PONTELANDOLFO
Un
paese in una posizione di attesa politica
Il
quadro politico pontelandolfese vive un periodo di attesa.Non sono
annunciate iniziative rilevanti e sembra che tutte le parti si siano
raccolte in un religioso silenzio utile a rispettare le tradizioni
estive che si concretano nei festeggiamenti di agosto.
A giudicare dalle notizie raccolte, si preannuncia unedizione
della ultratrentennale e famosissima Settimana Folkloristica in toni
ridotti. Per questanno infatti, sia per problemi logistici che
economici non sarà svolto il festival internazionale dei gruppi
folkloristici che aveva valorizzato ulteriormente i festeggiamenti
estivi dei compatroni locali,quei San Donato e San Rocco che tanta
importanza assumono nellimmaginario collettivo e che rimontano
nelle credenze popolari e trasudano di avvenimenti storici locali.
Comunque per la fatidica data del 7 di agosto è previsto il
concerto di Edoardo Bennato, artista partenopeo di grande fama,autore
dellinno dei mondiali di calcio del 1990,svoltisi in Italia
e soprattutto di una canzone che sta avendo molto successo in quanto
jingle dellex-monopolista telefonico. Soprattutto un artista
molto impegnato su temi sociali e divenuto famoso perché capace
da solo di suonare diversi strumenti contemporaneamente.
Forse loccasione giunge opportuna per ripensare allistituzione
turistica nel suo complesso ,puntando ad una programmazione completa
spalmata sullintero periodo estivo e non ridotto al tempo di
qualche settimana. In una società sempre più tecnologica
e sempre più veloce è il caso di interagire, coniugando
tradizione a tecnologia, riscoprendo il gusto dei tempi andati e che
non ritornano più . Ma per fare questo occorre una programmazione
seria gestita in tutti i suoi punti con puntuale impegno ed organizzazione.
Eppure per creare le occasioni di uscita dai focolari domestici nelle
serate estive ci sono tante iniziative che si possono alimentare da
sole, senza dover fare ricorso a risorse economiche rilevanti. Già
ma tutto questo è un altro discorso.
Tuttavia, questo periodo estivo diventa unottima occasione per
riflettere sulle ormai incombenti elezioni amministrative del prossimo
anno. Si cominceranno a compiere i primi passi per creare le aggregazioni
possibili, per scegliere le squadre da schierare. Lattuale maggioranza
non denota particolari difficoltà di riconferma, salvo la rinuncia
di qualche deluso dalla politica e di tutto ciò che ruota intorno;
di qualcun altro stanco di lottare a livello personale e così
via.
Dal lato minoranza, si registra il passaggio di Fernando Guerrera
dallo Sdi al PSE locale che si riferisce allavv. Del Basso De
Caro per garantirsi unazione più innovativa.Sarà
seguito da altri aderenti in questo nuovo progetto.Salutiamo liniziativa
anche per registrare il recupero fisico dello stesso Guerrera, sempre
passionale nei riguardi del proprio paese.
Quante più anime ruotano intorno al bene comune e più
cuori battono per il proprio paese, più ne beneficia la comunità.
Lopposizione, la critica, il confronto sono il toccasana per
lo sviluppo ordinato e possibile della società.Infatti chi
gestisce il potere alla fine tende a considerarlo personale e col
tempo non sopporta il dissenso,aspettandosi solo ammirazione e omaggio
servile.
Per questo in ogni democrazia è necessario che qualcuno o tanti
si mettano in moto per il cambiamento,che portino la loro sfida critica,
perché chi lotta deve sapere che il suo compito non è
distruggere ,ma arricchire,correggere,completare. Anche nelle famiglie,
lopposizione e la critica fanno bene a chi ha il ruolo di capofamiglia.
Se le coalizioni che si andranno a formare per la prossima lotta politica
saranno consapevoli di questi assunti, potranno giocare un ruolo decisivo
e determinante nel cambiamento e soprattutto sapranno rivedere le
posizioni personali, ridimensionando il ruolo del candidato Sindaco,
in quanto lo stesso "capo" sarà consapevole del ruolo
degli altri.
Nicola
De Michele
CEPPALONI
Tre
secoli al microscopio
Giornate
intere, e talvolta intere nottate, a trascrivere testi antichi. Anche
lui, come gli amanuensi. Solo che Carmine Porcaro usa il computer
invece di penna e inchiostro.
Così nasce la sua ultima fatica presentata qualche sera fa,
a Ceppaloni, presso la Sala consiliare, nel quadro degli incontri
"Con le radici nel passato e la fantasia nel futuro" attraverso
cui lAmministrazione comunale va scavando da tempo nella cultura
beneventana.
Oltre 36 milioni di byte per tramandare ai posteri i libri parrocchiali
disseppelliti, insieme a don Lupo Palladino, dal convento francescano,
e sistemati successivamente, con la collaborazione di don Renato Trapani,
nella Chiesa di S.Nicola: questa, in buona sostanza, limpresa
portata a termine da Carmine Porcaro con "Ceppaloni dal 1570
al 1877".
Tre secoli "passati" al computer. Ecco battesimi, matrimoni
e funerali, dal Concilio di Trento fino allUnità dItalia.
Nomi e date, soprattutto. Perché vi sono anche annotazioni
travalicanti i confini dellUfficio anagrafe: carestie (quella
del 1764 provocò circa trecento vittime), casi singolari (hac
Eusebia nata est cum duobus primis dentibus molaris) e perfino "pezzi"
di cronaca nera (un poveretto morì nel 1862 dietro la Chiesa
delle Chianche, attuale Beltiglio, subito dopo essere stato raggiunto
da un colpo di schioppo).
"Da questa avventura lungo i sentieri di una volta osserva
il sindaco Nino Rossi la nostra comunità esce più
pronta a raccogliere leredità ricevuta dagli antenati".
Una sottolineatura in sintonia con il pubblico, convenuto numeroso,
nella Sala consiliare. E con gli elogi che hanno indirizzato a Carmine
Porcaro lonorevole Ferdinando Facchiano, lassessore Raffaele
Mingone e don Renato Trapani.
Segnali di stima verso "lamanuense" ceppalonese del
Terzo Millennio, se non altro per almeno due validi motivi. Eccoli
in poche parole. Ha dovuto operare con una sola mano, lamico
Carmine, giacché la sinistra rimane tuttora inutilizzabile
a causa dei ben noti problemi di salute. Poiché lo scanner
non "riconosce" i manoscritti, si è trovato nella
necessità di "spostare" il materiale cartaceo con
un paziente e snervante lavoro di decifrazione e battitura di dati.
Concludendo. Attraverso "Ceppaloni dal 1570 al 1877", a
dirla con Carmine Porcaro, si possono colmare "quei grossi vuoti
esistenti nella conoscenza di ciò che siamo stati". Apprezzare
ancor di più uomini e fatti davvero decisivi nel costruire
una piccola grande storia.
Vincenzo
Di Pinto
SAN
LUPO
Il
miglior olio della Campania
Sabato
21 e domenica 22 luglio le strade del centro storico di San Lupo si
animeranno ancora una volta per dare vita alla tradizionale manifestazione
di promozione del tipico olio di oliva della zona "San Lupo,
lolio e le sue strade".
È un olio, quello di San Lupo, che ha ottenuto per ben due
volte (1996 e 1998) lambito riconoscimento nazionale "Ercole
Olivario" e che può a detta degli esperti esser ritenuto
il miglior olio extravergine della Campania.
A presentare alla stampa il prodotto e la manifestazione promozionale,
nella stupenda cornice dellazienda agrituristica "LOliveto",
sono stati il sindaco di San Lupo Carmine Mastrocinque, il presidente
della Camera di Commercio Roberto Costanzo, il presidente della cooperativa
"Olivicola San Lupo" Carmine Colella e il dott. Giovanni
Pipolo, esperto di olio extravergine a livello nazionale.
E, proprio sotto lattenta regia del dott. Pipolo, i giornalisti
convenuti e le autorità presenti (Prefetto e Comandante dei
Carabinieri) hanno potuto degustare il famoso olio prodotto a San
Lupo dalla cooperativa che associa attualmente 239 aziende produttrici
di olive "ortice" e "ortolana".
A conferire particolari qualità allolio extravergine
prodotto a San Lupo, oltre alla favorevole esposizione collinare (400-500
metri di altitudine), contribuiscono altri fattori, rigorosamente
imposti ai soci conferitori: la brucatura a mano e lestrazione
a freddo con un impianto continuo moderno.
Questo tipo di attenzione, riducendo la quantità del prodotto,
ne preserva le migliori caratteristiche dando un olio con il solo
0.02% di acidità e con sentori e sapori di grande qualità.
Il 21 e il 22 luglio, quindi, tutti a San Lupo per poter godere non
solo di questo olio eccezionale, ma anche per gustare i numerosi piatti
tipici che con esso sono conditi, tra le strade di un centro storico
che merita di essere visitato.
Antonella
Guerrera
SAN
MARCO DEI CAVOTI
Da
Francesco a
Franco
In
un periodo che un tempo si sarebbe detto interlocutorio, la situazione
politica sammarchese ci ha offerto uno scenario mobile ed apparentemente
contraddittorio. Ci riferiamo ai cinque anni circa di amministrazione
comunale a guida di Francesco Cocca. Da Francesco Cocca a Franco potremmo
dire a fronte di unanemica ed asfittica "alternativa"
proposta in due tornate elettorali per lelezione diretta del
primo cittadino. Nellarco teso di cinque anni lo stesso elettorato
si è orientato in maniera spregiudicata, lontano, cioè,
dai modelli del passato. E vorremmo porre subito una domanda che non
sappiamo quanto possa risultare accettabile o piuttosto, forse, volontariamente
provocatoria.
Diciamo provocatoria perché può rischiare di far torto
ad una realtà densa di sfaccettature e, per molti versi, fluida,
non ancora fissata in una forma definitiva. La domanda è: come
si diventa di centro-sinistra? O meglio come diventa di centro-sinistra
una compagine elettorale in un confronto ad elezione diretta del sindaco
dopo cinque anni di amministrazione eterogenea (centro-sinistra, destra
e altro)? Non ha perso la lista di centro-destra nellultima
tornata elettorale; ha con una certa destrezza, ove lespressione
intende suggerire qualche ovvio gioco semantico, vinto il sindaco
riconfermato Francesco Cocca.
Secondo unaltra variante, sostanzialmente non dissimile: il
centro-destra non meritava di vincere, ma il centro-sinistra, per
come si presentava, meritava di perdere. In realtà il dott.
Francesco Cocca ha vinto sostenuto dal centro-sinistra, con il concorso
di un debole astensionismo e con una parte dei voti del centro-destra.
Non pochi di questi ultimi elettori, o non elettori, hanno messo nel
conto il rischio di una vittoria della lista del "Pino",
ma per fiducia verso il sindaco uscente (riproposto) e/o per sfiducia
verso il modo come si presentava il centro-destra, hanno chiuso un
occhio, hanno fatto finta di non vedere, oppure, consapevolmente,
hanno accettato il rischio.
Lelettore sammarchese ha avuto la sensazione di doversi schierare
con la lista della "Colomba", o, meno gradevolmente, con
una parte di essa. Si è trovato a scegliere tra lidea
di schierarsi a sostegno della propria lista ovvero optare per la
prospettiva del "cambiamento" garantito da una figura considerata,
a torto o a ragione, affidabile. Ha preferito, come disse un elettore
di destra durante e dopo la campagna elettorale per non turbare nessuno,
le lusinghe di un "miglioramento" senza traumi. La vittoria
del Cocca, dunque, si regge sul massimo consenso popolare e, perciò,
lo rappresenta in toto. Amministrare significa anche porsi i problemi
degli altri, prevedere ed orientare le cose secondo un certo ordine.
Su questo punto cè stato un pesante deficit della compagine
di centro-destra, la quale ha proposto unidea di innovazione
un po predicatoria, senza un preciso riferimento ad alcuni imprescindibili
dati di fatto.
La plausibilità della considerazione poggia almeno su due circostanze.
La prima: il modo come il Cocca ha vinto, con consenso plebiscitario,
forte soprattutto delle difficoltà altrui, delle carenze programmatiche
del campo avversario. La seconda, connessa alla prima, che riguarda
la natura dello sfidante, uomo tuttaltro di centro-sinistra,
anzi protagonista complesso, non privo di commistioni multilaterali,
portatore di una discreta esperienza di responsabilità istituzionale
e di partito, radicato nel paese, ben piantato al centro dello schieramento,
con molteplici e sfumati accenti.
Senza dimenticare che il sindaco Cocca è un frutto maturo dello
stesso contesto politico sammarchese. Sia nel senso di far parte egli
stesso dellestablishment, sia nel senso di essere, nel suo indubbio
successo elettorale, la risultante degli errori del campo avversario.
Candidato sindaco il Cocca vince anche in virtù di una certa
credibilità personale, andando ben oltre la somma delle forze
che lo sostenevano. La sua oggi è unamministrazione bifronte,
civica e politica, di cui, tuttavia, è riconoscibile il prevalere
di un orizzonte di valori del centro-sinistra, con un centro, però,
forte, anzi doppiamente forte: per la formazione del sindaco e per
la distribuzione dei pesi elettorali nella maggioranza consiliare.
Nondimeno, la semplificazione rischia di far torto ad una realtà
un po sfuggente, che chiede un supplemento di analisi e, forse,
di visione critica. San Marco ha una tradizione liberal-democratica.
Una storia che è diventata il modo di essere del paese. Nella
vicenda sammarchese vi è un forte radicamento della cristianità
con frammisto un forte pensiero liberale e democratico. Una storia
che si intreccia, però, con le lotte operaie e contadine; e,
quindi, a quel modello che potremmo chiamare di "socialdemocrazia
di fatto" che ha caratterizzato gli ultimi anni di amministrazione
locale. Lamministrazione Cocca non ci sembra essere una "parentesi
della storia", destinata, fra qualche anno, ad essere superata
o riassorbita. Le cose non sono così, né semplici, né
scontate. E il centro-destra locale, quando sarà il momento,
non potrà comportarsi come il buon pescatore, pronto a gettare
nuovamente la rete, per riprendere i "suoi" voti, come prima.
Ed intanto tenta di sfiduciare il sindaco con la pattuglia dellUDEUR.
Sarebbe il suo primo atto politico!!!
Antonio
Perrotta