CALCIO
Siamo
alla vigilia di un sogno
Un Benevento
poco
Clemente esalta i tifosi presenti allo Scida e quelli bloccati
davanti ai teleschermi di casa o i maxi sparsi per la cità e non
solo.
Alla fine agguanta un rocambolesco pareggio in inferiorità numerica,
zittendo uno stadio che aveva fino ad allora creduto nella vittoria.
Ma anche danni per i giallorossi da quel pareggio. Infatti Soda domenica
prossima dovrà fare a meno di Palermo, De Liguori (espulso dopo
pochi minuti dal suo ingresso in campo) e soprattutto di Clemente.
Il bomber giallorosso ha protestato fin troppo per un fallo chiamatogli
contro, forse dimentico della diffida. Per lui lultima gara di questo
campionato a soffrire in tribuna: non lo meritava, ma il calcio è
anche questo, purtroppo.
La partita contro il Crotone non è stata comunque una bella gara.
Alla vigilia della gara di ritorno ovviamente non compete a questa rubrica
analizzarla. Il passato ormai è storia, la gara in terra calabra
un punto di partenza verso la storia. Troppe volte in queste settimane
si è stato usato (non a sproposito) questo sostantivo, ma è
la pura e semplice realtà.
Una gara, quindi, rimane solo da disputare, quella della vita per molti
giocatori. Ma da Gori e fino a Bueno o Castaldo, passando per Landaida,
e Cejas, per non dimenticare tutti gli altri la città, i tifosi,
la società, attendono quella prova maiuscola che permetterebbe
di agguantare il sogno, poche volte tentato in verità, ma mai così
prossimo ad essere realizzato.
Spetta a quei giocatori che Soda deciderà di utilizzare far esplodere
al termine della gara lo stadio, la città la provincia. Ecco da
loro ci si attende solo questo, guardare a quel "gladiatore"
simbolo dello sport sannita, immedesimarsi in lui ed avere un solo grido,
un solo obiettivo.
Il resto poi verrà da solo, il resto sarà poi
Io speriamo
che me la cavo!
Pregi
ROSSO
FERRARI
A cura di Giuseppe
Russo
LO STORICO
MARCHIO RIVIVE A BARI
La
leggenda Isotta Fraschini
Negli ultimi
anni Mercedes-Benz e BMW hanno "resuscitato" due storici marchi
di lusso, la tedesca Maybach e linglese Rolls-Royce rispettivamente,
ottenendo anche ottimi risultati. Le due antichissime case erano dei veri
e propri riferimenti dellauto di lusso allinizio del secolo
scorso ma comunque inferiori alla vera regina del settore, litaliana
Isotta-Fraschini.
La Società Milanese Automobili Isotta, Fraschini & C. fu fondata
a Milano nel 1900 dallavv. Cesare Isotta, da Vincenzo Fraschini
con i suoi due fratelli e da altri tre loro amici. Allinizio la
società importava e commercializzava per la Renault. Nel 1902 cominciò
a produrre le prime vetture dotate di motore Aster e De Dion-Bouton. Nel
1903 comparve la prima auto totalmente costruita ed assemblata dalla casa,
dalla potenza di 24 HP. Nel 1904 i buoni risultati diedero definitivamente
vita alla S.A. Fabbrica Automobili Isotta-Fraschini con sede in via Monterosa
a Milano.
Già nel 1905 partecipa alla Coppa Florio con lincredibile
Tipo D, 17000 cc circa per 100 HP. Nel 1907 Isotta-Fraschini attraversò
la sua primi crisi risolta dallalleanza con la francese Dietrich.
In seguito Isotta-Fraschini produsse le innovative Tipo FE (1908) e Tipo
KM (1911), dotate di alberi a camme in testa e freni su tutte le quattro
ruote. Intanto lattività agonistica del marchio riprese con
diversi successi. Nel 1911 lazienda ampliò la gamma dei suoi
prodotti includendo quelli bellici ed industriali. Al termine della Grande
Guerra Isotta-Fraschini, in dissesto, fu finanziata dal conte Mazzotti
che risollevò lazienda facendola ritornare alla produzione
di vetture. Nel 1919 nacque la Tipo 8 dotata del primo motore 8 cilindri
commerciale della storia. Vettura di altissima gamma divenne presto lautomobile
più desiderata ed esclusiva del periodo e permise laffermazione
definitiva del marchio italiano nellimportantissimo mercato USA.
Poco dopo morì Oreste Fraschini, i suoi fratelli e Cesare Isotta
si ritirarono. Nel 1929 la crisi americana diede un duro colpo allazienda
che passò, nel 32, in mano al gruppo Caproni che riconvertì
la produzione a motori diesel industriali. Durante la seconda guerra mondiale
si tornò ai prodotti bellici ma al termine del conflitto si decise
di riprodurre vetture di lusso. Nacque così la 8C Monterosa, vettura
con motore centrale ma fin troppo particolare. Il progetto non decollò
mai e nel 1948 lazienda venne chiusa.
In seguito il marchio passò di mano in mano. Negli anni 90
una cordata di imprenditori provò a riavviare la produzione di
vetture in Calabria presentando un prototipo, la T8, con meccanica Audi
ma lidea non ebbe futuro.
Oggi il marchio appartiene al gruppo Fincantieri e produce una vasta gamma
di motori marini ed industriali nellunico stabilimento di Bari.
Inoltre il logo viene anche utilizzato per la commercializzazione di abbigliamento
ed accessori di lusso.
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