OSSERVATORIO
Il
piano traffico al Rione Ferrovia:
le proposte dellassessore De Lorenzo
Le soluzioni,
presentate alla stampa, al piano traffico di Rione Ferrovia individuano
in definitiva possibilità tutte realizzabili.
Certamente il senso unico in Viale Principe di Napoli nelluna
o nellaltra direzione di marcia non sembra tener conto dello sbocco
su Ponte Calore, dove immancabilmente, allo stato, si formano lunghe
file in uscita dal Rione sulle due direzioni di marcia, via Posillipo
e via del Pomerio.
Sarebbe necessario quindi anche un intervento su quellimpianto
semaforico in virtù della scelta definitiva.
Lipotesi più realizzabile, ipotizzata in conferenza stampa
anche dallassessore, sembra quella del doppio senso di marcia
lungo il Viale e linversione di marcia in Via Paga e via Lungo
Calore Manfredi. Il che significherebbe il cambiare tanto per cambiare,
alla base della quale non cè certamente la soluzione del
problema Pronto soccorso del Fatebenefratelli. Attualmente la direzione
di marcia esistente è la più indicata per i mezzi di soccorso
in entrata sia dalla zona Ferrovia, lungo via XXV luglio, sia in entrata
dalla rotonda dei Longobardi. Resterebbero allo stato penalizzati, come
attualmente accade, solo quei mezzi di soccorso provenienti dal centro
città.
Problemi che alla fine si aggraverebbero con limmissione in un
senso o nellaltro di una sola direttiva di marcia lungo il Viale.
Alla fine una domanda sarebbe dobbligo: perché non si è
studiata la possibilità di pedonalizzare, magari a traffico limitato,
quel Viale, con la individuazione di un anello attorno allo stesso?
partendo da Via Grimoaldo Re per finire in piazza Bissolati e magari
lungo via Paga e via XXV Luglio?
Per i residenti sarebbe ora di respirare un po daria meno
inquinata. Non credo che per la soluzione auspicata fosse necessario
impegnare lUniversità, professori, ingegneri e soprattutto
studenti-rilevatori. Anche a costo zero se queste sono le premesse ci
sarà da stare poco allegri se e quando ci sarà propinato
il piano traffico generale.
Ecco forse sarebbe stato meglio guardare alla globalità e non
al
commerciante di via Paga, sarebbe opportuno magari salvaguardare
anche la salute non solo come scritto innanzi, agli abitanti del Rione
Ferrovia, ma anche a quelli del Rione Libertà e
di Viale
Mellusi e viale degli Atlantici.
Limitare il traffico allo stretto necessario dei residenti non sarebbe
una idea peregrina. Qui di peregrino vi è solo il "soddisfacimento
di necessità" terze e non generali.
Tra laltro nel corso di quella conferenza stampa lassessore
De Lorenzo ha lamentato la mancanza assoluta di indicazioni da parte
del "popolo" come se il sottoscritto fosse una casta, come
il se giornalista non contasse, come se le idee scritte o dette da qualche
parte fossero state messe solo per riempire pagine di giornali o magari
letere.
Caro Peppino, di via Paga è stato detto questo ed altro, della
eventuale soluzione di un Viale Traffico limitato (non solo quello Principe
)
è stato più volte suggerito da queste colonne che bisogna
evitare passerelle auto lungo i due Viali della zona alta, è
stato detto, scritto, ridetto e scritto a iosa. Gli ingorghi domenicali
lungo queste due arterie sono proprio il conforto a queste lamentele.
Le strade sono di tutti e non dei pochi spocchiosi che cercano di mettere
in mostra i loro "mostri" dietro i quali spesso e volentieri,
ma quasi certamente, vi sono "affari in nero", scatole cinesi,
buggerature di leggi, malaffare in generale.
E ovvio che vi sono anche "quelli buoni", ma ho sempre
sostenuto che quei mostri da 80mila e passa euro non sono che per una
classe ristretta (forse da contare sulle dita delle due mani) di cittadini
beneventani corretti dal punto di vista fiscale
e penale. Tutto
il resto sarebbe da rivedere
!
Ma questo è solo uno sfogo che parte dalla illusoria speranza
di vedere un intervento su Rione Ferrovia deciso, determinante a salvaguardia
dei cittadini. E dire che con lassessore in gioventù abbiamo
condiviso la stessa strada
Via Veneto
non quella romana ma
quella con il Vittorio. Avrei preferito più decisionismo, più
implicazione dei residenti, più attenzione non solo ai commercianti,
ai politici doccasione e magari
proprio dallo stesso Assessore
che in quel Rione ha vissuto, che di quel Rione sa vita e miracoli.
Avrei preferito non un ritorno al passato, ma
magari un nuovo
corso Garibaldi. Lì il suo predecessore ebbe fegato e soprattutto
intuito e genio. Imitarlo nelle determinazioni e nelle piccole e grandi
rivoluzioni non sarebbe male. Il ritorno al futuro è troppo misero,
è troppo piatto è troppo amorfo
senza idee
ed il buon Peppino, di idee credo ne abbia da vendere, ma alla fine
deve cozzare con una maggioranza, che non cè, con una giunta
che tira la "giacchetta" al sindaco e poi pallini ai compagni
di merenda.
Credo di capire la stretta dellassessore e anche laffidarsi
a UniSannio ed ai suoi ragazzi. Ma una cosa è la politica, unaltra
e "lingegno": la fantasia talvolta rimane a guardare.
Infine lasciatemi fare una constatazione sia sulla Rocca che a Palazzo
Mosti. Mi sembra che i due massimi vertici siano in balia delle onde
anomale delle varie fazioni politiche. Da una parte il professore subisce
gli umori della platea che gli stoppano la nomina di Lello Bianco a
general manager dellEnte (ma credo che se tra i titoli preferenziali
ci fosse quello
di presidente di un Consiglio
magari comunale
il
giochino sarebbe fatto) dallaltro il mio caro ingegnere va a vele
spiegate spesso di
bolina
raccordando
quando va di
poppa i vari naufraghi "sans papier" (senza partito). In altri
tempi e con "veri politici" a questora
erano già
tutti a casa! Ma questo è un altro film Comencini e Alberto Sordi
non centrano
ma già, quello celebrava l8 settembre.
Geppino
Presta
E
SOLTANTO UNOPINIONE
A cura di
Pietro Di Lorenzo
La
Corte dei Conti: in Italia
troppi sprechi e troppe tasse
Ce ne eravamo
accorti anche noi, anche noi piccoli imprenditori e cittadini che in
Italia cè il record degli sprechi ed allo stesso tempo
unincidenza di tasse che non trova riscontro in termini di servizi
che lo stato ci restituisce.
Il Governo ed alcuni ministri in particolare hanno dato prova di voler
passare dalle parole ai fatti: staremo a vedere. Ma intanto sarebbe
il caso che le associazioni di categoria e le amministrazioni locali
facessero la loro parte.
La Corte dei Conti denuncia il boom di società per i servizi
pubblici negli enti locali. Anche nella nostra provincia abbiamo più
volte segnalato la grave anomalia. Centinaia di posti nei consigli di
amministrazione, migliaia di addetti che contribuiscono ad alimentare
sprechi ed inefficienze.
Cresce poi la corruzione nella pubblica amministrazione. Sono centinaia
le denunce, ma purtroppo lazione penale è quanto mai debole
e spesso tardiva. Migliaia di consulenze mortificano le professionalità
negli enti ed alimentano corruzioni e sprechi. La ricetta è sempre
la stessa: eliminare gli enti inutili, rendere trasparenti e soprattutto
rapide le procedure, insomma ridurre la burocrazia. È questo
il vero cancro del paese, la palla al piede delle imprese. Si parla
della possibilità di creare unimpresa in un solo giorno,
si daccordo, ma con le imprese esistenti come la mettiamo?
Forse con questo Governo si raggiungeranno obiettivi insperati e comunque
proposti dal popolo della libertà che ha vinto le elezioni politiche;
ma la svolta ci sarà soltanto se gli enti locali ragioneranno
con unottica liberale. Sono ancora troppi i comuni, le province,
le comunità montane dove si amministra con una logica che penalizza
le imprese. Sindaci e amministratori devono occuparsi di territorio,
di programmare e realizzare le infrastrutture ed i servizi non di imprese.
Le aziende devono essere soprattutto private.
La vera competizione si vince così, spianando la strada alle
imprese private e riducendo la burocrazia. È facile, basta iniziare
però. Prima che sia troppo tardi.
INCONTRO
PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO DI BENEVENTO
PER ILLUSTRARE LE LINEE GUIDA DEL PIANO
PASER:
dalla crisi alle nuove strategie di sviluppo
Confrontarsi
con le figure economiche, sociali e istituzionali del territorio sannita,
questo il senso dellincontro svoltosi a giugno presso la Camera
di Commercio di Benevento sui temi del PASER (Piano di Azione per lo
Sviluppo Economico Regionale). Il convegno ha visto la partecipazione
di Federico Lasco, coordinatore AGC 12 Sviluppo Economico della Regione
Campania, e di Rachele Mariconda dirigente dellUnità tecnica
PASER.
Ha aperto i lavori Gennaro Masiello, presidente dellEnte camerale
sannita: "Alle istituzioni ha sottolineato Masiello- tocca
il compito fondamentale di guidare lo sviluppo di crescita generale
delleconomia sannita con scelte che la rendano fattibile e trasparente.
La Campania e la sua economia, unitamente alle imprese che ne fanno
parte, hanno bisogno di misure certe, obiettivi precisi, strategie di
innovazione che guardino al futuro piuttosto che al presente".
E questa la sfida dellinnovativo strumento di pianificazione
strategica che è il PASER, lo strumento finalizzato ad incrementare
la competitività del sistema produttivo regionale e a promuovere
gli interventi di rafforzamento nellinnovazione delle imprese
e dei distretti locali.
Proposto nellagosto del 2006 dallAssessore allagricoltura
e alle attività produttive della Regione Campania, il PASER si
rivolge alle piccole e medie imprese che intendono investire in tecnologia
e sviluppo economico. "Quando nel 2006 è stato approvato
il Piano dAzione per lo Sviluppo Economico Regionale -ha proseguito
Lasco- lobiettivo dichiarato dallassessore e dal governo
regionale era quello di fornire alla Campania gli strumenti necessari
per rimettersi sui binari dello sviluppo, permettendo alle imprese di
riconquistare competitività sui mercati, con performance positive
per il ritmo di crescita. Il PASER è un complesso progetto di
sostegno al settore produttivo campano imperniato sulla convinzione
che lintervento pubblico passa attraverso azioni sinergiche orientate
ad alcuni comparti di eccellenza delleconomia regionale. Infatti,
lobiettivo principale dellamministrazione regionale è
quello di canalizzare le risorse verso quei settori in grado di generare
un nuovo impulso imprenditoriale che consentirebbe di avviare una modernizzazione
del tessuto imprenditoriale campano."
Ad oggi il Piano prevede incentivi per 455 milioni di euro da destinare
alle medie e grandi imprese per il sostegno finanziario di nuovi programmi
di ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, formazione, internazionalizzazione
e incremento occupazionale, nellambito delle specifiche unità
produttive che sono oggetto degli interventi. "Con il PASER ha
aggiunto Lasco- puntiamo ad invogliare azioni dinamiche nella nostra
economia che, anche se non è ancora pronta a colmare il divario
con le economie delle regioni più ricche del Paese, può
essere stimolata alla crescita e allo sviluppo".
Da sottolineare lintervento operativo di Rachele Mariconda che,
partendo da unanalisi del territorio sannita, con i suoi punti
di forza e di criticità, ha illustrato le politiche di sviluppo
e di internazionalizzazione attraverso il Programma Operativo Interreg,
destinato alle imprese e agli enti che vogliono cooperare con lUnione
europea. Unanalisi più approfondita delle tematiche espresse
durante la presentazione sannita, lasciano intendere che il Piano di
Azione per lo Sviluppo Economico Regionale contiene misure che possono
essere valutate positivamente nellottica di uneconomia da
rivitalizzare e incentivare. Tuttavia tali misure rimangono insufficienti
per un adeguato rilancio degli investimenti privati in ricerca e innovazione
se non vi è la necessaria collaborazione dei diversi attori sociali.
Da qui la necessità di mettere in campo tutte le sinergie istituzionali,
economiche e territoriali possibili per un approccio concreto e serio
alle risorse e agli incentivi offerti alle imprese.
Antonino
Caffo
antonino.caffo@hotmail.it