Largo ai giovani!

Il disastro, al quale ci ha fatto assistere la nostra nazionale di calcio, ci offre lo spunto per una riflessione sulla politica locale.
Marcello Lippi e compagni hanno fondamentalmente peccato di presunzione, ritenendo che l’aver conquistato in Germania nel 2006 il titolo mondiale fosse stato di per sé sufficiente a garantire una brillante prestazione anche in Sud Africa. Presunzione ed arroganza li hanno purtroppo condannati ad una umiliante disfatta.
Mutatis mutandis, quellla medesima arroganza e quella becera presunzione di ritenersi i migliori in senso assoluto rischiano di creare disastri anche nella nostra provincia, dove non riesce ad emergere una classe politica rinnovata, a causa dell’autoreferenzialità di vecchie cariatidi di centrodestra e di centrosinistra, che non si rendono conto di aver ormai consumato il proprio tempo e insistono nel riproporsi come collaudati esperti dell’arte politica.
Per la prima volta, nel Sannio il coordinamento provinciale delle due maggiori formazioni politiche contrapposte è nelle mani di due giovani: Nunzia De Girolamo (PdL) ed Erasmo Mortaruolo (Pd). Così come ad un altro giovane, Francesco Zoino, è stata affidata la guida provinciale dell’Idv. Sarebbe davvero interessante poter assistere ad un confronto tra i diversi approcci politici, fortunatamente non contaminati da arcaiche e pretestuose contrapposizioni ideologiche. La politica sannita e di conseguenza la gestione amministrativa del nostro territoro non potrebbero che trarne beneficio. Sarebbe bello. Purché riescano ad agire in piena autonomia, senza dover subire le pressioni della “vecchia guardia”, che freme e briga per restare a galla.
Lasciamo, quindi, lavorare i giovani e teniamo invece in panchina le glorie appassite. Non ripetiamo gli errori commessi dalla Nazionale.
Non facciamoci del male!

Achille Biele


IL CINGHIALE INDISCRETO

Il taglio dei nastri

Tagliare nastri è stata sempre l’ambizione, la più ambita forse, più forte dei politici. Inaugurare significa completare un progetto realizzare un’opera, comunque un qualcosa di tangibile a dimostrazione di aver lavorato per la comunità per la quale si è stati eletti.
Non faccio riferimento alcuno a cosa ci potrebbe stare dietro a quella realizzazione, non penso a male e quindi non faccio peccato, anche se da animale scafato. Tagliare un nastro ad un edificio scolastico, ad un reparto ospedaliero, è pur sempre un dato di fatto interessante poiché credo spesso essi sono fruibili anche nel tempo.
I dolori successivi a quei tagli di nastri tricolori vengono invece con la manutenzione delle opere realizzate. Un giardino, una villa, un’aiuola, una fontana, una palestra, un impianto sportivo, sono realizzazioni che dopo l’inaugurazione hanno necessità assoluta di essere mantenute per essere usufruibili e la manutenzione costa e di essa spesso non si ha contezza.
Nel calcolo complessivo di un progetto dovrebbe essere contemplato anche un costo di manutenzione per far sì che quell’opera possa essere vivibile dal giorno dopo la sua inaugurazione.
Ci si impegna in queste settimane a mettere su cantieri per spine verdi, per rifacimenti di interi viali, si vocifera di prossime inaugurazioni di parchi archeologici e di tante altre realizzazioni, ma del costo per la loro manutenzione neanche a parlarne. Ed allora quanto costerà mantenere in ordine ed usufruibile il Parco Cellarulo visto di notte in una prova tecnica di trasmissione: stupendo nel primo impatto. Ma i posteri potranno poi goderselo in santa pace? Sarà sorvegliato e non lasciato in balia a gruppetti di invasati indemoniati e “rompi tutto”? Ecco alla stessa stregua alla fine potrebbero essere le tante opere in cantiere se non gestite al meglio. E tanto per fare un ultimo e solo esempio di decadenza per mancata manutenzione: il Paladua!

PRIMAPAGINA, CITTÀ, PROVINCIA, SPORT

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