CALCIO

Quale futuro per lo Sporting?

Parlare di calcio in assenza di competizioni e partite può sembrare anacronistico.
Parlare di cose che stanno attorno al calcio spesso diventa improbo e perché no anche controproducente.
Ed è quanto sta avvenendo nel mondo calcistico non agonistico in queste settimane. Dai passaporti falsi, al doping, alle critiche situazioni finanziarie di molte squadre costrette a dei veri e propri tour de force per "racimolare" miliardi ed appianare bilanci. Non condivido la soluzione data ai passaporti falsi, e parlo anche per esperienze seppur dilettantistiche seppur da tornei degli Uffici. Quando in quei tornei si presenta un attestato falso si ha partita persa. Per non parlare poi dei risvolti penali nel caso di ingresso in Italia con documenti contraffatti. Sta poco in terra e molto in cielo l’illecito sportivo, quando si è entrati in un paese clandestinamente. Ed è campato in aria il volersi arrampicare sugli specchi dell’incongruità della legge sugli extracomunitari. Non c’entra con l’aver falsificato un documento internazionale.
Il doping aveva già negli anni passati ben altro peso ed il "nandralone" non credo sia in tutte le bevande "rigeneranti". Se così fosse doveva essere un ecatombe di dopati lì dove il controllo dei sanitari (in serie C soprattutto) non è poi così asfissiante come in A e B. Ed allora anche in quel caso la responsabilità dei sanitari che "hanno aiutato" calciatori a recuperare è evidente così come è evidente anche quello della società.
Si è voluto sottacere su due aspetti che probabilmente daranno del filo da torcere, il secondo soprattutto, nei prossimi campionati.
Le società in entrambi i casi sono responsabili, ma si sa gli interessi in ballo sono una barca di soldi, migliaia di miliardi… ed allora tutto va bene madama la marchesa… ma c’è il pericolo che il calcio finisca sul marciapiedi… a battere! (senza voler offendere ovviamente le gentili venditrici di sesso!).
Tutto questo perché poi parlare del Benevento non è cosa semplice.
È stata fatta l’iscrizione al prossimo campionato, si sono trovati i trenta milioni per il pagamento della tassa, probabilmente si troveranno anche qualche centinaio di milioni per parificare i debiti, così come da indicazione della COVISOC, ed il Benevento dovrebbe essere comunque ai nastri di partenza del campionato. Come, con chi e per cosa, sarà difficile dirlo e stabilirlo.
Dato il benservito a Specchia, libero di accasarsi da altra parte, grazie anche alla lucidata del palmares avuta a Benevento, la squadra si ritrova senza un allenatore, con qualche giocatore contrattualizzato, alcuni giovani messi sotto contratto alla fine di giugno poiché maggiorenni e nulla o quasi più.
Bisognerà fare economie, bisognerà vivere alla giornata… a meno che. A meno che non arrivi il mecenate, il grande acquirente. Sì, ancora oggi si vive di speranza per poter dare alla squadra un futuro più certo e tranquillo.
Sì, è vero che bisogna verificare qualsiasi possibilità, come ha spesse volte sottolineato il presidente Pedicini, ma le chimere sono "immediate" o quasi effimere.
Ed allora perché inseguire fantasmi svizzeri-romani, che già per il passato avevano segnato in negativo (Gasperoni e Peca tanto per non fare dei nomi) la storia di questa squadra di calcio.
Ecco alla fine si è dovuti andare ad affrontare realisticamente una situazione che si poteva e doveva programmare con più anticipo e non attendere "la furia" (sic!) dei tifosi sotto la sede della Società e sotto Palazzo Mosti.
Ai tifosi c’è da dare e dire la verità. I politici possono fare poco o nulla nel mondo del calcio, magari dare un po’ di "mondezza" pubblicitaria, o un sostegno alle spese per il mantenimento dello Stadio. Agli attuali amministratori dello Sporting c’è solo da ringraziarli: nel loro piccolo (come le famose formiche) si sono inguaiati "mani e piedi" e per uscirne c’è da risanare il bilancio.
Ed allora il Benevento si ritrova in un vicolo cieco che, e lo ripeto ancora una volta, forse la sola idea messa su dal socio Nazzaro avrebbe potuto risolvere in modo "indotto": tanto il paperone da queste parti non passa: mettiamocelo bene in testa tutti.

Gipre


DENTRO E FUORI IL S.COLOMBA
Rubrica di Massimiliano Micco

Si aspetta la manna dal cielo

Dopo la traumatica salvezza è arrivata… la sciagura! I festeggiamenti sono durati davvero poco, ormai tutta la tifoseria è in fibrillazione; addirittura è scesa in corteo per protestare. Ma contro chi? Forse contro il Presidente Pedicini? Forse contro l’intera Dirigenza? O fors’anche contro i nostri magnati della finanza locale o i Deputati e i Senatori vari?
La cosa per la verità ci ha incuriositi alquanto e per questo abbiamo voluto saperne di più. Abbiamo, come al solito, intervistato taluni tifosi beneventani ponendo loro
la domanda classica: "Considerando l’attuale crisi societaria dello Sporting, dalla quale non sembra esservi alcuna via d’uscita , chi butteresti giù dalla torre?"
Ebbene abbiamo avuto più di una risposta. Eccovele.
Oltre il 50% se la prende con l’attuale classe dirigente, quella appena dimissionaria. E perché? La risposta è stata: "Hanno pensato solamente ai… fatti loro! Durante l’anno calcistico scorso hanno venduto i pezzi migliori, hanno intascato quello che c’era da intascare e ci hanno portato calciatori imberbi o …fuori uso." Altra risposta sempre contro la Dirigenza uscente, accusata di essere falsa: "… Dicevano che volevano creare una squadra stabile che permettesse quantomeno una permanenza in C1 stabile, invece, appena finito il campionato, tutti si sono defilati a cominciare proprio da Pedicini! Ora se ne vogliono lavare le mani. Troppo comodo."
Tutti gli intervistati o quasi poi accusano ancora i dirigenti uscenti tacciandoli di essere anche ingenui e creduloni in quanto si illudono di portare avanti trattative con gente che dal calcio spera solo di trarne un briciolo di notorietà (Vero Belardelli?). Dicono che credono ancora alla befana!
Altri tifosi, anche questi davvero numerosi, se la prendono con i nostri politici che nulla hanno mai fatto e nulla fanno per lo sport locale. Accusano Mastella di essere Vice presidente del Napoli mentre non si interessa affatto delle sorti della squadra della sua terra. ( N.d.r. Lui poi si lamenta se i beneventani non lo votano); accusano Viespoli, Simeone, Izzo, Nardone e compagnia bella che non… danno mai fastidio a nessuno!
Accusano infine gli imprenditori e i professionisti locali che, secondo loro "Non vogliono cacciare i soldi per la squadra". Accusano pure i giocatori, poveretti!
Insomma ce n’è per tutti. Speriamo che non si finisce a botte, soprattutto se la Società dovesse addirittura essere esclusa dal prossimo campionato come pare possa succedere se è vero quanto denunciato dalla COVISOC. E allora cosa aspettiamo? Forse la manna dal cielo? Totò diceva: "Ccà và a fernì a mazzate…"!

E-mail: sport@beneventogiornale.com

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