PONTELANDOLFO: PALCOSCENICO CULTURALE DELL’ESTATE 2008

La parola, il suono e il movimento

Il titolo che riprende il tema di una grande rassegna museale di reperti archeologici, che Pontelandolfo ospiterà a partire dai prossimi giorni, sintetizza in pieno quanto si celebrerà nell’estate. Il carnet degli appuntamenti è abbastanza nutrito: si va dalla gara di tiro con l’arco, al Palio delle Contrade con la ruzzola del formaggio, passando per le Tre notti al borgo con 30 artisti a confronto curati da Mario Ferrante. E a seguire il conferimento del Landolfo d’oro e il dramma sacro di Santa Giocondina, poi il Festival Internazionale delle culture folcloriche in terra sannitica fino ad arrivare alla band Anime in plexiglas e chiudere con Piero Pelù in concerto nella famosa data del 7 agosto.
In altri termini, il programma sembra seguire l’intonazione voluta dall’Amministrazione Comunale che punta moltissimo sulla cultura e sull’arte quale occasione di fruizione turistica. Del resto la rassegna museale "Etruschi nel Sannio" che verrà inaugurata il giorno 19 luglio, è la testimonianza più tangibile delle intenzioni del sindaco Dr. Cosimo Testa e del suo entourage, di candidare Pontelandolfo a "capitale della cultura del Sannio".
La mostra si basa sui reperti archeologici illecitamente sottratti e recuperati dal Gruppo di Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza diretti dal Capitano Rossi, opportunamente selezionati e catalogati col contributo scientifico del Dr. Lo Castro. L’esposizione al pubblico si protrarrà sino al 10 gennaio 2009 con possibilità di proroga e rinnovo per periodi altrettanto lunghi. La manifestazione avrà anche il patrocinio della Provincia di Benevento e dell’Assessorato alla Cultura ed il contributo di un Comitato culturale presieduto dal Dirigente scolastico provinciale Dr. Pedicini.
Come riferito in conferenza stampa dal capitano Rossi, si tratta di opere archeologiche un po’ avulse dal contesto ambientale, in quanto provenienti da altri siti, che vanno da quelli etruschi a quelli della Magna Grecia ma che hanno il medesimo contesto funerario. L’assessore provinciale alla Cultura, Falato , ha voluto testimoniare personalmente la volontà politica dell’ente di puntare alla promozione del territorio e questa rassegna diventa un valore aggiunto dal punto di vista culturale, che va nella direzione di allargare il più possibile la fruizione delle Istituzione culturali come il Museo del Sannio e far arrivare la cultura al cittadino e non solo viceversa. Lo stesso Assessore, non si è lasciato sfuggire l’occasione per affermare che essendo Benevento e la sua provincia, un’inesauribile fonte archeologica, perché ovunque si scavi si rinvengono antichità, diventa fisiologico che il capoluogo del Sannio possa rivendicare la propria autonoma Sovrintendenza.
Alla conferenza è intervenuto anche il Dr. Lo Castro che ha contribuito scientificamente alla mostra, il quale ha sottolineato che pur essendo dei reperti trafugati recuperati, conservano il loro valore documentale che supera il valore estetico e commerciale, perché da ognuno di essi partono messaggi che lasciano qualcosa dentro ai visitatori, che rinsaldano la propria identità.
Se è vero che la musica è l’arte delle muse e che ha un rapporto ancestrale con la cultura, se la parola e il suono si coniugano con naturalezza e il movimento li richiama entrambi, non possiamo fare altro che provare a scoprire il mistero della nostra identità attraverso questa esposizione.

Nicola De Michele


SAN LORENZELLO SI RACCONTA A "TV SETTE"

Paese che vai, usanze che trovi

"E narra la leggenda, che una sera verso il tramonto gli si fece incontro una gitana, e lettagli la mano, gli disse che sarebbe il fondatore di una città".
Sono i graziosi versi della poetessa e scrittrice laurentina Maria Luisa d’Aquino sulle leggendarie origini di San Lorenzello e sul suo mitico fondatore, Filippo Lavorgna.
Così è iniziata la bella trasmissione di TV Sette, "Paese che vai, usanze che trovi", che all’inizio di luglio ha fatto tappa a San Lorenzello. A dare il benvenuto ai telespettatori è stato il sindaco Giovanni Di Santo che ha illustrato i motivi per venire in questo bel comune del Sannio, ricco di storia, arte, cultura e magia.
Il paesino, posto alle falde meridionali del Matese offre al turista un paesaggio quanto mai suggestivo, immerso nel verde, con il Monterbano, che sembra guardarlo e proteggerlo dall’alto dei suoi ottocento metri e il fiume Titerno, sornione e sonnolento, accarezzarlo. L’itinerario per le vie del paese invita il telespettatore a trattenersi e meditare: ecco le "mura Filippo" nella parte più alta del borgo, che lo cingono come una piccola cittadella, la chiesa di Maria SS. della Sanità con il suo slanciato campanile e gli interni ricoperti di ceramiche artistiche; ecco via Rua, una lunga scalinata che da largo Umberto I sale su alle "mura", come se volesse arrampicarsi per la montagna e la chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire con annesso, l’ex convento dei Carmelitani; ecco infine il "supportico", uno stretto e suggestivo cunicolo, diviso da arcate, che ricorda tanto un calle veneziano.
San Lorenzello è il piccolo regno della ceramica artistica con le botteghe artigiane che ne tramandano la tradizione, è il paese del "Mercantico" - fiera dell’antiquariato che si svolge lungo le stradine del centro storico - e dei fuochi pirotecnici in onore di San Lorenzo, che la notte del dieci agosto sembrano contendere alle stelle cadenti la vastità del cielo.
San Lorenzello, un paesino del Sannio da vedere, perché non si dica, proprio dai sanniti, di non conoscerlo. Un paese come tanti altri con i suoi timori e le sue speranze, che guarda al futuro con un cuore antico, come antica è la sua storia.
"Paese che vai, usanze che trovi" ci invita ad andare, vedere, conoscere; sapere cosa c’è all’ombra del campanile e sentire il silenzio delle piazzette assolate, guardare gli occhi attoniti dei bambini che hanno interrotto il loro gioco per la presenza del forestiero; queste e tante altre piacevoli sensazioni si possono provare ancora a San Lorenzello, il paese che nacque " per virtù d’un mito".

Rosario Longo


"FESTA MEDIOEVALE" A FAICCHIO

Un viaggio nel tempo sempre affascinante

Si è svolta a Faicchio, dal 27 al 29 Giugno, la VII edizione della "Festa Medioevale", suggestiva manifestazione organizzata dal circolo Acli "Il Tiglio", con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Faicchio, della Provincia di Benevento e della Regione Campania.
La manifestazione allestita nel centro storico di Faicchio, dove troneggia il Castello Ducale, è stata ricca di entusiasmanti iniziative che hanno proiettato i numerosi convenuti in un affascinante viaggio nel tempo.
L’ambito Palio, conteso da otto "contrade", è costituito da una serie di gare: la "quintana", tipo di torneo medievale che consiste nel colpire con la lancia una sagoma a forma di guerriero, il palio degli arcieri, il palio della botte, il tiro alla fune e il palo della cuccagna.
Ad aprire la settima edizione, al suono ammaliante dei tamburi e delle chiarine è stata l’esibizione dei musici e sbandieratori di Cori, veri e propri maestri nell’arte del maneggio della bandiera.
Rilevanti, inoltre, sono state le esecuzioni degli archibugieri di Cava dei Tirreni e degli spadaccini del gruppo storico "I normanni di Ruggiero" di Vairano che si sono esibiti nell’avvincente Palio degli arcieri.
Il corteo storico - cui hanno partecipato più di trecento comparse - ha riproposto il centro di Faicchio in un giorno di festa medievale, con i mercanti che riempivano ogni angolo del paese con ogni tipo di mercanzia e il Duca, che, per assicurarsi il terraticum, l’herbaticum, il carnaticum e il vinum, acconsentiva ad indire appunto un palio annuale, in cui gli abitanti delle contrade del feudo, mettendo da parte le loro attività quotidiane, si sfidavano in singolari e accesi confronti.
Il Palio, che è culminato in uno spettacolo di fuochi pirotecnici, è stato vinto quest’anno da Fontanavecchia, una delle otto contrade in gara.
La "Festa Medioevale" è un evento ormai radicato nella cultura di questo territorio perché fa conoscere gli usi e i costumi dei nostri borghi nel medioevo, da tanti considerato, forse a torto, un periodo storico "oscuro".

R.L.


S.LORENZO MAGGIORE

Due video in onore
della Madonna della Strada

Sabato, 5 luglio, alle ore 21.30, in Contrada Piana di San Lorenzo Maggiore, sono stati proiettati due filmati in onore della Madonna della Strada. Si tratta di un filmato prodotto dai laurentini residenti a Five Dock, in Australia, e di un documentario, preparato dalla dott.ssa Maria Scarinzi, in cui sono mostrate le funzioni religiose, in occasioni delle quali viene celebrata la Madonna.
A Five Dock, ogni anno, dal 2003, viene festeggiata la Madonna della Strada con tutto lo stesso fervore che anima la comunità di San Lorenzo Maggiore.
Quest’anno la festa si è svolta il 25 maggio e, dopo una messa presieduta dal parroco di Five Dock, Robert Hayes, nella chiesa di All Hallows, alliettata dal coro di Luigi Ciaglia, c’è stato un lungo corteo che ha attraversato le strade del paese. A seguito della processione, i fedeli si sono riuniti presso il Castel D’Oro per continuare i festeggiamenti tra lotterie, balli e canti. Qui ha preso la parola il presidente dell’Associazione Guido Pengue che ha ringraziato tutti i convenuti e salutato i connazionali laurentini. Dal filmato erano evidenti molte analogie con le celebrazioni italiane. In particolare, si è potuto notare come l’icona portata in processione a Five Dock fosse una riproduzione fedele di quella che si venera in San Lorenzo Maggiore.
Al termine del filmato c’è stata la proiezione del documentario dal titolo "Madonna della Strada 2005, Culto e Tradizione Mariana". Ancora una volta, protagoniste sono state le celebrazioni in onore della Madonna, svoltesi a San Lorenzo nel 2005, mostrando, tralaltro, non solo la fase dell’ascensione al trono della Vergine o quella in cui viene portata in processione, ma anche quella dell’allestimento dei tradizionali carri di grano che vengono benedetti e tenuti esposti ai visitatori.
Il video ha raccontato, inoltre, del significato di alcuni riti, attraverso anche gli interventi del parroco Don Pino e dell’ex parroco di San Lorenzo, don Angelo, ormai scomparso già da un po’ di tempo.
Le proiezioni si sono concluse alle 11.30, lasciando un pubblico pienamente coinvolto anche dai gesti di devozione di tanti connazionali che, seppur lontani, sono sempre vicini col cuore.

Teresa Nifo

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, SPORT

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