OSSERVATORIO

Una piccola riflessione

Una piccola riflessione, con relativa domanda: la nomina del nuovo ministro per il federalismo dal parte del cavaliere nascondeva per caso un secondo fine essendo suo amico? È pur sempre valido il detto che aver compagno al duolo… ma credo che in questo caso siano stati scemi(????), ingenui(???) gli attori di questa ennesima farsa giudiziaria. Il Cavaliere avrà tutte o quasi le ragioni dalla sua parte quando si parla dei suoi “casi “ giudiziari; ma credo che qui abbia passato il segno della ”digeribilità” della polpetta da parte dell’elettore. Non sono un no al Cavaliere “a prescindere”, non ho mai odiato le sue fortune, né il suo entourage, né il suo impero televisivo. Ho anche giustificato che fosse (e)scort…ato e fosse fin troppo galante con il suo gruppo parlamentare femminile: sono eventualmente cose del suo privato, anche se il politico è sulla graticola del gossip dalla notte a quella successiva. Non ho mai accettato che ogni sua allocuzione fosse buttata nel ridicolo, così come ogni sua pensata e sortita legislativa potesse essere denigrata a “prescindere” (anche se in alcuni casi potevano sembrare delle battute…). Ma quella di Brancher, sotto il profilo etico, è proprio una nomina “disgustosa” se ha, come credo abbia, l’intenzione di gabellare la magistratura.
Detto del Cav. passo alle cose di casa nostra facendomi una prima domanda. In occasione della Festa della GDF è passata non troppo sotto silenzio la vicenda della caserma di Viale Principe di Napoli. Una destinazione che allo stato non dovrebbe vedere mai le Fiamme Gialle stabilirsi in quel ricostruendo Palazzo. Troppi i ritardi, troppe le traversie per gli sfratti, troppe le lungaggini burocratiche. Ed allora mi chiedo a chi sarà devoluto quel casermone una volta (se lo sarà mai) terminato? Rimarrà un’altra opera da far completare ai posteri? Forse le Fiamme Gialle hanno messo l’occhio su Palazzo Paolo V visto che la loro festa è stata celebrata nel Palazzo di Città? Non credo. Quel Corpo ha bisogno di spazio per il servizio, di piazzale per far sostare soprattutto eventuali TIR posti sotto sequestro, di alloggi di servizio: tutto questo c’era nel progetto, ma adesso? Adesso lo sguardo potrebbe andare su Via XXV Luglio dove già in parte le Fiamme Gialle hanno adibito a deposito di mezzi sequestrati il piazzale dell’ex Tabacchificio, edificio che ora dovrebbe, con il federalismo demaniale, essere nelle disponibilità dell’Ente Comune. L’amministrazione lo venderà al migliore offerente? Magari al contiguo Ospedale? Staremo a vedere come finirà la vicenda della Caserma della GDF.
A proposito di Viale Principe di Napoli, interessato in queste settimane da lavori di ristrutturazione urbana, non sarebbe il caso di cambiargli la denominazione, se è vero come sembra essere stato storicamente accertato, che quel principe di Napoli è Vittorio Emanuele IV, padre dell’Emanuele Filiberto, primogenito dell’Umberto II e tra l’altro vivente e non troppo in linea con i criteri di individuazione della toponomastica?
Vorrei soffermarmi ora ancora una volta sul PDL e poi magari anche sul congresso del PD. Ancora una volta sembra compattarsi alla Rocca per non far passare il conto consuntivo del 2009. Sapranno gli eroi della Rocca assaltarla? Non ci credo né ci spero. Sono un “istituzionalista” ortodosso, soprattutto se quella istituzione è elettiva, ma in questo caso è pur vero che lo scenario della maggioranza è cambiato, è pur vero che ci sono stati passaggi trasversali, ma per poter vincere quell’assalto non bastano le parole, occorrono fatti magari sanciti (come consigliava l’avv.Vittorio Fucci junior, segretario provinciale del Campanile) da patto notarile, con relative penalità monetarie. Comunque anche nel gruppo Pdl alla Rocca c’è qualche scricchiolio della compattezza, c’è più di un mugugno, più di un’accusa. Sul banco il presidente ed il vice capogruppo. Ma probabilmente alla base di tutto, al di là della legittima rivendicazione di visibilità, manca,così come a Palazzo Mosti, l’animo di fare “gruppo”, di confrontarsi e verificare con “il partito” (ma esiste?) le posizioni. Manca in definitiva quella partecipazione attiva al’interno dei gruppi stessi, cosa che coi partiti “veri” accadeva ad ogni riunione consiliare importante.
Chiudo con il PD ed il congresso provinciale(ma fu vera assise?), che ha eletto un nuovo segretario provinciale visto che il vecchio aveva raggiunto il Consiglio regionale: un monocolore convergente, predeterminato dai capicorrente senza opposizione alcuna; quindi ancora una volta senza un confronto e senza una strategia politica. Difficile da decifrare questa soluzione, difficile dare certezze alla fine per le linee che dovrebbero essere di indirizzo alle comunali del prossimo anno.
“Ho detto tutto…” diceva Peppino.

Geppino Presta


E’ SOLTANTO UN’OPINIONE
A cura di Pietro Di Lorenzo

La crisi trasformerà in positivo
il ruolo delle piccole imprese

Gli anni della vacche grasse, quelli che, guarda caso,  coincidevano con l’aumento continuo della spesa pubblica, senza stare a guardare con attenzione alla provenienza di tanta ricchezza, sono ormai finiti. E forse non ritorneranno mai più. I soliti noti, esperti della prima e dell’ultima ora, continuano a scommettere sulla ripresa che a volte chiamano “ripresina”, quasi a volersi scusare in anticipo di una previsione che, ormai è risaputo, non accadrà mai. O meglio: il passato non ritornerà! Ci aspetta invece un futuro fatto di sacrifici. Di lotte durissime per tentare di conservare quello che abbiamo, senza sciupare quello che i nostri genitori hanno realizzato a costo di tantissimi sacrifici. Ed anche di tanta, troppa spesa pubblica. Talmente alta che i numeri sono oggi quasi impronunciabili e lunghissimi da scrivere.
Sappiamo pure che questo debito sarà pagato anche dai nostri figli, nipoti e pronipoti. In realtà future decisamente diverse, con scenari che è difficile immaginare, tra rinnovato (o estinto) stato sociale e nuove regole per l’economia. Forse siamo protagonisti, senza saperlo, di eventi che porteranno la stessa società verso lidi inesplorati ed al momento inimmaginabili. Proviamo allora a riflettere e magari ad intervenire laddove rileviamo anomalie. Sì, forse proprio dal comune dove abitiamo.
Proviamo a fare un salto presso la Casa Comunale, ad informarci sul nome della ditta che ha vinto le ultime dieci gare d’appalto, con quale ribasso è stata aggiudicato il lavoro e quante ditte hanno partecipato. Ci sono casi di appalti con sette aziende partecipanti, di cui sei escluse per cui a  quella che resta si aggiudica il lavoro con ribassi ridicoli rispetto all’entità ed alla qualità del lavoro. I sospetti sono troppi, le dicerie si sovrappongono a comportamenti censurabili ed a volte truffaldini. Dovremo aspettare la Magistratura? E ancora, le forniture che costano sempre troppo quanto è l’ente a chiederle. Rendiamo noto anche i nomi dei consulenti ed i loro emolumenti. L’operazione trasparenza è la regola da seguire per contrastare la corruzione che diventa sempre più un gigantesco orco che distrugge e divora le imprese oneste, costringendole a chiudere oppure a fallire.
Le piccole imprese, le attività artigianali, la voglia di mettersi in proprio, saranno questi i pilastri di una nuova e rinnovata economia. Non abbiamo modelli da seguire. Le nostre tradizioni, il bagaglio di esperienze accumulato in questi anni di crisi, in attesa di nuove norme, che forse nessuno ha veramente voglia di varare, saranno l’unico riferimento per le tante imprese che stanno continuando a produrre ed a resistere. Ma dalla politica e dalle pubbliche amministrazioni giungono ancora troppi segnali negativi. È vero che le piccole e medie imprese italiane sono quelle che maggiormente sostengono il prodotto interno lordo. Ma tutto questo non basta più. Servono le tanto invocate riforme. Le aziende che ancora sono sul mercato e continuano ad aprire la “saracinesca” ogni mattina, sono soltanto quelle che non hanno debiti, hanno pochi rapporti con le banche, ancor meno dipendenti, trattano usando i  contanti e non sono costrette  a fare “magazzino”. Si potrà continuare così?
Sono momenti difficili, d’accordo, ma è proprio in periodi come questi che viene fuori il meglio di una comunità, e, tradizionalmente, la voglia di fare impresa resta una delle migliori qualità dell’italiano. Scommettiamo sulle piccole imprese e riusciremo finalmente a vedere la luce di un nuovo miracolo economico. Squisitamente italiano.


ATTIVA LA WEBCAM UFFICIALE DEL COMUNE DI BENEVENTO.
PIAZZA S.SOFIA LA PRIMA IN DIRETTA

Arriva il Grande Fratello. Ma è solo un webcam

E’ attiva da un bel po’ la prima webcam ufficiale del Comune di Benevento. Un occhio sul centro città, in pieno centro storico, di fronte la Chiesa di Santa Sofia. Il Grande Fratello sannita ha l’obiettivo di mostrare a tutto il web uno degli scorci più belli della città. La webcam, dopo un periodo sperimentale, è entrata a pieno regime 24 ore su 24 e rappresenta solo il primo passo all’estensione digitale di altri luoghi famosi della città su internet. La telecamera è stata installata presso il Teatro Comunale ed inquadra l’area comprendente la piazza antistante, il campanile e la facciata della chiesa di Santa Sofia e la parte di Corso Garibaldi che dal teatro Comunale si estende sino al Palazzo del Governo.
“L’iniziativa -ha spiegato l’assessore al ramo Aldo Damiano- realizzata con l’ausilio del CED, che è l’unità organizzativa che coordina e mantiene le apparecchiature ed i servizi di gestione dei dati delle PA, sarà estesa all’Arco di Traiano, al Teatro Romano, all’Arco del Sacramento, al Largo Manfredi di Svevia, al Ponte Vanvitelli e agli angoli più suggestivi della città in modo da proiettare a livello mondiale e diffondere sul web le nostre bellezze”. Quello che ha sottointeso l’assessore Damiano è che le webcam, potranno svolgere un ruolo di monitoraggio con un occhio particolare ai monumenti e più in generale ai cittadini.
L’utilizzo delle webcam come ausilio contro gli atti di vandalismo, e criminali in genere, è un metodo consolidato in molte città italiane, Napoli in primis, e possono rappresentare, oltre a un deterrente contro alcuni atti criminali, anche un importante archivio informativo atto, ad esempio, alla ricerca di pregiudicati locali e non. L’adozione dello strumento webcam avviene dopo vari tentavi dell’Amministrazione di monitorare più direttamente alcuni punti di interesse cittadini; non è un caso quindi che le telecamere oltre a riprendere zone storiche della città, diano anche una larga veduta su luoghi di passaggio frequenti.
All’indirizzo web dove è possibile visualizzare le immagini live di Benevento, è anche possibile scaricare istantanee scattate ad ogni ora nelle ultime 24 ore, così da avere una cronologia fotografica del panorama ripreso. Questo l’indirizzo al quale poter gustare le immagini live: http://www.comunebn.it/webcambn/SantaSofia.php

Antonino Caffo
antonino.caffo@hotmail.it


INTERVISTA A GIUSEPPE SCHIPANI,
PRESIDENTE DI "IO X BENEVENTO"
La parola all’associazionismo

Mancano circa nove mesi per il rinnovo del consiglio comunale e già si respira un’aria da campagna elettorale, in un clima di profonda incertezza tante persone si mobilitano nei quartieri della città alla ricerca di consensi, alleanze e reclutamenti.
Mentre il centrosinistra probabilmente si preparerà per le primarie, che qualcuno sta forzando con molta insistenza, il centro destra si spacca sempre di più e non trova coesione.
La classe dirigente politica, dunque, è in continuo fermento e le associazioni riflettono commentando le prospettive.
Ne parliamo con Giuseppe Schipani, presidente dell’associazione Io X Benevento, fortemente impegnato nel sociale, che insieme a tanti amici è riuscito a realizzare un progetto di associazionismo molto ambizioso, collezionando notevoli risultati e incassando l’apprezzamento dell’opinione pubblica e della politica che osserva con particolare interesse.
Fra qualche mese si dovrà rinnovare il consiglio comunale, come vede questo avvenimento?
“Le elezioni rappresentano sempre un avvenimento molto importante, i cittadini sono chiamati a votare ma, soprattutto, a concedere la loro fiducia a persone che nel prossimo domani dovranno rappresentare le difficoltà di tutta la collettività. È, dunque, molto importante far comprendere diversi aspetti che risultano estremamente rilevanti e che determinano le conseguenze delle scelta. Il primo aspetto è legato alla grande responsabilità che il cittadino investe colui che si candida e si rende disponibile a rappresentare le istanze, la scelta ovviamente richiede una verifica dei requisiti morali etici e culturali del soggetto che dovrà consapevolmente rappresentare la voce e le istanze che provengono dal popolo che lo ha eletto; il secondo aspetto è in relazione all’azione politica-amministrativa che il candidato intende proporre sia al cittadino che chiede il voto e sia alla coalizione con cui spera di vincere, ovviamente redatto con la partecipazione dei cittadini sostenitori. Il terzo e ultimo aspetto va studiato attraverso una riflessione di ampia visione, in merito inanzitutto al partito nel quale si candida, alle prospettive che questo partito e la coalizione intendono determinare e all’analisi di attendibilità per il raggiungimento degli obiettivi.”
Centrodestra e Centrosinistra, qual è la sua opinione?
“Credo sia abbastanza chiaro che in entrambi gli schieramenti si respira un’aria di crisi figlia di tanti padri che frammentano la proposta politica per correnti. I politici hanno praticamente stravolto il ruolo che la politica dovrebbe esercitare, è palese che le intenzioni non sono più mirate nella direzione del progresso sociale ma sempre di più nell’individualismo e nella tutela dei propri interessi. La destra ha scelto di non definirsi come partito, ma come “popolo”, imperniata su un populismo senza moderazione e sul rigetto della politica intesa come sintesi creativa e responsabile al servizio dell’interesse generale ha favorito, nel Nord del Paese e non solo, il successo del più genuino ed efficace interprete di questo approccio: la Lega; che ha raddoppiato le postazioni negli Enti ed ha lasciato alle spalle il PDL. Berlusconi ha lucidamente deciso non di distinguersi ma di appoggiare la Lega e il co-fondatore del PDL, Gianfranco Fini, ha rotto la sua intesa politica con Berlusconi. La sinistra è completamente fuori gioco; non riesce a proporre un’idea strategica sul futuro del Paese, né progetti alternativi sui temi che toccano la vita degli italiani. E’ in minoranza, incalzata da altre minoranze e da una componente che è interessata solo alla contrapposizione a Berlusconi, che ora viene incalzata a sua volta da una componente anti-politica e ancor più giustizialista. Ci viene negato il diritto di scegliere i parlamentari che vengono nominati dai partiti con una logica che solo loro conoscono e che poi vanno a riscaldare i banchi del parlamento in attesa di indicazioni, privi di idee e di qualsiasi attaccamento ai problemi che riguardano il territorio da cui provengono”.
E che ne pensa a livello locale?
“Entrambi gli schieramenti sono in alto mare, l’opposizione in questi anni non è riuscita ad esprimere un atteggiamento basato sulla proposizione di idee alternative e valide. Attualmente, l’immagine che viene percepita dall’opinione pubblica è assolutamente negativa considerando anche la notevole e insanabile spaccatura che quotidianamente viene accentuata. Il centro sinistra al comune dopo quattro anni di paralisi inizia a sventolare le opere pubbliche che tra qualche tempo inizierà a realizzare e appare comprensibilmente sulla difensiva. Ha smesso, ormai da tempo, di elaborare e di operare, oberata probabilmente nel difendere e rafforzare qualche feudo in via di declino. Non esistono linee guida, ognuno pensa ai propri interessi e anche tra loro c’è una netta e palese frammentazione di intenti e di volere non riuscendo a gestire nemmeno l’ordinaria amministrazione. La nostra azione quotidiana e soprattutto l’ubicazione della nostra sede radicata nel quartiere più grande e popoloso della città ci consente di vivere da vicino le innumerevoli difficoltà dei cittadini, che puntualmente segnaliamo e cerchiamo di risolvere con le nostre limitate risorse poiché non trovano incidenza nell’agenda dei vari assessorati impegnati moltissimo a coltivare il proprio orticello! Il mondo dell’impresa è agonizzante e la ridotta rete infrastrutturale non permette di sviluppare i loro interessi, i professionisti, definiti lavoratori autonomi, sono condizionati a compromettersi politicamente per trovare un po’ di ossigeno, i giovani si allontanano sempre di più dai sani valori e il fenomeno della droga e della delinquenza è in continua crescita. Gli anziani non ce la fanno più a vivere con cinquecento euro al mese, le famiglie monoreddito “fortunate” a tavola dividono il pezzo di pane e quelle in cui non c’è nemmeno una persona che lavora evitano di affacciarsi alla finestra per non contrarre un virus influenzale perchè nemmeno i farmaci si possono permettere. E’ affrontando questi problemi che si conquista la fiducia dei cittadini, con una presenza costante, giornaliera, non con demagogiche e faziose dichiarazioni, non promettendo! Tutto ciò rende necessario iniziare ad organizzare, da subito, un forum di discussione sui problemi che attanagliano la nostra città, cercando di aggregare e coinvolgere varie competenze con l’auspicio di elaborare un progetto per far sentire la voce dei cittadini con proposte concrete e perseguibili. Non si può avviare un processo evolutivo senza coinvolgere i vari tessuti sociali e renderli funzionali per contribuire ad una reale emancipazione culturale ed economica. L’opinione pubblica è fondamentale e deve rappresentare la fonte di ispirazione di un programma amministrativo che deve essere applicato con condivisione, partecipazione “VERA” e non quella fittizia o quella che probabilmente si cerca di pilotare e, molta trasparenza”.
Secondo lei chi governerà la città di Benevento?
“La partita è molto difficile e soprattutto la gente è veramente stanca di vedere e sentire sempre le stesse cose, sia il centro sinistra che il centrodestra hanno dovuto affrontare le provinciali nel 2008, le europee nel 2009 e le regionali qualche mese fa, promettendo la luna, il sole e qualche pianeta della galassia, l’anno prossimo cosa diranno alle stesse persone? Può accadere di tutto, ritengo che se la società civile, quella che non fa promesse ma che si prodiga quotidianamente nel tutelare i veri interessi dei cittadini, e mi riferisco soprattutto ai professionisti, riuscisse a trovare una sintonia con elementi di rappresentanza sindacale, e territoriale che salvaguardano le fasce della popolazione più deboli, allora si potrebbe determinare una straordinaria situazione di coesione popolare che potrebbe stravolgere questo spregiudicato sistema. Destra o sinistra si ricorderanno dei cittadini qualche mese prima delle elezioni, solleveranno qualche argomento dal loro database e dopo le elezioni arrivederci senza nemmeno dire grazie!”
Come va con l’associazione IO X Benevento?
“Ogni giorno si uniscono a noi nuove persone che intendono sostenere il progetto che IO X Benevento sta cercando di promuovere per la città di Benevento, nel nostro piccolo stiamo cercando di aiutare il tessuto sociale maggiormente penalizzato attraverso l’attivazione di una serie di servizi di pubblica utilità. Il nostro impegno è totalmente concentrato per garantire una rappresentanza civile, esercitata nel pieno rispetto del principio d’uguaglianza, ci prodighiamo con abnegazione per rappresentare quelli che sono gli interessi pubblici e cerchiamo di tutelare i diritti affinché ogni singolo individuo possa esprimere al meglio le proprie facoltà sociali”.

A.S.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, PROVINCIA, SPORT

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