primi atti del Governatore della Regione e del centrodestra (a 15 anni dalla breve parentesi di Rastrelli e dopo il lungo periodo di Bassolino), sono stati apprezzati da gran parte dell’opinione pubblica. Inutili e costose consulenze, l’esercito dei “comandati”, il grosso deficit della sanità e la riorganizzazione del personale, sono soltanto alcune delle emergenze affrontate a palazzo Santa Lucia. Anche i consiglieri regionali hanno dichiarato di voler ridurre del 10% la propria indennità.
Sono piccole gocce nel grande mare di sprechi, ma occorre fare in fretta ed agire nella giusta direzione. I tanti enti strumentali, le partecipazioni ed i costosi consigli di amministrazioni, funzionali ad un potere che non faceva altro che moltiplicare le poltrone, non possono più trovare posto nella moderna Regione Campania. Tanto più che, la nuova Giunta dovrà aumentare comunque le tasse. Riusciranno a far digerire l’amaro calice ai sempre più poveri cittadini della campania?
Ci vorrebbero delle proposte radicali. Si potrebbe cominciare a tagliare sul serio i costi della politica, i tanti rimborsi elettorali e le corpose indennità ad assessori, sindaci, presidenti di regione e province dovrebbero azzerarsi. Altro che riduzione del 10%!
Sembra una proposta scioccante, ma sarebbe il punto di partenza per una nuova politica, fatta nell’esclusivo interesse della comunità e senza vantaggi personali. In realtà una semplice riduzione di altisonanti e non giustificate indennità non ha senso e non rende credibile la enormità di sacrifici che si chiedono ai cittadini.
Rendere la politica libera, riportarla al vero e dignitoso ruolo di servizio, significa proprio questo. I partiti tradizionali probabilmente non vorranno accettare mai questa che è, a mio parere, una urgente necessità. L’impegno politico ed amministrativo non può essere e non deve diventare mai un lavoro. Nella nostra regione è diventato forse l’unico lavoro cui aspirare per realizzare i propri sogni. Ma adesso basta sognare, riapriamo gli occhi, prima che sia troppo tardi.


CONCLUSE LE GIORNATE SULL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA

“Ponte Valentino Made In”,
nuove idee per il Sannio

Si è concluso il forum “Innovazione e sviluppo” presso le officine di Futuridea, in occasione delle giornate “Ponte Valentino Made - In”, manifestazione organizzata dal Consorzio Asi e promossa dalla Commissione Europea. All’incontro operativo, moderato da Luciano Lombardi, hanno preso parte Giuseppe Rillo, direttore Generale del Consorzio Asi e Carmine Nardone, presidente di Futuridea. Presente anche il Comune di Benevento con l’Assessore Comunale alle Attività Produttive Pietro Iadanza, Piero Porcaro in rappresentanza di Confindustria Benevento e il consigliere regionale Umberto Del Basso De Caro.
Ha aperto i lavori Nardone che ha sottolineato come sia “molto diffuso nel mondo imprenditoriale il processo di imitazione verso l’azienda di punta. Tuttavia questo modello imitativo è perdente poiché crea condizioni di subalternità territoriale. Bisogna, invece, passare dalla fase imitativa a quella dell’originalità. È per tale ragione che occorre accompagnare le aziende verso un processo di innovazione. In tal senso, l’Asi sta facendo un lavoro straordinario”.
Lo stesso Assessore Iadanza ha definito l’agglomerato industriale di Ponte Valentino un’area tipo dove l’insediamento produttivo può rappresentare il vero sbocco per tanti giovani sannita in cerca di occupazione nel mondo tecnologico: “Occorre ora -ha aggiunto Iadanza- realizzare una situazione ottimale di filiera istituzionale che racchiuda Consorzio Asi, Comune, Provincia, Parco Tecnologico, Confindustra e Camera di Commercio. La sinergia tra pubblico e privato è uno dei fattori che può consentire al Sannio di faro un grande balzo in avanti, scavalcando l’ondata negativa della crisi economica nazionale”.
Sulla stessa riga l’intervento di Del Basso De Caro che ha sottolineato l’importanza di un patto bipartisan per rilanciare le politiche per lo sviluppo del Sannio e per combattere la crisi che sta mettendo a nudo la fragilità del sistema economico sannita, con l’esempio dell’area di Airola dove la globalizzazione da possibile opportunità è diventata una gravissima minaccia per l’intero settore tessile. A concludere il forum, l’intervento del direttore generale del Consorzio Asi, che ha ripercorso la storia dell’Ente e le difficoltà di insediamento sul territorio. Alla fine l’impressione è, come spesso accade in questi casi, che ci sia una vera difficoltà a concretizzare le montagne di idee e progettualità che di volta in volta vengono messe in campo. Il balzo più importante sarebbe proprio questo: dalle parole ai fatti.

Antonino Caffo
antonino.caffo@hotmail.it


INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL'EPT DI BENEVENTO,
ALLA FINE DEL SUO MANDATO

La Motta: «Non roviniamo il Sannio,
è un posto dove ancora si vive bene»

È il primo luglio, il mandato del Dott.Giovanni La Motta presso l’Ente Provinciale del Turismo è appena terminato, si lavora alle ultime pratiche. Mi accoglie con cortesia nell’ufficio della presidenza.
Quanto è stato importante il turismo per Benevento in particolare per il Sannio in generale?
“Il turismo per il Sannio credo che sia la cosa più importante, perchè non avendo questo territorio né delle industrie né un processo di industrializzazione in corso ed avendo cultura e beni culturali enormi non riusciamo a mettere in campo quelle che sono le nostre enormi potenzialità. Per quello che è stato il turismo per il passato, ovviamente visti i risultati dell’odierno non credo che siano stati soddisfacenti; credo sia venuto a mancare quella rete e quel coordinamento istituzionale che facesse si che il nostro territorio potesse svilupparsi in maniera sostanziale. Le potenzialità sono enormi ma c’e’ anche bisogno di costruire delle energie e sinergie istituzionali praticate e non soltanto predicate.”
All’inizio lei si è certamente posto degli obiettivi. È riuscito a raggiungerli?
“Io gli obiettivi lo ho centrati tutti, anzi li abbiamo raggiunti, anche con grossi sforzi sia economici che di passione e di lavoro. Abbiamo creato rete, sicuramente; questo è uno dei primi obiettivi centrati sui vari comparti turistici; penso al comparto turistico religioso, penso a quello che è l’enogastronomia. Soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo tramite un protocollo d’insieme abbiamo raggruppato i cinque comuni più rappresentativi per quanto riguarda le manifestazioni enogastronomiche: parlo della Festa dell’uva, di Vinitaly, Falanghina Felix; si era pensato anche ad un cartellone unico, per una serie di problemi non siamo riusciti a realizzarlo, ma certamente comunque si è avviato un discorso unitario sulle manifestazioni più importanti. E poi, abbiamo affrontato e vinto questa sfida delle nuove tecnologie, quelle del web, con tre siti. Il primo www.eptbenevento.it, quello istituzionale, completamente rinnovato, ed adeguato al web 2.0, con uno sforzo economico per noi enorme, grandissimo, ma ritenendolo uno sforzo doveroso; dopodichè, abbiamo creato vacanzenelsannio.com, che in parte ha funzionato, ed in parte, invece, va riprogrammato, rivisto e riconcertato assieme alle strutture ricettive, ed insieme alle agenzie di viaggio. L’ultima sfida, presentata qualche giorno fa, riguarda itineriamo.com, un progetto molto bello ed innovativo. Con una sinergia più forte avremmo potuto mettere on line tutti i comuni del Sannio, abbiamo dovuto fare una scelta che riflettesse quelle che sono le bellezze più particolari che potessero suscitare l’interesse dei visitatori di itineriamo.com. Abbiamo scelto venti comuni, e per il futuro abbiamo realizzato una convenzione che consente di aggiungere altri comuni al portale turistico ad un costo più accessibile. Ci sono molto altri obiettivi centrati; mi viene da pensare al protocollo di intesa fatto con la provincia di Benevento, o al progetto con la scuola di Montesarchio e con il Comune di Montesarchio, con il quale porteremo qui ad ottobre duecentocinquanta alunni tramite il Touring Club Italiano, Turismo Scolastico 2010-2011”.
Quale è stata la giornata o il momento più emozionante, la più grande soddisfazione che ha raggiunto durante il mandato?
“Non ci sono eventi particolari, o giornate; c’è il camminare ed essere avvicinato da persone che non conosco che mi fanno i complimenti per il lavoro; questa è una cosa che mi rende orgoglioso di quello che ho fatto”.
Cosa avrebbe voluto fare e non ha fatto, e per quale motivo?
“C’è stata una cosa che avrei voluto realizzare e non ho realizzato, e mi dispiace tantissimo, quella di riportare la trentesima edizione della stagione lirica. Non è stato possibile, per motivi non dovuti a me ma a diverse componenti ed anche ad un finanziamento mancante a tutt’oggi da parte della regione Campania, che non ci ha consentito di poter portare avanti questo discorso sulla lirica. Ritengo la lirica un’arte importantissima per il Sannio, perché ha una tradizione notevole nella nostra città; andrebbe in qualche modo ripresa e riportata avanti”.
Cosa possiamo aspettarci dal futuro turistico del Sannio?
“Bisogna stare attenti e vigili su questo tema; non dobbiamo consentire di lasciar rovinare il nostro territorio nel senso che se non è stato idoneo né adeguato per le industrie non deve essere idoneo neanche per farci le discariche. Deve continuare ad essere un ambiente incontaminato dove si mangia bene, si beve bene, e si vive bene”.

Michele Sabella


PRESENTATO IL PROGRAMMA DI CITTA' SPETTACOLO 2010

Fuochi d’artificio metafora
delle emozioni del teatro

Presentato il 7 luglio scorso a Palazzo Paolo V il programma di Benevento Città Spettacolo 2010, dal direttore artistico Giulio Baffi, dal sindaco Fausto Pepe e dall’assessore alla cultura Raffaele Del Vecchio. Il direttore artistico di viola vestito e per nulla superstizioso commenta il logo della manifestazione, posto a simboleggiare come dei fuochi d’artificio i versi teatrali. Volti noti del mondo del teatro dal 3 al 12 settembre tra prosa, danza, musica, performance e originali incursioni poetiche si esibiranno praticamente in tutti i teatri della città: il Comunale, il Massimo, il De Simone, i Mulini, il piccolo e nuovissimo Teatro Libertà, e il più antico di tutti, il grande Teatro Romano che ritorna ad essere, con il Ballet National de Marseille e la Grande Orchestra e Coro del Teatro San Carlo, palcoscenico d’eccezionale fascino ed accogliente spazio per importanti occasioni di spettacolo. Beppe Barra, Marina Confalone, Veronica Mazza, Ballet National de Marseille, Malika Ayane, Edoardo Bennato, sono solo alcuni dei protagonisti della trentunesima edizione del festival.
Sarà questo il festival che animerà i luoghi della città di Benevento, come Piazza Roma, l’Arco del Sacramento, l’Hortus Conclusus, Piazza Vari, Palazzo Paolo V, la Villa Comunale, il Ponte Leproso, Piazza Manfredi, trasformati per l’occasione in palcoscenici, con l’intento di dar vita a una Festa del Teatro, gioiosa e coinvolgente. Il sito ufficiale dell’evento è www.cittaspettacolo.it
In merito alla questione dei tagli operati all’evento previsti dagli ultimi atti amministrativi dalla giunta Bassolino (PD) l’assessore Del Vecchio ha illustrato alla stampa come questo festival si avvii nei prossimi anni ad una condizione in cui i finanziamenti pubblici ed europei verranno a mancare, ponendo quindi una importante sfida a realizzare teatro di qualità senza dover per questo necessitare di tali fondi. Il sindaco Fausto Pepe ha commentato: “I tagli operati dalla Regione Campania a Città Spettacolo sono inutili. Si tratta di una schizofrenia senza senso e regolamentazione sulla cultura e sui grandi eventi, salvo però poi finanziare le sagre della mozzarella di bufala. Colgo quest’occasione per lanciare un grido d’allarme. Del resto, è vero che non esiste solo un futuro di finanziamenti ma presto non ci saranno più fondi, ed è evidente che bisognerà fare tutti dei ragionamenti più seri; finalmente si vedrà se la Regione Campania vorrà dimostrarsi civile o meno civile”

Michele Sabella

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, PROVINCIA, SPORT

Home Page