CALCIO

Una barca
che affonda

E’ oramai bagarre intorno allo Sporting Benevento. Tutti si preoccupano del futuro giallorosso, tutti sembrano voler salvare una barca che sta affondando, ma alla fine tutti tirano addosso al Presidente Spatola, che da buon marinaio(sic!!!!) vorrebbe affondare insieme al suo... vascello.
E’ un po’ troppo in verità, anche perché su quella poltrona si è ritrovato quattro anni fa, grazie ad una intelligente mossa del suo predecessore (Renato Pedicini, n.d.r.) che ebbe a lasciargli in mano un cerino acceso.
Un cerino che è diventato in questi anni una torcia rovente, ma che col suo colore ha avvinto... più dell’edera di Nilla Pizzi, il buon Spatola, che alla fine si è ritrovato... drogato... dal punto di vista del tifo.
Ora, come per ogni buon assuntore di sostanze stupefacenti, per lui è difficile smettere, anche perché tutta quella "pazziella" gli è costata milioni(sic!sic!sic!) (dice) di euro; per lui che era entrato con le lire, il cambio—valuta è stato ancora più traumatizzante di quello di un "vu camprà".
Ora pero è tempo di mandare il buon Peppino in un ambiente salubre e soprattutto disintossicante. In verità ci ha tentato a Pasqua, ma non ha sortito l’effetto voluto dal Presidente Nardone, dal Sindaco D’Alessandro, dai tifosi eminenze grigie, e da quelli della curva Sud e Nord (foresti al S. Colomba..., ma sempre sanniti!).
Un tira e molla che continua che si avvia verso un traguardo che nulla ha a che fare col calcio professionistico (fino alla C2) ma che potrebbe vedere un giallo (trilling fino al 30 giugno, data ultima utile per l’iscrizione al campionato di C1, e un rosso certamente non pompeiano, dei conti che non quadrano e non quadreranno se qualcuno (in prima fila Spatola, ma anche i... sensali!) non farà un passo indietro. E’ poco il tempo che ci separa al "2 novembre del calcio giallorosso", ed è ancora una volta che con amarezza bisogna ammettere... che il pregi... di questi... difetti... ne aveva parlato sin da dicembre!

Pregi


RUGBY

L’ U.S. Benevento
Campione d’Italia

Ad Arezzo, nella finale del campionato Under 17, l’U.S. Benevento mette alle corde il Benetton fin dai primi minuti di gioco, segnando una meta ai veneti in seguito a ripetute mischie a cinque metri. L’estremo del Benevento (Buccirossi schiacciava in meta all’altezza della bandierina, trasformazione impossibile.
Insiste il Benevento che si è praticamente piazzato nella metà campo dei ragazzi in Bianco verde, attacchi continui che fruttano solo un calcio da 3 punti. Il Benetton risponde con un calcio piazzato ed incamera i primi 3 punti.
Prima della fine del tempo, il Benevento va ancora in meta con una bella azione corale, portando il risultato sul 15 a 3.
L’inizio del secondo tempo vede ancora il Benevento in attacco, e da una bella azione beneventana, nasce l’unica meta messa a segno dai veneti. Un attaccante beneventano, placcato a pochi metri delle linea di meta avversaria, tiene un attimo di più il pallone e l’arbitro fischia un tenuto; calcio di punizione a favore del Benetton.
Battuto il calcio di punizione, l’ala beneventana, che aveva preso al volo il pallone, invece di ricacciare in difesa i veneti con un calcio in touche o nella loro zona difensiva, tenta una ripartenza in slalom e viene intercettato, pallone perso e possesso che passa ai veneti, uno dei mediani "buca" la difesa e deposita il pallone in meta; 15 a 8 (trasformazione sul palo). Riprende a macinare gioco il Benevento che potrebbe segnare ancora, ma errori di "handling" o altre incertezze, bloccano i tre-quarti biancocelesti che, comunque, stazionano ormai stabilmente nella metà campo avversario. Questa pressione frutta altri due calci, uno trasformato da quasi metà campo e l’altro "stampato" sul palo dalla brava apertura del Benevento Calandro).
18 a 8 il risultato finale, che non è stato mai in discussione; partita non bellissima, complice l’emozione ed il caldo, fortunatamente mitigato, di tanto in tanto, dal passaggio di nuvole che portavano un pò d’ombra ai ragazzi in campo.
Grossa prestazione della mischia beneventana che ha "rubato" parecchi palloni agli avversari, soprattutto gestendo bene la touche.
Numeroso il pubblico, formato in egual misura da Beneventani e Trevigiani, integrato dagli amici Aretini che, insieme al loro "mister" Franco Ascantini, hanno tifato.Benevento.
Nota curiosa, in campo alcuni ragazzi figli d’arte (Pascucci-D’Apice-Calandro), figli di atleti che hanno giocato a Benevento con allenatore Franco Ascantini.

F.F.

PRIMAPAGINA, EDITORIALE, CITTÀ, PROVINCIA

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