CALCIO

È il momento degli arrivi e delle partenze

Domenico Doardo (33), portiere, firma un contratto annuale. Dal Taranto arrivano l’esterno sinistro Francesco Colombini (28), centrocampista, Maximiliano Roldan Cejas (28), dal Sorrento l’ala sinistra Vincenzo D’Isanto, giocatore classe 1981, il difensore, proveniente dalla Pro Sesto, Davide Cattaneo (26), dal Foggia il centrale difensivo Giovanni Ignoffo (31), dalla Pro Sesto il difensore Daniele Gregori (31). Ed ancora Massimo Mariotto, il quale sarà il nuovo direttore sportivo del club.
In uscita allo stato solo Masciantonio che si è accasato Sardegna, ad Olbia.
Per il resto dovrebbe pensarci proprio Massimo Mariotto, per il quale il discorso potrebbe essere facilitato con l’arrivo sulla panchina del Sorrento di Simonelli. L’ex allenatore giallorosso potrebbe far man bassa nello spogliatoio beneventano chiedendo probabilmente tra gli altri Agnelli e Martinelli e forse uno tra Tufano e Ferraro. Poi si vedrà Questi i movimenti fatti sotto banco e che dovranno essere ratificati in questo mese di luglio, poiché solo dal primo giorno di questo mese sarà possibile depositare presso la sede della Lega professionisti di seconda divisione i vari contratti.
La novità maggiore è che il Benevento non è in C1 ma nella Lega-Pro di Prima divisione, la Seconda sarebbe poi l’ex C2.
Un vero e proprio terremoto di sigle e loghi, il tutto mentre si attendono le decisioni per la formazione dei gironi. La dirigenza giallorosa non ha avanzato proposte di inclusione in uno dei due gironi. La forte presenza campana in questa categoria, con la labile speranza di un ripescaggio dell’Avellino nella Lega di prima divisione /B, condizionerà senza dubbio quella formulazione. C’è da sottolineare comunque la richiesta della Cavese di essere inclusa nel girone B e questo comporterebbe di fatto l’inclusione del Benevento nel girone A, insieme magari alla Paganese, che non sembra aver chiesto cambi, la cui tifoseria, per quanto ricordi, è gemellata con quella giallorossa. Ma poi anche in questo caso si dovrà ancora vedere e verificare.
Dove infine vedono e verificano e giudicano sono quegli "sfaccendati" tifosi giallorossi che tengono praticamente sotto controllo, i lavori allo stadio: loro meglio degli addetti ai controlli. Sotto la canicola dei giorni scorsi hanno vigilato attentamente, preso numeri di presenze, fatti i conti sui giorni lavorativi-festivi compresi, interpellato sindaco, assessore, ingegnere responsabile del procedimento e quanti altri interessati alla vicenda "stadio". Un lavoro certosino ma importante dal quale sarà difficile svincolarsi, al quale l’amministrazione comunale e soprattutto la ditta appaltatrice dovrà dar di conto: il popolo è sovrano (checché ne dica… Di Pietro), il tifoso… pure.

Pregi

CONVEGNO DEL "VELO CLUB" A S.GIORGIO DEL SANNIO

"C’era una volta la Coppa Papà Espedito"

Si è tenuto a San Giorgio del Sannio (Benevento) presso l’Auditorium Comunale "Il Cilindro Nero" il convegno-dibattito dal titolo "C’era una volta la Coppa Papà Espedito" organizzato dal Velo Club San Giorgio sotto l’attenta regia di Paolo Serino. Obiettivo del convegno è stato quello di ridare vita alla più prestigiosa gara ciclistica della storia del Sannio che, su un totale di quasi cento gare di questa categoria che si disputano sul territorio nazionale, resta una delle ultime quattro gare che si svolgono al Sud.
Al Convegno, moderato dal giornalista Luca Maio ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale, il sindaco di San Giorgio del Sannio, Giorgio Nardone il quale, pur tra le mille difficoltà finanziarie cui ogni Ente oggi deve districarsi, ha promesso il massimo impegno per far ripartire la corsa.
Ha fatto seguito il saluto del presidente provinciale FCI Nicola Antonelli.
Il Convegno è entrato nel vivo con la relazione del patron e presidente del Velo Club, Paolo Serino il quale ha ribadito ancora una volta che l’evento non è "la corsa di Paolo Serino" ma patrimonio dell’intera provincia sannita. Tra le cause che ne hanno determinato l’interruzione, c’è la fondamentale disattenzione o quanto meno di un’attenzione discontinua e non proporzionata all’evento da parte degli Enti. Al Convegno erano assenti i rappresentanti della Regione e della Provincia, pur invitati e sollecitati a partecipare al sereno dibattito in contrasto con la numerosa presenza di sportivi ed appassionati. Prova questa che sono in tanti ad aspettarsi la ripresa della corsa. Il patron ha chiaramente detto che, per continuare, sarà necessaria una inversione di tendenza: non più mendicando presso questo o quello per rattoppare il più delle volte le situazioni, ma sarà necessario ripartire con un programma dignitoso, proporzionato all’evento.
Ed in questo piano che si dovrà necessariamente ipotizzare il ritorno ad una DUE GIORNI con una delle due corse, itinerante. Sarà così possibile portare il ciclismo che conta anche negli angoli più reconditi delle province di Benevento ed Avellino, che generalmente restano tagliati fuori dal giro del grande ciclismo.
Giuseppe Cutolo, presidente del Comitato Regionale FCI, glissando la domanda che gli ha posto il conduttore su quanto è mancata la Coppa Papà Espedito agli sportivi campani, ha promesso l’impegno del Comitato per la ripresa della corsa.
Accorato ed appassionante è stato poi l’intervento di Gian Paolo Porreca, editorialista de Il Mattino e di TuttoBici, che ha sottolineato come la Papà Espedito, per la sua storia, deve restare tra le corse che ancora si organizzano al Sud ed ha fatto appello agli Enti affinché dedichino attenzione e risorse per salvaguardare questo straordinario tesoro del ciclismo del sud, tra le cose belle del Sannio.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente nazionale FCI, Renato Di Rocco, che ha esortato gli organizzatori a non mollare, affermando che in Italia, non sono tantissime le corse che possono vantare una tale tradizione ed una tale valenza. Per questo vanno fatti tutti gli sforzi per salvaguardarla.
L’avvocato Mario Collarile, presidente provinciale del Coni, con la sua parola suadente, ha affermato che una manifestazione come la Coppa Papà Espedito può senz’altro contribuire alla valorizzazione della bellezza delle nostre verdi colline.
Con competenza ed esperienza l’avvocato Carmine Castellano, già direttore del Giro d’Italia, plaudendo al progetto presentato, ha affermato che non è impossibile coagulare intorno alla gara gli interessi di Enti, privati, sponsor ed associazioni di categoria.
Infine Nicola De Ieso, redattore di un progetto per la ripresa titolato "Dall’evento sportivo alla risorsa d’area", ha illustrato come far diventare la Coppa Papà Espedito un patrimonio partecipato da Enti, imprenditori e comunità locali. Ad ognuna di queste componenti il progetto indica i capisaldi e le strade da seguire finalizzate all’impiego di risorse umane, compreso gruppi di stagisti della vicina Università per un applicazione pratica delle tecniche di apprendimento. Una opportunità di collaborazione partecipata per la valorizzazione dell’area in cui si sviluppa. Insomma la tradizione ed il know how delle corsa al servizio della valorizzazione del territorio, creando strutture, opportunità di lavoro e la possibilità di far diventare San Giorgio del Sannio "Città del Ciclismo".
Negli spazi dell’Auditorium ha fatto da contorno al Convegno una interessante mostra preparata dai componenti il Velo Club.
Attraverso 28 pannelli riportanti documenti d’epoca, fotografie, ordini d’arrivo, rassegna stampa ed altro, ha tracciato la lunga storia della corsa che nata nel 1977, ha catalizzato l’attenzione degli sportivi non solo sanniti fino al 2006 e che nel suo albo d’oro annovera corridori del calibro di Giuliano Figueras, Mirko Bruschi, Kurt Asle Arvesen (primo straniero a vincere la corsa), Massimo Codol, Antonio Salomone, Ivan Stevic, Michele Paletti, Marco Cattaneo, Bruno Rizzi.

A.S.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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