PONTE, UN CONSIGLIO "SURREALE"
APPROVA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2010
La Tarsu costerà 300mila euro
Giovedì 24 giugno, mentre l’Italia intera -Padania compresa- soffriva e si indignava per la vergognosa prestazione della nostra nazionale di calcio, i consiglieri comunali di Ponte, ignari della sorte sportiva degli uomini di Lippi, stoicamente dibattevano nell’aula del consiglio municipale, riunitosi puntualmente alle ore 14.
Probabilmente, i consiglieri di maggioranza confidando in una rapida approvazione degli otto punti dell’ordine del giorno, pregustavano un pomeriggio a base di pop corn e birra da trascorrere davanti al televisore in collegamento con il Sud Africa. Non immaginavano, poveretti, che si sarebbero dovuti invece confrontare con la meticolosa richiesta di chiarimenti di un particolarmente agguerrito capogruppo dell’opposizione, che non aveva alcuna intenzione di approvare senza discuterli il programma triennale dei lavori pubblici (che prevede ben 72 opere da finanziare) e il bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2010.
L’ex sindaco Mario Meola ha iniziato la sua certosina contestazione sollevando delle perplessità già sul secondo punto dell’ordine del giorno, quello relativo all’approvazione di una convenzione con il comune di San Lupo sul frazionamento dell’impegno professionale del segretario comunale dott.ssa Palmieri, la quale dovrà così dividere il suo orario settimanale in due diversi comuni con un risparmio economico che –ha detto Meola- rischia però di incidere sulla funzionalità dell’ufficio di segreteria.
Approvata alfine la convenzione e riconfermata, all’unanimità, per il 2010 l’aliquota Ici al 5,5 per mille e l’addizionale Irpef allo 0,2%, gli animi sembravano finalmente essersi rasserenati e maturava anche la speranza di una rapida analisi dei rimanenti punti da approvare… d’altronde Ia partita ancora non era iniziata.
Niente da fare! Il dottor Meola impietoso interveniva sul programma dei lavori pubblici, chiedendo che venissero discussi nel dettaglio gli interventi ed innescava così una lunga interlocuzione con il sindaco Domenico Ventucci, l’assessore Angelo Maffei e il consigliere Giuseppe Corbo. L’ex primo cittadino insisteva soprattutto su di un punto: se l’amministrazione afferma di avere a cuore la riqualificazione del centro storico (tanto da puntare ad esempio sul rifacimento della vecchia fontana di piazza XXII Giugno), come mai ha invece “scelleratamente” gettato via il finanziamento regionale di 2 milioni di euro progettando la creazione di un’area camper su una vecchia discarica comunale (progetto non ritenuto poi degno di finanziamento dalla Regione Campania!) invece di investire sul recupero del centro storico, utilizzando magari progetti già redatti e che, sicuramente, avrebbero ottenuto il consenso della Regione?
A questo punto il clima si surriscaldava davvero, nonostante gli sforzi dell’assessore Angelo De Filippo, che tentava di smorzare i toni ricorrendo a sagaci battute di spirito. L’opposizione, insoddisfatta, decideva allora di astenersi dal voto, mentre da lontano giungeva l’eco del doppio svantaggio degli azzurri.
Altro ostico argomento della seduta è stato poi il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010 con la relazione programmatica di quello triennale 2010/2012; anche in questo caso il capo dell’opposizione, accusando la maggioranza di pressapochismo, ha preteso di conoscere in dettaglio le previsioni di entrata e di spesa, dando vita ad un colorito battibecco con Angelo Maffei, del quale Meola ha chiesto fosse resa nota l’attuale funzione istituzionale, visto che l’assessore ha da tempo protocollato una propia lettera di dimissioni dall’incarico. La risposta di Maffei ci è purtroppo sfuggita! Invece abbiamo appreso che quest’anno la Tarsu (la tassa sui rifiuti), nonostante la raccolta differenziata resti ancora una meteora, costerà complessivamente ai pontesi ben trecentomila euro (3 euro a mq).
Nel frattempo l’Italia accorciava le distanze con la Slovacchia e la speranza di una rimonta azzurra addolciva finalmente i contendenti, che si ritrovavano tutti concordi nel destinare all’Arma dei Carabinieri un immobile comunale sul quale costruire la nuova caserma e nell’adesione del comune di Ponte al Patto dei Sindaci per una energia sostenibile.
Così, mentre gli italiani, sotto gli occhi di qualche miliardo di teleutenti internazionali, uscivano vergognosamente dal campionato del mondo, sconfitti per 3 reti a 1 dagli slovacchi, calava il sipario su un consiglio comunale “surreale”, al quale hanno assistito invece solo due spettatori: il sottoscritto e il cronista de “Il Mattino”.
Achille Biele
PONTELANDOLFO
Luogo della memoria del 150° dell’Unità d’Italia
All’ingresso del paese, è stato posizionato un cartello che annuncia al viandante di turno che è arrivato in uno dei luoghi della memoria del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che stiamo celebrando a livello ufficiale ed istituzionale dallo scorso 8 di maggio. A noi cittadini di questa terra, un po’ maledetta, ma affascinante, ci gratifica, anche se non pienamente. I nostri sentimenti feriti, perpetratici dai nostri avi, cominciano a trovare un po’ di sollievo, rispetto a quanto si consumò in quell’infuocato agosto del 1861. Il riconoscimento delle barbarie e delle inciviltà compiute a danno di una popolazione inerme ed innocente, è la nostra unica pretesa ed è la soluzione definitiva ai nostri tormenti sentimentali, e soprattutto, il giusto tributo alla storia, quella vera e non quella che ci hanno fatto credere nei libri di scuola. Ed è dalla memoria e dalla riscoperta della nostra identità che bisogna cominciare.
La mia generazione e quella immediatamente precedente ha avuto “la fortuna” di poter essere in relazione con quelle generazioni provenienti dai nostri avi che avevano vissuto quegli episodi che la storia ufficiale ha sempre raccontato a convenienza dei vincitori. La memoria ci riporta al nostro insegnate delle elementari, il compianto Don Chicchino Lombardi, che nel corso del V° anno, quando affrontò il Risorgimento, ci raccontò la strage di Pontelandolfo con le lacrime agli occhi e col respiro della storia. E da allora il ricordo ed in confronto sopravvivono nella nostra passione e nella nostra identità. Quindi oggi che forze politiche fomentano il conflitto tra Nord e Sud, più per catturare voti che per convinzione, ci stanno facendo superare il livello di guardia, o meglio il livello di tolleranza. Per certi aspetti, la radicalizzazione leghista più che offenderci, dovrebbe stimolarci, farci prendere coscienza delle nostre forze, delle nostre risorse e del nostro talento. Farci dire che se quelli del Nord ci vedono così come ci descrivono, parassiti ed incapaci di governarci, forse stiamo dando solo il peggio di noi stessi. E’ come guardarsi alla mattina, allo specchio, quando ci prepariamo prima di uscire: vedere se la cravatta è quella giusta, se i capelli sono a posto e così via. In altri termini, abbiamo il solo dovere di analizzarci e reagire a questo stato di cose. E più che dimostrare a queste sirene stonate, il nostro vero valore, lo dobbiamo a noi stessi e alle generazioni future. Cominciamo dalla memoria, corroboriamo la nostra identità e con la fierezza e la dignità dei nostri avi riprendiamoci la nostra storia.
Ci piace riprendere la già citate parole del prof. Domenico De Masi: “La globalizzazione genera l’ebbrezza dell’onnipotenza ed il disorientamento dell’innovazione perpetua. Ebbrezza e disorientamento controllabili solo se il singolo individuo e la sua collettività di riferimento sono radicati in un luogo, in una storia, in un’esperienza, in un mito. In altri termini, sono dotati di senso e di identità. L’identità genera sicurezza e calore, tradizione e chiusura.” E noi abbiamo tutto di questa ricetta e allora partiamo dalla nostra storia, non solo per spegnere il fuoco che ancora arde tra le nostre pietre e nel nostro cuore, per soffocare le grida di vendetta che aleggiano nell’aria fine di questo villaggio, ma anche per la nostra dignità. E l’input, a proposito di letteratura storica, ce lo dà la pubblicazione di “Terroni”, un libro dell’ex direttore di Gente e vice direttore di Oggi, nonché collaboratore di Sergio Zavoli alla trasmissione di approfondimento del TG1, TV7, Pino Aprile, il quale nelle sue ricerche sulla storia d’Italia, che lo ha portato ovunque nel Sud, narra anche di essere stato a Pontelandolfo. E prendendo spunto da quei fatti, si spinge in un’analisi appassionata dei fatti e dei personaggi, giungendo ad un’interpretazione crociana della storia. Gli episodi trovano accostamenti con la nostra attualità in toni brillanti. Un’elaborazione del pensiero che potrebbe rivoluzionare la nostra cultura del merdionalismo. E Pontelandolfo e il suo 14 agosto sono protagonisti dell’intero libro, utilizzati in più occasioni per spiegare e motivare.
Per non privare il lettore del piacere della scoperta di questo libro, ci limitiamo ad annotare che la letteratura storica del nostro paese si arricchisce di un ulteriore autorevole contributo. Però ci piace citare alcune considerazioni che riteniamo fondamentali. Dice Pino Aprile: ”La storia di oggi è ancora quella di ieri. La nostra fu interrotta e si può riannodarla solo nel punto in cui venne spezzata. Non si può scegliere la ripartenza che più conviene. Quello che gli Italiani venuti dal Nord ci fecero, fu così spaventoso, che ancora oggi lo si tace nei libri di storia. Non sapevo di essere meridionale, nel senso che non avevo attribuito alcun valore, positivo o negativo, di essere nato più a Sud o più a Nord di un altro. Mi ritenevo solo fortunato a essere nato italiano. Così accade che la verità venga scritta, ma non sia letta e se letta, non creduta;e se creduta non presa in considerazione; e se presa in considerazione, non tanto da cambiare i comportamenti, da indurre ad agire di conseguenza. Il pregiudizio è una condanna senza processo. Sospetto che la sua persistenza eviti, a chi lo nutre, un’ammissione di colpa. «L’uomo è un animale mosso in modo determinante dalla colpa» rammenta Luigi Zoja in Storia dell’arroganza. «Un sentimento di colpa può essere spostato, non cancellato». E il Nord aggressore incolpa l’aggredito delle conseguenze dell’aggressione: rimosso il rimorso, se mai c’è stato. Noi meridionali conosciamo bene tutto questo: non ci indigna nemmeno più; ci stanca.” Sembra proprio che ci sia una spinta dal basso e non dalle aule universitarie, dalla politica o dalle istituzioni, alla ricerca delle verità storiche.
È vero non sappiamo dove questo potrebbe portarci, ma una cosa è certa: alla comune crescita di consapevolezza e conoscenza. Abbiamo le nostre piaghe, come dice il citato Aprile, ma queste sono delle opportunità: dall’emigrazione che può esser un giacimento di valori, una ricchezza che se riannodati con la loro terra d’origine, grazie alle nuove tecnologie, il nostro sud può ripartire e riprendersi il posto che aveva prima dell’unità. Il divario tra nord e sud va colmato con le intelligenze e le risorse che si hanno e con quelle che sono andate altrove in cerca di fortuna. E così scopriamo che degli 8000 abitanti di Pontelandolfo e Casalduni, prima del 14 agosto 1861, se ne contarono solo 3000 nel dopo. Ora se i 3000 di Casalduni avvertiti per tempo si salvarono fuggendo sulle montagne e quelli di Pontelandolfo che riuscirono a sfuggire all’amaro destino, riparando nei paesi del circondario, sembra proprio che furono almeno quanto i garibaldini i morti pontelandolfesi, se non il doppio. I registri furono bruciati, ma la ricostruzione coi pochi documenti trovati sembra proprio portarci a quel numero. Siamo italiani e ci sentiamo tali non solo per la Nazionale di calcio, ma sentirci uniti implica la risoluzione dei pregiudizi che solo noi con le nostre risorse, le nostre capacità possamo riscattare.
Nicola De Michele
CIRCELLO
Si esibisce la Sannio Ballet
Attraverso la “Sannio Ballet”, un’associazione culturale che ha sede a Circello e Baselice, anche il Fortore e l’Alto Tammaro sono rappresentanti nello scenario della danza. L’esibizione di questa scuola, avvenuta il 17 giugno nel Teatro Comunale di Benevento, ha posto in evidenza le potenzialità di quei territori, facendo emergere la loro vocazione culturale e artistica Infatti, la possibilità che le ragazze hanno di seguire corsi di danza classica,contemporanea, hip-hip, passo a due, stage di modern jazz, va ascritta al merito della maestra Paola Di Tello.
Ben cinque ragazze hanno conseguito il diploma di conclusione degli studi di danza: Roberta Barone, Erica Ferrara, Roberta Maddalena, Fernanda Orlando, Irene Tatavitto, che hanno concluso dopo quattordici anni il loro percorso. E’ stato messo in scena “Lo Schiaccianoci” di Tchaikovsky. Il Balletto, in due atti, ambientato nel XIX secolo, narra di una festa organizzata dai genitori di Clara, nel corso della quale arriva, ad un certo punto, una vecchia amica di famiglia, Marta, che intrattiene gli ospiti con delle magie ed regala poi a Clara uno schiaccianoci. Quando la festa finisce, Clara, rimasta sola, si addormenta e sogna un viaggio nei vari regni accompagnata dall’amica Marta, divenuta nel frattempo Fata Confetto, mentre lo schiaccianoci diventa un bellissimo Principe. Il primo regno visitato è quello dei Fiocchi di Neve, segue il viaggio nel regno della Dolcezza ed infine nel Regno dei Fiori. Questo balletto, che ha permesso di mettere in luce le qualità delle allieve, ha spiegato la maestra, fa parte del suo repertorio preferito. Vi è stato, infatti, un coinvolgimento totale di tutti i corsi, a cominciare dalle bimbe di tre anni fino alle ragazze che hanno dato i passi d’addio
Lo spettacolo è iniziato con la presentazione di una grossa palla rossa. che una ragazza, Sonia Rossetti, diplomatasi due anni fa, ha lanciato alle allieve diplomande, proprio a voler simboleggiare la continuità nella danza.
Le coreografie di danza classica sono state curate, oltre che da Paola Di Tello, che ha bene affidato ogni ruolo alle allieve, anche dal Mo Ivan Tzanov; la Ma Donatella Morrone ha curato invece la parte relativa alla danza contemporanea.
I costumi sono stati creati da ben tre sartorie: l’Opera di Sofia, La primula di Caserta e Confezioni Romanello di Morcone. Hanno colpito alcuni particolari degli stessi, come i pon pon delle bimbe, le parrucche argentate, gli ombrellini cinesi. Deliziose le bimbe con il costume da apine. Sullo sfondo per la prima volta quest’anno sono sfilate le immagini delle prove dello spettacolo, cosiddetto backstage. Un video ha integrato la sceneggiatura, con i fiocchi di neve che cadevano danzando. Commovente è stato poi il saluto con cui la maestra di Tello si è congedata dalle sue prime allieve, ringraziando in maniera particolare le famiglie per la grossa collaborazione prestata durante i corsi. La Direttrice, nonchè prima ballerina del National Opera and Ballet di Sofia, Sig.ra Sara Nora Kristeva, rivelatasi madrina eccezionale, ha voluto consegnare personalmente i diplomi alle ragazze. Alla riuscita dello spettacolo, ha partecipato Marina Varchione, in qualità di segretaria ed amica della maestra Di Tello.
L’amore della Di Tello per la danza è iniziato piano piano, quando il padre Carmelo la iscrisse a sette anni presso la scuola di Francesco Melillo, a Circello, intuendo la predisposizione della figlia. E’ cresciuta poi presso la Scuola di Cristina Iavasile di San Marco dei Cavoti. Ma l’incontro che le ha permesso di perfezionarsi è stato quello con il Maestro Ivan Tzanov. Con lui ha acquisito la tecnica russa, nata presso l’accademia Vaganova di San Pietroburgo. Paola Di Tello ci ha confidato che segue sempre con rinnovato interesse i vari corsi di aggiornamento, per poter offrire alle proprie allieve, una continua opportunità di contatto esterno e quindi di una maggiore crescita. La presenza di questa scuola, unita a tante altre attività che si svolgono nel piccolo comune di Circello, rappresenta indubbiamente il segnale di una grande vivacità culturale della nostra comunità che anela ad una ampia apertura verso tutte le forme di arte.
Maria Varricchio
DAL 10 AL18 LUGLIO MUSICA E GIOCHI
Parte l’Estate Pontese
Partita la macchina organizzativa della terza edizione dell'Estate Pontese, in programma dal 10 al 18 luglio 2010 presso l'area mercato coperto. La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco e dal Comune di Ponte con il patrocinio della Regione Campania-Assessorato al Turismo, della Provincia di Benevento, della Camera di Commercio di Benevento, dell'Ept e dell'Unpli Nazionale propone: musica, balli, canti popolari, giochi, tradizioni ed enogastronomia con prodotti tipici locali. In contemporanea si svolgeranno "I Giochi senza quartiere" che hanno l'obiettivo di riprendere e riproporre quei giochi popolari che erano in voga negli anni '50 e '60. In particolare oltre la competizione fra i quartieri di Ponte ci sarà una dimostrazione del gioco 'mazz e piuz'.
“Questi giochi popolari, -dichiara il presidente della Pro Loco Daniele Simeone- sono riproposti per non dimenticare le nostre tradizioni e per farli conoscere alle nuove generazioni. Inoltre, voglio ricordare che tutti coloro che sono interessati a percorrere 'i sentieri dei sanniti' con mountain bike possono rivolgersi presso la sede della Pro Loco in via Venditti tutti i giorni dalle 9.00 alle 11.00 per il noleggio gratuito delle biciclette”.
Ecco il programma completo della nove giorni, dove oltre musica e giochi ci saranno anche stand gastronomici dove degustare specialità tipiche locali: sabato 10 luglio alle ore 21.00 si alza il sipario con Luciano e la sua fisarmonica; domenica 11 luglio si continua con Rocco e gli amici del liscio, lunedì 12 luglio alle ore 21.00 si continua a ballare con Davide e Daniela; martedì 13 luglio ci sarà lo spettacolo del gruppo folk 'Fontanavecchia' di Casalduni; mercoledì 14 luglio si continua a ballare con Rocco e gli amici del liscio, giovedì 15 luglio alle ore 21.00 grande concerto de 'I Trementisti' 96% di musica popolare, venerdì 16 luglio prendono il via i giochi popolari e si ballerà con Roberto e Antonio, sabato 17 luglio seconda giornata di giochi e ballo liscio in compagnia di Rocco e gli amici del liscio; domenica 18 luglio ultima giornata della manifestazione con la Caccia al tesoro e ballo in piazza con Davide e Daniela”.
Per quanto riguarda i giochi popolari, denominati 'Giochi senza Quartiere', giovedì 15 luglio alle ore 18.00 in piazza XXII giugno ci sarà la corsa con l'uovo e a seguire la corsa nei sacchi, mentre alle ore 20.30 in piazza Mercato ci sarà il tiro alla fune; sabato 17 luglio invece alle ore 18.00 in via Ripagallo staffetta 4x100 e alle ore 19.00 in piazza Mercato cocomerito; domenica 18 luglio a chiudere il sipario dei giochi senza quartiere in piazza Mercato alle ore 14.00 ci sarà la caccia al tesoro e alle ore 22.00 la premiazione.
La quota d'iscrizione alla caccia al tesoro è di 50,00 euro a squadra (massimo 30 persone). I premi dei vincitori dei giochi saranno i seguenti: ai primi tre classificati di ogni gioco andrà una coppa, mentre al quarto, quinto e sesto posto una targa. Mentre i premi per i vincitori della caccia al tesoro saranno: al primo classificato 100,00 euro e al secondo classificato 50,00 euro. Per informazioni si può telefonare allo 0824.875061
CERRETO SANNITA
La Madonna delle Grazie
Nei primi due giorni di luglio, a Cerreto Sannita, si svolgono le solenni celebrazioni in onore della “Madonna delle Grazie”, Patrona della Diocesi di Cerreto-Telese-Sant’Agata de’Goti.
La festività, prevede momenti di spiritualità e altri di svago. Il programma religioso ha avuto inizio il 23 giugno, con i tradizionali pellegrinaggi al Santuario da tutti i paesi della Diocesi, e culminerà con la processione per le vie di Cerreto e la concelebrazione presieduta dal Vescovo diocesano S. Ecc. Michele De Rosa.
Il programma civile è fitto di appuntamenti. Il 1° luglio, ad allietare la serata la band “Rocco e gli amici del liscio”, mentre il 2 luglio, Gitano in concerto con Pelle di Luna Band. La festa civile proseguirà poi anche il giorno dopo, sabato 3 luglio, con il concerto di Max Gazzé.
La festività in onore della Madonna delle Grazie è molto sentita da tutti i cittadini della Diocesi, che raggiungono il Santuario, anche a piedi, in pellegrinaggio, già dalle prime luci dell’alba, facendo così apparire Cerreto Sannita una piccola Santiago de Compostela.
Rosario Longo